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ASTROLOGIAPsicologia del profondo

L’ansia, simbologie astrologiche | Lidia Fassio

I segni e i pianeti signori dell’elemento Aria sono in relazione stretta con il sistema nervoso: non a caso l’Aria con i suoi tre segni rappresenta l’evoluzione  della “comunicazione”, dalla creazione dei contatti fino  ad arrivare alle grandi connessioni tra il mondo intero che permettono di sviluppare una reale capacità sociale e di interazione a livello globale. Anche i tre pianeti d’aria entrano pienamente in gioco portando ognuno una parte importante che completerà il sistema di comunicazione.

Mercurio (signore dei Gemelli) indica sia il bisogno di interagire e di intelligere, sia quello  di comunicare e di muoversi, tutti requisiti che servono anche per apprendere e conoscere; in particolare questo pianeta rappresenta le sinapsi che permettono il trasferimento dei messaggi da una zona all’altra del nostro corpo soprattutto dal centro (cervello) alla periferia; Mercurio poi  ci mette in comunicazione con il mondo esterno in quanto, attraverso il sistema nervoso e i 5 sensi prendiamo le informazioni che ci sono necessarie per vivere; permette però anche di mettere in comunicazione tutti i nostri organi attraverso  i nervi che  corrono lungo tutto il nostro corpo in modo da mettere in contatto tutte le parti e, permette di collegare parte sinistra e parte destra del corpo.

Venere, il secondo pianeta d’Aria, signora della Bilancia, ha a che fare con la comunicazione affettiva anch’essa indispensabile per comprendere cosa accade nel nostro mondo interno e, al tempo stesso, come entrare in relazione con gli altri in modo da scambiare emozioni e sentimenti: in una parola “amore”. Venere è anche legata allo scambio di affinità, di gusti e quindi rende la vita particolarmente piacevole proprio per via della possibilità di condividere e cooperare. Ovviamente Venere è anche il pianeta che consente di mettere in armonia tutte le parti per ottenere un senso di stabilità e di sicurezza. Con Venere, il sistema cognitivo e quello affettivo imparano a relazionare tra loro.

Urano, il terzo pianeta d’Aria, signore dell’Acquario si occupa invece della “grande connessione”, ovvero di mettere in contatto la coscienza con l’inconscio nonché la parte materiale con quella spirituale, preparandoci a ri-da un lato ad unire mondo personale e mondo transpersonale e, dall’altro, a consentire la cooperazione e la condivisione dei grandi progetti sociali che spingono le persone e le nazioni a superare le differenze e le divergenze per condividere progetti comuni che migliorino la vita sul pianeta.

Questi archetipi rappresentano  più o meno direttamente il nostro sistema nervoso e, quando vi sono sconnessioni, soprattutto tra Mercurio ed Urano, vi può essere un sottofondo di instabilità che può contaminare la vita degli interessati impedendo loro di raggiungere quel senso di sicurezza ed appagamento necessario ad una vita armoniosa. E’ interessante vedere in azione Urano soprattutto nei transiti poiché, proprio laddove vi sono potenzialità già presenti nel tema natale, attiverà pienamente il nostro sistema nervoso allo scopo di farci comprendere che abbiamo bisogno di riconnettere alcune parti di noi e, non ultimo, di connetterci con quello che c’è al di fuori in modo da partecipare e scambiare con il mondo aprendoci via via sempre a nuove possibilità. Indubbiamente un sistema nervoso sotto pressione tenderà a creare particolari sollecitazioni e tensioni che non permetteranno più al corpo e alla psiche di rilassarsi come invece dovrebbe essere. In effetti noi abbiamo bisogno sempre di stare dentro ad un ritmo di “eccitazione e rilassamento”.

L’ansia di solito nasce nel tempo laddove si devono inibire alcune emozioni; diventa pertanto il sintomo di qualcosa che non può esprimersi e che, di conseguenza, genera questo tipo di disagio sperando venga ascoltato.

 

Chi soffre di questo tipo di problema ha la sensazione di essere in una condizione di “isolamento e di separazione” prima di tutto da sé stesso e poi dagli altri. Da un punto di vista energetico queste persone hanno problemi anche nella comunicazione interna ed esterna. In effetti, i rapporti di Urano con Mercurio, con la Luna e con Marte offrono particolari spunti di osservazione sulle difficoltà con cui il soggetto può dibattersi. Chi ha Urano Mercurio, in particolare se quadrature ed opposizioni, ha una modalità di percezione estremamente rapida ed intensa – potremmo definirla bruciante –  e cattura tutto ciò che circola nell’etere a livello di informazioni; si tratta di soggetti curiosi, intelligenti, molto pronti e rapidi a captare tutto ciò che è nuovo, ancora da sperimentare e da conoscere; i problemi possono però nascere nel collegare le grandi percezioni con la realtà e il passato. Urano, tra gli altri simboli ha anche quello di interrompere i vecchi schemi a qualunque livello si presentano (emotivo, mentale e di comportamento) e questo significa che in questi soggetti vi sono grandi bisogni di risanare qualcosa che continua a lavorare attraverso schemi obsoleti che agiscono nel presente generando stress e instabilità.

