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Biografia di Pablo Picasso nel Linguaggio Astrologico | Anna Elisa Albanese

Pablo Picasso non poteva che essere che un individuo con forti tinte Scorpioniche in tutti i suoi estremi: la voracità nei confronti  della vita, le emozioni nascoste evocate nelle forme primitive e primordiali di alcune sue opere, le moltitudini di donne e passioni  che hanno fatto parte della sua esistenza. PABLO PICASSO,  è nato il 25 ottobre 1881, SCORPIONE ascendente LEONE.

Dipingere non è unoperazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere unopera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi. Pablo Picasso

Sole in Scorpione in IV Casa, governatore dellAscendente Leone. Radici profonde, terra natia e patria, figura del padre come insegnante e mentore.  Scorpione e Toro segni intercettati. Venere e Plutone – bellezza e morte, perfezione e distruzione, arte e materia – come assi portanti della sua vita.  Asse Toro – Scorpione – IV Casa  Scorpione in opposizione ai pianeti situati in Toro nella X Casa: madre – mondo – apice e punto culminante di realizzazione e visibilità, che lui stesso definisce come “mondo estraneo ostile a noi”, in cui forse è possibile vivere solo grazie alla mediazione agita dall’arte.

 

 

Un dualismo interiore dibattuto tra Casa IV – intimità, casa, rifugio, Anima, spazio privato, protezione e Casa X –  mondo esterno, immagine pubblica, arte, realizzazione, autonomia. Produzione artistica costante e ricca di fasi di cambiamento (cambio pelle Scorpione), totalmente immersa nella vita stessa e nella sua essenza. L’asse famigliare dei suoi genitori (Casa IV – X), percepito come antitetico e conflittuale. Avrà lui stesso sempre bisogno di un focolare ad attenderlo, delle donne – madri a casa, e delle donne amanti fuori nel mondo a ispirare la sua continua ricerca artistica.

Sole inteso progetto d’individuazione e cammino in questa vita, racchiude un bisogno forte di radicarsi al centro, nel proprio interno emozionale, costruire la Fondamenta – Casa – Anima e cercare le forme più intricate della propria identità partendo dal riconoscimento del valore delle origini e del padre; professore di arte che lo instradò per primo alla sua professione (Scorpione IV Casa).  Un’anelito a portare questo inquieto e incessante lavorio nella materia fuori da sé (Toro Casa X).

Il desiderio di operare a livello profondo, spesso celato e non diretto nella propria manifestazione, (i suoi quadri e sculture dalle mille facce e pieni di lettura), con dinamiche pulsionali reattive e antiche (Sole in IV) e il desiderio di stabilità, costanza, terra su cui poggiare, realizzazione, ambizione (Saturno, Nettuno, Giove e Plutone in Toro in Casa X). Questi sono stati due bisogni agiti in maniera ambivalente o comunque non troppo consapevole, ma come spinta necessaria e urgente. Come tutte le configurazioni in cui l’elemento Terra, strabocca nella sua ombra ed ha “fame” di riempire antiche voragini e buchi affettivi (elementi Toro e un Urano in II Casa – nutrimento primario – sicurezze -madre – terra).

L’asse Toro – Scorpione, ha fortissima la tematica del trattenere e del non riuscire a lasciare andare, dell’accumulare ciò che non nutre veramente, perché non è quello che sfama il bisogno affettivo di contenimento- sicurezza rimasto forse incolmato nell’infanzia e dall’intasamento energetico che ne consegue. E’ una dinamica che richiede passaggi ciclici continui di morti e rinascite interiori, per ripulire ed affinare le vere necessità, trovare i talenti interiori e capire davvero quali sono i valori e le basi su cui costruire senza paura imparando a lasciare andare ciò che non serve più per il cammino verso il futuro.

Urano in Vergine in 2 Casa (ribadisce ancora una volta questo dover imparare a far leva sulle proprie originali risorse e non cercare più simbiosi affettive forse mai avvenute nemmeno in fasce),  fa aspetto di Trigono a tutti i pianeti nel Toro nella X Casa, portandolo ad unire in modo altamente produttivo e instancabile, l’innovazione e la ribellione Uraniana, al lavoro artigiano di mani forti e piene del Toro (Saturno in Toro che governa Casa VI, costruttore costante nel suo quotidiano). Segno di terra, simbolo anche di un trattore macina sassi affidabile e forte, lavoratore indefesso, soprattutto quando trova qualcosa che gli dà fondamenta e losostiene; in questo caso i valori della materia scultorea e pittorica, posti al servizio di un’ispirazione grandiosa – Plutone e Nettuno sempre in Toro in Casa X.

Non mi soffermerò su Pablo-uomo e le sue donne…. molteplici, muse ispiratrici per la sua arte e angeli del focolare che lo aspettavano a casa, amanti e bellissime ispiratrici ferite e lasciate, instancabilmente rinnovate nel gioco dell’infatuazione e dell’arte. Non dimentichiamo il suo Sole (in Casa IV) desideroso di raccoglimento privato e famiglia può limitare ed essere sponda da cui fuggire (CasaX – pubblica immagine). Scissione che lo porta a non fermarsi mai nel luogo – famiglia – incolmato e attratto dalla bellezza in continuo divenire arte, amore e ispirazione per le sue emozioni, con quella Venere in Bilancia in III Casa, versatile, vanitosa farfalla, al centro di amicizie, flirt, scambi e contatti. La ricerca della sublime bellezza attraverso cui creare ispirato da amore, infatuazione e  perenne scintillio desiderante – l’estatica fuga nell’arte e il “cannibalismo” verso le sue donne, che non potranno mai nutrirlo né bastargli, né lui potrà dare pace a loro. (Venere in aspetto a tutto lo stellium in Toro in X Casa e quadrato a Marte in Cancro in XII Casa). 

