Tag: morte

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniIndagine Astrologica

Maria Antonietta: la sua morte alla luce dell’Astrologia

Il 16 ottobre 1793, la vedova del re di Francia Luigi XVI venne portata su un carro scoperto per le vie di Parigi. Era malata e magra, perché da settimane rifiutava di mangiare. La notte prima le avevano tagliato i capelli e quel giorno al posto dei vestiti sgargianti per cui era famosa in tutta Europa, indossava una cuffia bianca e una semplice veste grigia. Proprio i suoi presunti vizi ed esagerazioni hanno portato il lungo logorio della sua fama e amabilità tra il popolo, lo stesso che ha voluto la sua morte. Dopo aver sfilato in mezzo alla folla che le gridava ingiurie, venne fatta scendere a Place de la Révolution, oggi Place de la Conocorde, e intorno a mezzogiorno venne ghigliottinata. (Fonte incipit ILPOST.it)
Ho così fatto una piccola ricerca soffermandomi sulla carta di nascita della regina, con particolare osservazione della Casa Otto luogo della morte, per capire se il suo grafico in qualche modo potesse “presagire” una morte così violenta, triste e brutta.
Intanto osserviamo che il timoniere è la LUNA nel segno bilancia, ci sono due aspetti evidenti da parte del governatore dell’oroscopo, gli unici: un aspetto di quadratura a Marte (in ascendente e in caduta) e un aspetto di quadratura a Saturno ( in casa otto e nel suo domicilio). La Luna è assediata dai due malefici. Soffermandomi solo sulla casa otto Saturno qui posto non conferisce grandi possibilità intepretative: anche perché in aspetto a Marte e al governatore dell’ascendente rende la vita fragile e la morte è vissuta con dolore, sofferenza, privazione.
Dice Ermete Trismegisto “Se Saturno è signore dell’ottavo luogo e l’osserva uccide a causa dell’acqua o in terra straniera, segnatamente se è afflitto in segno umido o non proprio; se è in segno terrestre, uccide sui monti. Si deve in generale osservare in quale segno è posto l’astro che signoreggia l’ottavo luogo, poiché la qualità della morte ha simiglianza con esso” specialmente l’ultima parte “ha somiglianza con esso”….
… osservo che il Capricorno è considerato un segno mutilato, metà capra e metà pesce: questa “mutilazione” fa inevitabilmente pensare alla modalità della sua morte, la decapitazione. Sempre Ermete Trismegisto dice su Saturno in casa otto in una nascita notturna: “… in questo luogo, fa i decaduti, coloro che soffrono di malattie consuntive, che hanno cattiva morte…” la Regina è letteralmente “consunta” nella sue ultime giornate di vita, si lascia andare alla fame e non mangia più, ha avuto una morte cattiva (indiscutibile) inoltre è decaduta…. in questo caso nel senso della sua regalità un tempo temuta e venerata, poi tristemente svanita. Saturno in casa otto è anche nei termini di Marte, il che rafforza il ruolo di Marte in Ascendente, forte nella casa angolare e dunque rafforzato è il valore di caduta di Marte… direi sibillino quel Marte: occupa la casa uno vista da molti autori in analogia alla Testa, un Marte in caduta, come a richiamare idealmente “la caduta della testa” per decapitazione.
Significativo il fatto che Marte-Saturno sono accentuati nella loro funzione dalla Luna in Bilancia in aspetto ad essi, proprio nella casa cinque luogo delle attività ludiche ed edonistiche come a dire, quasi profeticamente “i tuoi piaceri e le tue fortune saranno il motivo della tua morte”: il segno della Luna, in aspetto a Marte e a Saturno, è l’esilio di Marte e l’esaltazione di Saturno. Una figura chiusa veramente brutta!
Le grandi fortune almeno nella prima parte di vita di Maria Antonietta sono ben suffragate da Giove e Venere in casa cinque, qui ci troviamo nella casa di gioia di venere e la presenza anche di Giove rafforza la possibilità di una vita caratterizzata da tanti vantaggi e possibilità: in linea generale Trismegisto dice
“Quando Giove o Venere sono qui presenti e hanno signoria o sulla sorte di fortuna o sull’oroscopo, chi nasce ha un comando sul popolo, segnatamente se Venere”
ma ci sono delle condizioni da rispettare. Qui Giove e Venere hanno sicuramente conferito grandi fortune… ma che sono poi state la disgrazia di Maria Antonietta: notiamo infatti che Venere è in esilio, governa la V ed è praticamente bruciata eccessivamente dal Sole! Fortuna si… ma che si pagherà a gran prezzo.
Il diritto alla regalità e ad una vita di agi e ricchezza è conferito dalla Luna che quando è in casa cinque “fa nascere persone piene di grazia e favori. Fa coloro che hanno autorità, che sono prosperi, illustri, che hanno una presidenza, che hanno vantaggi e beni dai genitori” (in nascita notturna) dice Trismegisto ma aggiunge “a condizione che non sia testimoniata da Saturno o da Marte”. In questo caso è evidente che Maria Antonietta è nata nell’atmosfera che la Luna in casa cinque in una nascita notturna conferisce notoriamente, tuttavia poiché la Luna è “afflitta” da aspetti difficili di Marte e Saturno, e si trova in un segno disposto da Venere (in esilio e bruciata) e in un segno che rappresenta l’esaltazione di Saturno (in casa otto e in domicilio) e l’esilio di Marte (in casa uno e in caduta e disposto dalla Luna governatore dell’oroscopo) intende anche rappresentare la frugalità del benessere e la sua transitorietà…. grandi ricchezza, grande nobiltà che saranno tuttavia motivo della propria condanna a morte!
E se questo non dovesse bastare.. osserviamo che la casa otto è in un grado di esaltazione, il suo Almuten è Marte che ci riporta al punto di partenza: alla sua caduta, in una casa in analogia alla testa, un Marte avvilente e intriso di lento logorio, la testa che cade a segnar la fine di una vita inizialmente regale, pregiata, fortunata, e che si è poi conclusa in modo così triste e violento.

Processo e morte
TRATTO DA WIKIPEDIA

Maria Antonietta condotta alla ghigliottina, dipinto di William Hamilton (Museo della Rivoluzione francese).

Nonostante non avesse ancora trentotto anni, Maria Antonietta apparve in tribunale notevolmente invecchiata e irriconoscibile; evidenti erano: il fisico esile, capelli bianchi e viso emaciato. Il 14 ottobre, portata davanti al Tribunale rivoluzionario, venne paragonata alle malvagie regine dell’antichità e del Medioevo: l’accusa la volle presentare come la responsabile di tutti i mali della Francia, sin dal suo arrivo nel paese. Le vennero mosse fondamentalmente tre accuse: «esaurimento del tesoro nazionale», «intrattenimento di rapporti e corrispondenza segreti» con il nemico (l’Austria e i filomonarchici) e «cospirazioni contro la sicurezza nazionale ed estera dello Stato». Era evidente che la donna veniva processata per alto tradimento.

I testimoni erano quarantuno ed erano stati tutti prodotti dall’accusa perché denigrassero Maria Antonietta, che venne accusata di complotti d’assassinio, falsificazioni di assegnati, proditoria rivelazione di segreti ai nemici francesi.

Maria Antonietta condotta al patibolo. Schizzo di Jacques-Louis David.