Esistono fondamentalmente due tipi di ansia; la prima è quella più prettamente collegata alla Luna: si tratta di un’ansia che si è insinuata nel rapporto con la madre che, a causa  di una sua personale instabilità, non è riuscita a sintonizzarsi con i bisogni del suo bambino, lasciandolo pertanto in una situazione di costante precarietà e di mancato contenimento delle emozioni; la Luna è il contenitore emozionale del bambino e, nel caso in cui sia presente un rapporto con Urano, lo stesso risulta un po’ instabile, erratico e scarsamente supportivo per cui non riesce a dare serenità e stabilità al figlio che si abitua così a vivere sempre in una situazione di “precarietà” che, seppur eccitante, non consente mai un vero rilassamento.

In questi casi, il guscio protettivo non si è sviluppato al meglio e il soggetto si sente in uno stato di precarietà poiché  la funzione del “pre-sentire” non è perfetta. Questa è la facoltà lunare per eccellenza che parte dal sistema limbico ed è estremamente importante negli esseri umani perché consente loro di “ricevere informazioni sottili” che, in caso di pericolo,  possono mettere in allerta permettendo così all’individuo di prendere decisioni rapidissime in circostanze del tutto occasionali e fuori dalla normalità.

In questi casi, dato che era presente una instabilità materna, il bambino non ha avuto la possibilità di sviluppare e stabilizzare bene questo sistema di informazioni che, pertanto, resta sempre  sotto pressione invitando il soggetto a stare in uno stato di pre allarme, come se dovesse difendersi in continuazione da pericoli che potrebbero presentarsi improvvisamente. Il sistema è eccessivamente irrequieto e ipervigile e, al tempo stesso, mancante di una reale capacità di “sentire” e distinguere ciò che è pericoloso da ciò che, invece, potrebbe essere semplicemente eccitante. In questo modo interviene nel soggetto una forte preoccupazione poiché  pensa di non essere in grado di difendersi e di proteggersi da ciò che c’è nel mondo esterno ma, in realtà è attanagliato da ciò che all’interno crea paura e disorganizzazione. In queste situazioni appare l’ ANSIA che ha lo scopo di costringere il soggetto ad occuparsi di questo sistema malfunzionante che impedisce di vivere una vita tranquilla poiché disorganizza il lato emozionale che va in agitazione soprattutto in presenza di emozioni forti ed intense che non si sanno regolare e che perciò disorganizzano anche la mente. In realtà la situazione è esattamente opposta in quanto l’instabilità è parte della persona che,  non riuscendo  a riconoscerla e a gestirla, tende a inibirla  scollegandosi da quel centro operativo emozionale che, invece, potrebbe dargli informazioni corrette che lo farebbero uscire dal timore e dalla precarietà.

Quando invece Urano è in rapporto con Mercurio, ad essere profondamente inquieta è la mente che è continuamente sollecitata da  nuove informazioni che arrivano al cervello e che disturbano; in questo caso Mercurio non riesce a selezionare le informazioni che arrivano perché queste provocano continue ingerenze dando origine a  difficoltà di concentrazione e di stabilizzazione. Per la precisione è il filtro percettivo che non è solido e la persona ha la sensazione di avere sempre tremila cose in testa che impediscono di dedicarsi   con costanza e fermezza a ciò che effettivamente desidera.

In realtà, la mente in questo caso  vorrebbe comprendere tutto ciò che passa a livello subliminale e finisce per trovarsi ingorgata. Tra le altre cose, Urano è anche il coordinatore dei messaggi che vengono trasportati dai “nervi”;  in questo caso, l’ansia può essere dovuta al continuo bisogno di muoversi poiché regna uno strisciante timore di non essere all’altezza di coordinare perfettamente i riflessi. In effetti quando è presente questo aspetto o anche quando c’è Urano Marte, la persona si trova spesso spiazzata a livello nervoso in quanto è presente un sovraccarico sia di elettricità che di neurotrasmettitori che possono mandare sollecitazioni contraddittorie che Mercurio può non interpretare correttamente. Le difficoltà si possono presentare  soprattutto in condizioni di grande rischio in cui il soggetto deve reagire a qualche situazione improvvisa in modo tempestivo;  quello è proprio il caso, in cui può esserci un intoppo nella comunicazione e nella trasmissione degli input nervosi scegliendo la reazione meno opportuna.