Una Luna in Sagittario in V Casa, e l’Ascendente Leone, donano quel sacro fuoco intuitivo (Luna governa Casa XII gli infiniti mondi possibili), la passione per l’innamoramento e l’emozione che azzarda, unito alla ricerca di intensità emozionale dello Scorpione, aspetti che sottolineano una grossa centratura su di sé e la possibilità di aver canalizzato la potenza energetica di tutta questa forza creativa nel canale artistico, ma dall’altra l’ombra di non trovare mai quell’equilibrio tra il lavoro, il mondo e il focolare, spinte entrambe forti e necessarie da vivere, di cui il compromesso, forse avrebbe reso meno espressive le tinte della sua opera così vasta.

La resistenza, la tenacia e  l’ardere della divina ispirazione, avere successi pubblici, guadagni e riconoscimenti concreti in vita (Casa X con valori Terra), lo hanno portato ad una vita lunga, una produzione artistica immensa e a sfatare, il mito dell’artista povero e riconosciuto postumo.

Anna Elisa Albanese 

 

Biografia di Pablo Picasso

Pablo Picasso (1881-1973) nacque a Malaga, in Spagna, da un padre, insegnante nella locale scuola d’arte, che lo avviò precocemente all’apprendistato artistico. A soli quattordici anni venne ammesso all’Accademia di Belle Arti di Barcellona. Due anni dopo si trasferì all’Accademia di Madrid. Dopo un ritorno a Barcellona, effettuò il suo primo viaggio a Parigi nel 1900. Vi ritornò più volte, fino a stabilirvisi definitivamente.

Dal 1901 lo stile di Picasso iniziò a mostrare dei tratti originali. Ebbe inizio il cosiddetto «periodo blu» che si protrasse fino al 1904. Il nome a questo periodo deriva dal fatto che Picasso usava dipingere in maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il blu in tutte le tonalità e sfumature possibili. I soggetti erano soprattutto poveri ed emarginati. Picasso li ritraeva preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate e con aria mesta e triste. Ne risultavano immagini cariche di tristezza, accentuata dai toni freddi (blu, turchino, grigio) con cui i quadri erano realizzati.

Dal 1905 alla fine del 1906, Picasso schiarì la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa che risultano più calde rispetto al blu. Iniziò quello che, infatti, viene definito il «periodo rosa». Oltre a cambiare il colore nei quadri di questo periodo cambiarono anche i soggetti. Ad essere raffigurati sono personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte, quali Arlecchino.

La svolta cubista avvenne tra il 1906 e il 1907. In quegli anni vi fu la grande retrospettiva sulla pittura di Cezanne, da poco scomparso, che molto influenza ebbe su Picasso. E, nello stesso periodo, come molti altri artisti del tempo, anche Picasso si interessò alla scultura africana, sulla scorta di quella riscoperta quell’esotico primitivo che aveva suggestionato molta cultura artistica europea da Gauguin in poi. Da questi incontri, e dalla volontà di continua sperimentazione che ha sempre caratterizzato l’indole del pittore, nacque nel 1907 il quadro «Les demoiselles de Avignon» che segnò l’avvio della stagione cubista di Picasso.

In quegli anni fu legato da un intenso sodalizio artistico con George Braque. I due artisti lavorarono a stretto contatto di gomito, producendo opere che sono spesso indistinguibili tra loro. In questo periodo avvenne la definitiva consacrazione dell’artista che raggiunse livelli di notorietà mai raggiunti da altro pittore in questo secolo.

La fase cubista fu un periodo di grande sperimentazione, in cui Picasso rimise in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica. Il passaggio dal cubismo analitico al cubismo sintetico rappresentò un momento fondamentale della sua evoluzione artistica. Il pittore appariva sempre più interessato alla semplificazione della forma, per giungere al segno puro che contenesse in sé la struttura della cosa e la sua riconoscibilità concettuale.

La fase cubista di Picasso durò circa dieci anni. Nel 1917, anche a seguito di un suo viaggio in Italia, vi fu una inversione totale nel suo stile. Abbandonò la sperimentazione per passare ad una pittura più tradizionale. Le figure divennero solide e quasi monumentali. Questo suo ritorno alla figuratività anticipò di qualche anno un analogo fenomeno che, dalla metà degli anni ’20 in poi, si diffuse in tutta Europa segnando la fine delle Avanguardie Storiche.

Ma la vitalità di Picasso non si arrestò lì. La sua capacità di sperimentazione continua lo portarono ad avvicinarsi ai linguaggi dell’espressionismo e del surrealismo, specie nella scultura, che in questo periodo lo vide particolarmente impegnato. Nel 1937 partecipò all’Esposizione Mondiale di Parigi, esponendo nel Padiglione della Spagna il quadro «Guernica» che rimane probabilmente la sua opera più celebre ed una delle più simboliche di tutto il Novecento.

Negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale si dedicò con impegno alla ceramica, mentre la sua opera pittorica fu caratterizzata da lavori «d’après»: ossia rivisitazioni, in chiave del tutto personale, di famosi quadri del passato quali «Les meninas» di Velazquez, «La colazione sull’erba» di Manet o «Le signorine in riva alla Senna» di Courbet.

Picasso è morto nel 1973 all’età di novantadue anni.

