Tag: saturno

Anna Elisa AlbaneseASTROLOGIAIndagine Astrologica

I ritorni di Saturno, clessidra del tempo | ANNA ELISA ALBANESE

Immagino Saturno come una grande clessidra piena di sabbie colorate e di diversa quantità, ognuna misura un tempo differente: un tempo per essere bambini, un tempo per i primi baci, un tempo per stare con i genitori, un tempo per ridere e per piangere, un tempo – maledetto tempo che a un certo punto finisce nella materia e ha una scadenza con cui noi non siamo quasi mai daccordo.

Se Saturno evoluto e integrato rappresenta la vera saggezza del ciclo del tempo, evidentemente questo limite imposto che sembra piombare quando siamo ancora in cortile a giocare, è qualcosa che ci obbliga a dei passaggi che altrimenti noi coscientemente in modo attivo non compiremmo mai. So che non sto dicendo cose per nuove perché ho parlato spesso di Saturno nei miei articoli, ma è un simbolo così sfaccettato nelle sue ombre e luci, che ogni volta minterroga e apre visioni, ed è anche la sua presenza da dicembre 2018 nel suo Domicilio Primario, il Capricorno, che me lo fa sentire così vicino.

Torniamo un attimo alla nostra immensa clessidra e immaginiamoci per esempio cose molto semplici che tutti viviamo, come la percezione del tempo di quando terminano le vacanze. Ricordiamoci i diversi modi di attraversarlo, il sapore del tempo lento e lungo delle vacanze da scuola in adolescenza, di cui ancora conserviamo quel ricordo; un tempo dilatato e profumato di caldo (e non solo perché eravamo per tre mesi lontani da scuola), in cosa è diverso da ora? Proviamo a ricordare quello stato di felicità febbrile prima che giungano le vacanze, e pensiamo a come sentiamo lo scorrere del tempo nel mezzo alle vacanze: com’è quando stanno terminando e mancano pochi giorni alla fine?

Accade qualcosa di fluido e naturale se abbiamo assaporato con tutto noi stessi quel tempo straordinario, prima di tornare alla vita ordinaria e scolastica di settembre, e se ci siamo tuffati anima e corpo nellesperienza del luogo dove siamo andati e del ritmo differente che abbiamo preso, avremo voglia quasi, in fondo, in fondo, di tornare a casa. Se abbiamo davvero vissuto stando nel presente assoluto, quando i giorni sgocciolano e la clessidra volge al termine, proviamo quel dolce sentimento malinconica tenerezza ritorno a casa. Avviene. Semplicemente accade che le vacanze finiscano e si inizi un nuovo ciclo al ritorno.

Così dovrebbe essere affrontata tutta la nostra vita, imparando ad accogliere e attraversare i cicli naturali che compiamo a ogni crescita, immersi in ellissi circolari che proseguono senza interruzione di sorta in un movimento ascensionale. Ciclico. Facile a parole! Ma cosa succede quando i cicli sintasano, sinceppano, non fluiscono o sono interrotti prematuramente? Accade che non fluiamo più e che per paura di soffrire troppo congeliamo le emozioni e lascolto del giusto flusso del tempo, bloccando la naturale percorrenza delle cose. 

Io ero bravissima a cercare di bloccare tutto quanto fin da piccola. Ero una di quelle che quando mancava un giorno alla partenza alla fine delle vacanze, mi struggevo e facevo una fatica pazzesca ad accettarne la fine e mi dicevo ogni volta Se solo avessi un giorno in piùsolo un altro giorno, rimandiamo, dai partiamo dopo domani!. Ogni partenza era uno strappo e una violenza, e così è stato in tutti i miei cambiamenti importanti No ancora un pochino, è troppo presto, non sono pronta, se solo avessi ancora un podi tempo, se solo avessi un altro giorno ancora..”.

Ma ora a posteriori mi chiedo: quel famoso giorno in più serve davvero? O è solo un prolungare lagonia in qualcosa che si deve comunque lasciare andare? Che si tratti di una fase di vita, di una persona o una situazione, non si è concluso già qualcosa che però non si riesce a riconoscere come finito?

Penso che durante i passaggi di Saturno – i temutissimi ritorni di Saturno – ci si senta un pocosì, immersi in una fase di passaggio che mostra uno stallo tra un prima e un dopo che fatichiamo ad attraversare con fluidità. La sensazione di qualcosa che volge al termine, (e non è necessariamente una cosa negativa), qualcosa che ha fatto il suo corso e ci prepara a fare un salto di livello più maturo, o nel caso contrario a essere lasciata nel passato. La sensazione Saturniana di fatica deriva dal fatto che a noi serva sempre un giorno in piùNon ci sentiamo ancora pronti, ci sentiamo nel mezzo tra un prima e un dopo che facciamo fatica a solcare, ci dimeniamo e facciamo i capricci, No, no, non ancora, io voglio rimanere qui al punto in cui sono non voglio maturare niente nè ancora meno, lasciare indietro qualcosa o qualcuno!

Per questo tutto il tempo si dilata in una dimensione sospesa di attesa. Il tempo si immobilizza e congela la nostra psiche come nella favole quando il regno diviene ghiaccio, o il filo spinato cinge il castello dove la Bella Addormentata dorme in un tempo immobile e fermo in attesa del risveglio a nuova vita. Noi ci sentiamo stritolare e nellurgenza di riuscire a risolvere tutto chiediamo un sacco di giorni in più, sconfinati, ne vorremmo a valanga, ignari però del fatto che nessuno di questi giorni ed è qui risiedere il dolore straziante nessuno di essi conserva quel sapore del tempo perduto. Quel tempo centrale del sole a mezzogiorno, quello di mezza estate quando ancora la fine delle vacanze era lontanissima, quello del frutto quando era maturo e colmo nella sua grazia, quel tempo perfetto di quando cera la massima pienezza: quel tempo che era il tempo giusto. 

Ogni ciclo energicamente ha un inizio, una fase crescente, un picco massimo e una fase decrescente, per poi ricominciare da capo. Il ciclo Lunare ce lo mostra nella sua massima espressione tutti i mesi. Se noi non ci accorgiamo che una situazione, un sentimento, un flusso vitale è nel tempo del suo ciclo discendente (che non vuole dire morte o fine ma vuole dire che dovrà compiere un cambiamento) e ci ostiniamo invece a voler riavvolgere il nastro, immaginandoci di rivivere il suo apice, ci condanniamo a uno stato di grande amarezza e malinconia. Ci accorgiamo che anche se questo tempo in più” ci viene concesso, la felicità non giunge più come era stata naturale la prima volta che lavevamo incontrata. Anche rimettendo insieme tutti gli ingredienti la formula non funziona più. Non riusciamo a rivivere pienamente il passato glorioso, ma nemmeno riusciamo ad accettarne la fine.