Nel caso in cui Urano tocca Mercurio è la mente che si trova ad essere ipereccitata e non in grado di tradurre bene i messaggi; nel caso in cui Urano tocca Marte possono essere proprio i riflessi muscolari che governano l’azione ad avere problemi e a causare difficoltà nei movimenti. In entrambi i casi è sempre presente un’ansia di sottofondo e le persone vivono in un continuo stato di inquietudine; hanno un continuo bisogno di stimoli proprio perché non riescono a organizzare bene le esperienze e, spesso hanno anche bisogno di situazioni estreme che sembrano appagare temporaneamente certi bisogni (nel caso di rapporti con Marte la persona sembra avere bisogno di particolari stati adrenalinici, gli unici che,  non appena terminano, consentono uno stato seppur breve di rilassamento).

Le persone  che hanno questi aspetti dovrebbero dunque occuparsi di ciò che è sconnesso al loro interno e del sistema emozionale che non si è potuto sviluppare al meglio quando erano piccoli e che, in età adulta, non sanno regolare ed esprimere; devono altresì lavorare sulla comunicazione che potrà garantire loro di usare un potenziale immenso evitando che questo diventi padrone della loro vita. Una eccessiva esposizione del nostro sistema nervoso ad un continuo stato di stress può causare una sorta di degenerazione che può invalidare di molto la vita. Sappiamo però che il sistema nervoso deve mettersi in contatto con il sistema emozionale; solo quando sono sintonizzati abbiamo una grande collaborazione interna e l’individuo può non solo usufruire delle tantissime informazioni che arrivano da ambiti diversi ma possono altresì sentirsi al sicuro in quanto saranno in grado di dare risposte appropriate agli stimoli.

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Epigenetica e astrologia – Giove e Saturno a confronto | Lidia Fassio

L’epigenetica ci permette di comprendere che, nella prima età evolutiva, si procede con la così detta “programmazione”: è stato infatti scoperto che nei primi due anni e mezzo di vita il nostro cervello funziona prevalentemente attraverso le “onde delta” che hanno frequenze basse atte a favorire il “download” di tutte le informazioni che circolano nell’ambiente sotto forma di valori e convinzioni che servono poi come base per i futuri passi evolutivi. In pratica, tutto ciò che assimiliamo formerà una serie di “file” che racchiudono tutto ciò che deriva dai nostri antenati e dalla cultura in cui nasciamo:  il nostro “patrimonio” ambientale e familiare. Le onde delta permettono la suggestione ed in effetti sono le frequenze a cui bisogna portare il cervello allorché si utilizzi l’ipnosi. Il bambino necessita di questo trasferimento di informazioni che avviene per osmosi ma questo forgerà gli schemi portanti che determineranno una particolare “forma” psichica. Questo materiale resterà per lo più confinato nel subconscio ma funzionerà a dispetto della coscienza che si va via via risvegliando e differenziando. Questi nuovi studi ci permettono di comprendere l’effetto straordinario della “programmazione inconscia” che andrà poi ad integrarsi con la nostra natura (patrimonio genetico) che, invece,  è portatrice delle potenzialità innate. Il bambino assorbe il materiale fornito dall’ambiente e procede con l’acculturamento: il risultato però è che ciò che circola viene “introiettato” unitamente al cibo e all’affetto diventando  “patrimonio personale”.

L’epigenetica sostiene che, una volta immagazzinati, questi contenuti agiranno automaticamente tanto da controllare e, in alcuni casi, mutare i processi psicologici e biologici a meno che, da adulti, non si proceda con una opportuna  “de-programmazione”.

Crescendo si è meno esposti a questi condizionamenti in quanto il cervello inizia a muoversi su frequenze più elevate (tetha e beta) che caratterizzano la coscienza vigile ed attiva, maggiormente consapevole. Quando entriamo nell’adolescenza si attiva il bisogno di rendersi indipendenti dall’ambiente ma gli imprinting della prima parte della vita sono ormai  consolidati e solo allora sarà possibile  valutare il vero impatto che hanno sull’individuo; alcuni infatti saranno sostenuti da risorse importanti che consentiranno di avanzare fiduciosi nella vita; altri, invece, si sentiranno inadeguati, disadattati e inibiti di fronte al mondo. I primi sono quelli che non si accontentano di ciò che conoscono ed esplorano  nuovi territori alla scoperta di ciò che sta “oltre i confini” del noto e del sicuro; i secondi sono pieni di  paure e finiscono per limitare le loro possibilità ponendosi confini immaginari che, per loro, sono reali.