Biografia tratta da: http:http://www.francescomorante.it/pag_3/309a.htm

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Mario Mieli alla luce dell’astrologia | Francesco Faraoni

Siamo a Milano. Giorno 21. Mese maggio. Anno 1952. Sono le ore 7:55am. Mario Mieli nasce in una famiglia ebrea, borghese e benestante. Risalta ai miei occhi Urano congiunto all’Ascendente nella parte finale della Dodicesima Casa. Urano è anche Punto di Talete in relazione a Marte Luna Giove Mercurio.

Urano, pianeta che tra l’altro si stava preparando a sorgere nel grafico di nascita, è congiunto all’Ascendente nel segno del Cancro – che comincia dal quindicesimo grado – associato nel sistema esoterico dei Gradi Tebaici al seguente oracolo “un nuovo Sansone (Urano in Ascendente) minaccia di far tremare le colonne di un tempio (Pianeti in Undicesima, come luogo del Nume Tutelare, in aspetto a Marte); ai suoi piedi, sulla scala, c’è un leone morto (Marte in Quinta Casa, Quinta Casa come luogo cosignificante del Leone); più in basso un riccio pone la sua piccola zampa su di un serpente morto”. Il grado tebaico identificherebbe un individuo pronto a sacrificarsi, pubblicamente o privatamente, attraverso una totale abnegazione del suo io offerto.

L’interpretazione di Urano in Ascendente va contestualizzata, in questo caso, all’identità taletica che diventa, per giunta, di straordinaria importanza visto il coinvolgimento di una Casa Angolare. Quando Urano, il pianeta dominante dell’Aquario, si congiunge all’Ascendente di un individuo, l’influenza principale che impone è quella di un carattere piuttosto eccentrico. La personalità uranica ama esprimersi in modo anacronistico. Motivata da una vocazione incontrollata, spinge a esprimersi sopra le righe. Il modo di pensare è ribelle, anticonvenzionale, frequente la tracotanza alle norme precostituite, il comportamento è strano, caotico. Urano in Ascendente è il precursore della genialità folle. In linea generale, Urano quando in ascendente potrebbe coincidere con un certo atteggiamento rivoltoso e ribelle anche nei confronti della legge o dei costumi convenzionali. Le qualità astrologiche dell’Ascendente rappresentano, a mio avviso, l’identificazione del rapporto che l’io genera con gli archetipi dell’Eroe e dell’Eroina.

L’ascendente Cancro simboleggia l’ondulazione fra eccesso testosteronico (visione grandiosa delle cose) ed eccesso estrogenico (funzione intuizionale messa al servizio dell’ego). Questo Ascendente potrebbe essere visto come il feto maturo, dentro l’utero della puerpera, che ha l’intuito di dover uscire da quella oscurità per prendere visione del mondo che è fuori e lo fa con enorme dolore per la madre e con un liberatorio pianto del piccolo appena emerge trionfante dall’oscurità uterina materna. È un’Ascendente che, se utilizzato correttamente, offre all’individuo un enorme capacità intuitiva, forti ideali che possono anche essere precursori di un’influente guida per gli altri. Se invece è vissuto in modo negativo, l’Ascendente Cancro può essere il preludio ad uno scontro violento tra sentimenti, sensazioni, intuizioni diverse e legate al sentire comune, collettivo, relativo cioè all’opinione pubblica.

L’ondulazione testosteronica-estrogena conduce verso un contrasto tra Eroi ed Eroine; l’identità eroica dell’Ascendente Cancro è dunque indescrivibile perché, in questa dimensione, l’individuo lotta con i suoi Eroi/Eroine interiori, alla ricerca di un nesso plausibile tra i contrasti scatenanti dalle necessità egoiche; lo scontro tra Maschile e Femminile porta all’annichilimento dell’identità aprendo alla rivelazione di un terzo genere non identificabile.

Nell’identità astrologica di Mario Mieli Urano in Ascendente Cancro si esprime nel contesto Lunare in Undicesima Casa, retta da Marte. È evidente che la natura ribelle di Mieli è confluente nei significati retorici della Luna (semplicemente rimanda al concetto di famiglia). Urano cerca di risolvere le opposizioni che si generano da Marte ma non ci riesce, generando frustrazione somatizzata in un atteggiamento in questo caso ribelle. Le aperture ideologiche di Mieli sono, tutt’oggi, soggette a giudizio morale ed etico; pare che questo Urano sia coinciso nel Mieli col profondo desiderio dell’ego di affrontare tabù di estrema delicatezza. Tuttavia va anche detto che Mieli ha deciso di esprimere idee e pensieri sulla sessualità (Marte) in contrasto con il sentire comune (Luna), pensieri contrari ai registri morali (Giove) di quel periodo e utilizzando un linguaggio anacronistico (Mercurio). Questi geroglifici ♂ ☾ ♃ ☿ fanno parte dell’opposizione che il Punto di Talete cerca di risolvere non riuscendoci.

Urano nel grafico di Mieli è Punto di Talete che, visto il coinvolgimento della Quinta – Undicesima casa, potrebbe esprimere queste specifiche caratteristiche:

  • atteggiamento provocatorio che spinge gli altri a generare commenti negativi sul proprio modo di porsi, esibirsi, presentarsi;
  • è percepito un forte carisma guerriero ed eroico, tuttavia esso non viene riconosciuto, o viene contrastato, criticato; questo genera un’inflazione dell’ego. Il non piacere è di stimolo perché si ritiene che tale reazione negli altri sia sintomatica della correttezza del proprio dire;
  • gli eccessi ludici, la stravaganza, il coraggio di dire, l’esibizionismo possono ripercuotersi contro l’immagine dell’individuo, che sarà percepito come folle o perverso.