La presa di coscienza del vero stato dei fatti ci avvicinerebbe al processo di guarigione, invece di ostinarci nella resistenza passiva. Sono anche consapevole che spesso questo tempo apparentemente fermo, è un tempo necessario alla maturazione e alla capacità di prendere effettiva distanza da qualcosa che credevamo fosse ancora vivo e invece non è più nella sua crescita, ma nel suo declino. L’accettazione del suo deterioramento metterebbe in moto il vero significato di Saturno che può ricostruire mettendo nuova linfa alle fondamenta. Certo è che per ricostruire, qualcosa lo si deve un pochino decostruire o abbattere.

Perché dove ci sarà una fine avverrà ancora un inizio.

Saturno non solo falcia qualcosa o fa terminare, ma usato con lucidità e consapevolezza fa maturare ciò che deve costruirsi su basi solide, facendo franare la fondamenta che non erano valide. Saturno segna il ritmo del tempo, un tempo interno, un tempo diverso per ognuno di noi se ci guardiamo bene dentro conosciamo benissimo, anche se non vorremmo mai dirlo ad alta voce. Ognuno sa se è molto tempo che rimanda qualcosa, ognuno sa in cuor suo se una storia sentimentale è finita molto tempo prima della reale separazione, che può avvenire anche molti anni dopo. Ognuno sa dentro di sé se quel lavoro non lo motiva più o se quel caldo giaciglio che è l’antica maschera da figliche mettiamo con i genitori, è da millenni caduta e scaduta, ma è troppo dura levarla del tutto.

Saturno non fa nulla di male credetemi, perché come quando sappiamo bene la data della fine delle vacanze, sappiamo bene anche quando altre date sono già giunte a termine e stiamo chiedendo un giorno in più”, invece di provvedere con maturità al cambiamento richiesto.

Il cambiamento non è tornare a un passato che è già morto molto tempo prima che qualsiasi Saturno si presentasse al portone di casa, solo che non avevamo ancora la forza di riconoscerlo. 

Facciamo una piccola riflessione sulla nostra vita e proviamo a ricordare situazioni o se vogliamo anche in leggerezza una bella vacanza, una situazione finita o un amore di un tempo com’è stato o come sarebbe avere ancora del tempo disponibile?

Saremmo veramente riusciti a goderci quel tempo in più?

Io a ben ricordarlo credo proprio di no, anche se verrebbe a posteriori da dire e da fare tutto ciò che non si è detto o fatto. In un tempo reale e non immaginato come nei finali dei film americani a lieto fine che narrano di riconciliazioni e buoni sentimenti (che piacciono perché narrano di questi archetipi collettivi di giusti tempi che trovano il loro giusto spazio per fluire e ricominciare), nella vita normale fare il gran recupero dei minuti come nelle partite di pallone, è solo una corsa affannata che si vive con ansia. La partita è già stata giocata non dimentichiamolo – certo ci può essere un gran goal finale che ribalta tutto il risultato perché no’ – ma possiamo puntare tutto su quei pochi istanti rimasti di tempo supplementare, o forse è meglio giocarsi bene tutta la partita?

Detto così sembra la formuletta di luoghi comuni che anchio detesto, ma in questo ultimo periodo lho davvero sentita anima e corpo questa cosa assurda del tempo lineare che ci troviamo a vivere noi umani in questa cosa bellissima e dolorosissima che si chiama vita. Ho sentito forte lurgenza del tempo, che consapevolmente o meno, si sta sentendo molto anche a livello collettivo.

I Social alternano in maniera fantastica foto di mare sublime, sorrisi in costume da bagno, a notizie allarmanti del disastro Covid ancora in corso. L’estremismo di alcuni paesaggi mozzafiato eterni che racchiude al suo estremo opposto la caducità di noi esseri umani. Posti esotici e lontani, che se presti lorecchio, si pare udire in sottofondo il ticchettio del countdown del rientro imminente al mondo di qua, (se uno non ci vive) e la fuga dal pensiero della morte e la malattia da scagionare.

Questo dualismo estremo mostra fuori di noi, quanto poco dentro siamo riusciti a integrare nella nostra vita questa opposizione lacerante tra libertà, ricerca di infinito e finitezza umana. Certo, non per tutti è così, ma siamo ancora immersi in un sistema più grande di noi che segna il tempo obbligato, delle ferie, le feste comandate, i Natali e i compleanni, il matrimonio a una certa età, i figli a il lavoro a quell’altra. Il punto non è se questa cosa sia giusta o sbagliata, ma quanto sia aderente al nostro tempo e quanto per molti mostri una profonda lacerazione tra il suo dentroe il mondo fuori.

Un tempo i riti e il rapporto più profondo con la natura, scandivano bene alcune tappe importanti della nostra vita, ora dobbiamo ritrovare questo ritmo allinterno di noi stessi, stando attenti a fare la gincana nella società cui apparteniamo che segna le sue tappe di ferie e non e i tempi della collettività, basate sul principio economico, e non sul ciclo vitale. La crisi ecologica e la crisi Covid è un chiaro specchio. 

Siamo strani come esseri umani, abbiamo sempre bisogno di strattoni esterni per accorgerci di dove siamo e per dare valore a qualcosa che non avvertiamo. Non a caso durante la quarantena molti hanno riscoperto il valore del tempo.

Per questo Saturno e Urano, “gran tagliatore di teste” (che nel 2021 ingaggeranno una meravigliosa battaglia), s’incaricano di mostrarci la circolarità del tempo che noi non sappiamo attraversare perché siamo scollegati da noi stessi. Le crisi e il dolore ci ricordano che è il tempo interiore va ascoltato perché se non ci ricordiamo di vivere in maniera presente e totale, lattimo passerà via rapido e potrebbero rimanere solo i minuti di recupero dei calci di rigore in cui potremmo anche sbagliare il tiro.

Ho pensato molto a cosa non riesco a lasciare andare nella mia vita, e del perché in molte situazioni abbia sempre voluto stare lì e giocarmi tutti i minuti della clessidra, fino allultimo granello. Aspettare. Agonizzare. Fino allo stremo. Nel mio caso, la mia fatica nel lasciare andare qualcosa è direttamente proporzionale a non averla mai avuta totalmente. Credo dunque che quello che certi cicli obbligati e di passaggio nella nostra vita ci presentino, è di mettere il focus non tanto su quel nostro faticare a lasciare o trasformare, ma sullinterrogarci sulla qualità e presenza rispetto a una situazione che abbiamo vissuto. C’eravamo?