Il principale avvocato difensore di Maria Antonietta fu Claude François Chauveau-Lagarde (1756-1841), ex legale dell’assassina di Jean-Paul Marat, Charlotte Corday, e in seguito di altre due donne celebri accusate, Manon Roland e la sorella del re, Madame Elisabeth, nonché altre vittime dei giacobini. Chaveau-Lagarde era un ex membro riformatore degli Stati Generali, divenuto ferocemente avverso ai giacobini ma che riuscirà a scampare al Terrore, nonostante fosse entrato nel mirino dello stesso Marat.

La regina stessa si difese con vigore e non venne mai sorpresa a mentire o contraddirsi. Il deputato Jacques-René Hébert presentò alla corte un’accusa di incesto contro Maria Antonietta, che le sarebbe stata intentata da suo figlio, che aveva allora appena otto anni. La regina rimase impassibile, sino a quando non le fu nuovamente domandato di rispondere. Visibilmente agitata, alzandosi in piedi, esclamò: «Se non ho risposto, è perché la Natura stessa si rifiuta di rispondere a una simile accusa lanciata contro una madre! Mi appello a tutte le madri che sono presenti!». La regina ebbe l’appoggio delle popolane presenti in sala e il processo si fermò per dieci minuti; fu chiaro che in quell’istante l’accusa si era spinta decisamente oltre. Quando Maximilien de Robespierre seppe di questo episodio, maledisse Hébert per aver concesso alla regina il suo “ultimo trionfo pubblico”.

Charles-Henri Sanson brandisce la testa di Maria Antonietta alla folla (Museo della Rivoluzione francese).

Alla fine del processo l’ex-regina sperava di essere estradata nella sua natia Austria, ma la successiva lettura di sentenza di morte infranse ogni sua speranza. Era sicura di non aver commesso i crimini dei quali era stata accusata, poiché aveva solo cercato di salvare la monarchia come l’aveva sempre concepita, ma ciò era considerato alto tradimento per la repubblica francese. Tuttavia, il suo era chiaramente un processo farsa, visto che il verdetto era già stato deciso in precedenza e la giuria la condannò all’unanimità alla pena di morte. Maria Antonietta ascoltò la sentenza senza proferire parola. Nella cella le vennero date le cose necessarie per scrivere il proprio testamento, una lettera rivolta a Madame Elisabetta, ai suoi figli e a tutti coloro che ha amato: «È a voi cara sorella che scrivo per l’ultima volta, sono stata condannata a una morte terribile destinata solo ai criminali, andrò a raggiungere vostro fratello, come lui innocente. La cosa che mi rattrista è quella di lasciare i miei figli, sapevate che vivevo solo per loro, che mio figlio non dimentichi le ultime parole di suo padre e che non cerchi di vendicare la nostra morte. Avevo degli amici; il solo pensiero di separarmi da loro mi spezza il cuore conserverò il vostro ricordo fino all’ultimo. Vi abbraccio con tutto il cuore così come abbraccio i miei cari adorati figli; mio Dio quanto è straziante doverli lasciare per sempre. Addio, addio».

La mattina del 16 ottobre, Maria Antonietta, alla quale era stato vietato di vestirsi di nero, indossò un abito bianco: nessuno ricordava che, un tempo, il bianco era il colore del lutto per le regine di Francia. Successivamente Charles-Henri Sanson, il boia, dopo averle tagliato i capelli fino alla nuca, le legò le mani dietro la schiena. L’ex-regina fu portata fuori dalla prigione e fatta salire sulla carretta dei condannati a morte; ella sperava di poter godere dello stesso trattamento del marito, ovvero quello di essere condotta sul patibolo in una carrozza coperta, ma purtroppo non fu così e la folla si accanì su di lei ricoprendola d’insulti e minacce. Ridotta ormai all’ombra di se stessa, seduta impettita con le mani legate dietro la schiena, i capelli tagliati rozzamente e uno sguardo immobile e iniettato di sangue: così Jacques-Louis David, a quei tempi giacobino e in seguito pittore di corte di Napoleone Bonaparte, ritrasse la regina in uno schizzo.

Arrivata in Place de la Révolution, salì rapidamente i gradini del patibolo. Si racconta che involontariamente pestò un piede del boia, al quale disse: «Pardon, Monsieur. Non l’ho fatto apposta», e il boia la perdonò. Alle 12.15 la lama cadeva sul suo collo. Il boia prese la testa sanguinante e la mostrò al popolo parigino, che gridò «Viva la Repubblica!».

AstrogenealogiaASTROLOGIARossana Strika

Plutone e il decesso: una scelta di rinascita | Rossana Strika

In questo periodo, grazie all’attuale transito di Plutone in trigono al mio Sole di nascita (già plutonianizzato da una congiunzione radix con Plutone stesso), mi trovo a portare attenzione interiore alle dinamiche che caratterizzano il decesso.

La trattazione dell’argomento morte rappresenta sempre un territorio delicato, dove muoversi con estrema lucidità e prudenza, eppure è intimamente legato alla vita stessa e alla capacità di rigenerazione insita nell’Essere Umano. Morti e rinascite si ripetono ciclicamente nelle nostre vite e  parte fondamentale del nostro percorso è anche saper accettare l’inizio e la fine delle cose. Senza attaccarsi all’idea di ciò che ancora poteva essere o che avrebbe potuto essere, ma che in realtà è solo frutto di un’immagine idealizzata. Senza voler trattenere ciò che vuole andarsene, aprendosi al nuovo inizio cui ogni fine prelude.

Il tema della morte, nel nostro mondo occidentale, rappresenta quasi un tabù, eppure è proprio dalle apparenti morti che già si concepiscono nuove cose. Possiamo considerare la morte in maniera più espansa, disidentificandola dalla pura morte fisica che comunque rappresenta un portale di rinascita interdimensionale.

Consideriamo qualsiasi conclusione come una morte che automaticamente già contiene il seme di una nuova nascita. In questi termini, mentre la carta natale è la fotografia del primo respiro di qualcuno o qualcosa, il tema di decesso ne rappresenta l’istantanea celeste dell’ultimo respiro: la conclusione di una relazione sentimentale o amicale, un licenziamento, la vendita di una casa.

 

Qualsiasi chiusura di un cerchio che prelude ad un nuovo inizio.

Si comprenderà come la vibrazione muta istantaneamente se ci fermiamo al senso di perdita e di rimpianto di una fine o se riusciamo a fare quel consapevole gradino che ci porta al comprendere che quella fine è preludio di un nuovo inizio. Inizio che è in nuce nell’apparente fine, ma che rappresenta un concepimento che ha bisogno di un tempo di gravidanza per nascere alla manifestazione fisica. In un tempo fisico necessario a quella manifestazione e non necessariamente legato al tempo della gravidanza umana.

Quindi il nostro limite è semplicemente quello di non riuscire a vedere ancora il nuovo in preparazione. Nel tempo che intercorre tra concepimento e nascita l’ignoto nuovo prende forma nella totalità delle possibilità delle forme e noi non riusciamo a comprendere l’intero disegno.

Ci rifugiamo allora nel dolore di ciò che abbiamo perso, mentre Plutone ci sottopone a perdite solo finché non comprendiamo che le molteplici morti che viviamo nell’incarnazione come perdite altro non sono che ponti di passaggio da attraversare. Nulla perdiamo, tutto possiamo trasformare e Plutone ci insegna un ardito lavoro sui temi dell’attaccamento, ben sapendo che un giorno, al momento dell’ultimo passaggio in questa dimensione, lasceremo andare tutto.

