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ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Abhigya Anand: l’astrologo più giovane al mondo ha predetto il coronavirus

Lui è Abhigya Anand, il più giovane astrologo del mondo, che con un video di 20 minuti (che vedete a inizio di questo articolo) ha raggiunto oltre 6 milioni di visualizzazioni, semplicemente annunciando un momento severo per il mondo da novembre 2019 ad aprile 2020, annunciando letteralmente l’arrivo di una pandemia virale. Il giovane astrologo vedico nel video dice che l’umanità non sentirà buone notizie fino a fine giugno 2020.

Purtroppo le predizioni astrologiche non terminano qui. Un altro momento difficile per l’umanità è, secondo l’astrologo, imminente e riguarda dicembre 2020, un evento di portata globale coinvolgerà il mondo fino a marzo 2021, riportandoci scenari di estrema difficoltà.

Ciò che Anand interpreta sono i severi transiti che ci caratterizzano nel 2020 e negli anni a venire, lui lo fa in ottica vedica, noi li osserviamo in modo occidentale: per esempio la grande congiunzione mutazionale di fine 2020 è qualcosa che parla di un grande cambiamento in arrivo, dove il virus emerso a inizio 2020 è solo un prodromo. I valori di ICP (indice ciclico planetario) sono chiari: 2020, 2021, 2022 sono anni difficili, solo il 2023 con l’ingresso di Plutone in Aquario cominceremo a risalire verso una nuova ciclica ascensionale.

Negli approfondimenti successivi, l’astrologo Abhigya ha affermato che il 31 maggio è il momento in cui questa pandemia sarà in un certo senso sotto controllo ma non segnerà come data la fine della pandemia, andrà avanti l’emergenza che sarà però più sotto controllo e dobbiamo dunque prepararci a convivere con questa nuova realtà. Dobbiamo inoltre essere molto attenti agli eventi che avverranno a fine 2020, quando a Dicembre qualcosa di nuovo emergerà in modo pernicioso in tutto il mondo, e che ci proietterà nuovamente fino a Marzo 2021 in periodi di riflessione necessaria sul senso della nostra umanità e del nostro progresso.

L’evento di fine 2020 (che personalmente ritengo possa essere associato alla congiunzione Giove-Saturno mutazionale) risulterà più grave del coronavirus e potrebbe gettare il mondo nel caos, un evento probabilmente di natura geologica/atmosferica/terrestre – almeno questo dichiara l’astrologo vedico.

L’astrologo ammonisce l’umanità: gli eventi che stanno avvenendo sono legati specificatamente alla Natura che vuole dirci qualcosa di specifico. Il giovane astrologo ritiene che dobbiamo fermare la nostra ira e la nostra rabbia, dobbiamo cambiare alimentazione, smetterla di mangiare animali e di uccidere, dobbiamo relazionarci con il nostro Karma, in questa sua ammissione mi viene in mente una celebre citazione di Gandhi:

La grandezza di una nazione
e il suo progresso morale
si possono giudicare dal modo
in cui tratta gli animali.

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Libertà e responsabilità ai tempi del coronavirus

Ciò che in questi mesi sta accadendo in Italia induce ognuno di noi a fare riflessioni sui temi della paura, dell’incertezza, della libertà e della salute collettiva. Per la prima volta dai tempi del conflitto mondiale l’Italia si trova ad affrontare una guerra molto particolare, che pur non combattendosi con le armi, risulta per noi altrettanto difficile e impegnativa: questa situazione sembra infatti farci uscire impetuosamente dalla zona comfort nella quale pensavamo di trovarci, richiamandoci a una particolare sensibilità nei confronti degli altri e della salute sociale. Questo virus, pur lasciando aperti interrogativi di vario tipo sulle sospette modalità di diffusione, non solo sta diventando un reale problema collettivo – da affrontare e risolvere – ma sta anche consentendo ai governi di intaccare in maniera prepotente la libertà individuale per il mantenimento della salute pubblica. Una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto traumaticamente che per noi le cose erano cambiate radicalmente. Da quel momento, oltre al quotidiano bollettino di guerra delle vittime e dei contagiati, abbiamo assistito a un crescendo di inviti a rispettare alcune regole di comportamento che, in seguito alla veloce e capillare diffusione del virus, sono passati dal semplice invito a un obbligo che tutti sono tenuti a rispettare, pena sanzioni non solo pecuniarie, ma anche penali. Ed è allora spontaneo chiedersi: cosa sta succedendo alla nostra bella Italia?