 

SIMBOLOGIA E EPIGENETICA

Parliamo dunque del simbolo più interessante di Giove che è quello del “credere”; è stato spesso detto che bisogna credere per ottenere qualcosa; però, più che credere in qualcosa di esterno a noi – cosa a cui Giove ci accompagnerà successivamente – è fondamentale credere in noi stessi; credere ed avere fiducia vuol dire sapere di avere le risorse necessarie a fronteggiare qualunque evenienza. Gli istinti innati e le convinzioni apprese dall’ambiente possono cooperare e consentire di procedere a grandi passi nella vita oppure possono scontrarsi con le potenzialità innate impedendo di esprimere ciò che si è  realmente. In pratica, la parte collettiva (eredità ambientale e culturale) può sostenere e  premiare l’individualità genetica archetipica o limitarla ed inibirla senza che vi sia alcuna consapevolezza.

Il simbolo più interessante di Giove è quello del “credere” … credere in noi stessi!

 

Un Giove che funziona bene nel tema natale ci parla di un ambiente che ha “condizionato poco” concedendo amore, risorse e libertà, favorendo lo sviluppo delle opinioni personali e l’esplorazione delle possibilità lasciandole emergere ed incentivandole con il risultato che “natura e ambiente” coopereranno in modo efficace per una vita serena e gratificante. In questo modo si resterà aperti al confronto fino al formarsi di una filosofia di vita personale; in queste condizioni avventurarsi nel mondo sarà un piacere perché si avvertirà l’eccitazione della crescita e dell’esplorazione imparando al tempo stesso dagli errori. Questi soggetti vengono  definiti “fortunati” ma non è di questo che si tratta bensì di personalità che posseggono una reale fiducia personale che aiuta ad  abbassare le difese e ad attrarre nella vita situazioni analoghe allo stato d’animo individuale; anche di fronte a fallimenti queste persone sono in grado di elaborare il vissuto traendo sempre qualche insegnamento positivo.

In pratica, allorché c’è una buona collaborazione tra natura e ambiente ciò in cui si crede  diventa una  “verità” in grado di influenzare la realtà. Sostanzialmente per “realtà” si intende qualcosa di squisitamente soggettivo che dipende solo in minima parte dal vissuto oggettivo e molto dalla “programmazione” iniziale. In pratica, nella sequenza zodiacale Giove può concedere l’accesso alle  risorse che popolano l’inconscio espandendo via via le frontiere della coscienza per conoscere ciò che è “lontano e diverso” pur se ignoto; in presenza di incompatibilità tra natura e ambiente  può però vincere la paura e suggerire di restare confinati in ciò che si conosce (Saturno),  sbarrando l’ingresso a ciò che è nuovo. In una parola, si può continuare a vivere con il pilota automatico inserito oppure scegliere di governare la propria vita, avventurandosi oltre ciò che si è ricevuto dall’ ambiente.

Giove può concedere l’accesso alle  risorse che popolano l’inconscio espandendo via via le frontiere della coscienza …

Tutti abbiamo imprinting e condizionamenti per cui la differenza consisterà da un lato nel credere in modo acritico a ciò che si è assorbito dando voce ad una serie di automatismi  oppure, superandoli credendo maggiormente in sé stessi, evitando così che sia il subconscio a muovere i fili. Possiamo verificare il funzionamento degli automatismi in qualunque momento dato che ci permettono di fare moltissime cose in assenza di coscienza;  ad esempio quando guidiamo la macchina e non ci ricordiamo di aver prestato attenzione ma arriviamo sani e salvi a destinazione; questo dimostra che tutto ciò che è appreso è disponibile e funzionerà per conto suo seguendo uno schema preciso, anche se sempre identico. Per cambiarlo bisognerà intervenire in modo attivo sullo schema, vederlo in azione e bloccarlo aprendosi così a nuove possibilità. Certo, è difficile parlare di un solo archetipo dal momento in cui tutti sono in azione e in collaborazione, tuttavia, Giove è un facilitatore che mette in comunicazione mondi diversi: quello della coscienza e quello dell’inconscio, quello della materia e quello dello spirito ma è anche l’archetipo che  agisce in modo che la nostra verità interiore incida prepotentemente sulla vita facendola diventare fantastica o orrenda. Giove comunica con entrambe le parti della  psiche e della mente e ci ricorda che se è vero che viviamo nella dualità non possiamo però dimenticare che per crescere è opportuno superare le barriere che dividono le due parti avviando una relazione che permetta continue ed arricchenti interazioni.