E’ un lavoro sulla trasformazione dell’Essere, slegato dall’Avere. E, incredibilmente, abbondanza arriva nelle nostre vite quando decidiamo di Essere, senza compromesso alcuno, in allineamento alla nostra autentica natura. Abbiamo quando siamo.

Guardiamo allora sulle Effemeridi i pianeti al momento di questa chiusura o redigiamo una carta astrologica di decesso, sovrapponendola al nostro tema radix. Ogni apparente morte rappresenta un momento specifico nella nostra vita e racchiude determinati insegnamenti. Non è quindi niente altro che un transito sul nostro tema. Guardiamo quindi i due temi assieme.

E se siamo giunti alla fine di un’esperienza, è inutile tentare di volerla riportare in vita per com’era. La si può allora trasformare consapevolmente e, ove ciò non fosse possibile, la chiudiamo dandoci il permesso di vivere anche un momento di elaborazione della chiusura stessa, senza bloccare le emozioni, dandoci anche il permesso di piangere.

 

E’ di importanza fondamentale riuscire a enucleare ed assimilare per bene l’insegnamento di quella fine allo scopo di procedere liberamente verso il nuovo inizio e non cocreare altre fini/morti similari solo al fine di comprendere ciò che ancora non abbiamo integrato esperienzialmente.

Rispondiamo insieme alla domanda: Cosa ho imparato da tutto ciò?

La fine apparente lascia uno spazio libero, necessario al nuovo per manifestarsi. Senza giudizio alcuno, ogni fine lascia spazio a qualcosa di successivo che sarebbe incompatibile energeticamente con l’esperienza che si chiude. Ad altri livelli, si tratta di esperienze che abbiamo necessità di vivere a livello personale e poi da fertilizzare mettendole a disposizione del Collettivo.

La chiusura pone le basi del cambiamento, qualcosa di molto ricco inizia a muoversi in quell’intervallo di assenza di forma che racchiude immense e sconfinate possibilità, proprio come abbiamo recentemente vissuto in tempo di quarantena.

Spesso, solo a posteriori, riconosciamo il significato di un transito di Plutone che agisce per vie traverse. Vuole arrivare ad energie molto arcaiche che non necessariamente sono solo legate solo al pianeta su cui Plutone transita. Vuole che abbandoniamo il senso di abbandono, elevandone l’insegnamento più puro, imparando a lasciare andare, imparando cosa lasciare e cosa coltivare.

Tempo fa feci un’indagine su uno dei momenti più delicati della mia vita, in cui feci esperienza precoce di cosa significa la morte: il momento del decesso della mia mamma, avvenuto in giovane età a 45 anni e desidero condividere con voi le consapevolezze tratte da questa delicata e personale ricerca, per essere utile a qualcuno e proporre una visione alternativa delle cose.

Parliamo quindi qui di morte fisica ma, come ho detto prima, possiamo applicare il medesimo criterio anche a tutto ciò che nella nostra esperienza incarnata rappresenta una fine.

Innanzitutto, ripeto, così come il tema natale rappresenta l’istantanea del Cielo al momento del nostro primo respiro autonomo, così pure il tema del decesso rappresenta l’istantanea del Cielo al momento del nostro ultimo respiro. In buona sostanza sono i due momenti fondamentali che scandiscono il Viaggio dell’incarnazione: l’arrivo e la partenza. E, se il tema natale o radix rappresenta l’inizio del Viaggio, il tema del decesso ne rappresenta la fine, anche se in realtà lo potremmo anche considerare come il portale d’ingresso interdimensionale ad una nuova nascita, nelle dimensioni dello spirito.

Entrambi i momenti rappresentano scelte di percorso dell’anima, anche il momento del decesso è infatti una scelta ben precisa di un’anima che ritorna a Casa perché sa che ciò che può apprendere attraverso quel veicolo fisico si è esaurito. Nella nostra cultura il decesso è visto e celebrato come qualcosa di doloroso perché associato alla perdita che vivono i familiari e perché l’Inconscio Collettivo occidentale ha memorizzato il decesso come la fine di tutte le cose. 

Io stessa, avendo vissuto il lutto per la perdita dei miei genitori ad un’età giovanissima, non ero assolutamente pronta a vivere e cavarmela da sola e, inconsapevolmente, avrei voluto seguirli nutrendo contemporaneamente nel mio cuore ambivalenti sentimenti di stizza per la loro partenza, che al tempo vissi come un rinnovato abbandono. Per molti anni sono rimasta agganciata a questo dolore come unica forma di contatto tra me, figlia incarnata, e loro, amati genitori trapassati. Ero costantemente rivolta a loro e contemporaneamente reprimevo il mio amore per non sentirne la mancanza fisica, mi sentivo vittima di un fato avverso e, da quella prospettiva, non riuscivo a creare relazioni armoniose nel mondo degli Esseri Umani: l’elaborazione di questi lutti ha preso molti anni della mia vita e la conoscenza con questa sensazione di morte interiore è stata la base di cocreazione con altre persone di relazioni dolorose, seguite da altrettanto dolorose morti relazionali.

Erano infatti relazioni basate sul dolore e sull’inconscia volontà di morte interiore come memoria di appartenenza alla famiglia; ciò aveva anche creato in me la convinzione che le relazioni nel mondo degli uomini dovessero essere destinate a morte certa e il solo pensiero di espormi nuovamente a cotanta sofferenza mi ha portato a circondare la mia Luna in Capricorno di mura ben resistenti, ma si sa che prima o dopo i muri crollano.

Tornando quindi al discorso astrologico, potremmo leggere il tema del decesso come un qualunque tema di transito e sovrapporlo al tema radix del deceduto per scoprire cosa ha rappresentato l’uscita dal corpo fisico per questa persona. Altresì, ad esempio per un figlio, andare a confrontarsi col tema del decesso del genitore significa esaminare l’esperienza che quel momento ha rappresentato per lui a livello di evoluzione, considerando il tema del decesso come l’istantanea del transito di quel preciso momento.

Che cosa impariamo dal decesso di un nostro caro? 

Tanto più precocemente veniamo esposti durante l’incarnazione alla perdita determinata da un decesso, fosse anche quello del nostro animaletto domestico del cuore, oppure quella di un nonno o di un genitore, tanto più è importante per quell’anima il lavoro sull’attaccamento e sull’imparare a lasciar andare.

Ho studiato a fondo il tema natale della mia mamma, sia il radix che il tema di decesso. Il transito che per me è stato più forte da osservare rispetto al momento della sua dipartita era la perfetta congiunzione di Plutone alla sua Luna radix in Bilancia e al suo Fondo Cielo.

A mia volta, anch’io, proprio all’età del decesso di mia madre, a 45 anni, ho vissuto il transito di Plutone in congiunzione alla mia Luna radix, a 5° del Capricorno, ed è stata l’occasione per me di avviare un profondo lavoro interiore di consapevolezza, trasformazione ed elaborazione definitiva degli antichi lutti

La Psicogenealogia ci rimanda agli studi onorevoli di Anne Ancelin Schutzenberger (sull’onda di quelli di Josephine Hilgard) sulla Sindrome di Anniversario, cioè di quelle misteriose ripetizioni di avvenimenti o decessi che si ripetono alle medesime età rispetto ai nostri Predecessori portando agli stessi fotocopiati esiti, riferite a lutti non elaborati all’interno della memoria sistemica.