Io sto capendo che non mi serve in verità altro tempo alladesso, ma quello che tocca molto profondamente il mio ciclo di Saturno è qualcosa che è andato perduto tantissimo tempo fa. Il tempo dorato dellinfanzia non può tornare indietro, (sempre sia stato dorato), perché quello era il tempo giusto perché ogni cosa andasse vissuta in maniera completa: l’appartenere  a una famiglia il sentirsi davvero a casa il sentirsi protetti. Il ritorno di Saturno tocca in maniera molto precisa il mio Saturno in Cancro in VIII Casa ripassando nuovamente per quelle antiche ferite. Tocco con mano unaltra volta la consapevolezza che lappartenenza a una famiglia come lavrei voluta, non lho mai potuta sentire ed ora più che mai, le fondamenta solide le devo rifondare io stessa su un altro terreno. La ferita dell’ammettere che il sentirmi protetta è sempre passato dal mio dover proteggere qualcun altro e infine che il sentisi davvero a casa sta passando adesso da un lasciare materialmente la casa dove abito. C’è un grande carico di richiesta dal mondo fuori (tradotto karma famigliare), che io sia ancora quella di un tempo e dia ancora il tempo che non abbiamo in verità mai avuto, né allora né adesso, che io con i minuti di recupero segni i calci di rigore vincendo tutte le partite perse allora.

Sto imparando che i cicli di Saturno ci vogliono rendere coscienti di cose antiche che non si erano mai lasciate andare, partite che non ci si era mai resi conto di aver già persoe com’è liberatorio perdere se ci pensate bene perché è l’unico modo in cui poi si può ricominciare altrove e non lottare in una sconfitta fuori tempo massimo e ogni volta, la clessidra con la sabbia colorata di Saturno ripassa sul nostro cuscino, come un piccolo Grillo Parlante ci sussurra la verità per riportarci alla nostra vera libertà di Anima: Sei pronto ora, dai, non ti serve nessun giorno in più, molla il carico, non è tuo. Eora il giorno perfetto per salpare. Equesto il tempo giusto della tua vita senza più colpe”.

E tu lasci andare in un attimo tutta la zavorra dalle spalle che per millenni ti stai ancora trascinando sulla schiena e puoi aprire il tuo petto a tutta la luce che vuole entrare ma non trovava spazio.

Vi invito a lasciar fluire il vostro tempo interiore con dolcezza, anche attraverso questa bellissima canzone di Ivano Fossati. 

C’è tempo

Dicono che c’è un tempo per seminare

E uno che hai voglia ad aspettare

Un tempo sognato che viene di notte

E un altro di giorno teso

Come un lino a sventolare

C’è un tempo negato e uno segreto

Un tempo distante che è roba degli altri

Un momento che era meglio partire

E quella volta che noi due era meglio parlarci

C’è un tempo perfetto per fare silenzio

Guardare il passaggio del sole destate

E saper raccontare ai nostri bambini quando

È l’ora muta delle fate

C’è un giorno che ci siamo perduti

Come smarrire un anello in un prato

E cera tutto un programma futuro

Che non abbiamo avverato

È tempo che sfugge, niente paura

Che prima o poi ci riprende

Perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo

Per questo mare infinito di gente

Dio, è proprio tanto che piove

E da un anno non torno

Da mezzora sono qui arruffato

Dentro una sala daspetto

Di un tram che non viene

Non essere gelosa di me

Della mia vita

Non essere gelosa di me

Non essere mai gelosa di me

(Ivano Fossati)

CREDIT IMMAGINE DI COPERTINA link

ASTROLOGIAAstrologia TradizionaleFrancesco Faraoni

Saturno con Marte radix, un incontro difficile.

Aver perso i concetti di malefico e benefico ha ridotto gli incontri dei pianeti nel grafico di nascita ad aspetti poco sfumati. Così qualsiasi aspetto avrai nel grafico, sarai sempre in grado di elevarti, crescere, maturare. Questo approccio da life-coaching è sicuramente stimolante perché ci spinge a non arrenderci di fronte ciò che chiamiamo limite o prova, ci incoraggia a reagire di fronte qualsiasi prova. Tuttavia l’Astrologia intende descrivere certe energie che sono ben sfumate e palesemente chiare e specifiche. Giuste o sbagliate che siano esse indicano qualcosa di preciso. Che poi sapremo gestire questa sfumatura, o se la vivremo in modo difficile e con un senso di oppressione, questa è un’altra questione. Saturno in aspetto a Marte è un incontro sempre difficile. In un grafico di nascita gli aspetti anche armonici di Saturno-Marte sono impegnativi e comunque intendono rappresentare una difficoltà di fondo, legata all’animo individuale. Nel capitolo XIV Libro III dal titolo “Delle qualità dell’Anima” del Tetrabiblos c’è una chiara descrizione di Saturno che chiarisce in modo impeccabile il significato del pianeta all’interno di una genitura, in base alla sua posizione, sia in senso armonico che disarmonico. Per quanto riguarda la relazione Saturno Marte, Claudio Tolomeo non ha dubbi:

Se Saturno sarà invece coadiuvato da Marte, quand’anche ciò avvenga con un aspetto positivo, il nato sarà assai laborioso però non giungerà a realizzare alcunché, sarà misero ed imbecille, nocivo e turbolento, apparentemente audace ma nell’intimo timoroso, triste, privo di misericordia, sdegnoso degli altri, smodato, bellicoso, desideroso di sfidare i pericoli, proditore (ovvero traditore), perturbatore, indegnamente invidioso, tirannico, trasgressore, usurpatore, ipocrita, orgoglioso, iniquo, inflessibile, rozzo, intollerante, ostentatore di sé stesso, ingiusto con gli altri, pieno di odio, testardo, sempre intrigante in tutto ma tanto industrioso da divenire prospero.

 

In effetti se ci ragioniamo Saturno-Marte sono i due malefici del sistema astrologico. Questo perché essi intendono rappresentare degli eccessi a livello umorale e temperamentale, quindi una cosa “eccessiva” intenderà manifestare  qualcosa di altrettanto eccessivo, quindi qualcosa di smodato e immoderato. Tuttavia ci sono alcune sfumature in questa descrizione che offrono un barlume di positività: per esempio Tolomeo conclude che comunque è un aspetto che può indicarci anche una industriosità, ovvero laboriosità frutto di una sintonia tra attività e ingegnosità. L’industria rievoca molto “Saturno”, e Marte è connesso al Ferro. Direi che Saturno-Marte in relazione armonica intende rappresentare l’industria del Ferro e la lavorazione del Piombo, cosa che rievoca la Storia della siderurgia che tocca anche lo scibile esoterico legato all’Alchimia.

Il Piombo è un metallo governato da SATURNO ed è dal punto di vista alchemico legato al processo di morte e trasformazione, unito all’argento produce un metallo che purificato è chiamato mercurio dei filosofi, è dunque un elemento che rappresenta la saggezza e la conoscenza più alta, elevata, possibile. Mentre il Ferro è governato da MARTE e in alchimia intende rappresentare la potenza, l’aggressività, la protezione. L’industria del ferro è stata una vera e propria rivoluzione per il mondo perché attraverso la lavorazione di questo metallo abbiamo potuto realizzare il nostro progresso e avanzamento. Infatti sul piano simbolico questo metallo è legato al coraggio, alla forza e alla resistenza. A livello alchemico il ferro viene spesso lavorato con il fuoco, ad alte temperature, quindi rappresenta anche la capacità di saper controllare le proprie passioni, nel rigore e nella fermezza.

