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Andrea OttavianiASTROLOGIAIndagine Astrologica

Sole, come immagine archetipica di luce e identità individuale e collettiva | Andrea Ottaviani

Parlare del principio solare e della sua vastissima simbologia sarebbe un’impresa ambiziosa e quanto mai difficile da riassumere in un articolo.  Quindi questa vuole essere semplicemente una riflessione per condividere alcuni pensieri su questo archetipo centrale nella storia dell’umanità, oltre che propriamente nel linguaggio astrologico. Qualcosa in questi giorni ha mosso il mio interesse su alcune considerazioni.

Stiamo attraversando un tempo in cui ogni individualità è chiamata ad interrogarsi sul senso della propria vita. Ogni cosa sembra essere diventata una messa in scena di contraddizioni continue e sempre più evidenti. Riconoscersi e riconoscere ciò che è vero da ciò che è falso è uno dei grandi interrogativi di tutti i giorni. Lo smascheramento delle false identità di cui spesso ci vestiamo o che ci vengono indossate è diventato un lavoro faticoso e spesso insostenibile.

Le anime più sensibili avvertono il bisogno di ritrovare se stesse, la propria essenza, e sentono forte la pressione di un mondo che cerca di contenere la loro vera natura. Tutto è diventato meno naturale e più artificiale. Sempre più spesso la frammentazione ha scomposto la verità al punto da non riuscire più a ricomporla. Chi siamo? Chi possiamo essere realmente? Quali guide o maestri seguire?

I grandi poteri e le autorità mondiali vedono ombre sempre più dense a raffigurarli.  Le forse sociali sono energie controverse e confuse che non trovano coesione sufficiente. Quale è allora il Sole a cui fare riferimento?  Possiamo ancora sentire bruciare in noi il nostro Sole interiore?  Oppure è prigioniero di troppe false immagini di sé? Come è possibile ricontattare quella luce vitale che ci incoraggi nel percorso? L’ombra ultimamente sembra avere più potere della luce.

A differenza della Luna, di cui apprezziamo tutte le sue fasi sapendo che la notte e il buio sono il suo costante e vitale sottofondo, quando pensiamo al Sole sappiamo solo immaginarlo nella sua immagine luminosa. Al suo tramonto noi associamo una sorta di rimozione del Sole stesso, un suo venir meno. In qualche modo non riusciamo a cogliere e a declinare il suo lato oscuro, o forse non ci è stato insegnato. Il Sole separa il giorno dalla notte. Non ha mezze misure, non ha troppe sfumature al contrario della Luna. Il Sole deve brillare per antonomasia, diversamente è il buio. Forse anche per questo ci è più facile guardare al Sole fuori di noi. Perché brilla, ci illumina, ne sentiamo il calore e possiamo vederlo nella sua manifestazione. Al contrario come riuscire a guardare, sentire e dare piena manifestazione al nostro Sole interiore, che è avvolto in noi, a volte segretamente custodito, se non addirittura negato?

Il mondo fuori, illuminato dalla Stella del nostro Sistema Solare, corrisponde sempre meno a quel mondo che dentro di noi a fatica riesce a risplendere. Forse proprio per questo la realtà fuori di noi è piena di disarmonie.  Ebbene, siamo nella piena stagione estiva, prossimi al segno del Leone, di cui il Sole è il pianeta governatore. Il suo brillare ora è pieno, e ne percepiamo maggiormente la luce e il suo calore.

È indiscutibile, dopo ogni notte, quando apriamo gli occhi e vediamo il Sole splendere in cielo, sappiamo di essere vivi e con lui il mondo che tutti abitiamo. Fin dai tempi più antichi è stato il riferimento più splendente nel cielo. La luce che anima le cose.  Fonte di energia vitale che ha permesso sulla Terra l’origine della vita, ma anche temuto per il suo calore bruciante. Insieme alla Luna, prima di tutte le altre stelle e pianeti che non erano ancora noti o visibili, ha guidato il nostro sguardo verso la volta celeste.

