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ASTROLOGIAAstrologia TradizionaleFrancesco Faraoni

La cosignificanza per Thema Mundi 2° Parte

Nella prima parte (link) di questo approfondimento, ho tratto in grandi linee la questione sul Thema Mundi stabilendo che in qualità di Immagine del Mondo Creato, è un buon punto di partenza “simbolico” nel comprendere la natura del linguaggio astrologico (almeno nella visione ellenistica) e abbiamo compreso come le cosignificanze delle case celesti non sia affatto una cosa di poco conto. L’approccio comune associa per cosignificanza i vari segni zodiacali alle varie case celesti in modo arbitrario, ovvero attraverso un ragionamento aritmetico: il Leone è il quinto segno quindi è cosignificante la Casa Cinque; il Sagittario è il nono segno quindi è cosignificante la Casa Nove. Questo approccio non mi ha mai convinto. Anche perché, come scritto nella prima parte (link) le case celesti non hanno attinenza con i segni zodiacali e la cosignificanza è puramente “simbolica”, ovvero intende esclusivamente rappresentare una certa natura del Luogo celeste, nella sua radice più pura e originaria. Il Thema Mundi ci offre una cosignificanza che è strettamente legata all’idea di Creazione del Mondo, una sorta di Genesi compiuta attraverso il linguaggio astrologico. Anche se – ovviamente – non è possibile stabilire una data e un orario e un luogo in cui il Mondo ha avuto inizio (Firmico parte da questa obiezione) è anche vero che il Thema Mundi rappresenta la sintesi della disposizione degli Astri nei corrispettivi luoghi celesti, all’interno della logica astrologica (Firmico aggiunge infatti che il Thema Mundi è un punto di partenza da cui ragionare sul perché di certe dignità in astrologia).

Nella prima parte ho affrontato la cosignificanza delle case celesti più importanti, quelle chiamate angolari ovvero casa uno, quattro, sette e dieci (link). Ora affronterò le rimanenti case celesti, in un ragionamento personale che tuttavia attinge anche alle intuizioni degli autori antichi, ovvero astrologi che ci hanno preceduto e che ci hanno lasciato importanti testimonianze per lo studio dell’astrologia.

 

 

CASE FUNESTE E
LORO COSIGNIFICANZA

casa 2 Leone – casa 6 Sagittario – casa 8 Aquario – casa 12 Gemelli

Il segno Leone, Aquario, Sagittario e Gemelli vanno ad occupare nel Thema Mundi rispettivamente i luoghi più funesti considerati dalla tradizione. Premetto da una considerazione: la loro difficoltà è legata ad una condizione in cui il firmamento, in questi spazi terrestri, è oscuro, poco visibile, le stelle del firmamento non sono qui valorizzate in modo adeguato. Ne consegue che sono luoghi pigri, oziosi, che impoveriscono o indeboliscono eventuali astri presenti, inoperosi, luoghi decadenti. Questo discorso è trattato egregiamente da Manilius dove, per esempio, per l’asse Due-Otto rievoca il concetto di Asse Tifonico.

 

In questa immagine vediamo la tomba di Clemente XIII (Canova, 1791) – Basilica di San Pietro, Roma – ai piedi del sepolcro due Leoni sdraiati a proteggere le spoglie del sacro loculo. Nel Thema Mundi il LEONE occupa il Luogo Due, Porta dell’Ade, è segno di ostinazione e di caparbietà, ma è anche energia vitale (perché domicilio del Sole) che posizionata-orientata dinanzi alla Porta dell’Ade vuole probabilmente ricordaci la sottile separazione tra vita e morte: in opposizione al Leone vi è infatti l’Aquario segno che occupa nel Thema Mundi il luogo otto. Molti cimiteri antichi di tradizione araba posizionano davanti alle lapidi dei leoni, a simboleggiare il coraggio del defunto (che in genere era un guerriero) e a simboleggiare la vita davanti all’ingresso dell’Ade.

Il segno Aquario è nella disposizione
della Nascita del Mondo (Thema Mundi)
seguente l’angolo del tramonto,
quindi è luogo che insegna sulla morte.
RETORIO

 