SATURNO MARTE IN SEMISESTILE SESTILE E TRIGONO
Questi sono gli aspetti armonici tra Saturno e Marte che possono indicarci una grande capacità di ingegno, di laboriosità, abbiamo quindi un aspetto che infonde una radiazione di fermezza delle idee e di capacità di costruire e realizzare. Tuttavia come ci ricorda Tolomeo in questo aspetto c’è sempre di fondo – anche se armonico – un sentimento di fragilità e timore, quindi la laboriosità e la voglia di costruire e realizzare potrebbe comunque essere sovente pervasa da sentimenti di insicurezza o di paura. Sicuramente se abbiamo un Saturno e un Marte in segni favorevoli e amici, o in posizioni nel grafico armoniche e positive, oppure se i due corpi formano aspetti con pianeti amici (per esempio Saturno Marte in aspetto armonico, Saturno in aspetto armonico a Giove e Marte in aspetto armonico a Venere) sicuramente la laboriosità vince sul timore e sulla paura. Se invece Saturno Marte in aspetto armonico sono a loro volta in aspetti lesi con altri pianeti, tipo Saturno congiunto alla Luna, e trigono a Marte, la situazione si complica, anche nel caso in cui abbiamo uno dei due pianeti in posizione non favorevole, o collocati nel grafico in modo non gradevole la laboriosità pur rimanendo produce una realizzazione ostacolata e messa in discussione, possono sovente emergere sentimenti negativi e forte è la competizione verso gli altri.

SATURNO MARTE IN QUADRATURA OPPOSIZIONE E CONGIUNZIONE
Questi aspetti sono difficili di Saturno Marte, inutile nasconderlo… intendono rappresentare un animo coriaceo e duro, pervaso sovente da turbamenti etici, morali, spirituali. Distinguo due grandi modalità di espressione della relazione disarmonica Saturno-Marte. Una modalità attiva dove la persona assume atteggiamenti capricciosi, porta inimicizia, causa polemiche, è litigiosa, fa gli interessi propri a discapito degli altri, la personalità è agguerrita, ipocrita, e i suoi atteggiamenti – usando le parole di Tolomeo – sono imbecilli, stupidi o sciocchi, abbiamo atteggiamenti lenti, poco raffinati, sporchi, ma anche poco gradevoli, sono persone mediocri e sospettose. La modalità passiva invece la intendo rappresentare come una realtà ambientale o esterna che ci porta ciò che ho descritto nella modalità attiva: così abbiamo persone che possono vivere in ambienti poco agiati o che non permettono grandi possibilità, oppure in ambienti in cui si è vittime della competizione altrui o di atteggiamenti sbagliati e corrotti degli altri, che tuttavia causano un danno personale.

SATURNO MARTE IN TUTTI I CASI
A prescindere dall’aspetto la relazione Saturno-Marte è, una relazione che annulla il TIMOR DEI questo tradotto in comportamento o in evento e manifestazione psicologica, significa non aver timore di nessuno, quindi spiega il perché tale aspetto viene identificato come una energia che ci rende – usando le parole di Tolomeo – scellerati, incestuosi, perturbatori, ingannatori, traditori, assassini, empi, fornicatori, sacrileghi, violenti… in poche parole di animo torbido e ambiguo. Tutto ciò è amplificato o diminuito da aspetti di sostegno che Saturno e Marte possono avere. I pianeti amici di Saturno sono Giove Sole e Mercurio. I pianeti amici di Marte è solo Venere. Quindi aspetti armonici a questi pianeti, armonizzano e stemperano un eventuale legame difficile Saturno-Marte.

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Marte Saturno, i due malefici. Cosa rappresentano? | Francesco Faraoni

Spesso l’appassionato di astrologia pone la domanda al suo astrologo di riferimento chiedendo perché si considerano Marte e Saturno malefici. Oggi l’atteggiamento contemporaneo e moderno dissacra il concetto di “malefico” perché siamo tutti spinti da un’Era che ci vuole positivi, ottimisti, esorcizzanti; ma è raro trovare parole positive per questi due Astri… anche nell’approccio moderno Marte e Saturno sono visti come Luci potenzialmente severe. Cercherò però di dare una spiegazione semplice e immediata del perché questi due Astri sono considerati come malefici. Se consideriamo l’approccio temperamentale dell’astrologia, ogni cosa che è intorno a noi rievoca un umore, un temperamento, un carattere caldo freddo secco umido. Questi sono i principi primordiali, primigeni, originari, di tutte le cose. Da questi principi possiamo poi giocare con le deduzioni o le analogie. Tralasciando però il mito, vorrei rimanere fermo sul temperamento per mezzo del quale offrire una risposta di prima istanza.

Marte è secchezza e calore. Saturno secchezza e freddo – Trattato di Astrologia di Raimondo Lullo

 

MARTE COME PRINCIPIO DI SECCHEZZA – Una cosa troppo secca cosa fa? Priva di acqua le cose, asciuga, rendendo più espansi gli altri umori, così MARTE poiché molto secco ha una natura esagitata, il suo temperamento può rendere gli umori esasperati, eccessivi, radicali ovvero intransigenti e violenti, eversivi, si tende a massimalizzare i propri sentimenti o le proprie passioni, che diventano oltranziste e infiammate. Il pianeta che incontra Marte in un tema natale tende ad essere stimolato con il processo della secchezza amplificando certi umori e certe caratteristiche. Dipenderà dall’aspetto che forma… ma se è molto leso o fortemente disarmonico, questa secchezza porta eccessi ed esasperazioni a tal punto che non si riesce a vivere in modo equilibrato certe passioni o comunque si ha difficoltà nel viverle. Le passioni incontrollate, l’ira, la rabbia, le reazioni violente, devono essere lette in un grafico di nascita nel luogo e nel grado in cui giace Marte, perché probabilmente è li che potremmo trovare una risposta immediata. Marte mal posto in un grafico di nascita secca certe passioni o certi umori, può renderci quindi arrendevoli o incapaci di agire, a volte invece ci può rendere eccessivi, intransigenti, violenti e invadenti. Se usiamo la distinzione tra nascita diurna e nascita notturna, tecnica usata molto nell’approccio ellenistico, sappiamo che il giorno è governato dal Sole e la notte dalla Luna; quindi sappiamo che i due luminari governano il primo la nascita diurna e il secondo la nascita notturna; questa caratteristica temperamentale ci può dare un orientamento su come interpretare un Marte di nascita. È quindi molto logico dedurre che: in una nascita diurna Marte è più sollecitato, quindi la sua capacità di seccare è più forte perché il Sole è un luminare che governa le sua qualità. Non a caso il segno dell’Ariete, domicilio di Marte, è esaltazione del Sole. Mentre in una nascita notturna Marte è più mitigato, il suo temperamento caloroso è in un certo senso attenuato dal dominio della Luna. E infatti il segno del Cancro, domicilio della Luna, è la caduta di Marte.