In pratica, possiamo scegliere se crescere affrontando le difficoltà che la vita ci pone imparando sempre qualcosa di nuovo,  oppure stoppare il nostro viaggio appoggiandoci alle difese del Super Io che, se è troppo pauroso e rigido, si barricherà con conseguenze gravi anche sotto il profilo fisiologico. Giove è un principio fortemente energetico che spinge l’identità a partecipare e a sentirsi appartenente al mondo e alla cultura in cui si vive (casa IX) e, al tempo stesso, permette di sentirsi spiritualmente uniti a tutto ciò che ci circonda (casa XII), esattamente come sul piano biologico simboleggia i processi di crescita, di assimilazione e il ricambio cellulare che serve a rimuovere e sostituire le cellule che si esauriscono. Il biologo Lipton – figura di spicco dell’epigenetica –  sostiene che i processi di crescita richiedono  energia, interazione e  scambio  tra i vari organi e apparati del corpo ma anche tra l’individuo e l’ambiente; ricorda però che esiste anche un secondo sistema chiamato di “protezione” che, invece, favorisce la chiusura delle cellule di fronte alle minacce percepite sia dal mondo interno che da quello esterno. Sul fronte psicologico però lo stato di protezione (Saturno) aiuta a condensare le esperienze trattenendo quello che è necessario e liberandosi di ciò che diventa superfluo. La crescita richiede che il corpo produca energia mentre la protezione inibisce la produzione. Il nostro sistema deve quindi optare per una alternanza tra i due stati: se restiamo fermi in quello di protezione non ci sarà energia nel corpo e prima o poi si entrerà in emergenza fino ad intaccare il sistema immunitario, se invece restiamo troppo a lungo nella situazione di crescita, non avremo la capacità di fare esperienza. I blocchi possono essere legati ai condizionamenti e alle paure che  generano riluttanza alla voglia di aprirsi, esplorare e scambiare; nel secondo caso le difficoltà possono nascere da un’ansia continua di esplorazione che non dà la possibilità di soffermarsi su ciò che è importante da strutturare.

Giove… spinge l’identità a partecipare e a sentirsi appartenenti al mondo, nonché di sentirsi spiritualmente uniti a tutto…

 

Giove permette di ridurre al minimo i fattori di stress dando un “senso” anche alle circostanze negative, traducendole in esperienze utili ad aumentare la  consapevolezza. Una buona armonia tra Giove e Saturno favorirà l’interazione tra crescita e protezione non consentendo a nessuna delle due di prevalere sull’altra. In effetti, un Giove lasciato a briglia sciolta può  vedere il mondo eccessivamente rosa senza porsi alcun limite e senza un vaglio corretto delle situazioni  Un eccesso di Saturno chiude l’individuo in atteggiamenti di difesa che consentono di coprire inadeguatezze e di paure, favorendo però la visione di una realtà grigia in cui via via si perdono possibilità preziose. Giove e Saturno sono i due ponti attraverso i quali possiamo raggiungere il mondo dell’inconscio ma sono anche i due principali regolatori del flusso comunicativo tra mondo personale e mondo collettivo, nonché tra materia e spirito. I loro rapporti disarmonici danno una filosofia di vita del tipo “vorrei ma non posso” che equivale ad un desiderio di “movimento e di apertura” inibito sul nascere dalla percezione di “non avere sufficienti strumenti per procedere”  fino a perdere  fiducia e coraggio. Giove è l’archetipo che ci fa intuire l’inutilità dei confini, o meglio, ci mostra come i confini siano abbaglianti ed illusori dato che, nella realtà ultima (quella del suo compagno Nettuno),   non esistono. Egli sta al confine tra i due mondi e riceve informazioni da entrambi e così facendo aiuta il piano “metafisico” e quello spirituale ad entrare di tanto in tanto in quello fisico con flash intuitivi che stimolano  a mettersi in cammino e ad avventurarsi laddove c’è nuova terra da esplorare.

Un eccesso di Saturno chiude l’individuo in atteggiamenti di difesa …. Giove e Saturno sono due ponti attraverso i quali possiamo raggiungere il mondo dell’inconscio ma sono anche i due principali regolatori del flusso comunicativo tra mondo personale e mondo collettivo, nonché tra materia e spirito.