La sua forma circolare e sferica ci ha insegnato, prima ancora che ne fossimo consapevoli, che noi stessi abitavamo su di un corpo sferico, non immobili, ma costantemente in movimento.  Mi domando sempre quanto potesse essere grande la meraviglia e il mistero dei primi uomini mentre osservavano il disco dorato del cielo, cercando di comprenderne i segreti e gli immensi poteri. È da quei tempi immemori che abbiamo cominciato a proiettare su di Lui l’immagine del divino.

Energia capace di illuminare ogni cosa, forza bruciante che ogni cosa può annientare.  Neppure la vista può sostenerlo completamente senza il rischio di esserne accecata. Tutte le grandi civiltà e le diverse tradizioni religiose hanno rappresentato il Sole attraverso innumerevoli divinità, tra cui Mitra, Rah, Horus, Apollo, Helios.

Principio attivo Yang, archetipo paterno, Dio Padre, Re e Sacerdote. Il Sole rappresenta psicologicamente l’Io e il Super-Io, l’autorità e l’archetipo del maschile. Il Sole è fuoco che brucia, energia e calore che emana attraverso i suoi raggi. Questi ultimi sono la raffigurazione delle influenze celesti e spirituali che giungono fino alla Terra e a noi. Stare alla luce dei raggi solari ci mette in contatto con le informazioni e le frequenze che la stella del nostro sistema solare irradia su tutte le cose viventi e non. Ogni cosa nel nostro universo, in funzione della distanza dal Sole, è stato in grado di trovare la sua specifica natura e ha creato nel tempo la sua esistenza. In astrologia il Sole è colui che qualifica il nostro segno zodiacale, l’essenza e la centralità della nostra identità.

Il suo glifo è una semplice circonferenza con un punto nel centro.  Il Sé e la sua manifestazione che si irradia a partire da quel centro.  La sua immagine è immanente, eppure la sua energia è radiante.  Quel piccolo punto nero nel mezzo del cerchio è di una potenza così inafferrabile e compiuta in sé che ne esprime tutto il suo potere. In un Tema Natale è il centro della vitalità pulsante attraverso cui si costruisce e si manifesta la nostra natura. È il principio maschile che pervade la nostra coscienza. È l’archetipo del maschile che abbiamo introiettato attraverso le figure maschili con cui siamo cresciuti e con i quali ci formiamo nella nostra esperienza.

Allo stesso modo è l’energia maschile, attiva, volitiva che irradiamo e agiamo nella vita. È la proiezione di questo stesso principio sulle figure maschili e di autorità che incontriamo durante il nostro percorso. Se è vero che ogni Tema Natale non è il risultato della sola natura del Sole di nascita, è vero però che Lui è l’unico astro che brilla di luce propria e quindi, il modo in cui questa luce si irradia, avrà un valore determinante su tutto il resto della carta del cielo di nascita e su quello che illumina o meno. E qui entrano in gioco molti fattori oltre al segno zodiacale che ne qualifica la natura primaria. È fondamentale la posizione del proprio Sole natale all’interno del cerchio zodiacale e quindi la specifica casa astrologica in cui viene a posizionarsi al momento della nostra nascita.

Ancora più determinanti saranno le relazioni che il Sole forma con gli altri pianeti e i punti angolari della carta natale. Insomma, noto il Sole in un segno, la sua storia è le sue possibilità espressive sono tutte da indagare. Quando si lavora all’interpretazione di un Tema Natale, o si analizzano i transiti, non bisognerebbe mai perdere il focus sul Sole di nascita. In qualche modo tutte le altre funzioni psicologiche e simboliche che gli altri pianeti mettono in gioco devono trovare il modo di confluire nel Sole.

Passiamo un’intera esistenza a comprende quale sia il lavoro giusto per noi, quali i compagni migliori, quali gli errori in cui incappiamo più spesso, in che modo e misura la sessualità contribuisca al nostro benessere o alla nostre distorsioni. Ci interroghiamo sui misteri della vita e sulla nostra spiritualità. Scandagliamo il valore e le influenze che hanno su di noi la famiglia, i genitori, i figli, il denaro e così via.

