Tag: olismo

ASTROLOGIAFilosofia ed esoterismoFrancesco Faraoni

Zolfo Minerale: il Sole degli Alchimisti. Pietra giornaliera.

Lo Zolfo è un elemento fondamentale dell’Opera Alchemica, lo ritroviamo in numerosi manoscritti antichi, di età medievale, unito ad altri elementi. Dal punto di vista simbolico, lo Zolfo è associato al FUOCO quindi alla modalità maschile e attiva, è il minerale più vicino alla natura del Sole ovvero che intende rievocarne la sua energia e vibrazione. Lo Zolfo si trova facilmente in natura ma in particolare sono le zone vulcaniche quelle dove possiamo trovare abbondanti concentrazioni di cristalli, anche puri. Lo Zolfo come simbolo alchemico è ricorrente in numerose iconografie, ed è una pietra che non può mancare in casa, per chi è appassionato di cristalli e minerali.

 

 

Partiamo dall’osservazione del glifo utilizzato per rappresentare questo elemento. Il simbolo è l’incrocio e l’incontro tra un triangolo e una croce quadrata. Il triangolo richiama la triplicità del divino-spirituale ovvero Dio-onnipotente | Luce-infinita | Natura-divina. Il Dio onnipotente è l’UNO indissolubile, sempre presente, impronunciabile, l’intelligenza divina che gli alchimisti mettevano in correlazione e in analogia al SOLE. La Luce infinita rappresenta l’amore che pulsa dall’Uno, ovvero l’emanazione di Dio che tutto avvolge e che attraverso essa tutto è possibile. La Natura divina ci ricorda che poiché tutto è creato dall’Uno e tutto è per emanazione dell’Uno, in ogni cosa che ci circonda è rintracciabile una natura divina. Ciò che oggi abbiamo razionalizzato e psicanalizzato nel concetto di Sé, era per gli alchimisti più semplicemente traducibile con il concetto di natura divina, che permea ogni cosa e quindi rintracciabile in tutto: dalla pietra, alla foglia, sino agli animali e agli umani. Il triangolo richiama anche il concetto di maschile e fuoco. La parte bassa è chiamata croce quadrata, un tratteggio che ritroviamo anche in numerosi glifi astrologici, presenti per esempio nella rappresentazione di alcuni pianeti. Si tratta del locus terrenus rappresenta quindi la croce simbolo della terra, la croce con le le braccia della stessa grandezza intende sempre rappresentare il nostro pianeta. Diviso in quattro punti cardinali, la croce intende essere l’analogia dei quattro elementi aria acqua fuoco terra e delle quattro modalità umorali caldo secco umido freddo. Si trova in posizione bassa, rispetto al triangolo posto in modo dominante, in alto. Il locus terrenus in questa parte del simbolo ci dice che la natura dello zolfo (anima maschile attiva) è dentro di noi, ci appartiene ed è una parte di noi.

 

 

Lo Zolfo come elemento lo ritroviamo in numerose immagini alchemiche medievali, come in questa proposta proveniente dal Rosarium Philosophorum del XIII secolo. Lo zolfo è accompagnato qui da altri due elementi, il Mercurio alchemico e il Sale alchemico. L’ANIMA è in questa immagine riconducibile allo Zolfo e rappresenta la parte luminosa-solare della nostra spiritualità. Lo SPIRITO è riconducibile al Mercurio alchemico che intende rappresentare la parte oscura-lunare della nostra spiritualità. Il CORPO ovvero il Sale è il luogo in cui avviene il contatto tra Anima e Spirito, è in un certo senso il contenitore materiale delle nostre parti animiche, letteralmente il corpo che contiene Spirito e Anima. Ricordo che i concetti di Anima (zolfo) e Spirito (mercurio alchemico) sono ciò che portarono all’intuizione junghiana di Anima e Animus, concetti che provengono dall’antica sapienza dell’Alchimia. Nell’immagine le tre entità, anima, spirito, corpo, confluiscono unitamente in un’unica “essenza” che va a riempire una ampolla, metafora della realtà (manifestazione). Questa immagine vuole dirci che noi siamo l’insieme di più elementi, alcuni che costituiscono la parte animica, altri quella corporea. L’equilibrio di questi elementi permette la vita, l’esistenza.