SATURNO COME PRINCIPIO DI FREDDEZZA – Una cosa troppo fredda cosa fa? Irrigidisce i liquidi, li raggela congelandoli, ciò produce durezza, inespressività, di conseguenza questo carattere lo possiamo tradurre nei concetti indifferenza, disprezzo, scetticismo, impassibilità, impudenza, cinismo. L’eccessivo carattere freddo di Saturno raggela, irrigidisce, in un certo senso cristallizzando e bloccando altri umori, o rendendoli più difficili da esprimere o da percepire. Così Saturno nel nostro grafico di nascita può in certe condizioni raggelare o irrigidire alcuni nostri aspetti esistenziali, in base alle relazioni che formerà con gli altri pianeti e a come è collocato nel nostro grafico. Saturno raffredda certe modalità emotive e sentimentali, irrigidendole o rendendole meno efficaci, così spesso in temi in cui è forte Saturno l’individuo è poco sentimentale o poco propenso a certe attività emotive e lo potremmo percepire più duro, sprezzante, critico, eccessivamente razionale. Come per Marte, possiamo dedurre che in una nascita diurna Saturno è potenzialmente migliore perché il governo della nascita diurna nelle qualità del Sole darà un po’ di calore al freddo Saturno. Mentre in una nascita notturna, governata dalla Luna, gli aspetti più gelidi di Saturno sono amplificati e quindi può esprimere il suo temperamento raggelante in modo più libero e più efficace. Tuttavia nel caso di Saturno la sua estrema freddezza è sempre, sia nella nascita diurna che notturna, un fattore raggelante e irrigidente: non a caso il Leone domicilio del Sole e il Cancro domicilio della Luna sono per Saturno il suo esilio. Perché? La risposta è prima di tutto temperamentale, poiché raggela e raffredda, tende a raffreddare sia il carattere solare, e tende ad amplificare l’umidità della Luna rendendola tuttavia cristallizzata, Saturno è per eccellenza un anti-Luminari così nei domicili del Sole e della Luna si troverà in difficoltà rispetto alla sua natura intrinseca. I tipi saturnini diurni e notturni sono in entrambi i casi cinici o comunque in difficoltà nel lasciarsi andare ad una modalità esistenziale emotiva, preferendo un approccio più logico, razionale, a volte eccessivamente calcolato e impassibile.

Nell’astrologia vedica i malefici sono Sole Saturno Luna calante Mercurio in aspetto ai malefici Rahu Ketu. I malefici possono funzionare anche positivamente: per esempio Saturno può essere di intralcio per la felicità mondana ma un valido sostenitore nella vita spirituale e monastica / ascetica – tratto da Andrea Barra, astrologo vedico di https://astrologia-vedica.com

Se i due malefici sono mal posti nel grafico di nascita, possono dunque esprimere l’eccessiva secchezza (Marte) o l’eccessiva freddezza (Saturno) attraverso modalità caratteriali e comportamenti che faranno vedere all’attento astrologo la componente marziale o saturnina dell’individuo. Saturno è in esaltazione nel segno della Bilancia (segno dell’Esilio di Marte) perché qui l’elemento aria (caldo e umido) cerca di mitigare gli estremi freddi di Saturno. Marte invece è in esaltazione nel Capricorno (segno del domicilio di Saturno) perché il segno di terra (freddo e asciutto) cerca di raffreddare gli eccessi di Marte, e in questo segno il pianeta si esprimerà al meglio.

I pianeti amici di Saturno sono Giove, Sole e Mercurio; mentre i nemici sono Marte e Venere. Il pianeta amico di Marte invece, è solamente Venere, tutti gli altri sono considerati nemici (William Lilly Astrologia Cristiana).

Comprendiamo quindi da queste indicazioni che intanto Marte e Saturno sono due pianeti che presentano un “carattere eccessivo” che è quello della secchezza (Marte caldo+asciutto) e della freddezza (freddo+asciutto). Notiamo che nei due malefici non è presente il richiamo dell’umidità, che ci ricollega all’acqua. L’umidità è il principio fondante della vita, tutti i corpi viventi, incluso il nostro, sono caratterizzati da una abbondante quantità di acqua. Ecco che Marte e Saturno più di tutti gli altri pianeti agiscono sugli equilibri dei nostri liquidi e della nostra umidità, caratteristiche che stanno alla base del nostro equilibrio psicofisico, e ne consegue che sono i due pianeti malefici per eccellenza proprio perché in certe condizioni possono esercitare una azione temperamentale che compromette l’equilibrio dei liquidi, esasperando oppure irrigidendo all’eccesso.

Ma questo valore malefico è amplificato quando i due pianeti si trovano in certe condizioni, quindi il loro carattere eccessivo può essere invece mitigato:

  • da una nascita diurna per Saturno o notturna per Marte;
  • oppure dalla vicinanza di pianeti come Venere che può mitigare Marte, o il Sole che può attutire l’eccessiva freddezza di Saturno;
  • dipenderà anche dalla posizione dei pianeti nelle case zodiacali,
  • nonché dai legami che formeranno con gli altri pianeti;
  • dipenderà poi se questi due pianeti sono dominanti in un grafico di nascita,
  • e che rapporti formano con l’intera carta di nascita.

Per quanto riguarda i transiti: Marte è un attivatore, ovvero colui che da il primo impulso. Questo può essere esagitato od esagerato, oppure può risultare controllato, dipende anche in questo caso come il transito agisce nella carta di nascita, attivando quali punti del grafico e in accordo con gli altri transiti. Stessa cosa vale per Saturno, che come transito può essere eccessivamente raggelante e cinico, se mal posto, oppure razionale e ponderato, se ben messo. Un transito di Marte molto negativo ci può portare a reazioni esagerate, a comportamenti esasperati, ad emozioni incontrollate, a passioni eccessive. Se invece è positivo, può rendere le nostre passioni dotate di quel calore giusto, e quindi ci fa essere ardenti in una modalità vitale, capace cioè di superare certe reticenze e facendoci acquistare coraggio. Mentre un transito di Saturno molto negativo può portare un irrigidimento dei nostri o altrui sentimenti, ecco che i contesti diventano freddi, gelidi, inospitali, assumiamo pensieri negativi, o siamo poco motivati o poco intenzionati a ragionare con il cuore, mettendo tutto sotto la lente della spietatezza razionale. Se invece è un transito positivo, Saturno ci fa essere ludici, e difronte certe esperienze difficili ci spinge a imparare una lezione di vita importante, finalizzata a farci crescere, a farci maturare.

Il mito è fittizio (Pan, Bacco, Moloch); il temperamento, invece, è reale, ovvero si percepisce con i sensi (freddo caldo umido secco, caratteri che si avvertono attraverso una esperienza diretta e personale).