Tutto questo ha più senso se impariamo a riconoscere le qualità, i bisogni e le necessità del nostro Sole. Allinearsi e riconoscere la natura vitale e luminosa del proprio Sole interiore ha il valore di riconoscere la propria parte divina. Alimentare quell’energia e imparare a canalizzarla è come avere a disposizione l’energia della Stella del nostro universo.  Così in alto così in basso. Fuori di noi e dentro di noi, dal macrocosmo al microcosmo, si può cominciare ad osservare quella luce e quel calore speciale che ognuno di noi porta con sé.

In alcuni casi il Sole personale è più immediato, luminoso e ben posizionato rispetto al sistema del microcosmo rappresentato dal nostro Tema Natale. Quello che si manifesta in questi casi può tendenzialmente risultare più chiaro e funzionale all’auto-espressione. Ma non è detto che la sua forte luce sia magari troppo intensa a scapito degli altri o di alcuni dei pianeti del sistema di riferimento.

Altre volte incontreremo un Sole che non brilla come altri, oppure che risulta addirittura ostacolato dall’interferenza degli altri pianeti. Perché ricordiamolo, come nei multi-universo che esistono oltre al nostro, che sicuramente non funzioneranno esattamente come quello a noi noto, così i microuniversi che ci corrispondono hanno infinite possibilità di combinazioni possibili.

In questi casi non c’è da sorprenderci che molte di queste persone trovino forme differenti e anche originali di manifestarsi. Nella relatività del cosmo e delle sue possibili forme non dovremmo cercare l’uniformità delle soluzioni, ma arrivare a garantire l’espressione più autentica di quella unica e personale espressione solare insieme al sistema di cui è la Stella centrale.

A questo proposito prendo uno spunto ulteriore, che su due piedi può sembrare totalmente fuorviante. Mi riferisco alla rappresentazione del Sole nei Tarocchi di Marsiglia.

L’arcano XVIIII vede un grande Sole che domina la carta con il suo volto che ci osserva. I suoi raggi si muovono dal centro conquistando lo spazio circostante, e delle gocce colorate scendono verso la scena sottostante. Due gemelli si incontrano sopra le acque, e uno dei due sembra accoglierlo sopra una piccola isola bianca. Alle loro spalle c’è un muro di mattoni dal colore oro e rosso. Perché chiamo in gioco questa carta dei Tarocchi? Il Sole rappresenta un concetto di unicità, di centralità e di grande vitalità. Eppure sotto di lui la scena non è statica, è in evoluzione. C’è il racconto di un incontro e di una costruzione. In qualche modo quel Sole, che brilla nel macrocosmo, illumina la scena e la vivifica. Le due figure umane incarnano insieme la nostra dualità e la possibilità di ricongiungimento sotto la luce del Sole. La lama dei Tarocchi non ci parla di verità assoluta o di immobile completezza.

Piuttosto ci rappresenta una vitale ricerca del ricongiungimento delle parti di sé, i due gemelli, e della costruzione di un percorso che deve essere proporzionato alla propria volontà. Non abbiamo una torre che svetta o un paesaggio da favola alle spalle delle due figure umane, ma vediamo un muro fatto di singoli mattoni ad un’altezza ragionevole e a portata di mano dei due protagonisti.

Forse il Sole come astro ci permette di essere vivi e riconoscere noi stessi e ciò che ci circonda, ma sul piano umano è interessante che le figure inserite siano due e non una. Se da un lato è la dualità che si ricongiunge, non escluderei del tutto anche il fatto che l’altro da noi sia uno degli strumenti che ci aiutano a costruire la visione del nostro percorso. Come nel sistema solare, ogni parte è compartecipe di un organismo vivente articolato e complesso, così il nostro Sole interiore è insieme fonte di vita, scintilla dell’unicità personale, ma anche luce che permette di riconoscersi anche attraverso il confronto e l’incontro con l’altro.

Essere visibili permette di entrare in una relazione più chiara, in cui si vede e si è visti insieme. In questo modo si ha modo di lavorare su un progressivo riconoscimento di sé e delle parti di noi che incontriamo anche negli altri. Infondo non è quello che facciamo da migliaia di anni guardano il Sole e le altre stelle?

