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ASTROLOGIAFrancesco Faraoni

Intervista a Lara Peviani. Il suo documentario sulle Esperienze di premorte.

Lara Peviani è una videomaker e fotografa free-lance. Realizza e ha realizzato riprese ed editing di servizi televisivi e documentari in onda sulle reti Rai Italia, Rai Premium, LA7, Dove TV e TGcom24. Ha realizzato un documentario di ricerca personale dal titolo “NDE una raccolta di testimonianze” intervistando persone che hanno avuto esperienza diretta o si sono occupati di esperienze di premorte. A fine intervista il suo documentario video sulle esperienze di pre-morte.

Ciao Lara, come è nata la curiosità per il tema della morte?

Penso che più che una curiosità per il tema della morte si tratti di una consapevolezza che cerco di non accantonare nella mia vita quotidiana, anche se non è sempre facile:  la certezza che un giorno la nostra vita o quella delle persone con cui ci relazioniamo finirà, o più probabilmente, a mio parere, subirà un cambiamento di stato in cui le cose materiali o i ruoli che abbiamo ricoperto su questa terra non avranno alcuna importanza, aiuta ad affrontare le cose con uno spirito molto più leggero, senza dare troppo spazio agli oggetti materiali o peso all’ego nostro e altrui.

Il fenomeno delle NDE (le esperienze di premorte) mi incuriosisce e mi affascina da sempre per il suo mistero e la sua meraviglia. Sentirsi e vedersi fuori dal proprio corpo attratti inesorabilmente da una luce piena di amore e di pace,  incontrare persone morte amate in vita, affacciarsi sulla porta dell’infinito per poi essere bruscamente riportati indietro al proprio dolore fisico, alla propria materialità, e sentire tutto questo così profondamente reale da esserne influenzati per tutta la vita futura: ecco, se questo non dovesse avere alcuna implicazione con una vita ultraterrena ma fosse solo un fenomeno chimico prodotto dal nostro cervello, come molti sostengono, sarebbe comunque una stupenda messa in scena della nostra mente, un vero capolavoro.

Hai formulato molte domande a chi è stato testimone di un’esperienza ai confini della morte. Che idea ti sei fatta? Tu cosa pensi che sia la vita e cosa la morte?

Le persone testimoni di una NDE che ho intervistato non avevano alcun dubbio che l’esperienza da loro provata fosse autentica e reale. Il contesto domestico nel quale ho svolto le interviste toglieva ai loro racconti qualsiasi aura mistica o magica. Era davvero come se mi stessero raccontando un normale episodio della loro vita. Mi sono fatta della morte e della vita oltre la morte un’idea di familiarità, di qualcosa che ci appartiene, che fa parte della nostra esistenza. Anche tra i vari messaggi che ho ricevuto sulla pagina Youtube del mio documentario, ce ne sono alcuni di infermieri e personale ospedaliero, a contatto diretto e quotidiano con la morte delle persone. In loro è spesso forte l’idea di una vita oltre il confine, perché esperiscono ogni giorno questa vicinanza, questa familiarità appunto.

E’ una domanda che non si pone mai nelle interviste… perché forse abbiamo timore di porla eppure ci pensiamo tutti! Cosa accadrà quando moriremo. Cosa ci sarà dopo. Hai paura della morte? E come vivi il pensiero della tua fine?

La sola cosa che della morte mi fa davvero paura è il dover lasciare le persone che amo e le cose che mi piace fare in questa esistenza terrena. Non so, sarebbe bello che questa energia che investiamo nell’amore non si perdesse quando ce ne andiamo. Che potesse semplicemente trasferirsi in un’altra dimensione, ma continuare ad esistere e ad accompagnarci.

In un celebre testo della von Franz, la psicanalista e allieva di Jung indaga sul mondo onirico di persone malate, o che sono prossime alla morte o che hanno sperimentano la morte. Enuncia una serie di simbologie ricorrenti durante questi sogni, tra cui simbologie legate alla Natura, a tematiche di passaggio, di viaggi, di voli verso l’alto. Nel tuo mondo onirico, ricordi qualche sogno particolare che hai avuto prima o dopo un evento luttuoso?

Ho rivisto mio padre in sogno molte volte, soprattutto nei primi mesi successivi alla sua morte. Alcune volte ho sognato che era tornato dalla morte, a volte invece che era sopravvissuto miracolosamente alla sua malattia incurabile.

Un episodio reale, invece mi ha particolarmente colpito relativamente alla sua scomparsa. Pochissimo tempo dopo la sua morte, credo il giorno successivo o due giorni dopo, ero in casa di mia madre assieme a lei e mia sorella, parlavamo sedute a un tavolo, e, nel bagno poco distante, il rasoio elettrico di mio padre si è azionato da solo, in modo del tutto autonomo. Ci siamo guardate con un certo stupore. E’ un episodio a cui penso spesso.

Da dove nasce la tua curiosità per il mondo dell’oltre? Hai avuto esperienze particolari che puoi raccontarci relative al mondo dell’aldilà?