Per mia esperienza personale mi sento di poter contribuire ad aggiornare questi studi, non è più tempo di restare fermi alle sterili ripetizioni, è il tempo dell’aggiornamento energetico, parola di Urano in prima casa. Ho vissuto il medesimo transito di Plutone (in questo articolo mi sono concentrata su questo aspetto) in congiunzione alla Luna che mia madre aveva vissuto come portale del decesso e anche alla medesima età. Una morte e rigenerazione interiore, scegliendo di rimanere nella fisicità e sentendomi smarrita tra le Ombre che emergevano, temendo di non riuscire a superare quella dolorosa ma necessaria purificazione.

Da questa angolazione è più che possibile e auspicabile liberarsi dal meccanismo delle Sindromi di Anniversario, se entriamo nella consapevolezza che non viviamo un destino ineluttabile di ripetizione fotocopiata rispetto ai nostri Antenati. Attraverso questa consapevolezza è possibile liberarsi dagli irretimenti del passato familiare e dalle inconsapevoli ripetizioni, condite da proiezioni di responsabilità rispetto agli Antenati.

La morte interiore veicolata dal transito di Plutone sulla mia Luna radix ha rappresentato il portale di apertura ad una nuova vita al pari di come il medesimo transito era stato scelto dalla mia mamma per iniziare una nuova vita sul piano invisibile.

Non vi è alcuna differenza, sono scelte determinate dal Libero Arbitrio d’anima di cui ogni Essere Umano dispone e per cui assolutamente da rispettare. Si può morire e rinascere più volte sul piano fisico senza necessità di lasciare il corpo fisico, farlo è per l’appunto una scelta al pari di quella di rimanere. Io ho scelto di rimanere, mamma ha scelto di tornare a Casa e papà l’ha seguita pochissimi anni dopo; entrambi con la loro dipartita mi hanno lasciata libera di portare avanti ciò che avevo deciso a livello di anima e sento che parte integrante del mio compito terreno è aiutare le persone a destrutturare a livello individuale il vittimismo che deriva dall’essere nati in una famiglia piuttosto che in un’altra.

Solo comprendendo che ognuno di noi può rendersi responsabile rispetto alla propria vita e solo rispetto a quella, possiamo un po’ alla volta sganciare gli insani attaccamenti attraverso cui ci si sacrifica per gli altri e in tal modo si evita di vivere appieno e consapevolmente. Finte disistime, inadeguatezze per le quali si responsabilizza la famiglia d’origine, i genitori in primis, possono lasciare spazio al desiderio di miglioramento personale costante e della piena realizzazione di sé, in onore alla vita che gli Antenati stessi ci hanno tramandato.

C’è la possibilità di ribaltare il concetto di Lealtà, onorando gli Antenati attraverso il lavoro su noi stessi per fare della nostra vita un successo quotidiano.

Cerco quindi di accompagnare le persone a uscire dall’impotenza e dal vittimismo che agganciano, costringono e non consentono di raggiungere la libertà personale. Se ognuno diventa individualmente un anello trasformatore delle dinamiche del proprio Albero Genealogico, lavorando nel profondo per non stazionare nella ripetizione pedissequa di antichi schemi, allora si potrà creare davvero un paradigma sociale nuovo.

Perché il Collettivo è formato di tante individualità ed è a partire dall’elevazione delle Coscienze individuali che può nascere un Collettivo rinnovato.

Come ricercatrice amo contribuire ad aprire le menti trovando attraverso l’Astrologia, nuovi strumenti per estrapolare le esperienze e gli insegnamenti che derivano da chiusure per porre basi più consapevoli di riapertura.

La chiusura come trampolino verso il cambiamento.

Plutone congiunto al mio Sole radix, casa prima.

Un abbraccio

Ross

 

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Mario Mieli alla luce dell’astrologia | Francesco Faraoni

Siamo a Milano. Giorno 21. Mese maggio. Anno 1952. Sono le ore 7:55am. Mario Mieli nasce in una famiglia ebrea, borghese e benestante. Risalta ai miei occhi Urano congiunto all’Ascendente nella parte finale della Dodicesima Casa. Urano è anche Punto di Talete in relazione a Marte Luna Giove Mercurio.

Urano, pianeta che tra l’altro si stava preparando a sorgere nel grafico di nascita, è congiunto all’Ascendente nel segno del Cancro – che comincia dal quindicesimo grado – associato nel sistema esoterico dei Gradi Tebaici al seguente oracolo “un nuovo Sansone (Urano in Ascendente) minaccia di far tremare le colonne di un tempio (Pianeti in Undicesima, come luogo del Nume Tutelare, in aspetto a Marte); ai suoi piedi, sulla scala, c’è un leone morto (Marte in Quinta Casa, Quinta Casa come luogo cosignificante del Leone); più in basso un riccio pone la sua piccola zampa su di un serpente morto”. Il grado tebaico identificherebbe un individuo pronto a sacrificarsi, pubblicamente o privatamente, attraverso una totale abnegazione del suo io offerto.

L’interpretazione di Urano in Ascendente va contestualizzata, in questo caso, all’identità taletica che diventa, per giunta, di straordinaria importanza visto il coinvolgimento di una Casa Angolare. Quando Urano, il pianeta dominante dell’Aquario, si congiunge all’Ascendente di un individuo, l’influenza principale che impone è quella di un carattere piuttosto eccentrico. La personalità uranica ama esprimersi in modo anacronistico. Motivata da una vocazione incontrollata, spinge a esprimersi sopra le righe. Il modo di pensare è ribelle, anticonvenzionale, frequente la tracotanza alle norme precostituite, il comportamento è strano, caotico. Urano in Ascendente è il precursore della genialità folle. In linea generale, Urano quando in ascendente potrebbe coincidere con un certo atteggiamento rivoltoso e ribelle anche nei confronti della legge o dei costumi convenzionali. Le qualità astrologiche dell’Ascendente rappresentano, a mio avviso, l’identificazione del rapporto che l’io genera con gli archetipi dell’Eroe e dell’Eroina.

L’ascendente Cancro simboleggia l’ondulazione fra eccesso testosteronico (visione grandiosa delle cose) ed eccesso estrogenico (funzione intuizionale messa al servizio dell’ego). Questo Ascendente potrebbe essere visto come il feto maturo, dentro l’utero della puerpera, che ha l’intuito di dover uscire da quella oscurità per prendere visione del mondo che è fuori e lo fa con enorme dolore per la madre e con un liberatorio pianto del piccolo appena emerge trionfante dall’oscurità uterina materna. È un’Ascendente che, se utilizzato correttamente, offre all’individuo un enorme capacità intuitiva, forti ideali che possono anche essere precursori di un’influente guida per gli altri. Se invece è vissuto in modo negativo, l’Ascendente Cancro può essere il preludio ad uno scontro violento tra sentimenti, sensazioni, intuizioni diverse e legate al sentire comune, collettivo, relativo cioè all’opinione pubblica.

L’ondulazione testosteronica-estrogena conduce verso un contrasto tra Eroi ed Eroine; l’identità eroica dell’Ascendente Cancro è dunque indescrivibile perché, in questa dimensione, l’individuo lotta con i suoi Eroi/Eroine interiori, alla ricerca di un nesso plausibile tra i contrasti scatenanti dalle necessità egoiche; lo scontro tra Maschile e Femminile porta all’annichilimento dell’identità aprendo alla rivelazione di un terzo genere non identificabile.