È un gioco di proiezioni continue che ci aiutano a mettere a fuoco e a comprendere la realtà che viviamo e ciò che ci è oscuro. Scelgo quindi di interrogarmi su questo simbolo, comincio a coglierne una maggiore complessità oltre la sua potente immanenza. È divino certamente, ma è anche umano come ci suggerisce l’Arcano dei Tarocchi che lo rappresenta. Forse si tratta di lavorare costantemente su questi due livelli per liberarlo da costrizioni puramente egoiche e insieme dalla paura di non essere all’altezza di un ruolo così vitale e determinante. È come se si potesse chiedere al Sole : “Ma quando finirai di bruciare e di garantire luce ed energia all’Universo, pensi che tutto finisca con te?”

Lui potrebbe risponderci tracotante che certo, dopo la sua fine tutto sarebbe irrimediabilmente sommerso nell’ombra, senza vita. Se invece il Sole non fosse così pieno di sé potrebbe entrare nel panico all’idea di tanta responsabilità e potrebbe decidere di conservare le sue energie o addirittura non usarle per paura di non essere in grado di utilizzarle nel modo migliore.

Invece forse c’è una terza via. Al Sole va insegnato che la vita si esprime e si plasma secondo principi più misteriosi e possibili di quelli a noi probabilmente noti. Ma di certo, fin tanto che Lui è in grado di donare la sua luce e il suo calore al mondo intorno a sé la vita avrà modo di fiorire. Per questa ragione gli altri si avvicineranno, per trovare conforto e accoglienza. A quel punto la vita vedrà costruirsi di nuove possibilità e nella condivisione si incontrerà più facilmente se stessi insieme alla ricchezza di ogni Sole che porta con sé la sua unicità e il suo singolare progetto di vita.

Il Sole è unico nel cielo che noi possiamo osservare, ma in qualche modo è il Padre di innumerevoli Soli che vivono in noi e in tutte le cose viventi. Ognuno di loro è forse parte del Tutto, di quell’unico Sole Celeste, che sia la Stella del nostro universo, o Dio che ci illumina attraverso il suo occhio solare, poco importa. Non bisogna perdere il dialogo con il Sole nel cielo, ma tanto meno con il Sole divino che è in noi. Ogni volta che lo riconosceremo, anche solo per qualche istante, ci illumineremo e saremo in grado di vederci e di vedere.

E se il nostro Sole è vivo, sarà capace di illuminare tutto quello che è intorno, sarà in grado di portare vita e calore, e sarà pronto anche ad incontrare l’altro. Perché saremo “visibili”, accoglienti e più generosi. Non smettere mai di splendere della tua luce Oh Sole!  Continua a illuminare ogni cosa della tua unica e personale luce. Renditi visibile agli altri, perché possano riconoscerti. Ogni luce alimenti le altre e insieme rafforzino una luce più grande.

ASTROLOGIAAstrologia TradizionaleFrancesco Faraoni

I Luminari nell’Asse Tifonico Casa Due Casa Otto.

Dopo aver affrontato l’Asse Zodiacale Due Otto, evocando l’analogia a Tifone citando in questo Manilius e il suo Astronomicon, è arrivato il momento di riflettere brevemente su quale significato può elargire un pianeta posizionato in questo luogo zodiacale. Per questioni di spazio e tempo, mi soffermerò solamente sui Luminari ovvero sul Sole e sulla Luna. Ricapitolando brevemente, potete leggere l’introduzione all’Asse Due Otto a questo link, ho ragionato su come la simbologia di Tifone possa incastrarsi lungo le case celesti Due e Otto, specificando tuttavia che queste dimore pur appartenendo a luoghi in cui è rievocato il tema dell’ombra (che la tradizione chiama malefiche e sono la casa 12-6 e la casa 8-2) hanno dei potenziali intrinsechi e profondi, proprio per la loro valenza e qualità. Infatti un luogo che ci sfida e tocca le nostre ombre interiori, è un luogo essenziale per tutti coloro che intendono crescere, evolvere, spiritualmente, consciamente, culturalmente, perché è solo attraverso il sacrificio e il conflitto con le ombre e con i demoni interiori che possiamo realmente aspirare ad una consapevolezza.