 

Per concludere Giove rappresenta i principi che ispirano e orientano – che sono i diretti referenti degli ideali –  permettendo il confronto con gli atti che si compiono; è il desiderio di “spaziare, di muoversi e di non accontentarsi” anche in presenza di paure che spingerebbero a tornare sotto la protezione delle vecchie abitudini; sembra dirci “ma che viaggio è mai quello che non comporta rischi?”. Ci ricorda che bisogna sempre “guardare oltre” dato che, ubbidire ai condizionamenti significa vivere in assenza di significato;  infine, ci suggerisce di andare alla ricerca delle risorse necessarie che abbiamo anche se, nel percorso educativo, a volte, ne abbiamo perse le tracce. Giove sembra dirci che dobbiamo onorare i nostri predecessori ma che non dobbiamo vivere la vita che essi avevano in mente per noi e, per questo,  ci aiuta ad allontanarci, a fare altre esperienze, ad uscire da sistemi di valori e di credenze ereditati per crearci la filosofia di vita che orienterà il nostro viaggio.

Editoriale a cura di Lidia Fassio – scheda biografia autore clicca qui

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniUncategorized

Libertà e responsabilità ai tempi del coronavirus

Ciò che in questi mesi sta accadendo in Italia induce ognuno di noi a fare riflessioni sui temi della paura, dell’incertezza, della libertà e della salute collettiva. Per la prima volta dai tempi del conflitto mondiale l’Italia si trova ad affrontare una guerra molto particolare, che pur non combattendosi con le armi, risulta per noi altrettanto difficile e impegnativa: questa situazione sembra infatti farci uscire impetuosamente dalla zona comfort nella quale pensavamo di trovarci, richiamandoci a una particolare sensibilità nei confronti degli altri e della salute sociale. Questo virus, pur lasciando aperti interrogativi di vario tipo sulle sospette modalità di diffusione, non solo sta diventando un reale problema collettivo – da affrontare e risolvere – ma sta anche consentendo ai governi di intaccare in maniera prepotente la libertà individuale per il mantenimento della salute pubblica. Una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto traumaticamente che per noi le cose erano cambiate radicalmente. Da quel momento, oltre al quotidiano bollettino di guerra delle vittime e dei contagiati, abbiamo assistito a un crescendo di inviti a rispettare alcune regole di comportamento che, in seguito alla veloce e capillare diffusione del virus, sono passati dal semplice invito a un obbligo che tutti sono tenuti a rispettare, pena sanzioni non solo pecuniarie, ma anche penali. Ed è allora spontaneo chiedersi: cosa sta succedendo alla nostra bella Italia?

Dal punto di vista astrologico possiamo fare alcuni ragionamenti sul momento storico che sta vivendo il mondo intero e di conseguenza l’umanità e l’Italia. È sotto gli occhi di tutti come gli iniziali richiami alla responsabilità personale non abbiano avuto il successo sperato, con l’effetto di farci precipitare velocemente in una spirale di leggi e divieti e in una sorta di coprifuoco in cui le forze dell’ordine decidono, controllano e bloccano i movimenti delle persone. Ad aggravare la situazione concorre anche la diversa percezione che le persone hanno della situazione. A livello percettivo, infatti, ciò che accade al Sud è sicuramente diverso da ciò che accade al Nord, dove la situazione è decisamente grave: ospedali, medici e personale sanitario sono al collasso e nel caso di un ulteriore aumento dei contagi (cosa che purtroppo si sta verificando, soprattutto in Lombardia) sussiste il concreto rischio che non siano più in grado di garantire le cure appropriate a chi dovesse averne bisogno. Nel centro Italia e nel Sud, invece, la situazione sembra non essere esattamente la stessa, dato che il numero dei contagi registrati è sensibilmente più basso (e di entità non paragonabile a quella del Nord). Ciò si riflette sulla percezione degli abitanti di queste zone d’Italia, inducendoli a pensare che i provvedimenti presi siano del tutto esagerati e fuori da ogni logica. Volendo dare un quadro astrologico, in questo periodo vediamo coinvolti in modo particolare tre segni zodiacali, ai quali cui se ne aggiungerà un quarto a partire dal 23 di marzo, data in cui Saturno lascerà temporaneamente il Capricorno per entrare per circa quattro mesi in Acquario. I segni in questione sono il Capricorno, nel quale ad oggi stazionano Plutone, Giove, Saturno e Marte; i Pesci, nel quale staziona Nettuno e il Toro in cui si trova Urano. Tutto ciò riflette pienamente la difficoltà che l’umanità in generale e l’Europa in particolare stanno vivendo: essendo coinvolti tutti i pianeti lenti, è evidente che si tratta del periodo in cui il macrocosmo celeste sta lavorando alacremente per indurre il microcosmo umano a operare cambiamenti a dir poco radicali.