Dal punto di vista astrologico possiamo fare alcuni ragionamenti sul momento storico che sta vivendo il mondo intero e di conseguenza l’umanità e l’Italia. È sotto gli occhi di tutti come gli iniziali richiami alla responsabilità personale non abbiano avuto il successo sperato, con l’effetto di farci precipitare velocemente in una spirale di leggi e divieti e in una sorta di coprifuoco in cui le forze dell’ordine decidono, controllano e bloccano i movimenti delle persone. Ad aggravare la situazione concorre anche la diversa percezione che le persone hanno della situazione. A livello percettivo, infatti, ciò che accade al Sud è sicuramente diverso da ciò che accade al Nord, dove la situazione è decisamente grave: ospedali, medici e personale sanitario sono al collasso e nel caso di un ulteriore aumento dei contagi (cosa che purtroppo si sta verificando, soprattutto in Lombardia) sussiste il concreto rischio che non siano più in grado di garantire le cure appropriate a chi dovesse averne bisogno. Nel centro Italia e nel Sud, invece, la situazione sembra non essere esattamente la stessa, dato che il numero dei contagi registrati è sensibilmente più basso (e di entità non paragonabile a quella del Nord). Ciò si riflette sulla percezione degli abitanti di queste zone d’Italia, inducendoli a pensare che i provvedimenti presi siano del tutto esagerati e fuori da ogni logica. Volendo dare un quadro astrologico, in questo periodo vediamo coinvolti in modo particolare tre segni zodiacali, ai quali cui se ne aggiungerà un quarto a partire dal 23 di marzo, data in cui Saturno lascerà temporaneamente il Capricorno per entrare per circa quattro mesi in Acquario. I segni in questione sono il Capricorno, nel quale ad oggi stazionano Plutone, Giove, Saturno e Marte; i Pesci, nel quale staziona Nettuno e il Toro in cui si trova Urano. Tutto ciò riflette pienamente la difficoltà che l’umanità in generale e l’Europa in particolare stanno vivendo: essendo coinvolti tutti i pianeti lenti, è evidente che si tratta del periodo in cui il macrocosmo celeste sta lavorando alacremente per indurre il microcosmo umano a operare cambiamenti a dir poco radicali.

Il mese di marzo 2020 è quello che raccoglie più significativamente
le simbologie di questa emergenza che incontriamo nei segni
del Capricorno (Plutone Giove Saturno Marte) dei Pesci
(Nettuno) e del Toro (Urano).

Secondo quanto ha scritto André Barbault – il maggior esperto di astrologia mondiale, morto qualche mese fa – il vecchio continente è governato dal ciclo Saturno-Giove, pianeti che attualmente sono in Capricorno e che formeranno aspetto di congiunzione a fine anno, ma di cui iniziamo già ad avvertire la portata in quanto, a detta di Barbault, questo aspetto indica la fine di un ciclo e l’inizio di quello successivo (cosa che riguarda in modo specifico l’Europa). Questo significa che stiamo assistendo a qualcosa che si sta definitivamente chiudendo e dunque finendo, almeno nella forma attuale; a conferma di tutto ciò abbiamo anche Plutone, che fa aspetto di congiunzione con Giove mentre ha già lasciato quella con Saturno. Marte può essere semplicemente visto come un attivatore delle dinamiche che i grandi lenti cercano di portare alla coscienza e a fine mese passerà in Acquario. Questa combinazione è in rapporto a una sorta di austerità e di moralizzazione e, con buona probabilità, ha il compito di portare a termine (Saturno) e di trasformare (Plutone) il nostro modo di vivere e di spendere, il modo in cui vengono gestite le risorse e, senza dubbio, il modo di fare politica. Il Capricorno, del resto, ha a che fare con lo Stato e con l’autorità, mentre Plutone simboleggia il potere economico e finanziario, che di certo non viene usato in modo corretto. Le contemporanee posizioni di Nettuno in Pesci e di Urano in Toro rappresentano anch’esse un rafforzamento di tutto ciò e un invito a operare cambiamenti radicali (come è nelle corde di Urano) nella distribuzione delle risorse e nella trasformazione dei valori; mentre Nettuno, dal suo canto, invita a riflettere sui principi e sugli ideali che negli ultimi trent’anni hanno ceduto sotto il peso del consumismo sfrenato e che ancora non sono stati sostituiti da altri più consoni a ciò che l’uomo è adesso. Questi cambiamenti dovrebbero portare a soluzioni innovative e soprattutto a ritrovare motivazioni e scopi che ora sono in disuso.