 

Tifone nasce dall’unione di Gea (universo visibile) e Tartaro (universo oscuro): emerge la creatura più mostruosa in assoluto, i suoi occhi sono infuocati, è un mostro a sette teste di serpente, ha una infinita possibilità di modulare voci e linguaggi, parla tutte le lingue del mondo, ma anche quelle degli Dei, parla i linguaggi di ogni creatura vivente, umana e animale, ha infinite capacità, è più vicino al Caos che all’ordine, è il Potere della Contraddizione ma anche la Sapienza Violenta e il Germe Primordiale della Creazione, l’energia del Big Bang, o la prima forma di energia che vediamo nei pianeti che nascono, un’energia fatta di magma, vulcani, aria irrespirabile, violenta, un’energia che destruttura ma che è alla base della ricostruzione come frutto di infiniti incroci ed infinite possibilità. Si dice sia il padre di Cerbero, Idra, Chimera e di tutti i venti micidiali (tifoni e tornado).

 

Brevemente, possiamo sintetizzare l’Asse Due Otto in tal modo:

  1. è in analogia al mito di Tifone, un essere mostruoso e violento più di Marte che non è interessato alla battaglia finalizzata alla conquista (come avviene per la simbologia di Marte) ma è esclusivamente interessato alla distruzione; il suo spirito spaventa anche Zeus, sconfigge Atena, ma solo il rinsavire di Zeus (discernimento e coraggio) riesce a dominare lo spirito iracondo, Tifone è così controllato dalla Forza di Giove-Zeus, che è una forza saggia e di discernimento;
  2. è in analogia all’eruzione vulcanica improvvisa e violentissima, alle tempeste di vento e ai vortici di vento che spazzano via tutto, è una forza naturale estrema e violenta;
  3. è in analogia all’inquietudine, alla paura, al tormento, alle reazioni violente che derivano dalla mente arcaica e dal cervello primitivo, quello che oggi da alcuni ricercatori è chiamata mente rettiliana dove ha sede l’istinto primordiale dei primi ominidi, un istinto che è privo di ragione e discernimento, finalizzato alla sola sopravvivenza, che può dunque anche essere una forza autodistruttiva;
  4. dunque ne deriva che pianeti nell’asse due otto portano con sé caratteri tifonici; se questi pianeti sono particolarmente lesi, questi caratteri possono somatizzarsi in esperienze tangibili e concrete, passive (ovvero gli altri che incarnano tifone e ci invadono) oppure attiva (l’individuo stesso che incarna tale simbologia); aspetti armonici di Giove con i pianeti in casa due e otto mitiga l’attività tifonica; i governatori della casa due e otto ci indicano dove l’energia tifonica può essere orientata o proiettata dall’individuo; le case due e otto portano con sé i caratteri dell’evitamento (due) e dell’antisocialità (otto) in analogia alle indicazioni del punto vertex per i segni toro e scorpione, qui osservati come cosignificanza delle due case zodiacali;
  5. avere un’energia tifonica attivata significa anche grande risorse e potere, che se utilizzato in modo concreto e costruttivo equivale in senso armonico ad avere una grande capacità energetica, un grande potere sugli altri, una forte astuzia-intellettiva, un grande fascino magnetico, una possibilità attraverso la comprensione delle ombre e dei conflitti interiori di evolvere spiritualmente in modo notevole e tangibile.

 

Certamente il Sole e la Luna come luminari del tempo in casa Due e/o Otto sono molto affascinanti.