Purtroppo si ha spesso difficoltà nel comprendere che il “malefico” in astrologia è NECESSARIO ad un equilibrio imprescindibile, ci si ferma sui termini e sulle parole senza approfondire cosa significa un determinato concetto: Marte e Saturno sono eccessivamente secco Marte ed eccessivamente freddo Saturno, perché hanno i compiti di riequilibrare gli eccessi temperamentali. Quindi diventano “problematici” quando si posizionano in modo tale da esasperare certi umori e certi temperamenti, il malefico non va inteso come “una cosa negativa” ma come un carattere, una modalità “climatica e temperamentale” che intende rappresentare un certo tipo di temperamento. Non a caso le infiammazioni sono associate in astrologia medica a Marte per via del suo temperamento ma a Marte è dato anche il ruolo di difesa del corpo attraverso la reazione immunitaria. Saturno è associato alla struttura scheletrica e ai sistemi difensivi esterni (tipo epidermide). Si fa appello spesso alla coscienza e alla consapevolezza ma questi due target come si raggiungono se non attraversando la Notte dell’anima? Come si può raggiungere un’elevazione spirituale o intellettiva, come si può maturare se non si affronta la prova e la sfida?

Oggi il mito intende rispondere a tutto.
Ma non è sufficiente appellarsi solo al mito.

Anzi spesso il mito ci confonde perché racconta storie umane all’interno di riferimenti divini: l’io viene esteriorizzato e proiettato verso qualcosa che è percepito come “leggendario” dunque fittizio. I temperamenti, gli umori, caldo freddo secco e umido sono invece precursori che si sentono con i sensi personali, attraverso una esperienza concreta e vissuta in prima persona. Il mito è fittizio. Il temperamento è reale. Il linguaggio mitologico in questo caso può descriverci (se lo vogliamo introdurre) il temperamento attraverso una storia, lo narra con un racconto, in un certo senso il Mito assurge a ruolo di romanziere. Ma rimarranno intatti i principi primi e fondamentali, su cui tutto si poggia, sono semplici principi: caldo freddo umido secco validi in ogni punto dell’universo, semplici precursori un po’ come un sistema binario semplicissimo ma con infinite combinazioni. Il mito è valido per la dimensione umana. I principi primi (caldo freddo umido secco) sono validi universalmente, per ogni cosa, per l’uomo, la pietra, la foglia, la stella, il pianeta, il vento, il vuoto, il nulla, qualsiasi cosa oltre l’umana agglomerazione. Quindi ne conseguenze la limitazione del mito, che aiuta a comprendere umanamente le cose ma ci limita nel penetrare il Mistero. I principi primi, invece, ci portano verso una dimensione più profonda, che è temperamentale, ogni cosa è avvolta da quei 4 principi che in modo diverso contribuiscono all’esperienza della materia. Per questo motivo l’interpretazione dei Malefici in un grafico astrologico vanno prima di tutto osservati come caratteri temperamentali, e come punti che possono seccare o raffreddare determinate caratteristiche individuali, prima di narrare il mito dobbiamo comprendere come questi due pianeti lavorano nei principi di secchezza e di raffreddamento, per poterne comprendere il loro valore, effettivo e tangibile, sulla materia (il nostro corpo e quindi la psiche le emozioni i sentimenti l’amore l’odio, giacché tutto ciò è il prodotto del nostro corpo e delle sue attività organiche).

Non condivido un certo tipo di orientamento astrologico contemporaneo che tenta di demonizzare i concetti di benefico e malefico; il bene e il male esistono, ma la dualità è profondamente sbagliata come concetto. E’ qualcosa che lo stesso Terzani nei suoi saggi ha cercato di spiegare: la dicotomia del bene e del male, della luce e dell’ombra, ha portato l’uomo ad allontanarsi dall’esperienza della vita e alla ricerca del mistero attraverso la guida del Maestro interiore, affidandosi a religioni o stili di vita precisi oppure al Coach spirituale di turno!!! In realtà benefico e malefico sono due elementi di una stessa unità. Quindi anche se condivido l’idea che la dualità in sé è errata – giacché l’uomo nel suo percorso iniziatico deve raggiungere la riunificazione degli opposti – ritengo i due elementi di estrema importanza, essi rappresentano Esperienze umane ma ci ricordano anche i limiti della materia. I pianeti benefici e malefici agiscono quindi sulla materia e su come noi esprimiamo le nostre emozioni attraverso la materia stessa. Non sono quindi energie che ci condannano ad un destino avverso o fortunato, ma piuttosto elementi che intendono descrivere i nostri potenziali, le nostre più intime caratteristiche temperamentali, come quindi reagiamo difronte emozioni od esperienze calde, fredde, secche o umide! Questi sono i principi fondamentali. Marte e Saturno possono dunque essere visti anche come elementi di castrazione, di limite, di prova, di sfida, di conflitto e contrasto: questo elenco descrive una serie di esperienze che sono oggettivamente indispensabile per avanzare, progredire, maturare. Insomma, per conoscere il bene, il bello, dobbiamo prima capire cos’è il male e il brutto. Facciamocene una ragione.

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Giove e Saturno in Aquario 2020 e 2021, cambio del paradigma.

La grande congiunzione Giove-Saturno in Aquario del 2020 sarà quella che conclamerà il ciclo mutazionale di queste importanti grandi congiunzioni, da una dimensione Terra viaggeremo verso il regno dell’Aria, iniziando un nuovo ciclo a dicembre 2020 al grado Zero dell’Aquario. In realtà questo ciclo è stato anticipato velocemente dalla grande congiunzione nella simbologia della Bilancia (aria) del 1980-1981, che coincise con tanti fenomeni storici tra cui l’emersione del virus dell’HIV: sono questi gli anni che vengono associati all’emersione dell’AIDS. Con la Grande Congiunzione di dicembre 2020, cominceremo a parlare in modo più approfondito dell’Era dell’Aquario. Il mito dietro questa Era ci proietta verso una prima consapevolezza: l’umanità ormai evoluta nei modelli scientifici e razionali pur avendo creduto di potersi liberare del mito, continua a ricercare in esso le tracce del suo io. Il mito che viviamo per lo più attraverso l’arte dimostra al collettivo la sua fondamentale funzione di ancoraggio alla storia, comprendiamo che non può esistere un divenire senza un fermo ancoraggio alle nostre radici, che il mito di qualsiasi tipo e origine ci ricorda. La memoria culturale del mito è un’isola temporale, un potente luogo inconscio che nei millenni struttura la nostra identità presente, su fondamenta incorruttibili e non eludibili.

Dalla metà degli anni 60 l’astrologia ha cominciato a serpeggiare nel modo in modo più accessibile e comprensibile, trasformandosi gradualmente in un linguaggio popolare non in senso negativo: in quegli anni Urano e Plutone si congiungevano nel segno della Vergine e la dottrina astrologica ha cominciato a sgretolare le sue strutture ermetiche e settarie aprendosi al mondo affinché tutti ne potessero attingere sapienza ed elevazione. Si è manifesto un bisogno collettivo nella psiche specialmente occidentale di dominare il mito, interiorizzandolo e idolatrandolo diversamente da come lo era nel mondo antico, incanalandolo nel Sé al fine di viverlo carnalmente e non più in modo dicotomico.