Il mese di marzo 2020 è quello che raccoglie più significativamente
le simbologie di questa emergenza che incontriamo nei segni
del Capricorno (Plutone Giove Saturno Marte) dei Pesci
(Nettuno) e del Toro (Urano).

Secondo quanto ha scritto André Barbault – il maggior esperto di astrologia mondiale, morto qualche mese fa – il vecchio continente è governato dal ciclo Saturno-Giove, pianeti che attualmente sono in Capricorno e che formeranno aspetto di congiunzione a fine anno, ma di cui iniziamo già ad avvertire la portata in quanto, a detta di Barbault, questo aspetto indica la fine di un ciclo e l’inizio di quello successivo (cosa che riguarda in modo specifico l’Europa). Questo significa che stiamo assistendo a qualcosa che si sta definitivamente chiudendo e dunque finendo, almeno nella forma attuale; a conferma di tutto ciò abbiamo anche Plutone, che fa aspetto di congiunzione con Giove mentre ha già lasciato quella con Saturno. Marte può essere semplicemente visto come un attivatore delle dinamiche che i grandi lenti cercano di portare alla coscienza e a fine mese passerà in Acquario. Questa combinazione è in rapporto a una sorta di austerità e di moralizzazione e, con buona probabilità, ha il compito di portare a termine (Saturno) e di trasformare (Plutone) il nostro modo di vivere e di spendere, il modo in cui vengono gestite le risorse e, senza dubbio, il modo di fare politica. Il Capricorno, del resto, ha a che fare con lo Stato e con l’autorità, mentre Plutone simboleggia il potere economico e finanziario, che di certo non viene usato in modo corretto. Le contemporanee posizioni di Nettuno in Pesci e di Urano in Toro rappresentano anch’esse un rafforzamento di tutto ciò e un invito a operare cambiamenti radicali (come è nelle corde di Urano) nella distribuzione delle risorse e nella trasformazione dei valori; mentre Nettuno, dal suo canto, invita a riflettere sui principi e sugli ideali che negli ultimi trent’anni hanno ceduto sotto il peso del consumismo sfrenato e che ancora non sono stati sostituiti da altri più consoni a ciò che l’uomo è adesso. Questi cambiamenti dovrebbero portare a soluzioni innovative e soprattutto a ritrovare motivazioni e scopi che ora sono in disuso.

Secondo quanto ha scritto Andrè Barbault
il vecchio continente è governato dal ciclo Saturno-Giove
che formeranno aspetto di congiunzione a fine anno.

Stiamo dunque parlando di una vera e propria rivoluzione di tutti i sistemi – personali, sociali, politici, finanziari ed economici – ed è in questa situazione di precarietà che è venuto a inserirsi il COVID-19, che sta indubbiamente accelerando i processi e incidendo sulle risorse che erano già in crisi e che si assottiglieranno ancora di più, ponendoci di fronte a nuove difficoltà che dovremo affrontare in seguito, allorché saremo chiamati a trovare fonti alternative di reddito che siano più rispettose della vita, degli esseri umani e del pianeta. Senza dubbio all’orizzonte si profilano scenari complicati, nell’ambito dei quali – oltre alle evidenti difficoltà dovute al virus – siamo toccati dalla drastica sottrazione di libertà di movimento e di autodeterminazione. Libertà che tutti pensavamo di aver definitivamente conquistato, nonostante i molti segnali che negli ultimi tempi avrebbero dovuto farci riflettere: basti pensare al costante incremento di regole, divieti e obblighi degli ultimi anni, che ci ha messi nella condizione di sudditi più che di cittadini. Tuttavia, il grande interrogativo di questo momento è se debba prevalere la salvaguardia della salute pubblica oppure quella della libertà individuale. La risposta è tutt’altro che semplice e richiede un ragionamento profondo e articolato, dato che siamo di fronte a due valori fondamentali che non dovrebbero mai trovarsi in conflitto tra loro. Ogni individuo deve infatti avere la libertà di autodeterminarsi ma deve anche dar prova di possedere un buon senso di responsabilità che, in circostanze di assoluta straordinarietà, non può prescindere dal tenere comportamenti che non impattino sulla salute e sulla libertà altrui. Da tempo, soprattutto nel nostro paese, sono drasticamente crollati il senso civico e la responsabilità individuale: come ben ci insegna l’archetipo di Saturno, ad ogni caduta di questi preziosi ingredienti corrisponde un’impennata di norme e regole dettate da chi detiene l’autorità. L’equazione è molto semplice: maturità e responsabilità favoriscono la libertà e l’iniziativa individuale e limitano l’impatto dell’autorità sugli individui, mentre la loro carenza fotografa persone immature e non in grado di fare scelte responsabili, che con i loro comportamenti facilitano la promulgazione di leggi e divieti tesi a limitare la libertà, anche qualora vengano spacciati come necessari alla protezione pubblica e collettiva. Da tempo noi italiani siamo su questa scia. Non è un caso che negli ultimi dieci anni siano aumentati del 30% i divieti, le sanzioni e le ammende; una cosa che dovrebbe farci riflettere sul valore che diamo alla libertà, soprattutto quando poi non siamo in grado di prenderci la nostra parte di responsabilità e quindi chiediamo tutele, sicurezze, telecamere in ogni angolo di strada e via dicendo, dimenticandoci del fatto che non possiamo continuare a comportarci come bambini che delegano ad altri la responsabilità della propria vita, sperando al contempo che non vi sia poi un impatto forte sulle libertà individuali. L’equazione di Saturno è: più responsabilità = meno autorità; meno responsabilità = più autorità.