IL SOLE nell’Asse Due e Otto evoca il concetto di risorse e del loro utilizzo. Come utilizziamo ciò che abbiamo e ciò che abbiamo conquistato o ereditato. Il Sole in quest’asse può sovente coincidere con la paura della perdita materiale ed economica ovvero il timore di perdere ciò che si ha, o di venire esautorati di un potere o di una autorità. In senso disarmonico è quindi avidità e atteggiamento restrittivo, Il Sole in quest’asse conferisce fanatismo ovvero si ostenta una sicurezza che invece non c’è, si mascherano quindi le proprie paure interiori dietro maschere che nascondono forti fragilità e sensi di inadeguatezza. In questa posizione il Sole è spesso in analogia alla ostentazione finalizzata a mostrare ciò che si ha di materiale e tangibile per evitare di dire o di esternare ciò che invece è interiore, più fragile. L’individuo preferisce mostrare ciò che si possiede piuttosto che mostrare fragilità profonde che nel Sole in Seconda e in Ottava sono presenti e tangibili. Ci sono paura della perdita, paure arcaiche e recondite, ci si sente inadeguati, si affrontano tematiche severe di tipo esistenziale, si tende ad isolarsi e a circondarsi di poche persone o di cercare cerchie di persone fidatissime perché si ha timore dell’ingerenza e dell’invasione di campo. In senso armonico, il Sole nell’Asse Due e Otto valorizza le risorse materiali e animiche, che sono soggette a trasformazione direi alchemica: in tal senso c’è un’azione sulfurea nei confronti di ciò che possediamo di certo e incerto, ciò significa che questo Sole può coincidere con individui che prendono coscienza dell’ombra interiore e collettiva, e nel loro piccolo e secondo gli strumenti in loro possesso, affrontano queste ombre come Eroi consapevoli, ecco che così abbiamo l’immagine di colui che indaga nell’ombra, e anche in presenza di fragilità e inquietudini, affronta questo germe cercando di illuminare il buio attraverso la ragione e la ricerca consapevole. Sono soggetti magnetici e carismatici.

La LUNA nell’Asse Due e Otto evoca come il Sole il concetto di risorse e di come sono utilizzate. A differenza del Sole, qui la Luna ha però un ruolo di difesa e di controllo delle risorse. Mentre nel Sole l’esperienza con le risorse è anche con il mondo esterno, la Luna presente in casa Due e Otto formalizza e acutizza i rapporti col sé dando intanto l’immagine di un atteggiamento ermetico, circostanziato, raffinato, specifico, la Luna spinge l’individuo ad un pensiero ricorrente, che in senso disarmonico può diventare ossessivo. Così le paure più recondite della perdita, quei mostri notturni che ci portano all’insonnia, o che ci portano a tormentarci con domande esistenziali di difficile risposta, possono essere in analogia con una Luna nell’Asse Due-Otto. C’è inoltre una forma di gelosia nei confronti dei propri contenuti materiali e animici, si è gelosi di sé stessi e di ciò che si produce, così si possono assumere atteggiamenti di forte difesa nei confronti di ciò che si possiede e si diventa quasi ossessionati dall’idea che qualcuno possa invadere questi elementi e prenderli senza consenso. C’è un’attaccamento morboso a ciò che si considera “di proprietà” e come riportato anche in numerosi testi (vi cito La chiave dell’astrologia di Iuvara Elia) si possono incarnare atteggiamenti di possessività causati da un timore di perdere tutto improvvisamente. Così si ha paura della perdita fisica, materiale, emotiva, affettiva, anche senza ragioni specifiche. In senso armonico, invece, la Luna nell’asse Due-Otto può da una parte risvegliare i demoni interiori, dall’altra spingere alla loro consapevolezza, ecco che il dominio delle paure produce elevazione emotiva e spirituale, intuito, capacità di percezione e di preveggenza, non perché si ha qualche potere mistico o paranormale, ma perché la consapevolezza dell’ombra in chi ha una Luna nell’asse Due e Otto, produce una capacità lungimirante fuori dal comune, che instilla empatia sensoriale, e materiale, fiuto per gli affari, gusto raffinato, senso dell’estetica, del piacere, ovvero si conosce cosa piace agli altri e cosa agli altri inquieta o non piace, dando quindi un quid in più in fatto di consapevolezza del mondo interiore personale e collettivo.

Jung, Freud, von Franz, tre esempi in cui nei loro temi di nascita appaiono pianeti nell’asse Due-Otto, tre esempi di soggetti che anche attraverso i loro deliri e i loro conflitti interiori (in particolare vedere la vita di Freud e di Jung) hanno dato una nuova luce nel mondo della psiche, scoprendo parti profonde dell’animo umano. Jung con i suoi deliri e momenti di crisi, che ha egli stesso documentato descrivendoli come veri e propri tormenti, e Freud con una vita a dir poco psichedelica e dove ha toccato direttamente esperienze terribili degli animi umani, hanno avuto l’opportunità di aprire la loro mente conscia sul mondo inconscio, facendo luce su di esso,  ovvero l’inconscio che diventa conscio, che è come dire “il mistero che diventa rivelato“, la scoperta dunque dell’ombra attraverso una mente lucida, che fa esperienza diretta con questo tema. Quindi la presenza di pianeti in casa due e otto è una GRANDE RISORSA perché se gestiti correttamente possono conferire esperienze tangibili e concrete nel mondo dell’ombra, e possono trasformare l’energia-tifonica (primordiale) in potente humus su cui seminare nuove consapevolezze e portare alla luce nuove intuizioni. 

