Tag: genitori

AstrogenealogiaASTROLOGIARossana Strika

Marte nei rapporti genitori e figli | Rossana Strika

Onoro con queste righe il transito attuale di Marte in Ariete in quadratura esatta alla mia Luna in Capricorno (dispositrice di Marte in Cancro) e del contestuale transito del suo dispositore, Saturno, in opposizione secca al mio Marte in Cancro.

Riflessioni tante, e qualche lacrima, rivisitando passo per passo la mia evoluzione come genitore.

Nessuno nasce imparato e con il manuale di istruzioni per essere un buon genitore.

E sorge anche spontaneo l’interrogativo su cosa davvero significa essere un bravo genitore, partendo dalla considerazione iniziale che nessuno è genitore ma che la genitorialità è un processo, all’interno del quale si diventa genitori giorno per giorno.

Trattandosi di un processo in divenire esce anche da tutte le possibili definizioni, da tutti gli incasellamenti di cui avremmo bisogno per sentire di viaggiare all’interno di buone regole. Questa possibilità non c’è, navighiamo a vista e muovendoci goffamente, come elefanti in una cristalleria o come se avessimo la benda sugli occhi per giocare a mosca cieca.

Alcune teorie reincarnazioniste affermano che le anime che abbiamo ucciso in vite passate ritornano a noi per riscuotere il loro credito attraverso la genitorialità. Ci facciamo canali, veicoli, astronavi di atterraggio di queste anime, ridiamo loro ciò che abbiamo tolto in altri spazi/tempi. Ad ognuno le proprie considerazioni, ma a me questa teoria risuona.

Ed allora, insito e nascosto in ogni rapporto genitore/figlio si cela un certo grado di conflittualità. Mal accolto, dipendentemente da un’educazione culturale antica che attribuisce ai genitori e soprattutto alle mamme, solo sentimenti di amore per i figli. Allora ci si sente in colpa quando si è stanchi, quando ci si vuole prendere del tempo per sé perché non siamo solo genitori, in primis siamo Esseri Umani.

Marte, la spinta iniziale al dare vita e, contemporaneamente, il fendente che taglia il cordone ombelicale. Ad ogni taglio corrisponde una fase della vita del figlio ed una parallela rinascita in quella del genitore.

Quando abbiamo un figlio una parte di noi deve trasformarsi.

Quando nacque il mio primo figlio, io tendenzialmente ancora non sapevo cosa significasse essere figlia, ero quel che si dice un genitore bambino. Perché ogni genitorialità riconduce al confronto col nostro essere figli. Perché figli siamo, genitori eventualmente diventiamo. Cercavo in tutti i modi un’alleanza con i miei genitori trapassati, pur non essendone consapevole. Ne ho spesso ricalcato modelli di impazienza, aggressività e irascibilità, non sapendo come altro fare per esprimere l’energia di Marte e come educare.

Tanto più mi sentivo inadeguata, tanto più la frustrazione accendeva la mia impazienza, soprattutto col primo figlio che, con la sua energia metteva in risalto tutte le mie ombre nascoste, le mie fragilità. Solo di recente ho compreso che lui metteva in evidenza la più grande di tutte le apparenti vulnerabilità e molti dei nostri scontri negli anni si sono basati su questo.

Nei miei impacciati tentativi, ciò che lui sembrava dirmi era “Non sei capace di essere una guida, io non ti riconosco come guida“.

Mi posso rendere conto solo adesso di quanto mio figlio mi è stato Maestro.

Dovevo imparare a guidare me stessa, a ritroso, alla ri-scoperta di cosa avesse significato essere una figlia, dovevo pacificarmi con le energie dei miei genitori che, così precocemente avevano osato trapassare lasciandomi da sola, e fare i conti con tutta la tristezza e la rabbia che avevo nel cuore.

Marte Cancro doveva agire per tagliare quel cordone ombelicale che mi legava a loro, dopo anni ancora non sapevo fare i conti con il fatto che se ne fossero andati senza lasciarmi almeno un libriccino di indicazioni su cosa fare dopo. Il passo successivo era fare di questa esperienza qualcosa di utile e ne porto messaggio al Collettivo, un messaggio che ho assemblato attraverso tanti scivoloni personali.

Avvicinai i miei genitori all’interno di diversi contesti di guarigione e li sentii vicini a livello interdimensionale. E mentre entravo in un bar sentivo alla radio del titolare una romanza lirica e sapevo che mia madre era con me, lei cantante meravigliosa. Alcuni ex vigili urbani di mio padre mi avvicinarono così, per “caso”. Compresi che la separazione è apparente e che l’abbandono non esiste, è illusorio. Siamo diversi nella forma ma il nostro cuore rimane in contatto. Compresi negli anni che potevo dare voce libera all’amore per i miei genitori e riaprire il mio cuore perché avevo fatto pace con la nostra apparente distanza. Ma è stato un processo che è durato a lungo ed è sempre in corso.