Distinguo due tipi di congiunzione in Ascendente. Quella che avviene nell’ultima parte della Casa Dodicesima e quella che avviene nella parte iniziale della Prima Casa. Nel caso in cui Urano si trova in Casa Dodici ed è congiunto all’Ascendente, come in questa indagine, il soggetto può essere perseguitato od ossessionato dall’idea della solitudine interiore che potrebbe vivere con inquietudine e che tende a nascondere agli altri. Essendo Urano Punto di Talete, la paura della solitudine interiore è in questo grafico un timore viscerale, in antitesi alla realtà oggettiva: ovvero, sono portato a pensare che Mario Mieli anche se è stato oggettivamente circondato da tanti amici si è sentito presumibilmente solo e incompreso. Specifico che l’esasperazione degli aspetti negativi sono da me enfatizzati per via della natura di Urano che è Punto di Talete, quindi a mio avviso tendente ad esprime la parte più oscura del simbolo.

La natura segno solare di Mario Mieli è Gemelli (Sole) marziale-aquariano (Sole in Undicesima Casa governata da Marte e casa cosignificante dell’Aquario), il timone dell’intero oroscopo è lunare-uranico (Ascendente Cancro con Urano congiunto in ascendente); l’oroscopo di Mieli è retto dalla Luna. Il Sole è in semi-sestile alla Luna. I due simboli che antecedono e precedono il Sole sono Venere-Urano. Nella matrice simbolica della sua identità solare osservo un soggetto mercuriale (acuto, vivace, Sole in Gemelli) che cerca di combattere e di opporsi al Nume Tutelare, al destino che in un certo senso gli è stato imposto da qualcun altro, o meglio una lotta nei confronti di un mondo che si è incontrato oppure di un mondo in cui ci si è ritrovati, anche senza volerlo; l’espressione del sé non si limita all’anticonvenzionalità ma tende alla continua sfida aggressiva, imprudente, comunicata attraverso messaggi figurativi / reali crudi (tutti caratteri lunari che osservo nella matrice lunare dell’Ascendente).

 

Ma chi era Mario Mieli? La cosa che emerge nelle biografie lette è lo scontro violento con la sua famiglia che lo ha caratterizzato per tutta l’esistenza. Mieli arrivò a progettare la morte del padre tentando di avvelenarlo più volte. Nettuno è il simbolo che potremmo considerare nel concetto di “veleno”. Con straordinaria puntualità lo trovo in Quarta Casa, Luogo del padre e della ereditarietà famigliare, vicino a Saturno, che può rappresentare il Padre castrante (ma in certe letture astrologiche Saturno può anche essere visto come simbolo di una Madre castrante), in quinconce alla Venere che in un certo senso rende “carismatico” il potere di Nettuno radix. È evidente che il desiderare la morte del proprio padre è legato ad un probabile senso di castrazione in riferimento al desiderio sessuale di Mieli, indubitabilmente osteggiato e cercato di contenere nell’età adolescenziale (senza alcun successo) dall’ingerenza famigliare.

A diciotto anni Mieli frequenta la Fossa dei Leoni noto luogo della prostituzione maschile e del cruising. La Fossa dei Leoni si incastra nel grafico di nascita di Mieli perfettamente: la Quinta Casa, luogo della sessualità ludica e divertente, è cosignificante del Leone. Marte è in Quinta Casa, retrogrado in Scorpione, in tripla opposizione a Luna Giove Mercurio in undicesima casa, a cui attribuisco il desiderio polisessuale che è riconosciuto nella biografia di Mieli, nonché la sua tendenza promiscua e al cruising. La Quinta Casa è governata da Venere nel domicilio taurino, il che rende il piacere da una parte venusiano e dall’altra e marziale. Perché associo il cruising all’asse zodiacale Quinta-Undicesima? Per capire il mio ragionamento – che non è detto sia corretto – parto dallo studio del fenomeno del cruising che originariamente era definito battuage. Non ci sono note storiche ufficiale di quando e come questo fenomeno sia iniziato. Alcuni lo fanno risalire alla seconda guerra mondiale, quando in particolare i militari coinvolti nel conflitto, nei momenti di libertà, “battevano” le porte delle prostituite o dei prostituti. Secondo me la pratica del cruising è in realtà sempre esistita. Questo fenomeno pare sia specificatamente amato da una certa parte del mondo omosessuale, dove il battuage o cruising assume le sembianze non di una prostituzione a pagamento, ma di un perlustrare ambienti intimi e privati dove incontrare altri sconosciuti interessati alla pratica e divertirsi sessualmente. Ancora oggi questi luoghi esistono anche se hanno perso il fascino della trasgressione di un tempo. Leggendo alcuni forum e approfondimenti scopro che vengono per lo più utilizzati da uomini eterosessuali che sono in cerca di trasgressioni omoerotiche e utilizzano il cruising poiché, in un certo senso, garantirebbe anonimato e darebbe accesso alla pratica omoerotica senza nemmeno presentarsi con un «ciao, piacere, mi chiamo Sempronio»! Al di la di questo, nel cruising direi che notiamo due caratteri: il divertimento erotico e sessuale (Quinta Casa Zodiacale) e il coinvolgimento di gruppi di persone (Undicesima Casa).

