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Riflessione sui transiti: bisogni e scelte! | Rossana Strika

Durante la diretta dell’altra sera sul Cielo di Settembre assieme ad Irene (link della registrazione del live qui), una persona ha espresso delle preoccupazioni riguardanti i transiti del prossimo futuro, ho così deciso di dedicarle queste brevi righe. Inizio la mia riflessione con questa frase:

 

Nessuna scelta è possibile finché viene
smossa dalla percezione di un bisogno
insoddisfatto o da una paura in azione.

 

La parola “bisogno” esprime uno stato di percepita necessità, senza voler per questo demonizzarla come accade in molti percorsi di crescita personale. È molto importante invece divenire consapevoli dei propri bisogni, proprio per poterli nutrire personalmente e per evitare di entrare nei classici circoli viziosi che spesso attiviamo nelle relazioni.

Circoli basati sulle aspettative che altri colmino i nostri vuoti e le nostre mancanze. È importante però sottolineare che si tratta di percezioni soggettive, anche se alcuni bisogni accomunano in realtà tutti noi.

Sentiamo allora nel cuore un senso di “mancanza” che attrae altra mancanza. Ci aspettiamo che qualcuno ci comprenda e si prenda cura dei nostri bisogni e ci arrabbiamo quando ciò non accade per nulla o accade in maniera distante dalle nostre aspettative.

L’abitudine dell’Essere Umano ad aspettarsi le cose dall’esterno distrae dalla necessità di focalizzazione all’interno, ed è come se dovessimo ogni volta invertire la marcia rispetto alle apparenze, scardinando ogni piccolo residuo di condizionamento derivante dall’adesione al pensiero comune.

Noto questo tipo di automatismo nelle persone che ripongono fiducia nella mia professionalità e che arrivano a me per i consulti sui transiti, il tema delle aspettative traccia il percorso del nostro pensiero.

Alcuni transiti tendono ad incutere timore se non vero terrore, anche per un certo contributo cinematografico che ne ha rafforzato la percezione. “Saturno contro”. Le persone a volte si fermano sulla paura, il gigante paralizzante dell’Essere Umano, ma quando la persona mi esprime paure, la invito ad indagare più a fondo su quell’emozione.

Cosa si teme in realtà? Incontrare le proprie paure è fondamentale per il loro processo di ridimensionamento e per la loro dissoluzione, ad ogni paura attraversata e superata si progredisce in termini di sicurezza e consapevolezza.

Parto dall’ovvio presupposto che non tutti i transiti ci consentono di sentirci in pace e amore come se stessimo prendendo un cocktail distesi in spiaggia (considerando poi che alcuni preferiscono la montagna). Alcuni transiti ci mettono in condizione di scalare un Everest interiore e, fermo restando che in quel momento siamo energeticamente pronti a farlo, potremmo in realtà sentirci molto disorientati.

Il pianeta entra in un determinato settore del tema, esortandoci in maniera più o meno gentile ad occuparci di espandere la nostra consapevolezza, entra in relazione con pianeti o punti del nostro radix, smuove certezze e scuote le sicurezze.

Se quindi parto da una considerazione di tipo espansivo, posso pensare che quel pianeta vibri in quel momento ad una frequenza molto diversa da quella abituale. E anche in un settore diverso rispetto al settore occupato nel nostro tema. Ecco perché la prima considerazione da fare è che è impossibile esaminare un transito senza prima aver compreso assieme alla persona il rapporto vibratorio originario con quel pianeta.

Onorare un transito significa tributare, agevolare il pianeta in accordo con lo stesso, significa rendersi disponibili a cogliere quella occasione di evoluzione. Il transito dona un’opportunità, aggiunge una possibilità di integrazione, il modo in cui lo fa dipende da ciò che trova nella nostra interiorità.

Abbiamo l’occasione allora di trasformare la prospettiva chiedendoci “quale opportunità mi viene offerta di procedere nel mio percorso di individuazione solare”?

Poiché il Sole, per sua natura, è portato ad Essere sempre qualcosa in più e lo fa attraverso l’acquisizione delle esperienze che si relazionano con i transiti.

Cosa mi sta allora chiedendo il pianeta attraverso il suo transito in un certo settore?

E contattando quel particolare pianeta radix? Quale ciclo si sta aprendo o concludendo?

È una buona idea, per esempio, redigere un diario astrologico dove segnare le esperienze di vita più salienti e riconducibili ad un certo transito. Lo si può fare assieme ad un Astrologo competente, attraverso cui comprendere sia la propria compartecipazione energetica nel tracciare alcuni percorsi, sia l’insegnamento che se ne trae.

La nostra anima a volte sceglie sentieri scomodi per rendersi più resiliente. Come quei fiori che spuntano nelle impervie rocce. Togliamoci anche l’abitudine al giudizio inflessibile rispetto agli altrui transiti. Cosa possiamo saperne delle vie scelte dalle altre persone? Ciò che faremmo noi può non essere la miglior cosa per gli altri. I transiti agiscono a livello Collettivo e nell’individuale vanno rapportati al proprio tema natale.

Sapete che mi piace portare degli esempi pratici. Una persona può prediligere le faticose e solitarie scalate alpinistiche al posto che le tranquille gitarelle fuori porta con gli amici. Può preferire dedicarsi allo studio riservato e solitario invece che partecipare a feste e altri eventi mondani. Durante un transito sfidante ciò che appare è la possibilità di cimentarci con una nuova abilità, materiale o immateriale, se si tratta di lasciar andare qualche atteggiamento che ha fatto il suo tempo. E siamo messi a confronto con lo sviluppo di nuove modalità espressive di certe energie, più o meno scomode. Al solitario può venir chiesto di aprirsi ad una maggior leggerezza, per la persona mondana, ad esempio, un momento di solitudine può essere assai impegnativo.

Tutto da ricondurre al soggettivo.

E gli aspetti sfidanti, le opposizioni e le quadrature, ci descrivono solo il grado di resistenza che metteremo nel vivere una determinata esperienza, non una sfortuna che si abbatte su di noi.

Ma le generalizzazioni sono impossibili e tutto va calibrato e modulato personalmente.

I transiti spostano la nostra prospettiva, favorendo un rilascio di schemi antichi, di residue paure o timidezze, ad esempio.

Spostano il focus e abbiamo l’opportunità di tornare in noi, a noi, senza aspettarci qualcosa di esterno ma comprendendo che ciò che si manifesta all’esterno è la cartina al tornasole di ciò che siamo dentro. E viviamo costanti trampolini di lancio.

Un lancio verso il nuovo, una nuova capacità di scegliere, e di agire in base a scelte più aderenti all’Essere autentico che ora si-Amo.