 

ASTROLOGIAEmanuele ScialpiFilosofia ed esoterismo

Lettura esoterica dell’eclissi di Sole del 21 giugno 2020 | Emanuele Scialpi

Ed eccoci arrivati finalmente al giorno della fatidica eclissi, un momento che esoteristi, iniziati, astronomi, astrologi, ma anche appassionati da tutto il mondo, stavano aspettando con trepidazione.Eventi di tali proporzioni e portata possono essere analizzati da innumerevoli punti di vista, come è stato fatto in modo brillante anche in questo sito, io cercherò di fornire una complessa ed esaustiva descrizione esoterica del fenomeno, in modo che tutti possano godere di una spiegazione a tutto tondo, anche da una prospettiva non solo astrologica e psicologica.In queste ultime settimane ci sono state molte notizie allarmanti, ma prive di un vero e proprio fondamento, come quella che sosteneva vigorosamente che la vera e propria data dell’apocalisse profetizzata dai “Maya” (tra virgolette perché in realtà non furono propriamente loro, ma una civiltà molto evoluta e sofisticata che a loro, come agli Egizi, insegnò) fosse proprio questo 21 giugno, e non il 21 dicembre 2012 come precedentemente sostenuto a più riprese, a causa degli errori e della sfasatura dei calendari…Come dissi allora, dico anche oggi: le cosiddette “apocalissi” non devono affatto essere intese come un evento di natura catastrofica e distruttiva, a livello globale, bensì come un vero e proprio spartiacque di sfumatura energetica e vibrazionale: già il fatto che quest’eclissi si sia verificata in un giorno di solstizio è oltremodo significativo, dal momento che gli equinozi e i solstizi, in ambito esoterico, fin dai tempi più remoti, sono considerati come delle vere e proprie porte energetiche e spirituali, dei portali, quasi simili a quelli della tradizione vedica, che si aprono su piani dimensionali superiori, che hanno influenza sulla realtà e il piano duale in cui viviamo.

Le eclissi, poi, rappresentano un momento in cui viene sprigionata una notevole quantità di energia di natura mista e non precisamente classificabile, tant’è che in ambienti e tradizioni sapienziali esoteriche, viene detto che, quando si verificano tali fenomeni, ci si deve astenere da qualsiasi tipo di pratica meditativa e teurgica (la Teurgia rappresenta l’arte e la via con cui sarebbe possibile contattare esseri presenti a livelli superiori al nostro, come le cosiddette frequenze angeliche), forse proprio perché si tratta di un’energia talmente potente, anche a livello elettromagnetico, che in qualche modo interagirebbe e scombussolerebbe il nostro campo energetico, chiamato “aura” e i percorsi sinaptici presenti nel nostro in realtà molto delicato cervello, facendoci magari entrare in contatto con frequenze vibratorie non proprio salutari (e forse nemmeno “amichevoli”). Il verificarsi di un’eclissi il giorno del solstizio d’estate, che è associato alla cosiddetta “Porta degli Uomini”, al grado 0 del Cancro, sprigiona un’immensa quantità di energia che ha a che fare in qualche modo con l’entrata di qualcosa, visto che la Porta degli Uomini, fin dai tempi di Numenio, discepolo di Pitagora, ma in realtà anche molto prima, è sempre stata considerata come l’ingresso da cui le anime entrano per incarnarsi in questo mondo, contrapposta a quella degli Dèi, che invece è legata al solstizio invernale, da cui sembra escano le anime che hanno dissipato totalmente il proprio karma ed entrino quelle più evolute, che hanno intenzione di aiutare la razza umana nel proprio percorso evolutivo. La Porta degli Uomini è però associata anche al cosiddetto “Utero Cosmico”, che i Maya chiamavano Hunab Ku e che l’antica sapienza egizia associava alla Dea Iside, il ricettacolo cosmico e divino, associata alla Grande Madre Universale, nutrice del tutto. Ciò sembra essere collegato anche al grande buco nero presente al centro della nostra galassia, che la scienza chiama Sagittarius A, che, secondo una particolare interpretazione esoterica con cui concordo, pare essere legato ad una sorta di attività creatrice, basata sull’emanazione di un certo tipo di impulsi vibratori, magari associati in qualche modo a tale “ingresso delle anime”…