Non poteva che essere altrimenti, non potevamo che trovare nell’Asse Due Otto – dove la Otto insegna sulla morte – l’asse zodiacale Leone-Aquario ovvero “Vita e Morte” o meglio “Vita e separazione da essa”. Più difficile la disquisizione della posizione Gemelli e Sagittario nel Thema Mundi. Partendo dal Sagittario posizionato nel Luogo Sei del Thema Mundi, il Misero Declivio ho rintracciato nelle fonti consultate indicazioni che vedono nel segno (poiché appartenente al trigono diurno del Sole e notturno di Giove) una analogia ai luoghi aspri e montuosi, ma anche l’analogia alla terra dura a lavorare. In queste analogie in effetti trovo assonanze alle descrizioni comuni e retoriche della Casa Sei che anche Manilius definisce come un luogo di sofferenza, di attività che logorano il corpo e lo spirito. Più specificatamente troviamo una interessante analogia nelle pratiche magiche e rituali dell’antico Egitto dove i sacerdoti, quando si allineavano certi astri proprio in Sagittario, erano soliti consacrare tutti i santuari e luoghi sacri a Serapide, Asclepio e Igea: in particolare Asclepio è il grande guaritore e il consolatore nelle tribolazioni portate dalle malattie e da afflizioni varie. C’è una magica connessione ai significati della Casa Sei dove nel Thema Mundi rintracciamo il Sagittario che forse vuole ricordarci la fatica del vivere e il suo lento logorio, la fallibilità del corpo e la debolezza della materia, personalmente ci vedo la malattia come viatico alla comprensione del sacro. Solo il dolore e il sacrificio, e il male, abilitano ad una consapevolezza superiore della vita e dell’esistenza, orientata verso valori di spiritualità. Secondo gli Arabi nel Sagittario si esalta il Nodo Sud, nodo discendente, che è della natura di Saturno, disseccante e rinsecchente, che a mio giudizio avvalora ulteriormente la posizione del Sagittario nel Luogo Sei del Thema Mundi perché questo nodo è considerato da una certa tradizione molto difficile, ostacolante, privativo e disabilitante. Il Sagittario è segno mutilato e in virtù di questo indica anche la contrapposizione tra ideali spirituali (voglio raggiungere qualcosa) con gli ostacoli della materia e del corpo (i limiti corporali) che ci indicano egregiamente la natura della VI casa secondo Thema Mundi.

In opposizione al Sagittario troviamo i Gemelli che nel Thema Mundi occupano il difficile Luogo Dodici definito comunemente “quello del cattivo genio”. Secondo gli Arabi in questo segno si esalta il Nodo Nord che è considerato della natura di Giove, amplificante, promettente, possibilista., che orienta alla meta da raggiungere. Alcune fonti ritengono che il Gemelli come segno sia privato della possibilità di accedere al mistero degli oracoli. Si dice infatti che la posizione della Luna orienterebbe la nostra capacità di interagire con l’oracolo: tutti i segni, tranne il Gemelli e l’Aquario, hanno una loro collocazione e orientamento. Per esempio trovo nel testo Le Dimore Celesti di Giuseppe Bezza questa indicazione: La Luna nei segni Toro fa gli indovini, nel segno Cancro i lecanomanti, in Sagittario e Pesci i necromanti e chi evoca i morti, in Vergine i maghi e gli astrologi, in Scorpione i veggenti e chi è dotato di prescienza del futuro, in Bilancia chi interpreta i sogni, in Ariete gli ispirati da Dio, in Leone gli esorcisti, in Capricorno i sacrificatori.

Notiamo che i Gemelli (e l’Aquario) non compare tra i segni Lunari che concederebbero in potenza il dono della divinazione. Quindi è un segno inoperoso nei confronti di questi doni, anche se poi altri autori invece vedono nel segno Gemelli lo studioso del cielo astronomico, quindi colui che accede alla conoscenza del Sacro probabilmente da un’altra via, quella che prevede l’applicazione della ratio. Se riflettiamo sulla definizione comune della casa dodici, ovvero DEL CATTIVO GENIO, possiamo trovare una assonanza tra quanto descritto: il Gemelli è privato del dono oracolare, divinatorio, mantico, della possibilità di connessione alle sfere dell’intelligibile, è privato quindi di un GENIUS che rimandi direttamente alla connessione a Dio, e quindi la posizione dei Gemelli nel luogo dodici del Thema Mundi appare così supportata da una logica; qui si esprime l’esperienza dell’umanità senza un contatto palese e diretto a Dio. È l’uomo in apparenza abbandonato da un disegno e un progetto divino, da una architettura precisa, dove è smarrita la speranza e la visione spirituale delle cose, consegnata alla sola ratio: ecco così che si esprime un cattivo genio che è tale in assenza di Dio, di una fede e di una spiritualità.