Lo zolfo dal sanscrito शुल्बारी   significa “nemico del rame” è visto come arma distruttiva e incendiaria ma anche come medicinale, gli egizi lo utilizzavano come potente rimedio contro la morte (malattia). Perché? Probabilmente perché il cristallo (Zolfo minerale) ha un coloro intenso, che può essere giallo, tendente all’arancione in certi casi anche verde; il più usato era ovviamente quello giallo e richiamava il Sole e la sua natura. Poiché la pietra si ritine abbia la natura del sole, in questo cristallo è riprodotto il SOLE, la sua energia e la sua vibrazione, ma in una modalità non caustica, non bruciante e distruttiva, ma in una modalità più umida, più temperata, capace cioè di rigenerare il corpo, curare, rinforzare e proteggere. Forse per questo lo zolfo in antichità era utilizzato come potente medicinale.

ANALOGIE ASTROLOGICHE – lo zolfo come pietra minerale è associabile alla triplicità di fuoco, quindi ai segni Ariete Leone Sagittario. Il signore della triplicità di fuoco è GIOVE che come non mai ha tutti i titoli per rappresentare lo Zolfo che intende esprimere una qualità non eccessivamente calda, non eccessivamente secca, quindi umore temperato, caldo umido, gradevole. La pietra ha la natura di MARTE ARMONICO (ariete) in qualità di defensor ovvero protettore, difesa dagli attacchi e loro respingimento; ha la natura del SOLE ARMONICO (leone) in qualità di pater amabilis ovvero medicina giornaliera e quotidiana, grazia, forza, fermezza, stabilità e capacità di fare e progettare; ha la natura di GIOVE ARMONICO (sagittario) in qualità di pater soter ovvero protettore e salvatore dei valori umani.

PIETRA DI ZOLFO COME ENERGIA – acquistare una pietra di zolfo minerale da tenere in casa, o portare con sé, è come prendere un po’ di sole e utilizzarlo nei momenti di maggiore fatica e debolezza fisica e psichica. Andrebbe acquistata in certe condizioni astrali: tipo Giove Sole Marte i tre pianeti legati a questa pietra devono essere in segni favorevoli, quindi evitare la caduta e l’esilio. Devono essere tra loro armonici, eviterei gli aspetti di congiunzione, meglio sestili, trigoni, buoni anche i semisestili. La Luna nel giorno dell’acquisto della pietra deve essere in aspetto armonico al Sole. Il Sole deve trovarsi in una casa favorevole, la migliore è la decima casa (nel momento dell’acquisto). Se non possiamo seguire tutte queste regole, rispettiamo quella che richiede un’aspetto di sestile o trigono tra Luna e Sole nel momento dell’acquisto, con un Sole posizionato in una casa favorevole. Una volta ricevuta la pietra va tenuta sotto la luce solare del mezzogiorno per essere purificata e ricaricata. Questa operazione può essere fatta ogni qual volta il Sole entra in un nuovo segno. La luce del giorno rigenera e purifica la pietra. Non va pulita con l’acqua. Non va messa a contatto con il rame. La possiamo tenere in camera, sulla scrivania, nel luogo di lavoro, nei luoghi delle attività, oppure potarla con noi durante il giorno. Non dovremo “dormire” vicino alla pietra, perché essendo della natura del Sole, abbiamo una energia fortemente diurna, che favorisce quindi le attività giornaliere. Alcuni manuali olistici dicono che può essere posizionata sul terzo chakra, perché in questo modo la pietra assorbe le vibrazioni negative, rilasciando quelle solari, positive, attive e ricostitutive. Il terzo chakra o Manipura è il centro del comando, in analogia al concetto di forza fisica e d’animo, determinazione, volontà, capacità di affermare e di gestire le istanze del mondo. Qui è la sede energetica della volontà: posizionare sopra il terzo chakra lo zolfo minerale, lasciarlo agire mentre ci rilassiamo distesi, respirando lentamente, e immaginando il sigillo del terzo chakra, oppure immaginando un grande sole amorevole, che ci avvolge, ci protegge e in cui sentirci bene, sorridenti, felici: questa procedura energetica permette di ricaricarsi di energia vitale, che ci protegge, purificandoci e ristabilendo la nostra capacità di azione e gestione: io voglio, e ottengo! Il terzo chakra è facile da individualizzare, è proprio sopra al plesso solare.