Questa eclissi funge come da apripista per l’entrata di Marte in Ariete (28 giugno), che permarrà in tale segno, in anello di sosta, addirittura fino all’Epifania del prossimo anno…L’energia di questo potente archetipo, che per i greci e romani era il dio della guerra, insistendo così tanto proprio laddove è più potente, in Ariete, appunto, genererà un certo tipo di frequenza vibrazionale che porterà a dei notevoli episodi su scala globale che, ovviamente, visti i tempi difficili che siamo chiamati a vivere in questi mesi e anni, potrebbe sfociare sia in episodi di ribellione e protesta di tipo molto acceso, anche armato e plateale, sia in eventi disastrosi come catastrofi naturali, più probabilmente causate dall’acqua, visto che Marte, molto forte durante quest’eclissi, era ed è in Pesci, o da terremoti, il tutto ulteriormente confermato dal fatto che il pianeta rosso si congiungerà presto con Chirone, che in astrologia rappresenta una sorta di ferita, di piaga aperta su cui è necessario lavorare.

Gli effetti di un’eclissi, come viene spiegato in ambito esoterico, si riverberano e riflettono sui mesi successivi, a partire soprattutto da settembre e da questo autunno…Il fatto che la scienza e i media ci stiano già preparando ad un potenziale ritorno di questo virus e gli effetti devastanti che questo porterebbe, soprattutto a livello economico, rappresenta già una notevole spia che avvalora queste non solo mie ipotesi. Pertanto quest’eclissi non rappresenta una vera e propria fine del mondo, bensì una sorta di ingresso nella prossima Era, quella dell’Aquario, che sarà riconfermata notevolmente dalla Grande Congiunzione tra Saturno e Giove, che rappresentano gli opposti, che, a dicembre, apriranno la strada all’elemento Aria, proprio dell’Aquario, con un’altra eclissi…Speriamo che l’umanità sia pronta per il salto evolutivo, ma la storia e gli eventi della vita ci insegnano che ciò che non lo è, in qualche modo, per sopravvivere, deve cercare assolutamente di adattarsi.

Vi rimando umilmente al video di presentazione del mio libro, Summa Esoterica, presente sia su questo sito (link) e chiedo a tutti coloro che fossero interessati a riceverne una copia, di scrivermi al mio indirizzo email: manu.scialpi777@gmail.com, così che io possa farvela avere, visto che non ha ancora potuto godere della diffusione che avrebbe meritato. Grazie

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Il sole e i pianeti interni, un approfondimento scientifico

In questo video clip vi presentiamo un documentario in italiano tratto dalla piattaforma di YouTube in cui viene trattato scientificamente il Sole e i pianeti interni, in un viaggio fantastico oltre i confini della Terra. L’Astrologia non è un linguaggio distante da quello scientifico: infatti i caratteri razionali dei pianeti e della stelle sono affrontati nell’astrologia in chiave temperamentale, umorali, energetica e poi simbolica. Ovvero questi corpi straordinari avendo caratteristiche fisiche specifiche, riflettono su di noi uno specifico immaginario. E’ un po’ come facciamo con l’uso delle parole:  dire che una persona è “solare” non significa dire che la persona in questione è un “sole”, piuttosto intende rappresentare delle caratteristiche profonde e sottili che richiamano l’attività solare. Il sole è l’astro che illumina, rende le cose visibili, è il nostro compagno durante le ore diurne, e quindi durante il momento della giornata in cui svolgiamo le nostre attività professionali, è vitale e la sua energia è responsabile della vita! Dire a qualcuno “solare” significa associare alla persona un carattere vitale, attivo, reattivo e propositivo. Buona visione.