 

CASE FELICI E
LORO COSIGNIFICANZA

casa 3 Vergine – casa 5 Scorpione – casa 9 Pesci – casa 11 Toro

Nei successivi segni entriamo in una dimensione tutta femminile, infatti ai luoghi Tre, Nove, Cinque Undici sono assegnati nel Thema Mundi i segni Vergine, Pesci, Scorpione e Toro. Nel terzo luogo incontriamo la Vergine, che occupa quindi uno spazio chiamato comunemente Luogo della Dea Luna. Intanto osservo che la Luna ha dominio sulla triplicità notturna della Terra. Questa è la prima assonanza che osservo. Attribuiamo alla casa tre, nell’approccio moderno e contemporaneo, solo i significati di comunicazione e piccoli spostamenti, banalizzando la profondità invece dei luoghi celesti che sono molto più complessi. Qui ci troviamo nella dimensione della Dea Notturna e finalmente è riscattata l’ombra che aleggia intorno la Vergine che in molti vedono nella cosignificanza moderna della Casa Sei, luogo del misero declivio. Quando ho studiato il Thema Mundi e ho cominciato a ragionarci attraverso diverse fonti, dire di essermi entusiasmato nel vedere la Vergine nella Casa Tre è poca cosa! Finalmente nel Thema Mundi la Vergine è riscattata: qui intende simboleggiare la sua parte nobile ed elevata, infatti è un segno puro e genuino (KATÀRION), sapiente, misericordioso. Gli astrologi influenzati dal sacro e dal cristianesimo vedevano in questo segno le Sante Vergini come Anastasia, Barbara nonché la stessa Madre di Cristo, mettendo quindi il segno in analogia alla purezza fertile e priva di peccato del sacro femminino. La Vergine è non solo domicilio ma anche esaltazione di Mercurio, qui il pianeta esprime al meglio sé stesso nelle sue note caratteristiche di comunicazione, movimento, studio, intelligenza e curiosità, vivacità creativa, manualità, operosità. A questo segno sono associati i cieli di Babilonia, Mesopotamia e Assira: Tolomeo ci ricorda che in queste terre nascono popoli completamente dediti allo studio della matematica e dei cinque astri erranti (mercurio venere marte giove saturno). L’astrologo arabo al-Hamdani conferisce alla Vergine il concetto di DIALETTICA. Ecco, ci troviamo nel territorio della Casa Tre, non di certo in quello del misero declivio Casa Sei. Sono così valorizzati tutti caratteri noti di questo luogo. In opposizione troviamo il segno dei Pesci che va ad occupare nel Thema Mundi la Casa di Dio, il Luogo Nove. Giuseppe Bezza affronta l’analogia Pesci e Nono luogo del Thema Mundi, facilitando cosi le mie ricerche e i miei ragionamenti: osserva che i Pesci vanno ad occupare quel luogo considerato cadente e benigno del mondo, luogo che porta ad uscire dalla propria terra, i viaggi e l’espatrio, che rimandano in effetti alla parte anatomica del corpo associata a questo segno, i piedi! Ma questa parte anatomica è anche una analogia biblica e religiosa usata nel concetto di “cammino verso la fede”, i Pesci da sempre sono stati associati al culto, alle religioni e ai templi, per esempio certe tradizioni prescrivevano la costruzione dei Templi al passaggio della Luna in Pesci. Il segno orientandosi nella Casa Nove del Thema Mundi intende rappresentare le opere umane e materiali che servono o sono usate come strumento / ponte di connessione al Sacro e alla ricerca di Dio. Cosicché qui il segno intende orientarci verso l’immagine di una umanità alla eterna ricerca di Dio o meglio di un significato alla creazione, una eterna ricerca del senso della vita che ben si coniuga alla simbologia dei Pesci. Scrive Giuseppe Bezza nel suo testo Le dimore celesti: la connessione del segno con la religione è assai antica, nel I secolo avanti la nostra era i Pesci appaiono in rapporto alle profezie ebraiche riguardo alla venuta del Messia e i Pesci, siano del cielo o del mare, divennero un simbolo della nuova religione cristiana.

Molto interessante la posizione nel Thema Mundi che viene data allo Scorpione, posizionato in Casa Cinque, e al Toro, posizionato in Casa Undici. Inutile nascondere che intorno allo Scorpione sono state costruite dagli autori antichi ma anche moderni numerose analogie negative e distruttive, dopotutto ci troviamo nel domicilio notturno di Marte. Nel Luogo cinque vi è la buona sorte, che a livello temperamentale è ascrivibile – a mio giudizio – alla semina autunnale. Giacché il segno Scorpione appartiene al cuore dell’autunno, intende rappresentare la possibilità di una semina fertile e abbondante, in una stagione dove la terra è meno disponibile ai frutti. Questo concetto è indicato da Proclo. Il segno appartiene alla triplicità di acqua, che a sua volta è associata alla fertilità massima.

