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ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

La Paura: il mood del 2020, viaggio alla riscoperta degli echi arcaici

L’enciclopedia Treccani definisce il concetto di PAURA con questa definizione: stato emotivo consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia di fronte a un pericolo reale o immaginario o dinanzi a cosa o a fatto che sia o si creda dannoso… ma dal punto di vista umanistico, la definizione di PAURA di Gregory David Roberts (scrittore australiano) è a mio giudizio la più attuale e vera: la paura è l’emozione più difficile da gestire; il dolore si piange, la rabbia si urla ma la paura si aggrappa silenziosamente al cuore. È proprio quanto sta accadendo, in questo inizio 2020 non dei migliori, che ci proietta in un vortice di emozioni non nuove ma che credevamo assopite negli abissi della dimenticanza: noi uomini e donne di questo tempo contemporaneo e moderno che ci crediamo invincibili ed eterni, noi che idolatriamo l’idea di essere carnalmente immortali, ci stiamo confrontando con emozioni arcaiche ed ataviche, che scuotono certezze  ipocrite, finte, estremamente fragili.

La paura nell’arte

L’arte può aiutarci a comprendere questo sentimento, quello della paura, che non è affatto un qualcosa di non umano, la paura è un’emozione precisa con cui conviviamo, consapevolmente o non, ogni giorno, e che percepiamo in modo più evidente quando qualcosa invade i nostri spazi sacri, i recinti della sicurezza e di ciò che riteniamo inviolabile. L’URLO di EDVARD MUNCH è l’opera artistica che emerge nel nostro immaginario appena evochiamo il concetto di paura. Mette in risalto un volto di un individuo deforme, in uno scenario alterato e angoscioso, è l’emblema del pessimismo di fine Ottocento, un dolore angoscioso che intanto ci dice quanto il dolore sia un sentimento solitario, privato, che non trova sovente consolazione nel mondo, l’universo intorno è attonito, direi vuoto, l’urlo della Paura emerge su tutto e diventa dirompente e autonomo, indifferente al resto dell’umanità.

 

La paura rievoca una dimensione in cui essa si esprime, è la dimensione infernale, luogo del Tartaro dove risiede Plutone e dove secondo il mito vi ha fatto soggiorno anche Saturno. Plutone Saturno sono i due simboli celesti che si sono incontrati, nuovamente, a gennaio 2020, come a rievocare il ritorno di Saturno nel Tartaro: luogo in cui Saturno deve soggiornare affinché possa riemergere più forte di prima e pronto a dimorare sulla Terra in una nuova età dell’oro. Prima di ogni Era Oro, l’inferno è il luogo più basso da sperimentare, perché è solo in esso che comprenderemo l’ombra più oscura; solo conoscendola nel profondo potremo riscattarci da essa. L’Inferno di Giacomo da Modena – in un particolare del suo affresco – (nell’immagine successiva) rievoca creativamente la dimensione in cui l’emozione della Paura si esprime. Vediamo centralmente l’incarnazione di Saturno-Plutone, un mostro deforme che fagocita e defeca esseri umani, masticati e digeriti nel dolore e nell’angoscia. Il processo digestivo è quello più colpito dalla paura che altera dal punto di vista olistico la nostra capacità di “digerire e metabolizzare”, questa disfunzione causa l’incapacità di nutrirsi in modo equilibrato. La digestione bloccata o alterata mette a disagio il nostro corpo, dal punto di vista della psicologia del profondo questo quadro vuole simboleggiare la dimensione della paura che blocca e altera la capacità di assimilare ovvero ostacola i processi di discernimento, di selezione e razionalità. Così la paura si sprofonda nell’inferno nella così detta Notte dell’Anima. In questo periodo aumentano le paure immotivate che diventano psicosi, deliri, fobie, che spingono alcuni anche a gesti di estrema violenza e razzismo: è l’incapacità di “discernimento” generata dall’emozione della Paura.

 

Nel quadro Studio dal ritratto di Innocenzo X di Francis Bacon (immagine successiva), che è la deformazione di un’opera di Diego Velazquez, il pontefice è deformato nell’espressione, che rievoca un urlo di paura, orrore, di strazio. E’ considerato uno dei quadri che suscita le emozioni più terribili, un quadro che esprime i disagi del suo creatore, Bacon, ma nello stesso tempo rappresenta il “modo di vedere” ovvero la visuale di colui che guarda le cose attraverso il filtro della paura. La visione creativa di Bacon di Papa Innocenzo X rappresenta il punto di vista e di osservazione di chi è governato dall’emozione della Paura, esprime come il mondo che è intorno viene percepito: tutto è deformato, tutto incute terrore, tutto fa sprofondare nell’orrore! Chi ha paura è dominato da una visione alterata della realtà, qualsiasi cosa anche innocua diventa orribile, pericolosa, potenzialmente dannosa.

 

La Paura è un’emozione attraverso cui possiamo conoscere le fragilità più profonde di ogni uomo e ogni donna; ci spinge a fare i conti con le parti più nascoste di noi. Come si sconfigge la paura? Sapendola prima di tutto riconoscere. Se diamo un nome alla Paura, identificandola, si trasformerà da blob oscuro (massa priva di forma e di consistenza) in unità identificata! Avere coscienza della paura significa saperla dominare. La Paura in astrologia è associata a Plutone. Mentre Saturno signore del Capricorno tende a dare forma alle cose, irrigidendo l’informe in struttura stabile e concreta. Ma per identificare la paura abbiamo bisogno non solo di Saturno – che irrigidisce l’amorfo definendolo – ma anche di compassionevole capacità modellante, di energia e amore che possa dare alla “forma” una struttura non solo identificabile, ma anche apprezzabile. Così entra in gioco l’energia della Bilancia, esaltazione di Saturno e domicilio di Venere; e Marte che nel Capricorno è esaltato. Saturno Venere Marte sono gli strumenti attraverso cui possiamo modellare il blob-plutonico chiamato Paura Collettiva, riorganizzandola in un contenuto gestibile dalla mente e dal discernimento. Il leggendario abbraccio tra Amore e Psiche, in un momento in cui si impone la distanza e la necessità di allontanarci dall’altro, assume un valore catartico di essenziale importanza, sapersi abbracciare e saper abbracciare gli altri è l’unica chiave di volta attraverso cui possiamo proiettarci verso una rinascita totale dell’umanità, per ora limitandoci a proiettarla in attesa di concretizzarla realmente.