Oggi, lavorando con tantissime persone, mi rendo conto di come solo la sperimentazione personale di quello che può essere l’oceano emozionale dell’Essere Umano in campo familiare possa avvicinarmi a chi mi chiede supporto.

Quando il rapporto con mio figlio metteva (e mette in parte ancor oggi) in evidenza queste fragilità ovviamente, razionalmente, io non sapevo che molti anni dopo avrei trasformato questo vissuto in un ponte di contatto per il Collettivo. Egoisticamente mi soffermavo solo sul mio sentimento di inadeguatezza. Accompagno le persone oltre quel passaggio doloroso, mentre ogni singola persona porta me stessa a livelli di guarigione ancora più profondi.

Marte Cancro, per molti anni si è mosso reattivamente, permalosamente sulla base della non accettazione che le persone che amavo di più non volessero seguire la mia via, al pari di un capogita che rimaneva da solo con la bandierina in mano e arrabbiato con sé stesso per non essere riuscito a farsi seguire.

Eppure Marte Cancro ha anche la capacità di nuotare nelle acque profonde dei ricordi, tagliando le simbiosi e le dipendenze e favorendo l’altrui autonomia come pure di dare voce a chi voce non può avere, il mondo dell’infanzia e delle disabilità che in questa era sono così dimenticati.

La famiglia dunque. Nel rapporto genitori e figli un naturale grado di conflittualità è necessario per diversificare bene la reciproca identità, soprattutto quando i figli hanno da uscire di casa e fare la loro vita adulta. E allora spesso si cocreano grossi litigi perché la razionalità ha bisogno di darsi una ragione per questi allontanamenti. Allontanamenti che sembrano apparenti distacchi. Marte separa, crea il nuovo percorso a partire dalla separazione da uno precedente. Proprio come la vita di tutti noi prende origine dal taglio del cordone ombelicale.

Il cordone fisico viene tagliato alla nascita, eppure tra genitori e figli si taglia spesso per unire in un altro modo. Genitori e figli devono trovare un equilibrio nelle loro relazioni anche attraverso apparenti squilibri. Sembrano duelli tra spadaccini. Competizioni fraterne fanno spesso da sfondo ai conflitti che si costellano in famiglia. Competizioni tra fratelli per l’amore di un genitore, alleanze ed esclusioni, fanno da specchio alle antiche competizioni del genitore stesso per l’amore dei suoi genitori. I ruoli si scambiano, si tratta di energie.

Spesso troviamo configurazioni Yod sia nel tema del genitore che del figlio oppure troviamo Yod cocreati per sinastria tra i due. La sinastria astrogenealogica aiuta moltissimo ad identificare la matrice del contendere. Ad oggi mi sto ancora adoperando per trasformare il mio rapporto con i figli, in particolare col primo, il mio allenatore di consapevolezza, il coach di Marte Cancro, nato mentre Saturno attraversava la mia casa 5. Il Maestro.

Casa mia è stata spesso teatro di molti scontri dai quali ogni volta siAmo riemersi diversi, né migliori né peggiori, solo trasformati. Ognuno di noi affronta i suoi potenziali e le sue sfide, non sono una mamma chioccia e non credo nemmeno sarò una nonna di questo tipo. So che ho così a lungo sperimentato sfide familiari per imparare una grande lezione: noi tutti non cerchiamo famiglia ma senso di famiglia e questo, molte volte, lo troviamo lontano dai contesti biologici.

Questo tranello mentale a volte paralizza e congela in situazioni familiari infelici, per senso del dovere o di colpa. Perciò nel multiverso delle possibilità familiari ciò che conta è l’amore, non la forma, non il vedersi o sentirsi tutti i giorni.

La famiglia è solo un palcoscenico, un luogo dove prendono vita diversi scenari. Non una gabbia, non una prigione in cui duplicare modelli per paura di perdere l’amore ed il sostegno del nido. Perché ricordiamo che qualunque uovo va rotto dall’interno per dare origine alla vita, c’è bisogno spesso di un’azione decisa.

Ed è tempo di aggiornamento, esplorando tutte le opportunità possibili, amando la famiglia di origine con maggior libertà, in amore con amore anche per le reciproche diversità.

Forte vi abbraccio!

Ross