 

BIBLIOGRAFIA

Manuale dei chakra
di Shalila Sharamon, Bodo J. Baginski

Gemmologia. Vibroenergetica. Fondamenti di cristalloterapia, Vol. 2 (per lo Zolfo)
di Silvana Bertoli Battaglia

Sale mercurio zolfo. Una favola alchemica
di Baltasar

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

La Stellaria Media: pianta magica per ricevere i favori della Luna

Nel De Vita, Marsilio Ficino ci parla dell’erba lunare.

[La pianta] lunare di cui parla Mercurio e che ha foglie azzurrognole e rotondeggianti da cui nasce ogni giorno una nuova foglia quando la Luna è crescente e ne cade una al giorno quando la Luna è calante promette anni lunari a colui che la usa [è la Stellaria Media]

Questa pianta magica a cui fa riferimento è la STELLARIA MEDIA. Marsilio Ficino afferma che chi usa questa pianta avrà anni lunari… ma cosa vuole dire? Dobbiamo far riferimento intanto ad una visione alchemica della Luna, a livello immaginale l’Astro Notturno è Argento, e ci riconduce al concetto di Anima.  Il mood in cui opera la Luna è umido, fecondo, notturno, ma anche sensibile, delicato, è il viatico attraverso cui possiamo raggiungere le sfere più alte e toccare tutti gli altri pianeti. La Luna scrive Ficino governa il primo anno di vita e ogni successivo ciclo settenale; ovvero è PRIMUS INTER PARES. La Luna è Guida e Coordinatrice di tutti i poteri al suo di sopra, in cui troviamo le sfere planetarie e la sfera celeste, dalla Luna dipendono tutte le cose perché assurge a ruolo di decisione d’ultima istanza! Secondo il Picatrix tutte le preghiere ai pianeti e tutti gli influssi che da essi provengono, passano e transitano attraverso la Luna, che dunque intercede.

In Medical Astrology di Hainrich Daath la Stellaria Media di cui parla Marsilio Ficino è introdotta nelle erbe della Natura Lunare e appartenenti al Cancro; dal punto di vista esoterico gli viene conferita la proprietà del cambiamento, dell’armonia ma soprattutto della ricettività.  Seguendo le indicazioni di Ficino, dunque, la Stellaria Media può essere raccolta e usata come pianta magica per attirare i favori degli altri pianeti, e per avere quindi i favori recettivi della Luna. Portarla in un sacchetto come amuleto ci protegge dai cambiamenti inaspettati, da tutte quelle energie infeconde e perniciose, teoricamente è una pianta che intende “armonizzare” tutto ciò che riceviamo dalla Sfera Celeste (pianeti e stelle fisse). Non a caso si tratta di una pianta che Madre Natura ha reso cosmopolita, ovvero la troviamo ovunque, spesso nei prati dove andiamo a passeggiare o a fare sport, specialmente vicino a luoghi in cui ci sono sorgenti di acqua e ombreggiati.

 

COME RACCOGLIERLA IN MODO ESOTERICO
indicazioni moderne seguendo le antiche intuizioni

Stellaria Media poiché è una erba magica appartenente alla Luna andrebbe raccolta nel giorno e nell’ora della Luna. Inoltre, quando la raccogliamo, la Luna di transito deve fare un buon aspetto con la nostra luna di nascita, questo è un fattore determinante perché solo in questo modo raccoglieremo la Stellaria in un momento in cui la sua vibrazione lunare è strettamente legata con la Luna di transito e la Luna del nostro tema di nascita. Prima di raccoglierla, recitiamo l’Inno Orfico alla Luna.

Ascolta, dea regina, portatrice di luce, Luna divina,
Mene dalle corna di toro, che corri di notte, ti aggiri nell’aria,
notturna, portatrice di fiaccole, fanciulla, Mene dai begli astri,
crescente e calante, femmina e maschio,
splendente, ami i cavalli, madre del tempo, portatrice di frutti,
luminosa, triste, che rischiari, ti accendi di notte,
che tutto vedi, ami la veglia, ti circondi di begli astri,
godi della tranquillità e della notte felice,
Lampetie, dispensatrice di grazia, porti a compimento,
ornamento della notte,
guida degli astri, dall’ampio manto,
dal moto circolare, fanciulla sapientissima,
vieni, beata, benevola, dai begli astri, del tuo splendore
rifulgente, salvando i tuoi nuovi supplici, fanciulla.