A Londra è affascinato dal Gay Liberation Front che lo porta a fondare il primo movimento di natura associativa omosessuale, il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (FUORI) a Milano. La parola rivoluzionario incarna Urano in Ascendente; attraverso questa associazione Mario Mieli teorizza la necessità del mondo omosessuale di costruire una realtà libera e comunista dove deve concretizzarsi la repulsione al sistema capitalista e al sistema maschilista delle società contemporanee. Urano in Ascendente può coincidere in un individuo fautore di un nuovo movimento ideologico o culturale: infatti, Mieli decise di incarnare questo simbolismo attraverso un’ideale che proponeva la liberazione del costume sessuale e il superamento di certi sistemi fallocentrici. Provo a fare un esercizio di sillogismo-astrologico dove in un determinato concetto associo aspetti radix del suo autore; in questo esempio voglio dimostrare che numerose idee di Mario mieli rispettano e rievocano il suo Pattern di Talete:

Il Punto di Talete è nel Grafico di Mieli perfetta espressione di un luogo simbolico della carta di nascita individuale che esprime ambiguità, difficoltà. Il termine Talete fu coniato, secondo l’ammissione di chi lo ha intuito ed osservato per primo – Grazia Bordoni e il suo gruppo di studio – casualmente. Tuttavia osservando diversi Punti di Talete ho percepito che è spesso presente in temi di nascita in cui l’individuo cerca di razionalizzare la sua esistenza, sia per cose individuali sia per cose collettive, non riuscendoci e provando per questo una frustrazione castrante e limitante. Curioso, dunque, che il sistema filosofico di Talete di Mileto è basato sull’osservazione dei fenomeni che devono essere dimostrati attraverso la pura logica. Orbene, nel Punto di Talete c’è questo tentativo della ragione, di dimostrare attraverso la logica ciò che l’io osserva come fenomeno ma tale funzione risulta difficile, articolata, osteggiata, castrata, scontrandosi con una realtà oggettiva che causa danno, ferita. Così Urano, come punto di Talete del grafico di Mieli, esprime da una parte la capacità di osservazione del mondo fenomenico, dall’altra una sua elaborazione contraria al pensiero comune, o aperta ad una visione anacronistica ed eccentrica, che però è caratterizzata da atteggiamenti esagerati o che possono essere soggetti a deplorazione. Inoltre, sul Punto di Talete sono scaricate le forze archetipiche dei pianeti coinvolti nell’opposizione del Pattern, dunque Marte Luna Mercurio Giove scaricano le loro valenze proprio su Urano.

Ecco che Urano-taletico manifesta la sua vulnerabilità negli atteggiamenti squilibrati di Mieli come per la sua vocazione alla coprofagia, una pratica che prevede l’ingestione e la manipolazione degli escrementi propri o altrui creando nel soggetto appagamento sessuale. È a mio avviso inevitabile l’osservazione di questo fenomeno nella natura della Casa Otto e più in generale nella osservazione della Svastica Celeste dei Segni Fissi (Toro Leone Scorpione Aquario). Mario Mieli è certamente un esempio di coprofago famoso. È spesso ricordato proprio per questa perversione che per lui era in realtà un hobby sessuale: celebre l’esibizione pubblica all’Ompo’s durante la quale mangiò i suoi escrementi e quelli del suo cane. La teatralità di questa azione è descritta dall’ammasso di pianeti posizionati in Undicesima Casa in Ariete (il teatro è Quinta Casa zodiacale in opposizione però alla Undicesima che potrebbe parlarci di una teatralità provocatoria, o comunque diversa dall’idea convenzionale) governata da un Marte scorpionico in Quinta Casa; il pianeta che per eccellenza rappresenta la materia oscura intestinale è Plutone che nel grafico di Mieli è in Leone in II casa cosignificante Toro, in aspetto di quadratura a Venere e di sestile a Nettuno, Venere-Nettuno in quinconce; quindi Plutone è all’interno di una Figura Chiusa che diventa di estrema importanza per lo studio del grafico radix.

Dal punto di vista dell’astrologia evolutiva, la undicesima casa zodiacale rappresenta il potenziale nel quale il soggetto si esprime attraverso la collettività. Non vi è dubbio che la presenza dei simboli Luna Giove Mercurio Venere Sole, tutti in Undicesima Casa, offrono all’osservatore informazioni sulle potenzialità di questo individuo; tuttavia se parliamo di escrementi la Undicesima Casa potrebbe indicarci come Mario Mieli si relazionava a questa oscura massa ovvero per nulla intimorito anzi proteso ad esibirsi anche davanti una platea al fine di mostrare il suo gesto, esibizionistico o provocatorio che fosse. La materia oscura, l’escremento, nel grafico di nascita di Mario Mieli è rappresentato da un Plutone in Seconda Casa governata dal Sole: un’accoppiata di geroglifici – ☉♇ – che ci parla di estroversione della materia oscura; il rapporto di Mario Mieli con le feci è estroflesso e non introflesso nel mondo interiore e privato! L’evacuazione è rappresenta dalla Ottava Casa dove incontriamo il segno dell’Aquario, luogo governato da Urano-taletico, congiunto all’Ascendente Cancro. Il che mi fa ritenere come il suo rapporto con certe perversioni non sia stato solo un sintomo di un malessere interiore ma anche sintomo di un linguaggio volutamente provocatorio e ideologico che, vista la natura delle case fisse coinvolte, intendeva a mio avviso dissacrare il sistema capitalista e consumistico della società moderna.