Scrive Pontano: lo Scorpione la buona sorte
del Thema Mundi, al sorgere del Cancro
si colloca ove la stella di Venere si rallegra
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Lo Scorpione è quindi un segno dalle risorse inimmaginabili: non è dunque errata l’associazione del segno alla decomposizione, ma questo processo organico produce humus, dunque materiale e nutrimento altamente fertile capace di arricchire qualsiasi terra sterile e improduttiva, riportandola a vivere e quindi a donare frutti. Il Luogo Cinque ragionando sul Thema Mundi ci mette in stretta correlazione ai processi di fertilità della terra, e ci orienta verso l’idea di una decomposizione organica come preambolo necessario alla fruttificazione della terra. In opposizione incontriamo il Toro che nel Thema Mundi va a posizionarsi nel Luogo del Buon Genio, la Casa Undici; nella Creazione del Mondo dunque il Toro saliva verso il culmine e posizionandosi nell’undicesimo luogo è detto segno, e luogo, propizio e industrioso. Nel Thema Mundi il segno Toro è quindi orientato nei suoi lati goderecci e di soddisfazione, nonché di grande abbondanza e fertilità, il Buon Genio della Casa Undici intende proprio rappresentare questa maestosa magnanimità del Toro, che è frutto, piacere, possedimenti che producono utili vantaggi, vita godereccia e amabilità. È in poche parole un segno che nella Creazione del Mondo irradiava di abbondanza e doni il luogo del Buon Genio che così assume tutte le valenze di luogo operoso, industrioso, che porta soddisfazione, che afferma, conferma, costruisce, allarga, espande, amplifica e fa godere.

La tradizione del Thema Mundi non è affatto obsoleta, possiamo riabilitarla e considerare lo schema della Creazione del Mondo come una sorta di cosignificanze per domicilio, esaltazione, caduta ed esilio: i pianeti così rappresentati nel Thema Mundi ci offrono una visione amplificata del sistema, più dettagliata e anche abbastanza inedita in questi tempi moderni dove banalmente abbiamo associato le cosignificanze zodiacali ai 12 luoghi in una mera e semplicistica successione di segni.

ASTROLOGIAAstrologia TradizionaleFrancesco Faraoni

La cosignificanza per Thema Mundi 1° Parte

Se volessimo dare una cosignificanza alle dodici case zodiacali (chiamate anche Luoghi celesti), il modo migliore è vederle attraverso il Thema Mundi. Intanto, è essenziale dire che le case zodiacali non hanno una relazione reale con i segni zodiacali, piuttosto in esse c’è un contenuto che riflette alcune qualità del cielo. La cosignificanza può essere un aiuto per comprendere la natura dei luoghi celesti, che tuttavia non è imprescindibile.

Casa? È castello e isola, torre e caverna,
miracolo e quotidianità, ordine e calore,
e la voce delle cose che ci aspettano
ogni giorno al nostro rientro
(Fabrizio Caramagna)

 

Il luogo celeste o casa è un fenomeno terrestre ovvero il punto in cui dalla nostra nascita guardiamo il cielo stellato, con le sue sfumature di luci e ombre. È in un certo senso la qualità organolettica del cielo che stiamo osservando che in base alla posizione degli astri presenterà certe condizioni e certe qualità. Le porzioni delle Dodici case celesti intendono definire una parte di cielo specifica e le sue qualità più intrinseche. Manilius nel suo Astronomicon racconta al suo imperatore le dodici case in modo poetico, specificando per ognuna il modo attraverso cui il cielo e le stelle si esprimono in quel dato luogo, e che tipo di informazioni, dunque, intendono offrici per una ragione temperamentale, ed umorale. Lo fa in forma poetica e allegorica, per spiegarlo al suo imperatore che non sa nulla di astrologia. Vediamo i passaggi più importanti del poema di Manilius:

Devi pertanto cominciare col conoscere a fondo i punti cardinali (case angolari uno quattro sette dieci); il primo (casa uno) è posto là ove il cielo sorge all’orizzonte, esso vede la terra divisa con limite eguale; il secondo (casa sette) corrisponde alla regione del cielo direttamente opposta, là ove gli astri, a noi scomparando, s’immergono nel Tartaro; il terzo punto (casa dieci) segna il più alto vertice del cielo ove Febo, ormai affaticato, arresta i suoi ansanti cavalli, esso bilancia la lunghezza delle ombre e pone inizio al declinar del giorno; il quarto punto (casa quattro) occupa la parte più bassa del cielo ed è orgoglioso di esserne il fondamento, là gli astri cessano di precipitare ed iniziano invece a risalire, ad uguale distanza da sé tale punto vede il sorgere ed il tramonto. Questi luoghi del cielo son quelli che posseggono la forza maggiore e che più pontentemente influenzano i destini umani … Manilius continua con la descrizione di ogni Luogo presentandoci quindi una lettura delle case per quello che è: osservazione del cielo. Nei luoghi celesti noi osserviamo una certa regione del cielo e le sue intrinseche qualità. Questo ha prodotto nei secoli una serie di indicazioni pratiche sul loro significato e su cosa possono insegnarci.