Nella Magia Naturale ci viene ricordato che ogni cosa della Sfera Celeste, dei pianeti e delle stelle fisse, è riprodotto e presente in ogni oggetto, animato o inanimato, che ci è attorno. Tutto “conserva” il seme celeste. In un certo senso questa credenza che un tempo si riteneva superstiziosa è un concetto presente nella scienza moderna: infatti l’origine del tutto è concentrato in un punto minuscolo e superconcentrato, dove era contenuta e compressa tutta la materia. In questo punto minuscolo era contenuto l’Universo che vediamo oggi, inclusa la nostra terra, il sistema solare, le stelle che vediamo, ma anche la nostra materia terrestre, la nostra carne, ciò che ci circonda, le piante. In senso quindi fisico tutta la  materia che ci circonda era al principio “concentrata in un punto unico supercompresso”, in comunicazione. Ogni nostro atomo era in principio in comunicazione con tutta la materia universale. Per questo gli antichi stregoni della Magia Naturale e Celeste non sbagliavano nel dire che, per esempio, nelle pietre, negli animali, nelle piante, vi è l’energia dei pianeti e delle stelle fisse. Oggi lo sappiamo con certezza perché sappiamo come il tutto ha avuto origine.

Raccogliere la Stellaria Media significa quindi raccogliere la Luna, e portarla con noi. Può essere indossata conservandola in un sacchetto di cotone, useremo un sacchetto color argento. Oppure può essere conservata dopo essere stata essiccata in un ciondolo fatto completamente di argento. L’importante è che il momento in cui la raccogliamo sia un momento lunare e la Luna di transito sia in aspetto armonico (sestile e trigono) con la nostra Luna. Meglio la Congiunzione. Eviteremo momenti in cui la Luna di nascita è in aspetto di transito a Marte e Saturno, migliori saranno sicuramente i momenti in cui la Luna di nascita è in aspetto anche a Giove o a Venere o a Mercurio di transito. Se in aspetto a Giove di transito favoriremo le virtù di guarigione dell’animo; se è in aspetto a Venere quelle relative all’amore, ai sentimenti; se Mercurio alla percezione e sensitività. Anche l’aspetto al Sole è importante, purché non sia un Sole che brucia la Luna di nascita. Dovranno essere evitati momenti di eclissi lunare o solare. Una volta indossata, la sua essenza ha la durata di un anno.

 

ASPETTI OLISTICI E FITOLOGICI DELLA STELLARIA

In cucina sono usate le cime con cui vengono realizzate delle aromatiche insalate; molto buona è l’insalata di rucola e iceberg con cime di stellaria. Dai semi viene realizzata una farina molto rara, e si trova con difficoltà, viene poi utilizzata come addensante per zuppe minestre e vellutata.  È ricca di vitamine tra cui C, D, B5 e B12. Contiene rutina, biotina, colina, inositolo e beta-carotene. Come Sali minerali presenta magnesio, ferro, calcio potassio, zinco, fosforo, manganese, sodio, rame, silicio. Come rimedio olistico, è utilizzato come rinfrescante, per attutire le infiammazioni e come decongestionante. È in certe casi usata come rimedio per la stipsi (per usi fitoterapici vi suggerisco di rivolgervi al vostro natuoropata o all’erborista di fiducia).

COME TROVARLA

La pianta è veramente comune, la trovate specialmente in inverno, ma anche in questi mesi può essere trovata in zone ombreggiate e vicino a corsi di acqua. Le immagini a questo articolo vi permetteranno di riconoscerla con facilità.

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Papavero, fiore di Saturno-Nettuno: dal suo colore, ai suoi principi, ieri e oggi.

Mai come in queste giornate noto distese di Papaveri che nella stagione precedente non vi erano. Nascono ovunque. Agrippa von Nettesheim suggerisce una mistura di semi di papavero insieme ad altri elementi da bruciare davanti a Saturno. Brandler Parcht attribuisce proprio a Saturno il fiore di Papavero, si ritiene che il fiore (da cui sappiamo si ricava oppio) permetta la decifrazione dei Sogni, mi sfugge il collegamento Saturno-Sogni ma probabilmente è nell’interpretazione del sogno la risposta all’enigma, Saturno come razionalità che permette la decifrazione degli enigmi onirici. In filosofia occulta un “profumo di Saturno” è realizzato con una mistura di semi di papavero nero, semi di giusquiamo, radice di mandragora, magnete, mirra, e amalgamato con cervello di gatto o sangue di pipistrello: evocherebbe lo spirito di Saturno. Il fatto che dal fiore si possa ricavare, con una complessa operazione, il principio attivo Oppio, riconduce questo fiore anche alla simbologia di Nettuno, secondo l’astrologia contemporanea. In effetti il Primo Decado dei Pesci, il cui governatore moderno è Nettuno, risulta retto da Saturno. Il Fiore di Papavero è, a rigor di logica, il Fiore del Primo Decano dei Pesci, in cui confluisce la simbologia Saturno-Nettuno.

