Attualità: costume, società, culturaEditorialeEsplorazione immaginaleRiflettere sul Thema Mundi (video e articolo): Emanuele Scialpi e Francesco Faraoni

Redazione TheSun Astrology Redazione TheSun AstrologySettembre 9, 202019123 min
Come erano posizionati gli astri nella Creazione del Mondo? Dopo l’approfondimento di Emanuele Scialpi (video a inizio pagina), in questo articolo (a cura di Francesco Faraoni) intendo approfondire più sul piano astrologico Il Thema mundi, quello riportato da De philosophia mundi (Guillaume de Conches) che spiega la disposizione degli astri probabilmente usando le fonti di Ambrosius Theodosius Macrobius. La disposizione degli astri nel Thema Mundi è un calderone di risorse profonde da cui poter disquisire all’infinito. E’ il primo “grafico” astrologico che dovrebbe essere studiato e compreso. Ovviamente, come ci ricorda Firmico, non possiamo stabilire una data esatta dell’inizio del mondo, quindi il Thema Mundi è un’immagine totemica dell’inizio e della creazione di tutto, non solo del nostro pianeta, ma anche del sistema solare e dell’universo che dal nostro punto di vista (terrestre) osserviamo. Il Thema Mundi è un buon punto di partenza per ragionare sulla disposizione dei pianeti (Mercurio Venere Marte Giove Saturno) e dei luminari (diurno Sole notturno Luna) in relazione anche alle loro dignità conferite dalla tradizione. In un certo senso rappresenta il corpus hermeticum della dottrina astrologica specialmente di tradizione ellenistica. Quindi è una fonte potenziale di ratio (ragionamento) nel comprendere la logica del sistema astrologico, nonché per comprendere l’intelligentia che vi è dietro questo sistema.
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Intanto, vorrei ragionare sulla sottile ma netta differenza tra ratio e intelligentia, con questa citazione tratta da SPHAERA – Leo S. Olschki Editore.
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La superiorità della conoscenza divina su quella umana è una maggiore perfezione che non è soltanto di ordine gnoseologico, ma che è anche di ordine ontologico. La ratio appartiene alla natura meno perfetta dell’uomo mentre l’intelligentia appartiene a quella più perfetta di Dio. Lo stesso vale per la durata: l’essere divino e la durata divina sono superiori all’essere dell’uomo e alla durata dell’uomo, così che se la conoscenza umana avviene nel tempo, la conoscenza divina avviene nell’eternità; se il tempo è molteplice, l’eternità è unitaria; se gli istanti (nunc) del tempo sono passati, presenti e futuri, l’istante dell’eternità divina è un presente atemporale al quale Dio riconduce e innalza le volontarie azioni umane future. E poiché l’eternità divina è la “interminabilis uitae tota simul et perfecta possessio” (De consolatione philosophiae), i futuri liberi non possono che esservi contenuti secondo le modalità dell’eternità divina medesima. Ciò comporta che essi vi esistano allo stesso modo e tutti insieme, per cui Dio che li prevede li conosce perché essi sono simultaneamente sottoposti al suo sguardo. (pag. 55-56, Il centro e la circonferenza. Proclo, Boezio e Tommaso D’Aquino).
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Il Thema Mundi è criticato da Firmico (o meglio l’idea che esista un giorno specifico della creazione del mondo è discusso da Firmico).  Da un testo di Firmico tradotto da Thomas Taylor, l’autore rifiuta l’idea di un giorno preciso in cui è nato il mondo: “Il mondo non ebbe origine in un giorno definito, né ci fu mai un momento in cui il mondo fu creato dalla volontà di un intelletto divino o dalla divina provvidenza; la fragilità umana non si è spinta fino al punto di concepire o tentare di spiegare l’origine del mondo, in particolare per il fatto che la sua periodica distruzione, che si compie per via di una conflagrazione o di un diluvio, avvenga ogni 300.000 anni. … Quegli uomini divini hanno saggiamente inventato questo oroscopo del mondo. Mi sembra utile spiegare la natura di questa divina composizione, in modo che il mirabile ragionamento alla base di questo schema congetturale possa essere illustrato secondo le regole dell’arte astrologica”. La struttura “simbolica” del Thema Mundi è una perfetta osservazione della disposizione ordinata degli astri visibili e ci permette di usarla come riferimento, nella nostra mente creativa, per ricordarci l’origine delle cose e la perfezione di questa disposizione.
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L’inizio del mondo e della creazione è osservato con l’ARIETE posto nel medio cielo, non dunque nell’ascendente dove si trova il CANCRO.
L’Ariete come segno al medio cielo intende rappresentare la “manifestazione del mondo stesso”, nel suo splendore e nella sua magnificenza. Igino ci riporta l’immagine di un segno che intende rappresentare il ritorno al vigore di tutta la creazione (De Astronomia), mentre Macrobio afferma “quando il cielo e gli elementi furono purificati per raggiungere il fulgore che ora possiedono … l’Ariete si trovava in mezzo al cielo e poiché il mezzo del cielo è quasi la sommità del mondo, fu ritenuto primo fra tutti i segni, essendo apparso all’avvento della luce, come il capo del mondo” (citazione tratta da Le dimore celesti, di Giuseppe Bezza).