Mario Mieli pare fosse interessato all’alchimia e le feci sono un ingrediente alchemico! Per Paracelso gli escrementi rappresentano la materia grezza iniziale per la Grande Opera Alchemica il cui scopo è la realizzazione e la concretizzazione della Pietra Filosofale, il Lapis! Nella mitologia romana vi è un dio inventore della concimazione e degli escrementi, il suo nome è Sterculo, identificato spesso come Saturno-Sterculo. In effetti Saturno può rappresentare l’oscurità degli organi cavi, oscurità in cui avviene il processo della decomposizione. Insieme a Plutone, Saturno può dunque essere associato alla via delle feci? Consultando diversi articoli scientifici (in ambito psichiatrico) emerge che la funzione evacuativa delle feci assume un’importante rilevanza nella psiche dell’individuo già in tenera età quando la deiezione è per il bambino dono nei confronti dei propri genitori. Quali segreti nasconde Nettuno nella Quarta Casa di Mieli? Sono convinto, forse sbagliando, che la coprofilia di Mieli sia testimonianza di segreti indicibili vissuti in famiglia che spiegherebbero anche il suo odio verso i genitori.

Anche l’abuso delle droghe è cosa nota della vita di Mieli. Possiamo utilizzare sempre Nettuno nell’identificazione di questa tendenza, posizionato in Quarta Casa è all’interno di una Figura Chiusa formata da Plutone e da Venere. Nettuno e Venere sono in quinconce. La natura venefica aumenta ed è esaltata quando Nettuno è in aspetto a Venere. Secondo l’astropsicologa Glenn Perry, in alcuni suoi approfondimenti su Nettuno-Venere, dichiara che l’aspetto tra i due archetipi (specialmente quando negativo, considerando disarmonico anche l’aspetto di quinconce) è quasi sempre espressione di un malessere interiore. Se il quinconce è presente in case zodiacali legate alla famiglia, può esprimersi un dolore derivante da scelte o da atteggiamenti genitoriali che hanno portato l’individuo a vivere sensi di colpa o di vergogna che spingono ad evadere la realtà affettiva, attraverso un atteggiamento allucinato e allucinante. La casa che occupa Nettuno ci indicherebbe l’origine di questa delusione: la Quarta Casa, luogo del Padre e più in generale dell’eredità famigliare, mi fa pensare – come già detto – ad una qualche esperienza vissuta dal fanciullo Mieli che lo ha portato a vivere due concomitanti complessi, quello di Edipo (per il fanciullo-maschile interiore) e quello di Elettra (per il fanciullo-femminile interiore). Questo perché Nettuno in Quarta Casa in aspetto a Venere esprime il senso di competizione verso i valori genitoriali; in astrologia ritengo che l’identità individuale prevede la concomitante presenza del maschile e del femminile in ogni singola personalità, per questo evoco entrambi i complessi per uno stesso individuo, al di là del suo sesso biologico.

Nel 1974 l’affiliazione del movimento FUORI al Partito Radicale spinge Mieli ad orchestrare una scissione resa necessaria dalla sua incapacità di accettare una visione politicizzata del suo movimento. Tutto ciò avviene in un periodo in cui Mieli rivendica la sua vita transessuale e schizofrenica, estremizzando la sua condizione nella teoria di un nesso logico tra condizione di omosessuale e quella di malato psichico. Questa sua posizione mi porta a prendere in considerazione il Punto Vertex del grafico di nascita di Mieli che è in Sagittario (2°11’) in Quinta Casa Zodiacale. Nel testo di Renzo Baldini, L’Ascendente dell’Anima, queste le frasi più evocanti del Punto Vertex in Sagittario e che trovano correlazione nelle diverse descrizioni biografiche della vita di Mieli: chi nasce con questa posizione incarna il personaggio simbolico di questo segno, Chirone; come lui ha una ferita, o si sente continuamente feribile … ha dalla sua la forza della Fede e una fantasia e creatività eccellenti; tuttavia, uno dei più grandi problemi che si trova a dover affrontare è proprio quello del buon uso di queste qualità: possiamo trovare soggetti che abusano della fiducia e della fede altrui, oppure coloro che si battono per una fede o per un’ideale. Trovo sorprendente la corrispondenza che troviamo nel Punto Vertex in Sagittario, associato alla schizofrenia e al fatto che Mieli sia stato definito schizofrenico in numerose disamine sulla sua vita biografica. La personalità schizotipica viene così definita dai manuali psichiatrici: idee ricorrenti, credenze insolite, tendenza ossessiva e compulsiva, comportamento non attinente alle norme e credenze comuni, fantasie bizzarre, stile espressivo complesso con contenuto verbale oscuro, ideazione paranoide, affettività ridotta, atteggiamenti eccentrici, ansia sociale.

Nel 1977 Einaudi pubblica la sua tesi di laurea in Filosofia morale, nel testo “Elementi di critica omosessuale” (da cui ho tratto le citazioni in questo articolo) dove viene esaltato il concetto di ermafrodismo originario, ovvero di una transessualità presente in ogni individuo e che ci renderebbe tutti “sessualmente polimorfi” e che nell’età infantile risulterebbe indifferenziata. Il bambino è visto da Mieli come un soggetto dotato di eroticità. Il bambino è erotico, vive una sua sessualità, diversa da quella che avviene nell’adulto, indifferente ai comuni target di eterosessualità e di omosessualità. Per Mieli il riscatto sociale sarà possibile solo attraverso una rivoluzione del costume sessuale, all’insegna di un eros libero, molteplice e polimorfo. In un articolo di Brigitte Hamann su Astrodienst, intitolato Il bambino interiore nell’oroscopo, la simbologia del Cancro e della Quarta Casa è associata al ruolo che il fanciullo interiore ha con l’adulto. Nel caso di Mieli, la Quarta Casa è in Vergine, governata da Mercurio che è in aspetto a Urano in Cancro. C’è una matrice simbolica che ci riporta al fanciullo interiore che intende riscattarsi da una qualche castrazione vissuta in età preadolescenziale / adolescenziale? Le sue note aperture filosofiche sull’eroticità del bambino, potrebbero essere moti inconsci di un bisogno di riscatto dal vincolo materno-paterno?