Nell’identità astrologica di Mario Mieli Urano in Ascendente Cancro si esprime nel contesto Lunare in Undicesima Casa, retta da Marte. È evidente che la natura ribelle di Mieli è confluente nei significati retorici della Luna (semplicemente rimanda al concetto di famiglia). Urano cerca di risolvere le opposizioni che si generano da Marte ma non ci riesce, generando frustrazione somatizzata in un atteggiamento in questo caso ribelle. Le aperture ideologiche di Mieli sono, tutt’oggi, soggette a giudizio morale ed etico; pare che questo Urano sia coinciso nel Mieli col profondo desiderio dell’ego di affrontare tabù di estrema delicatezza. Tuttavia va anche detto che Mieli ha deciso di esprimere idee e pensieri sulla sessualità (Marte) in contrasto con il sentire comune (Luna), pensieri contrari ai registri morali (Giove) di quel periodo e utilizzando un linguaggio anacronistico (Mercurio). Questi geroglifici ♂ ☾ ♃ ☿ fanno parte dell’opposizione che il Punto di Talete cerca di risolvere non riuscendoci.

Urano nel grafico di Mieli è Punto di Talete che, visto il coinvolgimento della Quinta – Undicesima casa, potrebbe esprimere queste specifiche caratteristiche:

  • atteggiamento provocatorio che spinge gli altri a generare commenti negativi sul proprio modo di porsi, esibirsi, presentarsi;
  • è percepito un forte carisma guerriero ed eroico, tuttavia esso non viene riconosciuto, o viene contrastato, criticato; questo genera un’inflazione dell’ego. Il non piacere è di stimolo perché si ritiene che tale reazione negli altri sia sintomatica della correttezza del proprio dire;
  • gli eccessi ludici, la stravaganza, il coraggio di dire, l’esibizionismo possono ripercuotersi contro l’immagine dell’individuo, che sarà percepito come folle o perverso.

Distinguo due tipi di congiunzione in Ascendente. Quella che avviene nell’ultima parte della Casa Dodicesima e quella che avviene nella parte iniziale della Prima Casa. Nel caso in cui Urano si trova in Casa Dodici ed è congiunto all’Ascendente, come in questa indagine, il soggetto può essere perseguitato od ossessionato dall’idea della solitudine interiore che potrebbe vivere con inquietudine e che tende a nascondere agli altri. Essendo Urano Punto di Talete, la paura della solitudine interiore è in questo grafico un timore viscerale, in antitesi alla realtà oggettiva: ovvero, sono portato a pensare che Mario Mieli anche se è stato oggettivamente circondato da tanti amici si è sentito presumibilmente solo e incompreso. Specifico che l’esasperazione degli aspetti negativi sono da me enfatizzati per via della natura di Urano che è Punto di Talete, quindi a mio avviso tendente ad esprime la parte più oscura del simbolo.

La natura segno solare di Mario Mieli è Gemelli (Sole) marziale-aquariano (Sole in Undicesima Casa governata da Marte e casa cosignificante dell’Aquario), il timone dell’intero oroscopo è lunare-uranico (Ascendente Cancro con Urano congiunto in ascendente); l’oroscopo di Mieli è retto dalla Luna. Il Sole è in semi-sestile alla Luna. I due simboli che antecedono e precedono il Sole sono Venere-Urano. Nella matrice simbolica della sua identità solare osservo un soggetto mercuriale (acuto, vivace, Sole in Gemelli) che cerca di combattere e di opporsi al Nume Tutelare, al destino che in un certo senso gli è stato imposto da qualcun altro, o meglio una lotta nei confronti di un mondo che si è incontrato oppure di un mondo in cui ci si è ritrovati, anche senza volerlo; l’espressione del sé non si limita all’anticonvenzionalità ma tende alla continua sfida aggressiva, imprudente, comunicata attraverso messaggi figurativi / reali crudi (tutti caratteri lunari che osservo nella matrice lunare dell’Ascendente).

 

Ma chi era Mario Mieli? La cosa che emerge nelle biografie lette è lo scontro violento con la sua famiglia che lo ha caratterizzato per tutta l’esistenza. Mieli arrivò a progettare la morte del padre tentando di avvelenarlo più volte. Nettuno è il simbolo che potremmo considerare nel concetto di “veleno”. Con straordinaria puntualità lo trovo in Quarta Casa, Luogo del padre e della ereditarietà famigliare, vicino a Saturno, che può rappresentare il Padre castrante (ma in certe letture astrologiche Saturno può anche essere visto come simbolo di una Madre castrante), in quinconce alla Venere che in un certo senso rende “carismatico” il potere di Nettuno radix. È evidente che il desiderare la morte del proprio padre è legato ad un probabile senso di castrazione in riferimento al desiderio sessuale di Mieli, indubitabilmente osteggiato e cercato di contenere nell’età adolescenziale (senza alcun successo) dall’ingerenza famigliare.

A diciotto anni Mieli frequenta la Fossa dei Leoni noto luogo della prostituzione maschile e del cruising. La Fossa dei Leoni si incastra nel grafico di nascita di Mieli perfettamente: la Quinta Casa, luogo della sessualità ludica e divertente, è cosignificante del Leone. Marte è in Quinta Casa, retrogrado in Scorpione, in tripla opposizione a Luna Giove Mercurio in undicesima casa, a cui attribuisco il desiderio polisessuale che è riconosciuto nella biografia di Mieli, nonché la sua tendenza promiscua e al cruising. La Quinta Casa è governata da Venere nel domicilio taurino, il che rende il piacere da una parte venusiano e dall’altra e marziale. Perché associo il cruising all’asse zodiacale Quinta-Undicesima? Per capire il mio ragionamento – che non è detto sia corretto – parto dallo studio del fenomeno del cruising che originariamente era definito battuage. Non ci sono note storiche ufficiale di quando e come questo fenomeno sia iniziato. Alcuni lo fanno risalire alla seconda guerra mondiale, quando in particolare i militari coinvolti nel conflitto, nei momenti di libertà, “battevano” le porte delle prostituite o dei prostituti. Secondo me la pratica del cruising è in realtà sempre esistita. Questo fenomeno pare sia specificatamente amato da una certa parte del mondo omosessuale, dove il battuage o cruising assume le sembianze non di una prostituzione a pagamento, ma di un perlustrare ambienti intimi e privati dove incontrare altri sconosciuti interessati alla pratica e divertirsi sessualmente. Ancora oggi questi luoghi esistono anche se hanno perso il fascino della trasgressione di un tempo. Leggendo alcuni forum e approfondimenti scopro che vengono per lo più utilizzati da uomini eterosessuali che sono in cerca di trasgressioni omoerotiche e utilizzano il cruising poiché, in un certo senso, garantirebbe anonimato e darebbe accesso alla pratica omoerotica senza nemmeno presentarsi con un «ciao, piacere, mi chiamo Sempronio»! Al di la di questo, nel cruising direi che notiamo due caratteri: il divertimento erotico e sessuale (Quinta Casa Zodiacale) e il coinvolgimento di gruppi di persone (Undicesima Casa).