I grandi cambiamenti della società mondiale sono spesso osservati nel linguaggio astrologico dalle congiunzioni Giove-Saturno chiamate Grandi Congiunzioni, ovvero i due pianeti si incontrano allo stesso grado ogni circa 20 anni in un segno e dunque in un elemento preciso, offrendoci un modello simbolico di linguaggio interpretabile secondo la nostra natura e sensibilità.

La grande congiunzione Giove Saturno diventa veramente imponente quando ci annuncia un cambiamento della triplicità, ovvero quando segna un futuro in cui le successive congiunzioni saranno rappresentate da un nuovo elemento zodiacale. Si ritiene che la congiunzione Giove Saturno sia apportatrice di cambiamenti nelle religioni e nelle dinastie, quindi nell’orientamento spirituale collettivo, nelle istituzioni religiose nonché in quelle politiche o dove è detenuto un potere importante, di dominio sulle masse. Aggiungo tuttavia che questa interpretazione che proviene dalla tradizione può, nei tempi moderni, non corrispondere al mondo che attualmente viviamo e risultare dunque più allineata al mondo della tradizione, al mondo antico che – in modo inopinabile – esiste solo nei nostri ricordi e nelle fondamenta delle nostre radici passate. Oggi direi che la grande congiunzione Giove-Saturno specie quando mutazionale, ovvero pronta a cambiare elemento e dunque pronta ad un nuovo ciclo nella triplicità, ci offre una indicazione di cambio del paradigma delle società mondiali, nelle sue attività e caratteristiche fondamentali, un cambiamento globale che riguarderà i temi fondamentali di un popolo, di una società, di una nazione, quindi temi differenti in base al luogo geografico, sociale e politico in cui decidiamo di applicarla.

La prima domanda da porci è se simbolicamente ed esotericamente la Grande Congiunzione a zero gradi nel segno dell’Aquario, di dicembre 2020, rappresenterà la fine di un’Era, quella dei Pesci, e se ci darà l’indicazione dell’avvio… di un nuovo Eone quello dell’Aquario al di là degli aspetti astronomici relativi alle costellazioni fisiche del cielo, che ormai poco si allineano al sistema astrologico dell’eclittica.

L’era dei pesci fu annunciata dal fenomeno della Stella di Betlemme che secondo alcuni pensatori, me compreso, non fu in realtà rappresentato da un fenomeno di una cometa, ma da una importante congiunzione, la tripla congiunzione Marte Giove Saturno del 6 aC. In questo momento potremmo far coincidere la nascita di Cristo, come mito leggenda o storia decidetelo secondo la vostra sensibilità, e da questo momento è cominciato un nuovo ciclo nelle coscienze collettive, in cui Saturno Giove si sono incontrati in diverse triplicità portando avanti l’Era dei Pesci sotto diversi simbologie e temperamenti.

In tempi più recenti, l’umanità è stata caratterizzata dall’ultimo ciclo pronto a concludersi di Saturno Giove nell’elemento Terra, iniziato nel 1802 quando Giove Saturno si incontrano nella Vergine, segno della diligenza e dell’applicazione, nonché dell’abilità. La Vergine ha aperto questo ciclo che ci continua a caratterizzarci e che sta volgendo al termine, offrendo all’umanità dal 1802 ad oggi la capacità di analizzare e riorganizzare le sue strutture, attraverso la realizzazione di un sistema che consegna all’uomo un insieme logico e funzionante.

La grande congiunzione era in opposizione alla congiunzione  di Luna Plutone, in Pescila traccia originaria della necessità dell’uomo di confrontarsi con il suo stadio evolutivo caotico e affidato al caso, alla superstizione e alla fede, alla religione, in cui confrontarsi e riscattarsi al momento giusto, è emblema di questo aspetto astrologico. Questo riscatto si evolve nel tempo con le tante scoperte che l’uomo dal 1802 ha fatto, la prima più rilevante è stata quella relativa a Charles Darwin sull’origine della specie, una scoperta che intellettualmente ha offerto all’uomo una prima visione materialistica del mondo che stava emergendo in questa ciclica nell’elemento terra: ovvero la vita da questo momento non è stata più vista come il risultato della volontà di un creatore divino, ma come il risultato di un processo evolutivo di selezione naturale. Dio è morto!

Se osserviamo l’oroscopo della scoperta scientifica di Darwin relazionandolo alla grande congiunzione mutazionale del 1802, osserviamo la presenza di una Luna Nuova prossima a formarsi in Sagittario (comunità scientifica che intende superare le superstizioni) ma anche un Sole in opposizione a Urano in Gemelli (la nuova idea rivoluzionaria); questa opposizione si collega alla congiunzione Giove Saturno del 1802 opposti a Plutone Luna, si forma una Grande Croce “mobile o transitoria” perché formata da aspetti di transito, quelli relativi alla scoperta darwiniana! Una forma geometrica molto suggestiva per chi studia astrologia perché rappresenta una delle forme geometriche più potenti, espressione dell’energia solare che intende esprimere un “cambio di rotta” relativo a certe credenze o convinzioni, esprimendo un nuovo potere e un nuovo orientamento ambizioso. Vedi grafico sotto (esternamente i transiti del 24 novembre 1854 momento della pubblicazione del celebre testo di Darwin, internamente grafico della Grande Congiunzione 1802).

La grande congiunzione del 2020 conferma il “passaggio di stato” da Terra ad Aria; è un passaggio di stato che ha avuto un precedente rappresentante, ovvero la congiunzione 1980-81 di Saturno Giove in Bilancia. Plutone nelle vicinanze, sempre nel segno della Bilancia.

BILANCIA segno di equilibrio, diplomazia e giustizia, ha cominciato a parlarci di cosa la collettività deve aspettarsi dai futuri cicli di Saturno-Giove in segno di aria. Questa prima congiunzione nell’elemento aria avviene con una Luna in Scorpione (7°) qualità Lunare che troviamo in una interessante riproducibilità in tutte le Lune della scoperta dei pianeti generazionali Urano-Nettuno-Plutone: la scoperta di Urano (13 marzo 1781) vedeva la Luna in scorpione a 14°; la scoperta di Nettuno (23 settembre 1846) una Luna in Scorpione a 7°; la scoperta di Plutone (18 febbraio 1930) una Luna in Scorpione a 13°. La Grande Congiunzione Saturno-Giove in Bilancia del 1980 (primo momento dell’incontro 31 December 1980 – 21:23 ut/gmt) riporta nel grafico dell’evento la simbologia di una Luna Scorpionica che ci ricollega ai “pianeti oltre la soglia” ovvero ai pianeti oltre Saturno, proiettando lo sguardo verso il “cosmo più profondo”, che lambisce i limiti del sistema solare, anche per superarli.