La tematica sessuale in Mieli è di estrema importanza; questo è risaltato da un Marte in domicilio (Scorpione) congiunto in Quinta Casa (luogo dell’eroticità ludica) governata da Venere (amore per sé stessi e amore per gli altri); un Marte tuttavia retrogrado e in triplice opposizione a Luna Giove Mercurio. Anche se risulterò ridondante, ricordo che Marte forma una opposizione che è alla base del Punto di Talete che stiamo osservando con Urano! Secondo voi, la sua vocazione e il suo impegno per la libertà sessuale, saranno vissute lungo un cammino di perseveranza, stabilità e impegno armonioso? Certamente in un primo momento Mieli è sotto i riflettori di una critica comunque aperta al suo messaggio. Comincia ad essere protagonista di testate giornalistiche importanti, come quella di Panorama, è un personaggio di primo piano nel dibattito pubblico sull’omosessualità, partecipa a diversi programmi RAI in tuta e tacchi a spillo, intervista gli operai fuori dai cancelli dell’Alfa Romeo, affrontando le tematiche della repressione sessuale.

Tutto ciò è però condito da frequenti episodi di nervosismo che lo portano a gesti forti. Tra il 1976 e 1977 due celebri eventi segnalarono la rottura con il movimento comunista e proletario italiano: a Bologna, durante una manifestazione contro la repressione, salendo sul palco ruba il microfono a Dario Fo invitando i presenti a non ascoltare il solito monologo ma di contestare il vescovo in piazza Maggiore, viene tuttavia sommerso dai fischi a cui rispose sollevando la gonnella e mostrando il sedere alla folla. Poi durante l’ultimo festival del proletariato giovanile, i gruppi omosessuali e femministi sono soggetti a insulti. Ivan Cattaneo sfida i duecentomila presenti dichiarando il suo amore per un uomo a cui era dedicata una sua celebre canzone, Darling (testo di Mario Mieli). I presenti cominciarono a fischiare e ad urlare insulti di ogni tipo, i giovani comunisti si dissociarono dall’esibizionismo dei movimenti omosessuali e femministi che vennero definiti degenerati. Al che Mieli sale sul palco dichiarando «non ce ne andremo! Vuol dire che da oggi non batteremo soltanto, ma combatteremo… Froce sì ma contro la DC! Lotta dura contro natura! Amor ch’a nulla amato amar perdona / io sono una grande culattona». L’evento degenerò nella più totale follia uranica!

I principali eventi di contestazione di Mario Mieli sono segnati da transiti planetari che attivano il Pattern Taletico, per esempio vi riporto il grafico di transito rappresentante i movimenti dei pianeti all’interno del Grafico Radix nei giorni del Convegno tra il 22 e il 24 settembre 1977 organizzato dal Movimento Studentesco contro la repressione, dove l’eccentrico Mieli strappò il microfono dalle mani di Dario Fo!

  • Giove/Marte di transito attivavano Urano-taletico;
  • l’opposizione del Pattern di Talete era attivata da Urano di transito in opposizione a Chirone.
  • Il grado anti-taletico (11°36 del Capricorno) è occupato da Chirone radix.
  • Tutti i punti del Pattern Taletico sono attivati.

La sessualità in Mieli è plutonica e venusiana. Plutonica perché Marte retrogrado è in Scorpione. Venusiana perché Marte è in Quinta Casa, governata da Venere. Questo mi porta a ritenere, intuitivamente, che Mieli fosse un teoretico dell’eros, spinto cioè a offrire una visione della sessualità corrispondente realmente alla voce dell’ombra interiore che tutti noi, consciamente o inconsciamente, soffochiamo e controlliamo nel registro della consuetudine e della finta-normalità: per Mieli gli uomini gay dovrebbero fare l’amore con le donne; e gli uomini eterosessuali l’amore con gli uomini; tutto ciò allo scopo di un processo di liberazione «davvero senza limiti» attraverso relazioni «multiple ed egualitarie nel gioco fantastico della distruzione dei ruoli …  La liberazione dell’Eros e l’emancipazione del genere umano passano attraverso la liberazione dell’omoerotismo, che comprende il concludersi della persecuzione degli omosessuali manifesti e l’espressione concreta della componente omoerotica da parte di tutti gli esseri umani». Non posso non citare il suo filosofico simpatizzare alle pratiche necrofile, coprofile e pedofile: questo aspetto della sua vita calcherà l’alone di ombra e di pregiudizio che ancora circonda il personaggio Mieli. È evidente che tutti questi caratteri cosi esagitati derivino dal Punto di Talete che risulta in questo caso molto accentuato per via della sua posizione angolare (congiunto all’Ascendente) e probabilmente per l’intensa opposizione di Marte a Luna Giove Mercurio.

Le opposizioni, in un tema di nascita di un individuo importante sul piano collettivo, rappresentano a mio avviso le istanze nei confronti dell’opinione pubblica, ovvero la sfida nel comunicare con gli altri e ad arrivare agli altri con un concetto inequivocabile. Tali capacità risultano in Mieli notevoli proprio per via del coinvolgimento di un Marte in domicilio che, però, è parte di un Pattern delicato, come quello di Talete, che dunque mette a dura prova l’opera divulgativa ed espressiva del soggetto. Dopo le sue aperture verso certi argomenti impopolari, Mieli è ritenuto personaggio scomodo: molti dei suoi concetti rimangono, ancora oggi, irricevibili, scandalosi, ritenuti tali anche da persone vicine alle sue istanze di libertà sessuale e riconoscimento delle minoranze sessuali.