A Londra è affascinato dal Gay Liberation Front che lo porta a fondare il primo movimento di natura associativa omosessuale, il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (FUORI) a Milano. La parola rivoluzionario incarna Urano in Ascendente; attraverso questa associazione Mario Mieli teorizza la necessità del mondo omosessuale di costruire una realtà libera e comunista dove deve concretizzarsi la repulsione al sistema capitalista e al sistema maschilista delle società contemporanee. Urano in Ascendente può coincidere in un individuo fautore di un nuovo movimento ideologico o culturale: infatti, Mieli decise di incarnare questo simbolismo attraverso un’ideale che proponeva la liberazione del costume sessuale e il superamento di certi sistemi fallocentrici. Provo a fare un esercizio di sillogismo-astrologico dove in un determinato concetto associo aspetti radix del suo autore; in questo esempio voglio dimostrare che numerose idee di Mario mieli rispettano e rievocano il suo Pattern di Talete:

Il Punto di Talete è nel Grafico di Mieli perfetta espressione di un luogo simbolico della carta di nascita individuale che esprime ambiguità, difficoltà. Il termine Talete fu coniato, secondo l’ammissione di chi lo ha intuito ed osservato per primo – Grazia Bordoni e il suo gruppo di studio – casualmente. Tuttavia osservando diversi Punti di Talete ho percepito che è spesso presente in temi di nascita in cui l’individuo cerca di razionalizzare la sua esistenza, sia per cose individuali sia per cose collettive, non riuscendoci e provando per questo una frustrazione castrante e limitante. Curioso, dunque, che il sistema filosofico di Talete di Mileto è basato sull’osservazione dei fenomeni che devono essere dimostrati attraverso la pura logica. Orbene, nel Punto di Talete c’è questo tentativo della ragione, di dimostrare attraverso la logica ciò che l’io osserva come fenomeno ma tale funzione risulta difficile, articolata, osteggiata, castrata, scontrandosi con una realtà oggettiva che causa danno, ferita. Così Urano, come punto di Talete del grafico di Mieli, esprime da una parte la capacità di osservazione del mondo fenomenico, dall’altra una sua elaborazione contraria al pensiero comune, o aperta ad una visione anacronistica ed eccentrica, che però è caratterizzata da atteggiamenti esagerati o che possono essere soggetti a deplorazione. Inoltre, sul Punto di Talete sono scaricate le forze archetipiche dei pianeti coinvolti nell’opposizione del Pattern, dunque Marte Luna Mercurio Giove scaricano le loro valenze proprio su Urano.

Ecco che Urano-taletico manifesta la sua vulnerabilità negli atteggiamenti squilibrati di Mieli come per la sua vocazione alla coprofagia, una pratica che prevede l’ingestione e la manipolazione degli escrementi propri o altrui creando nel soggetto appagamento sessuale. È a mio avviso inevitabile l’osservazione di questo fenomeno nella natura della Casa Otto e più in generale nella osservazione della Svastica Celeste dei Segni Fissi (Toro Leone Scorpione Aquario). Mario Mieli è certamente un esempio di coprofago famoso. È spesso ricordato proprio per questa perversione che per lui era in realtà un hobby sessuale: celebre l’esibizione pubblica all’Ompo’s durante la quale mangiò i suoi escrementi e quelli del suo cane. La teatralità di questa azione è descritta dall’ammasso di pianeti posizionati in Undicesima Casa in Ariete (il teatro è Quinta Casa zodiacale in opposizione però alla Undicesima che potrebbe parlarci di una teatralità provocatoria, o comunque diversa dall’idea convenzionale) governata da un Marte scorpionico in Quinta Casa; il pianeta che per eccellenza rappresenta la materia oscura intestinale è Plutone che nel grafico di Mieli è in Leone in II casa cosignificante Toro, in aspetto di quadratura a Venere e di sestile a Nettuno, Venere-Nettuno in quinconce; quindi Plutone è all’interno di una Figura Chiusa che diventa di estrema importanza per lo studio del grafico radix.

Dal punto di vista dell’astrologia evolutiva, la undicesima casa zodiacale rappresenta il potenziale nel quale il soggetto si esprime attraverso la collettività. Non vi è dubbio che la presenza dei simboli Luna Giove Mercurio Venere Sole, tutti in Undicesima Casa, offrono all’osservatore informazioni sulle potenzialità di questo individuo; tuttavia se parliamo di escrementi la Undicesima Casa potrebbe indicarci come Mario Mieli si relazionava a questa oscura massa ovvero per nulla intimorito anzi proteso ad esibirsi anche davanti una platea al fine di mostrare il suo gesto, esibizionistico o provocatorio che fosse. La materia oscura, l’escremento, nel grafico di nascita di Mario Mieli è rappresentato da un Plutone in Seconda Casa governata dal Sole: un’accoppiata di geroglifici – ☉♇ – che ci parla di estroversione della materia oscura; il rapporto di Mario Mieli con le feci è estroflesso e non introflesso nel mondo interiore e privato! L’evacuazione è rappresenta dalla Ottava Casa dove incontriamo il segno dell’Aquario, luogo governato da Urano-taletico, congiunto all’Ascendente Cancro. Il che mi fa ritenere come il suo rapporto con certe perversioni non sia stato solo un sintomo di un malessere interiore ma anche sintomo di un linguaggio volutamente provocatorio e ideologico che, vista la natura delle case fisse coinvolte, intendeva a mio avviso dissacrare il sistema capitalista e consumistico della società moderna.

Mario Mieli pare fosse interessato all’alchimia e le feci sono un ingrediente alchemico! Per Paracelso gli escrementi rappresentano la materia grezza iniziale per la Grande Opera Alchemica il cui scopo è la realizzazione e la concretizzazione della Pietra Filosofale, il Lapis! Nella mitologia romana vi è un dio inventore della concimazione e degli escrementi, il suo nome è Sterculo, identificato spesso come Saturno-Sterculo. In effetti Saturno può rappresentare l’oscurità degli organi cavi, oscurità in cui avviene il processo della decomposizione. Insieme a Plutone, Saturno può dunque essere associato alla via delle feci? Consultando diversi articoli scientifici (in ambito psichiatrico) emerge che la funzione evacuativa delle feci assume un’importante rilevanza nella psiche dell’individuo già in tenera età quando la deiezione è per il bambino dono nei confronti dei propri genitori. Quali segreti nasconde Nettuno nella Quarta Casa di Mieli? Sono convinto, forse sbagliando, che la coprofilia di Mieli sia testimonianza di segreti indicibili vissuti in famiglia che spiegherebbero anche il suo odio verso i genitori.

Anche l’abuso delle droghe è cosa nota della vita di Mieli. Possiamo utilizzare sempre Nettuno nell’identificazione di questa tendenza, posizionato in Quarta Casa è all’interno di una Figura Chiusa formata da Plutone e da Venere. Nettuno e Venere sono in quinconce. La natura venefica aumenta ed è esaltata quando Nettuno è in aspetto a Venere. Secondo l’astropsicologa Glenn Perry, in alcuni suoi approfondimenti su Nettuno-Venere, dichiara che l’aspetto tra i due archetipi (specialmente quando negativo, considerando disarmonico anche l’aspetto di quinconce) è quasi sempre espressione di un malessere interiore. Se il quinconce è presente in case zodiacali legate alla famiglia, può esprimersi un dolore derivante da scelte o da atteggiamenti genitoriali che hanno portato l’individuo a vivere sensi di colpa o di vergogna che spingono ad evadere la realtà affettiva, attraverso un atteggiamento allucinato e allucinante. La casa che occupa Nettuno ci indicherebbe l’origine di questa delusione: la Quarta Casa, luogo del Padre e più in generale dell’eredità famigliare, mi fa pensare – come già detto – ad una qualche esperienza vissuta dal fanciullo Mieli che lo ha portato a vivere due concomitanti complessi, quello di Edipo (per il fanciullo-maschile interiore) e quello di Elettra (per il fanciullo-femminile interiore). Questo perché Nettuno in Quarta Casa in aspetto a Venere esprime il senso di competizione verso i valori genitoriali; in astrologia ritengo che l’identità individuale prevede la concomitante presenza del maschile e del femminile in ogni singola personalità, per questo evoco entrambi i complessi per uno stesso individuo, al di là del suo sesso biologico.