LA COSIGNIFICANZA DEI LUOGHI CELESTI
secondo la visione del Thema Mundi

Questa cosignificanza sorprenderà molti perché totalmente diversa da quella offerta dall’astrologia moderna. CASA UNO cosignificanza cancro CASA DUE cosignificanza leone CASA TRE cosignificanza Vergine CASA QUATTRO cosignificanza bilancia CASA CINQUE cosignificanza scorpione CASA SEI cosignificanza sagittario CASA SETTE cosignificanza capricorno CASA OTTO cosignificanza aquario CASA NOVE cosignificanza pesci CASA DIECI cosignificanza ariete CASA UNDICI cosignificanza toro CASA DODICI cosignificanza gemelli

 

 

 

RAGIONAMENTO SULLE COSIGNIFICANZE DEL THEMA MUNDI
CASA UNO – CASA QUATTRO – CASA SETTE – CASA DIECI
LE LORO COSIGNIFICANZE

Da un testo di Firmico tradotto da Thomas Taylor, l’autore rifiuta l’idea di un giorno preciso in cui è nato il mondo: “Il mondo non ebbe origine in un giorno definito, né ci fu mai un momento in cui il mondo fu creato dalla volontà di un intelletto divino o dalla divina provvidenza; la fragilità umana non si è spinta fino al punto di concepire o tentare di spiegare l’origine del mondo, in particolare per il fatto che la sua periodica distruzione, che si compie per via di una conflagrazione o di un diluvio, avvenga ogni 300.000 anni. … Quegli uomini divini hanno saggiamente inventato questo oroscopo del mondo”. La struttura del Thema Mundi è quindi l’osservazione della disposizione degli astri visibili in una ipotetica creazione del mondo, all’interno di un diagramma simbolico che, tuttavia, ci ricorda la disposizione ordinata delle cose, almeno nel linguaggio astrologico.

Il Luogo Dieci o Medio Cielo vede nel Thema Mundi il segno Ariete. Questo luogo rappresenta ciò che è al centro del cielo, visibile, imperante. L’Ariete come segno al medio cielo intende rappresentare la manifestazione del mondo stesso, nel suo splendore e nella sua magnificenza. Tuttavia sappiamo che l’inizio è rappresentato dal Luogo Uno o Ascendente, dove nel Thema Mundi rintracciamo il segno del Cancro che stava quindi sorgendo al momento della nascita del mondo. Prima di tutto il segno cancro è il domicilio conferito alla Luna: il Cancro è la Porta degli Uomini, quindi è posto come segno sorgente all’orizzonte perché rappresenta la nascita dell’umanità, ovvero le anime che si incarnano. Vediamo infatti che in opposizione al Cancro, nel Discendente ovvero Luogo o Casa Sette nonché luogo tramontate, incontriamo il Capricorno che è la seconda Porta del Sole, chiamata Porta degli Déi, dove si accede al mondo divino, spirituale, dice infatti Valente che è “il luogo del tramonto del mondo”, è dove l’uomo ritorna, la soglia che supera al termine della sua incarnazione. Il Cancro rappresenta l’incarnazione delle anime nel corpo. Il Capricorno distrugge questo legame, riportando il corpo alla terra e le anime agli Déi. L’Ascendente è quindi il punto iniziale, l’incarnazione, il legame tra anima e corpo, la germinazione dello spirito nella materia: è la prima manifestazione della vita. Mentre il Capricorno è la dissoluzione delle forme e il riportare all’origine ogni cosa, quindi è separazione: non a caso il segno è definito mutilato in quanto metà pesce e metà capra, come a ricordare l’unione nell’uomo di due parti una animica (pesce) e una più materiale (capra), destinata alla separazione al termine dell’esperienze terrestre.

Nel segno Ariete incontriamo la manifestazione della creazione, così posizionandosi al Medio Cielo del Thema Mundi questa energia intende rappresentare la vita che si manifesta nella sua reale potenzialità, nell’interazione tra materia e spirito. Igino ci riporta l’immagine di un segno che intende rappresentare il ritorno al vigore di tutta la creazione (De Astronomia), mentre Macrobio afferma “quando il cielo e gli elementi furono purificati per raggiungere il fulgore che ora possiedono … l’Ariete si trovava in mezzo al cielo e poiché il mezzo del cielo è quasi la sommità del mondo, fu ritenuto primo fra tutti i segni, essendo apparso all’avvento della luce, come il capo del mondo” (citazione tratta da Le dimore celesti, di Giuseppe Bezza). In un certo senso ci troviamo in luogo e in una energia zodiacale che rappresenta l’istinto e la pulsione della vita stessa, la voglia di vivere, di fare, di agire, di determinare, di essere.