Secondo quanto ha scritto Andrè Barbault
il vecchio continente è governato dal ciclo Saturno-Giove
che formeranno aspetto di congiunzione a fine anno.

Stiamo dunque parlando di una vera e propria rivoluzione di tutti i sistemi – personali, sociali, politici, finanziari ed economici – ed è in questa situazione di precarietà che è venuto a inserirsi il COVID-19, che sta indubbiamente accelerando i processi e incidendo sulle risorse che erano già in crisi e che si assottiglieranno ancora di più, ponendoci di fronte a nuove difficoltà che dovremo affrontare in seguito, allorché saremo chiamati a trovare fonti alternative di reddito che siano più rispettose della vita, degli esseri umani e del pianeta. Senza dubbio all’orizzonte si profilano scenari complicati, nell’ambito dei quali – oltre alle evidenti difficoltà dovute al virus – siamo toccati dalla drastica sottrazione di libertà di movimento e di autodeterminazione. Libertà che tutti pensavamo di aver definitivamente conquistato, nonostante i molti segnali che negli ultimi tempi avrebbero dovuto farci riflettere: basti pensare al costante incremento di regole, divieti e obblighi degli ultimi anni, che ci ha messi nella condizione di sudditi più che di cittadini. Tuttavia, il grande interrogativo di questo momento è se debba prevalere la salvaguardia della salute pubblica oppure quella della libertà individuale. La risposta è tutt’altro che semplice e richiede un ragionamento profondo e articolato, dato che siamo di fronte a due valori fondamentali che non dovrebbero mai trovarsi in conflitto tra loro. Ogni individuo deve infatti avere la libertà di autodeterminarsi ma deve anche dar prova di possedere un buon senso di responsabilità che, in circostanze di assoluta straordinarietà, non può prescindere dal tenere comportamenti che non impattino sulla salute e sulla libertà altrui. Da tempo, soprattutto nel nostro paese, sono drasticamente crollati il senso civico e la responsabilità individuale: come ben ci insegna l’archetipo di Saturno, ad ogni caduta di questi preziosi ingredienti corrisponde un’impennata di norme e regole dettate da chi detiene l’autorità. L’equazione è molto semplice: maturità e responsabilità favoriscono la libertà e l’iniziativa individuale e limitano l’impatto dell’autorità sugli individui, mentre la loro carenza fotografa persone immature e non in grado di fare scelte responsabili, che con i loro comportamenti facilitano la promulgazione di leggi e divieti tesi a limitare la libertà, anche qualora vengano spacciati come necessari alla protezione pubblica e collettiva. Da tempo noi italiani siamo su questa scia. Non è un caso che negli ultimi dieci anni siano aumentati del 30% i divieti, le sanzioni e le ammende; una cosa che dovrebbe farci riflettere sul valore che diamo alla libertà, soprattutto quando poi non siamo in grado di prenderci la nostra parte di responsabilità e quindi chiediamo tutele, sicurezze, telecamere in ogni angolo di strada e via dicendo, dimenticandoci del fatto che non possiamo continuare a comportarci come bambini che delegano ad altri la responsabilità della propria vita, sperando al contempo che non vi sia poi un impatto forte sulle libertà individuali. L’equazione di Saturno è: più responsabilità = meno autorità; meno responsabilità = più autorità.

Come ben ci insegna l’archetipo di Saturno, ad ogni caduta
di questi preziosi ingredienti (libertà di autodeterminarsi e senso
di responsabilità) corrisponde un’impennata di norme
e regole dettate da chi detiene l’autorità.