Nel 1974 l’affiliazione del movimento FUORI al Partito Radicale spinge Mieli ad orchestrare una scissione resa necessaria dalla sua incapacità di accettare una visione politicizzata del suo movimento. Tutto ciò avviene in un periodo in cui Mieli rivendica la sua vita transessuale e schizofrenica, estremizzando la sua condizione nella teoria di un nesso logico tra condizione di omosessuale e quella di malato psichico. Questa sua posizione mi porta a prendere in considerazione il Punto Vertex del grafico di nascita di Mieli che è in Sagittario (2°11’) in Quinta Casa Zodiacale. Nel testo di Renzo Baldini, L’Ascendente dell’Anima, queste le frasi più evocanti del Punto Vertex in Sagittario e che trovano correlazione nelle diverse descrizioni biografiche della vita di Mieli: chi nasce con questa posizione incarna il personaggio simbolico di questo segno, Chirone; come lui ha una ferita, o si sente continuamente feribile … ha dalla sua la forza della Fede e una fantasia e creatività eccellenti; tuttavia, uno dei più grandi problemi che si trova a dover affrontare è proprio quello del buon uso di queste qualità: possiamo trovare soggetti che abusano della fiducia e della fede altrui, oppure coloro che si battono per una fede o per un’ideale. Trovo sorprendente la corrispondenza che troviamo nel Punto Vertex in Sagittario, associato alla schizofrenia e al fatto che Mieli sia stato definito schizofrenico in numerose disamine sulla sua vita biografica. La personalità schizotipica viene così definita dai manuali psichiatrici: idee ricorrenti, credenze insolite, tendenza ossessiva e compulsiva, comportamento non attinente alle norme e credenze comuni, fantasie bizzarre, stile espressivo complesso con contenuto verbale oscuro, ideazione paranoide, affettività ridotta, atteggiamenti eccentrici, ansia sociale.

Nel 1977 Einaudi pubblica la sua tesi di laurea in Filosofia morale, nel testo “Elementi di critica omosessuale” (da cui ho tratto le citazioni in questo articolo) dove viene esaltato il concetto di ermafrodismo originario, ovvero di una transessualità presente in ogni individuo e che ci renderebbe tutti “sessualmente polimorfi” e che nell’età infantile risulterebbe indifferenziata. Il bambino è visto da Mieli come un soggetto dotato di eroticità. Il bambino è erotico, vive una sua sessualità, diversa da quella che avviene nell’adulto, indifferente ai comuni target di eterosessualità e di omosessualità. Per Mieli il riscatto sociale sarà possibile solo attraverso una rivoluzione del costume sessuale, all’insegna di un eros libero, molteplice e polimorfo. In un articolo di Brigitte Hamann su Astrodienst, intitolato Il bambino interiore nell’oroscopo, la simbologia del Cancro e della Quarta Casa è associata al ruolo che il fanciullo interiore ha con l’adulto. Nel caso di Mieli, la Quarta Casa è in Vergine, governata da Mercurio che è in aspetto a Urano in Cancro. C’è una matrice simbolica che ci riporta al fanciullo interiore che intende riscattarsi da una qualche castrazione vissuta in età preadolescenziale / adolescenziale? Le sue note aperture filosofiche sull’eroticità del bambino, potrebbero essere moti inconsci di un bisogno di riscatto dal vincolo materno-paterno?

La tematica sessuale in Mieli è di estrema importanza; questo è risaltato da un Marte in domicilio (Scorpione) congiunto in Quinta Casa (luogo dell’eroticità ludica) governata da Venere (amore per sé stessi e amore per gli altri); un Marte tuttavia retrogrado e in triplice opposizione a Luna Giove Mercurio. Anche se risulterò ridondante, ricordo che Marte forma una opposizione che è alla base del Punto di Talete che stiamo osservando con Urano! Secondo voi, la sua vocazione e il suo impegno per la libertà sessuale, saranno vissute lungo un cammino di perseveranza, stabilità e impegno armonioso? Certamente in un primo momento Mieli è sotto i riflettori di una critica comunque aperta al suo messaggio. Comincia ad essere protagonista di testate giornalistiche importanti, come quella di Panorama, è un personaggio di primo piano nel dibattito pubblico sull’omosessualità, partecipa a diversi programmi RAI in tuta e tacchi a spillo, intervista gli operai fuori dai cancelli dell’Alfa Romeo, affrontando le tematiche della repressione sessuale.

Tutto ciò è però condito da frequenti episodi di nervosismo che lo portano a gesti forti. Tra il 1976 e 1977 due celebri eventi segnalarono la rottura con il movimento comunista e proletario italiano: a Bologna, durante una manifestazione contro la repressione, salendo sul palco ruba il microfono a Dario Fo invitando i presenti a non ascoltare il solito monologo ma di contestare il vescovo in piazza Maggiore, viene tuttavia sommerso dai fischi a cui rispose sollevando la gonnella e mostrando il sedere alla folla. Poi durante l’ultimo festival del proletariato giovanile, i gruppi omosessuali e femministi sono soggetti a insulti. Ivan Cattaneo sfida i duecentomila presenti dichiarando il suo amore per un uomo a cui era dedicata una sua celebre canzone, Darling (testo di Mario Mieli). I presenti cominciarono a fischiare e ad urlare insulti di ogni tipo, i giovani comunisti si dissociarono dall’esibizionismo dei movimenti omosessuali e femministi che vennero definiti degenerati. Al che Mieli sale sul palco dichiarando «non ce ne andremo! Vuol dire che da oggi non batteremo soltanto, ma combatteremo… Froce sì ma contro la DC! Lotta dura contro natura! Amor ch’a nulla amato amar perdona / io sono una grande culattona». L’evento degenerò nella più totale follia uranica!

I principali eventi di contestazione di Mario Mieli sono segnati da transiti planetari che attivano il Pattern Taletico, per esempio vi riporto il grafico di transito rappresentante i movimenti dei pianeti all’interno del Grafico Radix nei giorni del Convegno tra il 22 e il 24 settembre 1977 organizzato dal Movimento Studentesco contro la repressione, dove l’eccentrico Mieli strappò il microfono dalle mani di Dario Fo!

  • Giove/Marte di transito attivavano Urano-taletico;
  • l’opposizione del Pattern di Talete era attivata da Urano di transito in opposizione a Chirone.
  • Il grado anti-taletico (11°36 del Capricorno) è occupato da Chirone radix.
  • Tutti i punti del Pattern Taletico sono attivati.