Il segno Ariete è in contrapposizione a quello della Bilancia che occupa nel Thema Mundi il Fondo Cilelo o Casa Quattro, è il luogo più profondo e oscuro, rappresenta in un certo senso le radici misteriose e profondissime che regolano tutta la Natura. Ovvero questo segno vuole esprimere la Legge indiscutibile che regola ogni cosa nell’Universo, regole imprescindibili a cui siamo soggetti. La sua posizione nel Thema Mundi ci ricorda che la nostra esistenza e la nostra manifestazione è soggetta alle Regole della Natura, a delle Leggi Universali, che potremmo anche definire “divine”. Nella Bilancia incontriamo l’unico segno che porta con sé l’immagine di uno strumento dedicato alla misura e al calcolo, è un segno che esprime la Ratio in relazione all’Intelligentia che permea ovunque. Solo gli sciocchi o gli sprovveduti possono ritenere che all’uomo sia concesso tutto: è una assurdità e vana gloria tipica dell’uomo vittima del mito del superuomo e del supereroe; la vita è regolata da norme, vincoli. Ogni incarnazione è sottoposta ad una Legge che è al di sopra di tutto, rispondiamo a questa Legge che è fisica (ovvero rilegata alla realtà materiale) e animica (ovvero rilegata alla realtà spirituale e intellettiva). Per intenderci: non possiamo essere “immortali” nel corpo, siamo soggetti a un ritmo che appartiene alla natura, Nasciamo e nascendo Moriamo, questo è ciò che vuole intendere la Bilancia: siamo regolati da Leggi Universali che non sono opzionali giacché l’Umanità appartiene all’universo, alla sua manifestazione, dunque alle sue regole! Il segno posizionato al Fondo Cielo del Thema Mundi vuole ricordarci che la nostra manifestazione, la nostra vita, il nostro defluire dalla vita è regolato dalle Leggi della Natura Cosmica.

È molto interessante osservare che:

  1. l’Ascendente del Thema Mundi è governato dalla Luna e, per esaltazione, da Giove: qui posizionati, rappresentano la fertilità, l’espansione della vita, la germinazione, faccio osservare che la scienza oggi considera l’inizio della vita sul pianeta terra il risultato di un complesso microclima di umidità che ha appunto permesso la germinazione delle prime forme primordiali. Luna e Giove hanno una commistione umida, fredda, temperata, un miscuglio di valori armonici, non eccessivi, non violenti, una condizione temperamentale propedeutica alla vita.
  2. Il Discendente del Thema Mundi è governato da Saturno e, per esaltazione, da Marte: i due malefici vanno a rappresentare un luogo in cui avviene, astronomicamente, il tramonto dell’orizzonte e per analogia rappresenta un luogo in cui c’è il defluire, qui i legami alla vita sono soggetti a forze estreme e violente che intendono spezzare, dividere, affinché i corpi complessi ritornino alle loro unità originarie. Poiché Porta degli Déi ciò che avviene durante il tramonto del Sole mette in evidenza cosa si intende per dei: quando il sole tramonta nel cielo appaiono immediatamente gli astri più luminosi, le divinità sono le Stelle che riappaiono alla visione dell’uomo ogni volta che si manifesta il tramonto del Sole.
  3. Il Fondo Cielo o Quarta Casa del Thema Mundi è governato da Venere e, per esaltazione, da Saturno. Qui incontriamo la legge della Natura (Venere che è in analogia proprio alla natura, bella, magnifica, ricca, magnanima) ma relazionata all’autorità di Saturno, una autorità analitica, fredda, cinica. Questa commistione Venere-Saturno e Fondo Cielo ci istruisce circa la inviolabilità delle Leggi che regolano la vita, la creazione, la manifestazione dell’esistenza, una Legge priva di “amore” o “compassione” ma rappresentata esclusivamente da regole inviolabili.
  4. Il Medio Cielo del Thema Mundi è governato da Marte e, per esaltazione, dal Sole. Incontriamo due astri fortemente connessi al calore, l’energia è fortemente orientata alle valenze ignee, e il fuoco è perfettamente coerente alla manifestazione della vita che divampa prepotentemente. Qui ci sono le pulsioni e gli istinti della sopravvivenza, ma anche l’autorità della vita che pretende di essere vissuta ed espressa.