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La prima osservazione è che viene posto al medio cielo, potenza vigorosa della creazione, il segno che è l’esaltazione del SOLE che nel Thema Mundi è posizionato nel Leone, suo domicilio. Mentre all’ascendente troviamo il segno CANCRO che stava quindi sorgendo al momento della nascita del mondo. Prima di tutto, il segno è il domicilio che è stato conferito alla Luna, ma in questa energia zodiacale troviamo una interessante indicazione sul concetto di PORTE DEL SOLE: il Cancro è la Porta degli Uomini, quindi è posto come segno sorgente all’orizzonte perché rappresenta la nascita dell’umanità, ovvero le anime che si incarnano.
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Vediamo che in opposizione al Cancro, nel Discendente luogo tramontate, troviamo il Capricorno che è la seconda Porta del Sole, chiamata Porta degli Déi, dove si accede al mondo divino, spirituale, dice infatti Valente che è “il luogo del tramonto del mondo, significa le angustie e le fatiche”, è dove l’uomo ritorna, la soglia che supera al termine della sua incarnazione. Al segno Ascendente è posizionata la Luna, al segno discendente Saturno, che sono i rispettivi domicili.
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L’Ariete posto invece nel mediocielo è legato a Marte che troviamo nel Thema Mundi in Scorpione, ad occupare il domicilio notturno, quello che è considerato “migliore” per il pianeta perché qui è più possibilista, più ammorbidito nelle sue valenze di eccesso collerico. Ma in opposizione al segno del mediocielo, incontriamo Venere e il Segno Bilancia: se il segno del Cancro (dell’Ascendente nel Thema Mundi) rappresenta la Porta degli uomini, e se il segno Capricorno (del discendente nel Thema Mundi) rappresenta la Porta degli dèi, il segno dell’Ariete (del Mediocielo nel Thema Mundi) rappresenta l’autorità della vita, l’espressione autorevole dell’esistenza incarnata, molte disamine sul segno lo vedono personificato da un Pastore proprio perché in questa posizione intende rappresentare la vita che è già incarnata e si sta manifestando nel suo potere e nella sua potenzialità. In opposizione la Bilancia, nel Thema Mundi il segno è posto nel Fondocielo luogo più buio e profondo, la radice della creazione dove soggiace un’energia definita da molti autori “politica e giusta” che quindi esprime moralità, etica e senso estetico, è il fondamento della creazione dove ogni cosa è soppesata e ricerca un equilibrio possibile.
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L’astrologo Robert Schmidt propone proprio osservando l’immagine totemica del Thema Mundi una cosignificanza relativa alle case celesti in relazione alla disposizione degli Astri nella Creazione del Mondo. Non è una idea nuova, già in passato diversi autori hanno ragionato su queste analogie; per esempio sul segno Aquario secondo Retorio, Aegyptia excerpta ex Teucro Babylonio de duodecim signis è nella disposizione della Nascita del Mondo (Thema Mundi) seguente l’angolo del tramonto (in parole semplici è segno della Casa otto del Thema Mundi), quindi è luogo che insegna sulla morte. È il più freddo dell’anno, infatti risulta opposto all’estremo caldo del Leone, Macrobio lo considera il più lontano dal temperamento umano e per questo è considerato luogo di purgazione. Retorio definisce questo segno nekrodes ovvero simile ad un morto e akneron ovvero timido, riservato, ritirato. L’Aquario è visto anche da Albumasar come segno della modestia degli uomini, Vettio Valente lo ritiene un segno che può portare affanno, lotta, doveri, lavori aspri. Limitandomi solo all’osservazione del Thema Mundi è evidente che il concetto di “morte, simile a un morto” e i caratteri cupi del segno, sono in parte ispirati anche dalla visione ellenistica del Thema Mundi.
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Vi propongo la tabella delle cosignificanze indicata da Robert Schmidt, che se anche possiamo non condividere e ritenere sbagliata, è comunque una “chiave di lettura” del sistema astrologico, basata sul Thema Mundi; queste analogie le affronterò prossimamente, analizzando ogni posizione e cercando di riflettere che tipo di analogie possiamo trarvi. A presto.
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VIDEO realizzato da Emanuele Scialpi
ARTICOLO realizzato da Francesco Faraoni
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COSIGNIFICANZA DEI LUOGHI CELESTI
ISPIRATE DAL THEMA MUNDI
SECONDO L’ASTROLOGO ROBERT SCHMIDT
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CASA ZODIACALE COSIGNIFICANZA ZODIACALE COSIGNIFICANZA PLANETARIA
CASA UNO CANCRO LUNA
CASA DUE LEONE SOLE
CASA TRE VERGINE MERCURIO
CASA QUATTO BILANCIA VENERE
CASA CINQUE SCORPIONE MARTE
CASA SEI SAGITTARIO GIOVE
CASA SETTE CAPRICORNO SATURNO
CASA OTTO AQUARIO SATURNO
CASA NOVE PESCI GIOVE
CASA DIECI ARIETE MARTE
CASA UNDICI TORO VENERE
CASA DODICI GEMELLI MERCURIO
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