Nel testo Oro Eros e Armonia: l’ultimo Mario Mieli, di Edizioni Croce, in una serie di suoi scritti, saggiamente raccolti, emerge un Mario Mieli nella sua ultima fase intellettuale, definita fase alchemica: è un Mieli sfiduciato dalla politica, sempre più vicino a dimensioni alterate e alienate che lo portano in stati di nevrosi, follia, schizofrenia che per Mario assumono un valore positivo perché gli permettono di accedere a stati di alterata coscienza, attraverso cui poter osservare e giudicare il mondo senza freni inibitori, senza limitazioni.

IL SUICIDIO DI MARIO MIELI

Milano. Giorno 12. Mese di marzo. Anno 1983. Numerosi eventi della vita di Mieli sono stati toccati da transiti che attivavano, nella loro simbologia, punti strategici del Pattern di Talete. In particolare, vorrei segnalare quelli relativi alla sua morte. Presso la sua abitazione milanese, Mieli aprì lo sportello del forno, accese il gas e respirando il metano si uccise col gas mortale. La casa della morte è comunemente associata alla Ottava che nel grafico di Mieli è in Aquario, governata da Urano. Quindi possiamo dire che la morte con una Ottava Casa in Aquario e Urano (governatore) in Ascendente, nel segno del Cancro, può essere improvvisa (Urano) riguardare la testa (Urano governatore della Ottava Casa in Ascendente, Ascendente luogo cosignificante dell’Ariete, Ariete = Testa) essere legata a qualcosa di ereditario o famigliare (Urano governatore dell’Ottava Casa in Ascendente nel segno Cancro, cosignificanza della Quarta Casa); [retrospettivamente] il segno d’aria Aquario rievoca il “condotto” attraverso cui passano elementi volatili; quello che sappiamo dalla cronaca ufficiale è che il gesto estremo e improvviso (Urano, io impazzisco) è avvenuto in risposta all’ennesima ingerenza famigliare, in particolare in riferimento a quella del padre (Cancro, famiglia, cosignificanza della IV casa nel segno della Vergine governata da Mercurio come attività polmonare, io respiro e come casa della famiglia) che spinse Mieli in un estremo atto di ribellione: il padre aveva bloccato la pubblicazione del testo Il risveglio dei faraoni da parte di Einaudi (un libro che tra alchimia, mitologia egizia e divertenti aneddoti, vira anche nella critica senza mezzi termini nei confronti della sua famiglia, con un’ampia descrizione del suo sentimento parricida); Mieli aprì il gas del forno (Aquario segno della Casa Otto, gas metano) ed infilò la testa nel forno (governatore della casa Otto, Urano, in Ascendente, la testa; Urano è associato in alcune disamine simbolica al Dio Moloch, il forno olocaustico delle anime dannate) lasciandosi morire. L’evento è avvenuto con una serie puntuale di transiti attivanti il Pattern di Talete:

  • Marte di transito in Ariete a 11°29’ attivava Urano-taletico di nascita a 11°36’ con un aspetto di quadratura.
  • Saturno di transito nel segno dello Scorpione a 3°48’ retrogrado attivava in un aspetto di congiunzione perfetta a 3°48’ Marte radix in Scorpione, facente parte del Pattern Taletico.
  • Plutone di transito in Bilancia a 29°7’ retrogrado attivava la Luna radix in Ariete a 29°41’ facente parte del Pattern Taletico, in un aspetto di opposizione.
  • Saturno di Transito, attivante Marte radix punto del Pattern di Talete, attivava la cupisce della Ottava Casa.
  • Marte di transito a 11°29 attivava anche il punto anti-taletico a 11°29 in Capricorno, occupato da Chirone radix.

Le incredibili energie di quella giornata andavano a rappresentare un momento di profonda frustrazione dove l’obnubilamento causato dall’ingerenza famigliare ha scatenato la molla imprevedibile di Urano radix, nel momento esatto in cui il Nodo Medio di transito a 0°9’ segnava un momento orario di estrema importanza nel grafico di Mario Mieli, perfettamente rievocante, in semi-sestile, il grado del Sole di Nascita in Gemelli a 0°9’!

Nel Grado Tebaico evocante l’Ascendente di Mario Mieli è stato annunciato dall’oracolo il nome di un Eroe, quello di Sansone, a tutti noi noto per il celebre detto Muoia Sansone con tutti i filistei! È un motto biblico che intende identificare tutti coloro che pur di combattere i propri avversari e nemici non hanno alcuna esitazione a danneggiare sé stessi. È in grande sintesi ciò che Mario Mieli ha fatto nascendo in un mondo che non ha saputo accogliere le sue sensibilità, opponendosi al sentire comune, con manifestazioni intellettuali che da una parte hanno cercato di sconfiggere il pregiudizio e l’ignoranza, dall’altra – a causa della loro complessità concettuale – hanno sovente messo in cattiva luce Mieli.

Sono consapevole che tanto altro ancora avrei potuto dire sul Grafico di Nascita di Mario Mieli e che la mia indagine è superficiale e basata solo su alcuni punti forti del suo tema di nascita, ma la vita di Mieli non si presta – facilmente – ad una semplice interpretazione astrologica, anche perché i detentori di Urano in Ascendente hanno qualcosa di imperscrutabile nella loro identità astrologica, lasciano sempre il segno più nei fatti della loro vita che nella trascrizione di una lettura astrologica retrospettiva.

 

Tratto da un articolo che ho pubblicato in Linguaggio Astrale con il titolo “Urano, Punto di Talete di Mario Mieli”