COSIGNIFICANZA DUE OTTO SEI DODICI
COSIGNIFICANZA TRE NOVE UNDICI CINQUE
PARTE DUE – LINK

ASTROLOGIAAstrologia TradizionaleEmanuele ScialpiFrancesco Faraoni

Riflettere sul Thema Mundi

Come erano posizionati gli astri nella Creazione del Mondo? Dopo l’approfondimento di Emanuele Scialpi (video a inizio pagina), in questo articolo (a cura di Francesco Faraoni) intendo approfondire più sul piano astrologico Il Thema mundi, quello riportato da De philosophia mundi (Guillaume de Conches) che spiega la disposizione degli astri probabilmente usando le fonti di Ambrosius Theodosius Macrobius. La disposizione degli astri nel Thema Mundi è un calderone di risorse profonde da cui poter disquisire all’infinito. E’ il primo “grafico” astrologico che dovrebbe essere studiato e compreso. Ovviamente, come ci ricorda Firmico, non possiamo stabilire una data esatta dell’inizio del mondo, quindi il Thema Mundi è un’immagine totemica dell’inizio e della creazione di tutto, non solo del nostro pianeta, ma anche del sistema solare e dell’universo che dal nostro punto di vista (terrestre) osserviamo. Il Thema Mundi è un buon punto di partenza per ragionare sulla disposizione dei pianeti (Mercurio Venere Marte Giove Saturno) e dei luminari (diurno Sole notturno Luna) in relazione anche alle loro dignità conferite dalla tradizione. In un certo senso rappresenta il corpus hermeticum della dottrina astrologica specialmente di tradizione ellenistica. Quindi è una fonte potenziale di ratio (ragionamento) nel comprendere la logica del sistema astrologico, nonché per comprendere l’intelligentia che vi è dietro questo sistema.
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Intanto, vorrei ragionare sulla sottile ma netta differenza tra ratio e intelligentia, con questa citazione tratta da SPHAERA – Leo S. Olschki Editore.
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La superiorità della conoscenza divina su quella umana è una maggiore perfezione che non è soltanto di ordine gnoseologico, ma che è anche di ordine ontologico. La ratio appartiene alla natura meno perfetta dell’uomo mentre l’intelligentia appartiene a quella più perfetta di Dio. Lo stesso vale per la durata: l’essere divino e la durata divina sono superiori all’essere dell’uomo e alla durata dell’uomo, così che se la conoscenza umana avviene nel tempo, la conoscenza divina avviene nell’eternità; se il tempo è molteplice, l’eternità è unitaria; se gli istanti (nunc) del tempo sono passati, presenti e futuri, l’istante dell’eternità divina è un presente atemporale al quale Dio riconduce e innalza le volontarie azioni umane future. E poiché l’eternità divina è la “interminabilis uitae tota simul et perfecta possessio” (De consolatione philosophiae), i futuri liberi non possono che esservi contenuti secondo le modalità dell’eternità divina medesima. Ciò comporta che essi vi esistano allo stesso modo e tutti insieme, per cui Dio che li prevede li conosce perché essi sono simultaneamente sottoposti al suo sguardo. (pag. 55-56, Il centro e la circonferenza. Proclo, Boezio e Tommaso D’Aquino).
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Il Thema Mundi è criticato da Firmico (o meglio l’idea che esista un giorno specifico della creazione del mondo è discusso da Firmico).  Da un testo di Firmico tradotto da Thomas Taylor, l’autore rifiuta l’idea di un giorno preciso in cui è nato il mondo: “Il mondo non ebbe origine in un giorno definito, né ci fu mai un momento in cui il mondo fu creato dalla volontà di un intelletto divino o dalla divina provvidenza; la fragilità umana non si è spinta fino al punto di concepire o tentare di spiegare l’origine del mondo, in particolare per il fatto che la sua periodica distruzione, che si compie per via di una conflagrazione o di un diluvio, avvenga ogni 300.000 anni. … Quegli uomini divini hanno saggiamente inventato questo oroscopo del mondo. Mi sembra utile spiegare la natura di questa divina composizione, in modo che il mirabile ragionamento alla base di questo schema congetturale possa essere illustrato secondo le regole dell’arte astrologica”. La struttura “simbolica” del Thema Mundi è una perfetta osservazione della disposizione ordinata degli astri visibili e ci permette di usarla come riferimento, nella nostra mente creativa, per ricordarci l’origine delle cose e la perfezione di questa disposizione.
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L’inizio del mondo e della creazione è osservato con l’ARIETE posto nel medio cielo, non dunque nell’ascendente dove si trova il CANCRO.
L’Ariete come segno al medio cielo intende rappresentare la “manifestazione del mondo stesso”, nel suo splendore e nella sua magnificenza. Igino ci riporta l’immagine di un segno che intende rappresentare il ritorno al vigore di tutta la creazione (De Astronomia), mentre Macrobio afferma “quando il cielo e gli elementi furono purificati per raggiungere il fulgore che ora possiedono … l’Ariete si trovava in mezzo al cielo e poiché il mezzo del cielo è quasi la sommità del mondo, fu ritenuto primo fra tutti i segni, essendo apparso all’avvento della luce, come il capo del mondo” (citazione tratta da Le dimore celesti, di Giuseppe Bezza).