La sessualità in Mieli è plutonica e venusiana. Plutonica perché Marte retrogrado è in Scorpione. Venusiana perché Marte è in Quinta Casa, governata da Venere. Questo mi porta a ritenere, intuitivamente, che Mieli fosse un teoretico dell’eros, spinto cioè a offrire una visione della sessualità corrispondente realmente alla voce dell’ombra interiore che tutti noi, consciamente o inconsciamente, soffochiamo e controlliamo nel registro della consuetudine e della finta-normalità: per Mieli gli uomini gay dovrebbero fare l’amore con le donne; e gli uomini eterosessuali l’amore con gli uomini; tutto ciò allo scopo di un processo di liberazione «davvero senza limiti» attraverso relazioni «multiple ed egualitarie nel gioco fantastico della distruzione dei ruoli …  La liberazione dell’Eros e l’emancipazione del genere umano passano attraverso la liberazione dell’omoerotismo, che comprende il concludersi della persecuzione degli omosessuali manifesti e l’espressione concreta della componente omoerotica da parte di tutti gli esseri umani». Non posso non citare il suo filosofico simpatizzare alle pratiche necrofile, coprofile e pedofile: questo aspetto della sua vita calcherà l’alone di ombra e di pregiudizio che ancora circonda il personaggio Mieli. È evidente che tutti questi caratteri cosi esagitati derivino dal Punto di Talete che risulta in questo caso molto accentuato per via della sua posizione angolare (congiunto all’Ascendente) e probabilmente per l’intensa opposizione di Marte a Luna Giove Mercurio.

Le opposizioni, in un tema di nascita di un individuo importante sul piano collettivo, rappresentano a mio avviso le istanze nei confronti dell’opinione pubblica, ovvero la sfida nel comunicare con gli altri e ad arrivare agli altri con un concetto inequivocabile. Tali capacità risultano in Mieli notevoli proprio per via del coinvolgimento di un Marte in domicilio che, però, è parte di un Pattern delicato, come quello di Talete, che dunque mette a dura prova l’opera divulgativa ed espressiva del soggetto. Dopo le sue aperture verso certi argomenti impopolari, Mieli è ritenuto personaggio scomodo: molti dei suoi concetti rimangono, ancora oggi, irricevibili, scandalosi, ritenuti tali anche da persone vicine alle sue istanze di libertà sessuale e riconoscimento delle minoranze sessuali.

Nel testo Oro Eros e Armonia: l’ultimo Mario Mieli, di Edizioni Croce, in una serie di suoi scritti, saggiamente raccolti, emerge un Mario Mieli nella sua ultima fase intellettuale, definita fase alchemica: è un Mieli sfiduciato dalla politica, sempre più vicino a dimensioni alterate e alienate che lo portano in stati di nevrosi, follia, schizofrenia che per Mario assumono un valore positivo perché gli permettono di accedere a stati di alterata coscienza, attraverso cui poter osservare e giudicare il mondo senza freni inibitori, senza limitazioni.

IL SUICIDIO DI MARIO MIELI

Milano. Giorno 12. Mese di marzo. Anno 1983. Numerosi eventi della vita di Mieli sono stati toccati da transiti che attivavano, nella loro simbologia, punti strategici del Pattern di Talete. In particolare, vorrei segnalare quelli relativi alla sua morte. Presso la sua abitazione milanese, Mieli aprì lo sportello del forno, accese il gas e respirando il metano si uccise col gas mortale. La casa della morte è comunemente associata alla Ottava che nel grafico di Mieli è in Aquario, governata da Urano. Quindi possiamo dire che la morte con una Ottava Casa in Aquario e Urano (governatore) in Ascendente, nel segno del Cancro, può essere improvvisa (Urano) riguardare la testa (Urano governatore della Ottava Casa in Ascendente, Ascendente luogo cosignificante dell’Ariete, Ariete = Testa) essere legata a qualcosa di ereditario o famigliare (Urano governatore dell’Ottava Casa in Ascendente nel segno Cancro, cosignificanza della Quarta Casa); [retrospettivamente] il segno d’aria Aquario rievoca il “condotto” attraverso cui passano elementi volatili; quello che sappiamo dalla cronaca ufficiale è che il gesto estremo e improvviso (Urano, io impazzisco) è avvenuto in risposta all’ennesima ingerenza famigliare, in particolare in riferimento a quella del padre (Cancro, famiglia, cosignificanza della IV casa nel segno della Vergine governata da Mercurio come attività polmonare, io respiro e come casa della famiglia) che spinse Mieli in un estremo atto di ribellione: il padre aveva bloccato la pubblicazione del testo Il risveglio dei faraoni da parte di Einaudi (un libro che tra alchimia, mitologia egizia e divertenti aneddoti, vira anche nella critica senza mezzi termini nei confronti della sua famiglia, con un’ampia descrizione del suo sentimento parricida); Mieli aprì il gas del forno (Aquario segno della Casa Otto, gas metano) ed infilò la testa nel forno (governatore della casa Otto, Urano, in Ascendente, la testa; Urano è associato in alcune disamine simbolica al Dio Moloch, il forno olocaustico delle anime dannate) lasciandosi morire. L’evento è avvenuto con una serie puntuale di transiti attivanti il Pattern di Talete:

  • Marte di transito in Ariete a 11°29’ attivava Urano-taletico di nascita a 11°36’ con un aspetto di quadratura.
  • Saturno di transito nel segno dello Scorpione a 3°48’ retrogrado attivava in un aspetto di congiunzione perfetta a 3°48’ Marte radix in Scorpione, facente parte del Pattern Taletico.
  • Plutone di transito in Bilancia a 29°7’ retrogrado attivava la Luna radix in Ariete a 29°41’ facente parte del Pattern Taletico, in un aspetto di opposizione.
  • Saturno di Transito, attivante Marte radix punto del Pattern di Talete, attivava la cupisce della Ottava Casa.
  • Marte di transito a 11°29 attivava anche il punto anti-taletico a 11°29 in Capricorno, occupato da Chirone radix.

Le incredibili energie di quella giornata andavano a rappresentare un momento di profonda frustrazione dove l’obnubilamento causato dall’ingerenza famigliare ha scatenato la molla imprevedibile di Urano radix, nel momento esatto in cui il Nodo Medio di transito a 0°9’ segnava un momento orario di estrema importanza nel grafico di Mario Mieli, perfettamente rievocante, in semi-sestile, il grado del Sole di Nascita in Gemelli a 0°9’!

Nel Grado Tebaico evocante l’Ascendente di Mario Mieli è stato annunciato dall’oracolo il nome di un Eroe, quello di Sansone, a tutti noi noto per il celebre detto Muoia Sansone con tutti i filistei! È un motto biblico che intende identificare tutti coloro che pur di combattere i propri avversari e nemici non hanno alcuna esitazione a danneggiare sé stessi. È in grande sintesi ciò che Mario Mieli ha fatto nascendo in un mondo che non ha saputo accogliere le sue sensibilità, opponendosi al sentire comune, con manifestazioni intellettuali che da una parte hanno cercato di sconfiggere il pregiudizio e l’ignoranza, dall’altra – a causa della loro complessità concettuale – hanno sovente messo in cattiva luce Mieli.

Sono consapevole che tanto altro ancora avrei potuto dire sul Grafico di Nascita di Mario Mieli e che la mia indagine è superficiale e basata solo su alcuni punti forti del suo tema di nascita, ma la vita di Mieli non si presta – facilmente – ad una semplice interpretazione astrologica, anche perché i detentori di Urano in Ascendente hanno qualcosa di imperscrutabile nella loro identità astrologica, lasciano sempre il segno più nei fatti della loro vita che nella trascrizione di una lettura astrologica retrospettiva.

 

Tratto da un articolo che ho pubblicato in Linguaggio Astrale con il titolo “Urano, Punto di Talete di Mario Mieli”