Non ho avuto esperienze particolari legate la mondo dell’aldilà. Credo semplicemente che provare ad indagare in qualche modo la ragione del nostro stare su questa terra, chiedersi se oltre un corpo abbiamo anche un’anima e l’eventuale percorso che questa compirà dopo la morte sia qualcosa di fondamentale per un essere umano, per essere umani.

Credi in Dio? Come definisci il concetto di Dio?

Il concetto di Dio è qualcosa di talmente incommensurabile che solo pensarci dà le vertigini. Il primo approccio potrebbe quindi essere l’agnosticismo: la nostra mente limitata non ha gli strumenti per capire e spiegare questo interrogativo.

Però se pensiamo invece a noi stessi come a una parte di Dio, come a una goccia nel mare, come parte di un progetto di creazione e di eterno rigenerarsi che noi stessi contribuiamo a creare, allora forse è qualcosa che in qualche modo possiamo comprendere. Alcune persone che ho intervistato mi hanno detto di essersi sentite come parte del Tutto, quando hanno esperito la loro NDE: come se la loro energia fosse tornata a fondersi con quella dell’Universo, della quale avevano finalmente una comprensione chiara e profonda.

 

 

La morte ci richiama al tema della Notte e questo mi fa pensare all’opera di Antoon van Dyck, intitolata Rubens che piange la moglie dove si vede il cadavere di Isabella, dove non è il morto il fulcro del quadro ma l’atmosfera intorno, la disperazione nei volti dei presenti e il clima notturno. La notte! Solitamente le cose più cupe e tristi accadono di notte, e ritorna il tema del buio. Cos’è per te la notte? Che esperienza hai con l’oscurità e le ore notturne? Il concetto di “Notte” che tipo di sentimenti ti rievocano?

Ora è notte e sto scrivendo queste risposte…la notte è un momento di silenzio e di quiete. E il momento in cui tutto si calma e finalmente ci si può proteggere dagli attacchi quotidiani, dalle distrazioni a cui siamo sottoposti in continuazione. Si può raccogliere i pensieri e prepararsi a cedere il passo al mondo onirico. In particolare mi piace proprio il confine tra la veglia e il sonno quando cominciano a comparire davanti agli occhi chiusi le prime forme del sogno, immagini bizzarre senza senso logico ma che ancora percepiamo come tali, non ancora ingannati dal sonno profondo che ci mostra l’illusione come realtà. Quel labile confine che ci separa dal sonno ristoratore è un bellissimo momento.

Lo scorpione è il segno che sorgeva all’orizzonte nel momento della tua nascita, è il tuo ascendente. Il tema della morte è un tema presente come contenuto simbolico nella tua carta celeste, ma oltre alla morte è presente il tema della indagine, della comprensione delle cose torbide, scomode, confuse, non chiare o che mettono paura. Con questa simbologia, evochiamo anche il concetto della rinascita, ovvero che dalla morte può nascere vita. È un concetto che in medicina per esempio è stato utilizzato attraverso lo studio dei cadaveri, da cui si è potuta comprendere la natura di certe malattie e certe funzionalità dell’organismo. Ma rievoca anche il concetto di reincarnazione. Sempre più di frequente abbiamo notizie di bambini che ricordano loro vite precedenti, affrontante anche in celebri trasmissioni. Il concetto di reincarnazione è affrontato dallo psichiatra Brain Weiss nei suoi testi dove attraverso l’ipnosi regressiva ha evidenziato come la coscienza di molti suoi pazienti “riviveva in tempi antichi, esperienze pregresse” da cui il più delle volte provenivano traumi nella vita attuale inspiegabili! Cosa pensi circa la reincarnazione? Cosa sono i concetti di coscienza e anima, di spirito e corpo secondo le tue intuizioni?

Dopo aver realizzato il documentario sulle NDE e approfondito questo tema, ho rafforzato la mia convinzione che la nostra coscienza sia qualcosa di esterno al nostro corpo e venga captata dal nostro cervello, come se ricevesse un segnale. E quindi credo che la coscienza sopravviva dopo la morte del nostro corpo fisico.

Tra le varie teorie possibili c’è anche quella che, sopravvivendo, essa possa poi migrare in un altro corpo portandosi dietro strascichi delle sue esperienze passate. È un tema molto interessante che non escludo di voler approfondire con un lavoro documentaristico. Lo strumento che utilizzo, il video, non ha per me tanto lo scopo di comprendere, perché comprendere è impossibile, quanto di sentire, di avvicinarmi. Il mezzo in sé, la macchina che inquadra, mi costringe a guardare più in profondità.

Guardare negli occhi una persona che racconta, sentire la sua energia, percepirne il calore e le emozioni ha un grande valore. Credo che comprendere l’oltre, l’infinito, il distante, debba passare proprio attraverso questa vicinanza.

 

 

DOCUMENTARIO VIDEO

DI LARA PEVIANI