Purtroppo ciò che dobbiamo ancora imparare è che la libertà non esiste se non partecipiamo attivamente alla vita pubblica, se non proponiamo e pensiamo con la nostra testa e se non ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni. Tutto questo corrisponde allo stato attuale delle cose a cui siamo chiamati a mettere mano. Sappiamo che ogni crisi porta con sé nuove opportunità e forse è tempo di pensare che non tutto è negativo e non tutto è perduto: se lo vogliamo, siamo in tempo per affrontare quei cambiamenti di rotta che stanno diventando giorno dopo giorno sempre più necessari. In questo momento ci sono richiesti innanzitutto cambiamenti nelle nostre abitudini, onde tutelare chi è più fragile e potrebbe trovarsi a pagare le conseguenze della condotta sbagliata di altri. In seguito, tuttavia, dovremo ipotizzare ben altri cambiamenti. I passaggi planetari attuali sono molto chiari nel loro simbolismo: Plutone e Saturno sono due “finitori”: entrambi portano al collasso ciò che non funziona più e che non può più continuare nello stesso modo perché ha esaurito il suo tempo. Occorre dunque un cambiamento che ci traghetti definitivamente nell’Era dell’Acquario, un’Era che ci parla tanto di libertà, di sviluppo sostenibile, di senso sociale ma che – sull’altro piatto della bilancia – richiede maturità, autodisciplina e specifiche responsabilità individuali da adottare nei confronti della società della quale siamo parte. È tempo di renderci conto che siamo tutti parte di questo mondo meraviglioso e che lo dobbiamo tutelare in ogni modo, riguadagnandoci così a pieno titolo il diritto alla nostra libertà e il rispetto per tutte le individualità. Come sempre ci troviamo di fronte alla legge del dare e dell’avere: se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo necessariamente mostrare la nostra capacità di dare qualcosa in cambio. L’Era dell’Acquario mette sullo stesso piano diritti e doveri perché i primi possono esistere solamente se ottemperiamo ai secondi. Forse questa è la grande sfida del futuro che viene sicuramente accelerata dalla pandemia in atto che mette tutti in quarantena: tutti dobbiamo fermarci a riflettere sul perché siamo chiamati a restare isolati (quando in realtà molte persone, incontrandosi solo virtualmente, vivevano già isolate) e sul fatto che dobbiamo stare a casa, ambito dove ci sono i nostri affetti e che potrebbe farci ritrovare valore anche nelle cose che contano realmente per noi e nelle piccole cose quotidiane. Inoltre, in un’epoca in cui siamo sempre affannati e stressati, siamo costretti a fermarci e a capire che la vita è il bene più prezioso e che il lavoro può procedere ugualmente trovando alternative più compatibili con la qualità della vita stessa e con il valore intrinseco che ogni cosa possiede, al di là di quello commerciale. In pratica, quando il virus lascerà la presa, saremo chiamati a fare ognuno la sua parte per risollevarci del tutto, ma senza dimenticare di scoprire un sapore diverso in ogni singola cosa che vorremo fare. Forse questo periodo ci aiuterà a ritrovare energie, motivazioni e scopi che dovremo mettere in comune per creare una società migliore, libera e rispettosa di tutti.

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La Paura: il mood del 2020, viaggio alla riscoperta degli echi arcaici

L’enciclopedia Treccani definisce il concetto di PAURA con questa definizione: stato emotivo consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia di fronte a un pericolo reale o immaginario o dinanzi a cosa o a fatto che sia o si creda dannoso… ma dal punto di vista umanistico, la definizione di PAURA di Gregory David Roberts (scrittore australiano) è a mio giudizio la più attuale e vera: la paura è l’emozione più difficile da gestire; il dolore si piange, la rabbia si urla ma la paura si aggrappa silenziosamente al cuore. È proprio quanto sta accadendo, in questo inizio 2020 non dei migliori, che ci proietta in un vortice di emozioni non nuove ma che credevamo assopite negli abissi della dimenticanza: noi uomini e donne di questo tempo contemporaneo e moderno che ci crediamo invincibili ed eterni, noi che idolatriamo l’idea di essere carnalmente immortali, ci stiamo confrontando con emozioni arcaiche ed ataviche, che scuotono certezze  ipocrite, finte, estremamente fragili.

La paura nell’arte

L’arte può aiutarci a comprendere questo sentimento, quello della paura, che non è affatto un qualcosa di non umano, la paura è un’emozione precisa con cui conviviamo, consapevolmente o non, ogni giorno, e che percepiamo in modo più evidente quando qualcosa invade i nostri spazi sacri, i recinti della sicurezza e di ciò che riteniamo inviolabile. L’URLO di EDVARD MUNCH è l’opera artistica che emerge nel nostro immaginario appena evochiamo il concetto di paura. Mette in risalto un volto di un individuo deforme, in uno scenario alterato e angoscioso, è l’emblema del pessimismo di fine Ottocento, un dolore angoscioso che intanto ci dice quanto il dolore sia un sentimento solitario, privato, che non trova sovente consolazione nel mondo, l’universo intorno è attonito, direi vuoto, l’urlo della Paura emerge su tutto e diventa dirompente e autonomo, indifferente al resto dell’umanità.