Questa simbologia scorpionica ci da informazioni interessanti su cosa potrebbe questa “grande congiunzione” 2020 “aprire”. Intanto apre sicuramente dal 1980 ad oggi (2020) 40 anni di scoperte scientifiche straordinarie: pianeti, nuovi sistemi solari, pianeti potenzialmente abitabili, grandiose scoperte su oggetti fino ad ora solo ipotizzati ed ora confermati come i Buchi neri…  Non stupiamoci se continueremo a fare salti in avanti nei confronti delle scoperte cosmiche, la congiunzione Saturno-Giove nel segno del “Portatore d’Acqua” l’Aquario potrebbe avvicinarci ad un “mondo” nuovo nel cosmo in cui trovare acqua di vita, e aria da respirare, un nuovo mondo abitabile realmente o abitato, perché no, da qualche civiltà aliena. Potremmo scoprire in modo ufficiale la vita oltre il sistema terrestre, vita su altri pianeti, o su lune di pianeti anche vicini, appartenenti al nostro sistema solare. O qualche altra scoperta che “testimonia” una vita su altri pianeti, antecedente e arcaica. Scoperte insomma sorprendenti!

Questa LUNA IN SCORPIONE presente nella “Prima congiunzione del 1980” di Saturno-Giove in segno di Aria (prodromica a quella che avremo nel 2020) rievoca l’antico simbolo dello Scorpione che è associato al Serpente, creatura che tentò Eva spingendola a mangiare il frutto proibito della conoscenza. Ma lo Scorpione è associato non solo al Serpente ma anche all’Aquila ovvero al simbolo del dolore e della sofferenza in cui trascenderne la prova in cui trarre consapevolezza cosciente. Quando la Luna è in Scorpione rievoca per il collettivo l’immagine di una “fase di crisi” dei valori e delle esperienze vissute, che si trovano in un momento di riscatto e trasformazione. Nel grafico seguente osserverete esternamente il cerchio dei transiti del 21 dicembre 2020 giorno in cui Saturno-Giove saranno in congiunzione in Aquario, internamente il cerchio della grande congiunzione prodromica del 1980 in Bilancia. Cerchiati in nero gli elementi più importanti: in blu pianeti del 1980 in rosso del 2020, tra loro in risonanza.

Ma cosa rappresenterà la congiunzione mutazionale Saturno-Giove? Il mito di questa congiunzione potrebbe essere GANIMEDE dunque il primo tema a mio avviso che emergerà da questa congiunzione riguardare i diritti civili per le relazioni omosessuali, probabilmente continuerà l’evoluzione dei riconoscimenti dei diritti fondamentali alle coppie gay e lesbiche anche in luoghi dove attualmente risultano proibiti come rapporti, un avanzamento della società verso un “ampliamento” del riconoscimento di famiglia e di relazione matrimoniale anche tra persone dello stesso sesso e un ampliamento dei riconoscimenti ad ulteriori minoranze sessuali. Ma oltre a questa tematica sessuale, Giove che prende con sé Ganimede facendolo il suo amato, rappresenta anche l’incontro tra “terrestri e divino” in un atto d’amore, l’argomento dunque della scoperta scientifica che ci fa “innamorare” del cosmo riempirà le nostre coscienze, il tema degli Ufo, alieni, vita oltre la terra saranno argomenti predominanti a partire già da fine 2020 e per gli anni a venire.

Sul piano più disarmonico, questa simbologia ci parla anche di utopia e distopia. Grandi ideali da una parte, da raggiungere e conquistare, ma anche una visione negativa dell’avanzamento globale, distopia appunto, una visione castrante e limitante delle libertà individuali. Le società dovranno riorganizzarsi anche di fronte a nuove situazioni globali, a nuove forme di politica e a nuove organizzazioni mondiali che andranno a riorganizzare, dietro l’immagine dell’avanzamento della tecnologia e del progresso, le nostre libertà di muoverci e di essere tutelati nella riservatezza. Controllati tutti, ovunque, basterà possedere un cellulare o un Tablet, o un orologio connesso a internet per essere in qualche modo tracciati, visti, osservati nei nostri acquisti, spostamenti, spese quotidiane, nei nostri gusti (visione distopica del mondo futuro).

Come accennato a inizio articolo, la precedente grande congiunzione in elemento aria del 1980-81 di Saturno Giove in Bilancia coincise anche con un evento globale di straordinaria importanza: emerse l’HIV e quindi l’AIDS. Le attuali stime dell’OMS dichiarano che nel mondo vi sono 33.4 milioni di persone che vivono con l’HIV, sono 2.7 milioni le nuove infezioni di HIV all’anno e 2 milioni i decessi al mondo causati dall’AIDS. Sono cifre straordinarie e impressionati, ma va detto che oggi la scienza ha fatto passi da gigante nel controllo e trattamento della patologia, ed oggi rispetto a decenni fa il virus è gestibile e controllabile. Ma il Virus ancora esiste e non è stato ancora debellato. Così dissi in precedenti articoli che Plutone nel 1980-81 era in Bilancia a 24° quando Giove-Saturno si congiungevano in Bilancia a 9°! Oggi (2020) Plutone toccherà i gradi 24° del Capricorno consegnandoci un momento “ciclico” Plutone-Plutone importante, e stiamo andando verso la grande congiunzione mutazionale a 0° in Aquario di Giove-Saturno, che potrebbe da una parte indicarci un evento straordinario legato alla pandemia di AIDS, ma viste le notizie di fine 2019 e di gennaio 2020 in riferimento ad un nuovo Virus emerso in Cina il 12 gennaio 2019 (chiamato 2019-nCoV) nulla esclude la possibilità che emerga una nuova emergenza sanitaria globale, come quella del 1980-81. Non è una previsione ma una deduzione frutto delle osservazioni dei cicli planetari.

Sempre in senso distopico, altro problema potrebbe essere connesso a virus informatici o situazioni particolari che possono improvvisamente compromettono i nostri sistemi finanziari, che oggi sono totalmente retti dai “computer” e della “rete”. All’avvincinarsi di questa congiunzione, aumenta per esempio l’argomento della rete 5g una  super-rete velocissima a cui potranno accedere i nostri dispositivi portatili. Aumentano gli studi e le ricerche, e la sperimentazione, per quanto riguarda l’informatica quantistica e il Pc-quantico, ovvero futuri Pc dotati di processori velocissimi, capaci di cose che a descriverle assomigliano a fantascienza e magia!

Il cambiamento climatico è nella simbologia dell’acquario legata in particolare allo scioglimento dei ghiacciai ma anche alla violenza dei fenomeni climatici, è innalzamento dei mari, pur non essendo un segno d’acqua, l’elemento “aria” espresso nell’acquario è riconducibile piuttosto al “contenimento” dell’Acqua, quindi l’acquario è “l’elemento aereo” (vettoriale) che ci porta acqua sotto una nuova forma, è sublimazione, passaggi di stato, cambiamento climatico appunto.