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La prima osservazione è che viene posto al medio cielo, potenza vigorosa della creazione, il segno che è l’esaltazione del SOLE che nel Thema Mundi è posizionato nel Leone, suo domicilio. Mentre all’ascendente troviamo il segno CANCRO che stava quindi sorgendo al momento della nascita del mondo. Prima di tutto, il segno è il domicilio che è stato conferito alla Luna, ma in questa energia zodiacale troviamo una interessante indicazione sul concetto di PORTE DEL SOLE: il Cancro è la Porta degli Uomini, quindi è posto come segno sorgente all’orizzonte perché rappresenta la nascita dell’umanità, ovvero le anime che si incarnano.
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Vediamo che in opposizione al Cancro, nel Discendente luogo tramontate, troviamo il Capricorno che è la seconda Porta del Sole, chiamata Porta degli Déi, dove si accede al mondo divino, spirituale, dice infatti Valente che è “il luogo del tramonto del mondo, significa le angustie e le fatiche”, è dove l’uomo ritorna, la soglia che supera al termine della sua incarnazione. Al segno Ascendente è posizionata la Luna, al segno discendente Saturno, che sono i rispettivi domicili.
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L’Ariete posto invece nel mediocielo è legato a Marte che troviamo nel Thema Mundi in Scorpione, ad occupare il domicilio notturno, quello che è considerato “migliore” per il pianeta perché qui è più possibilista, più ammorbidito nelle sue valenze di eccesso collerico. Ma in opposizione al segno del mediocielo, incontriamo Venere e il Segno Bilancia: se il segno del Cancro (dell’Ascendente nel Thema Mundi) rappresenta la Porta degli uomini, e se il segno Capricorno (del discendente nel Thema Mundi) rappresenta la Porta degli dèi, il segno dell’Ariete (del Mediocielo nel Thema Mundi) rappresenta l’autorità della vita, l’espressione autorevole dell’esistenza incarnata, molte disamine sul segno lo vedono personificato da un Pastore proprio perché in questa posizione intende rappresentare la vita che è già incarnata e si sta manifestando nel suo potere e nella sua potenzialità. In opposizione la Bilancia, nel Thema Mundi il segno è posto nel Fondocielo luogo più buio e profondo, la radice della creazione dove soggiace un’energia definita da molti autori “politica e giusta” che quindi esprime moralità, etica e senso estetico, è il fondamento della creazione dove ogni cosa è soppesata e ricerca un equilibrio possibile.
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L’astrologo Robert Schmidt propone proprio osservando l’immagine totemica del Thema Mundi una cosignificanza relativa alle case celesti in relazione alla disposizione degli Astri nella Creazione del Mondo. Non è una idea nuova, già in passato diversi autori hanno ragionato su queste analogie; per esempio sul segno Aquario secondo Retorio, Aegyptia excerpta ex Teucro Babylonio de duodecim signis è nella disposizione della Nascita del Mondo (Thema Mundi) seguente l’angolo del tramonto (in parole semplici è segno della Casa otto del Thema Mundi), quindi è luogo che insegna sulla morte. È il più freddo dell’anno, infatti risulta opposto all’estremo caldo del Leone, Macrobio lo considera il più lontano dal temperamento umano e per questo è considerato luogo di purgazione. Retorio definisce questo segno nekrodes ovvero simile ad un morto e akneron ovvero timido, riservato, ritirato. L’Aquario è visto anche da Albumasar come segno della modestia degli uomini, Vettio Valente lo ritiene un segno che può portare affanno, lotta, doveri, lavori aspri. Limitandomi solo all’osservazione del Thema Mundi è evidente che il concetto di “morte, simile a un morto” e i caratteri cupi del segno, sono in parte ispirati anche dalla visione ellenistica del Thema Mundi.
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Vi propongo la tabella delle cosignificanze indicata da Robert Schmidt, che se anche possiamo non condividere e ritenere sbagliata, è comunque una “chiave di lettura” del sistema astrologico, basata sul Thema Mundi; queste analogie le affronterò prossimamente, analizzando ogni posizione e cercando di riflettere che tipo di analogie possiamo trarvi. A presto.
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VIDEO realizzato da Emanuele Scialpi
ARTICOLO realizzato da Francesco Faraoni
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COSIGNIFICANZA DEI LUOGHI CELESTI
ISPIRATE DAL THEMA MUNDI
SECONDO L’ASTROLOGO ROBERT SCHMIDT
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CASA ZODIACALE COSIGNIFICANZA ZODIACALE COSIGNIFICANZA PLANETARIA
CASA UNO CANCRO LUNA
CASA DUE LEONE SOLE
CASA TRE VERGINE MERCURIO
CASA QUATTO BILANCIA VENERE
CASA CINQUE SCORPIONE MARTE
CASA SEI SAGITTARIO GIOVE
CASA SETTE CAPRICORNO SATURNO
CASA OTTO AQUARIO SATURNO
CASA NOVE PESCI GIOVE
CASA DIECI ARIETE MARTE
CASA UNDICI TORO VENERE
CASA DODICI GEMELLI MERCURIO
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