 

La paura rievoca una dimensione in cui essa si esprime, è la dimensione infernale, luogo del Tartaro dove risiede Plutone e dove secondo il mito vi ha fatto soggiorno anche Saturno. Plutone Saturno sono i due simboli celesti che si sono incontrati, nuovamente, a gennaio 2020, come a rievocare il ritorno di Saturno nel Tartaro: luogo in cui Saturno deve soggiornare affinché possa riemergere più forte di prima e pronto a dimorare sulla Terra in una nuova età dell’oro. Prima di ogni Era Oro, l’inferno è il luogo più basso da sperimentare, perché è solo in esso che comprenderemo l’ombra più oscura; solo conoscendola nel profondo potremo riscattarci da essa. L’Inferno di Giacomo da Modena – in un particolare del suo affresco – (nell’immagine successiva) rievoca creativamente la dimensione in cui l’emozione della Paura si esprime. Vediamo centralmente l’incarnazione di Saturno-Plutone, un mostro deforme che fagocita e defeca esseri umani, masticati e digeriti nel dolore e nell’angoscia. Il processo digestivo è quello più colpito dalla paura che altera dal punto di vista olistico la nostra capacità di “digerire e metabolizzare”, questa disfunzione causa l’incapacità di nutrirsi in modo equilibrato. La digestione bloccata o alterata mette a disagio il nostro corpo, dal punto di vista della psicologia del profondo questo quadro vuole simboleggiare la dimensione della paura che blocca e altera la capacità di assimilare ovvero ostacola i processi di discernimento, di selezione e razionalità. Così la paura si sprofonda nell’inferno nella così detta Notte dell’Anima. In questo periodo aumentano le paure immotivate che diventano psicosi, deliri, fobie, che spingono alcuni anche a gesti di estrema violenza e razzismo: è l’incapacità di “discernimento” generata dall’emozione della Paura.

 

Nel quadro Studio dal ritratto di Innocenzo X di Francis Bacon (immagine successiva), che è la deformazione di un’opera di Diego Velazquez, il pontefice è deformato nell’espressione, che rievoca un urlo di paura, orrore, di strazio. E’ considerato uno dei quadri che suscita le emozioni più terribili, un quadro che esprime i disagi del suo creatore, Bacon, ma nello stesso tempo rappresenta il “modo di vedere” ovvero la visuale di colui che guarda le cose attraverso il filtro della paura. La visione creativa di Bacon di Papa Innocenzo X rappresenta il punto di vista e di osservazione di chi è governato dall’emozione della Paura, esprime come il mondo che è intorno viene percepito: tutto è deformato, tutto incute terrore, tutto fa sprofondare nell’orrore! Chi ha paura è dominato da una visione alterata della realtà, qualsiasi cosa anche innocua diventa orribile, pericolosa, potenzialmente dannosa.

 

La Paura è un’emozione attraverso cui possiamo conoscere le fragilità più profonde di ogni uomo e ogni donna; ci spinge a fare i conti con le parti più nascoste di noi. Come si sconfigge la paura? Sapendola prima di tutto riconoscere. Se diamo un nome alla Paura, identificandola, si trasformerà da blob oscuro (massa priva di forma e di consistenza) in unità identificata! Avere coscienza della paura significa saperla dominare. La Paura in astrologia è associata a Plutone. Mentre Saturno signore del Capricorno tende a dare forma alle cose, irrigidendo l’informe in struttura stabile e concreta. Ma per identificare la paura abbiamo bisogno non solo di Saturno – che irrigidisce l’amorfo definendolo – ma anche di compassionevole capacità modellante, di energia e amore che possa dare alla “forma” una struttura non solo identificabile, ma anche apprezzabile. Così entra in gioco l’energia della Bilancia, esaltazione di Saturno e domicilio di Venere; e Marte che nel Capricorno è esaltato. Saturno Venere Marte sono gli strumenti attraverso cui possiamo modellare il blob-plutonico chiamato Paura Collettiva, riorganizzandola in un contenuto gestibile dalla mente e dal discernimento. Il leggendario abbraccio tra Amore e Psiche, in un momento in cui si impone la distanza e la necessità di allontanarci dall’altro, assume un valore catartico di essenziale importanza, sapersi abbracciare e saper abbracciare gli altri è l’unica chiave di volta attraverso cui possiamo proiettarci verso una rinascita totale dell’umanità, per ora limitandoci a proiettarla in attesa di concretizzarla realmente.