Come ben ci insegna l’archetipo di Saturno, ad ogni caduta
di questi preziosi ingredienti (libertà di autodeterminarsi e senso
di responsabilità) corrisponde un’impennata di norme
e regole dettate da chi detiene l’autorità.

Purtroppo ciò che dobbiamo ancora imparare è che la libertà non esiste se non partecipiamo attivamente alla vita pubblica, se non proponiamo e pensiamo con la nostra testa e se non ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni. Tutto questo corrisponde allo stato attuale delle cose a cui siamo chiamati a mettere mano. Sappiamo che ogni crisi porta con sé nuove opportunità e forse è tempo di pensare che non tutto è negativo e non tutto è perduto: se lo vogliamo, siamo in tempo per affrontare quei cambiamenti di rotta che stanno diventando giorno dopo giorno sempre più necessari. In questo momento ci sono richiesti innanzitutto cambiamenti nelle nostre abitudini, onde tutelare chi è più fragile e potrebbe trovarsi a pagare le conseguenze della condotta sbagliata di altri. In seguito, tuttavia, dovremo ipotizzare ben altri cambiamenti. I passaggi planetari attuali sono molto chiari nel loro simbolismo: Plutone e Saturno sono due “finitori”: entrambi portano al collasso ciò che non funziona più e che non può più continuare nello stesso modo perché ha esaurito il suo tempo. Occorre dunque un cambiamento che ci traghetti definitivamente nell’Era dell’Acquario, un’Era che ci parla tanto di libertà, di sviluppo sostenibile, di senso sociale ma che – sull’altro piatto della bilancia – richiede maturità, autodisciplina e specifiche responsabilità individuali da adottare nei confronti della società della quale siamo parte. È tempo di renderci conto che siamo tutti parte di questo mondo meraviglioso e che lo dobbiamo tutelare in ogni modo, riguadagnandoci così a pieno titolo il diritto alla nostra libertà e il rispetto per tutte le individualità. Come sempre ci troviamo di fronte alla legge del dare e dell’avere: se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo necessariamente mostrare la nostra capacità di dare qualcosa in cambio. L’Era dell’Acquario mette sullo stesso piano diritti e doveri perché i primi possono esistere solamente se ottemperiamo ai secondi. Forse questa è la grande sfida del futuro che viene sicuramente accelerata dalla pandemia in atto che mette tutti in quarantena: tutti dobbiamo fermarci a riflettere sul perché siamo chiamati a restare isolati (quando in realtà molte persone, incontrandosi solo virtualmente, vivevano già isolate) e sul fatto che dobbiamo stare a casa, ambito dove ci sono i nostri affetti e che potrebbe farci ritrovare valore anche nelle cose che contano realmente per noi e nelle piccole cose quotidiane. Inoltre, in un’epoca in cui siamo sempre affannati e stressati, siamo costretti a fermarci e a capire che la vita è il bene più prezioso e che il lavoro può procedere ugualmente trovando alternative più compatibili con la qualità della vita stessa e con il valore intrinseco che ogni cosa possiede, al di là di quello commerciale. In pratica, quando il virus lascerà la presa, saremo chiamati a fare ognuno la sua parte per risollevarci del tutto, ma senza dimenticare di scoprire un sapore diverso in ogni singola cosa che vorremo fare. Forse questo periodo ci aiuterà a ritrovare energie, motivazioni e scopi che dovremo mettere in comune per creare una società migliore, libera e rispettosa di tutti.