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
Fabrizio De André

Il termine Papavero sembra derivi dal celtico, i semi erano utilizzati nella tradizione nordica come ingrediente delle pappe serali dei bambini perché favorivano la conciliazione del sonno; la sua diffusione nel mondo si ritiene sia maturata in antichissime epoche partendo dalla diffusione del frumento da Pamir e Iran, poi verso il mondo, il seme è stato disseminato quindi insieme alla diffusione del grano. La pianta di papavero è definita sinatropica ovvero pianta che segue gli spostamenti dell’uomo, perché la sua diffusione sarebbe proprio legata alle attività umane. Nell’antica Roma il papavero era ritualizzato in antiche pratiche spirituali rivolte alla Dea Cerere, spirito delle messi e dell’agricoltura. Una antica tradizione contadina prevedeva la realizzazione di un succhietto artigianale che a forma di capezzolo aiutava i bambini a calmarsi: era realizzato con mollica di pane, fiori di camomilla, foglie di alloro, semi di papavero, miele. La mistura era utilizzata anche come infuso per curare alcuni sintomi come tosse, insonnia, irrequietezza. Oggi è ancora utilizzato specialmente come semi, che vengono inseriti in numerose ricette culinarie. Il papavero fiorisce da marzo a luglio, è una pianta campestre e libera, difficile quindi da coltivare in un vaso, più facile invece da rinvenire nei prati liberi, e presso i campi dove si coltiva anche grano. I Greci associavano Hypnos e Nyx al fiore di Papavero, rispettivamente divinità del sonno e della notte; altra asssociazione è quella relativa a Thanatos, la morte, e il Papvero: ecco che si completa la complessa matrice simbolica del Papavero che a pieno titolo può essere associato alla natura zodiacale dei Pesci (Nettuno) e del Capricorno (Saturno).

MAGIA DELLE STELLE – Il Sacchetto dei Sogni – quando sei nell’ora di Giove e quando la Luna è in aspetto armonico a Saturno, e quando Saturno transita in Casa Dodici, nella carta di evento, confeziona in modo solenne un sacchetto di stoffa del colore di Saturno (nero) riempilo di semi di papavero (che avrai acquistato precedentemente di Sabato e in un’ora di Saturno) e unisci sette fiori di margherita (che avrai raccolto in un prato soleggiato, con il Sole al Medio Cielo, in un’ora dedicata al Sole). Realizza il sacchetto recitando l’Inno Orfico del Dio del Sogno: te invoco, beato dalle ali spiegate, Sogno funesto, nunzio del futuro, sommo indovino per i mortali; infatti avvicinandoti silenzioso nella quiete del dolce sonno, parlando alle anime dei mortali la mente tu risvegli, e le intenzioni dei beati tu invii segretamente nel sonno, silenzioso alle anime silenziose annunciando il futuro, a quelli ai quali secondo atti di pietà va benigna la mente degli Dèi, affinché il bel futuro, conosciuto prima nei pensieri, sempre conduca ai godimenti la vita degli uomini che si sono prima rallegrati, e, tregua dei mali, come il dio stesso dica, con preghiere e sacrifici sciolgano l’ira dei sovrani. Per i pii infatti il fine è sempre più dolce, ai malvagi invece la visione onirica, messaggera di tristi opere, non mostra la necessità futura, affinché non trovino liberazione dal dolore che viene. Ma, beato, ti supplico di riferire le indicazioni degli Dèi, affinché ti avvicini sempre con pensieri retti in tutto non mostrando presagi di mali verso cosa sfavorevoli.

Dunque conservalo vicino al letto, sotto il cuscino, 7 saranno i mesi della sua durata, poi andrà ricomposto: aiuta il sonno, conciliandolo, abilita al sogno beato e felice, e ai sogni che rivelano il futuro.