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Sindrome di anniversario: dalla ripetizione alla consapevolezza | Rossana Strika

Josephine Hilgard, medico e psicologa nata nel 1906 ed ispiratrice degli studi della psicologa francese Anne Ancelin Schützenberger, si dedicò a studiare i sottili legami sincronici che contraddistinguono i vissuti familiari. E scoprì che alcune date tendono a ripetersi con particolare insistenza all’interno delle famiglie, in modo da richiamare eventi che hanno segnato la famiglia stessa, e che vengono spesso rimossi o non elaborati completamente. Ciò porta il nome di Sindrome di Anniversario e quell’inspiegabile fragilità, mutevolezza umorale o improvvisa tristezza che sentiamo all’approssimarsi di tali date prende il nome di Stress di Anniversario.

Anniversari nell’oblio

Molte persone festeggiano malvolentieri il proprio compleanno, sentono tristezza nel cuore e sembrano quasi voler nascondere tale data al mondo. Perché? Forse ricercando quella data nelle memorie familiari potrebbero emergere delle scoperte: forse è avvenuto un qualche avvenimento che ha scandito un momento familiare poco felice e la persona non sente nel profondo di poter gioire in quel giorno, si sente inconsciamente sleale nei confronti della famiglia.

Nei vissuti di alcune famiglie sono evidentemente testimoniabili tali coincidenze sincroniche; possiamo, ad esempio, ricordare l’imprudenza del presidente Kennedy che aveva “dimenticato” di mettere il tettuccio antiproiettile sull’auto a Dallas il 22 novembre 1963 non ricordando che in quella stessa data era morto anche suo bisnonno Patrick, il 22 novembre 1858.

Josephine Hilgard provò che alcuni eventi che scatenano psicosi in età adulta sono dovuti a ripetizioni transgenerazionali, eventi che si ripetono ad esempio tra genitori e figli alla medesima età. Io stessa ho vissuto il trapasso di mio padre a 20 anni appena compiuti, più o meno come mia madre aveva vissuto il decesso di suo padre.

Josephine chiamò questa doppia ripetizione Sindrome del doppio Anniversario.

Questi studi hanno dato onorevole spiegazione anche alle esperienze di vita che hanno accompagnato i discendenti dei sopravvissuti di guerra, incubi con immagini vivide o particolari infiammazioni di tipo respiratorio (asme, allergie), fisicamente inspiegabili.

Eppure viviamo ora in un diverso Tempo.

Aperture verso la libertà

Le parole chiave sono Consapevolezza e Lealtà verso sé stessi ed il proprio Progetto.

Abbiamo veramente un’occasione preziosa, quella di elevarci al di sopra di queste ripetizioni, ci sono discendenti che nascono in un certo Sistema familiare per scardinare completamente il bisogno di appartenenza attraverso le sterili ed obsolete ripetizioni.

Si tratta dei Fuorilegge familiari, figure informatrici dell’Albero Genealogico, comunicatori interdimensionali tra passato, presente e futuro. Il Fuorilegge sa che può, attraverso l’elevazione della propria Consapevolezza, far saltare le proprie catene e che la conseguenza sarà enorme.

Proviamo a immaginare di essere nati lo stesso giorno di una morte non elaborata in famiglia e di aver vissuto per gran parte della nostra vita una sottile malinconia il giorno del compleanno. Pur essendo tristi, abbiamo però sentito un senso di appartenenza attraverso quel sentimento, caricando dolori che non sono nostri o almeno non completamente.

Dentro di noi, quando aderiamo a questo tipo di Lealtà restrittiva stiamo tradendo noi stessi. Siamo traditori.

Diciamo sì alla Lealtà limitativa e autosabotante per paura di perdere chi amiamo e così abbandoniamo e tradiamo noi stessi e la nostra vita.

Alcuni amori non si possono mai perdere e la eventuale temporanea separazione che si dovesse verificare quando iniziamo a dire di sì a noi stessi è solamente un’illusione, anche la vitalissima morte lo è. Non c’è minor amore nel dire di no, anzi, si tratta di un atto di estremo amore verso noi stessi e della possibilità di vedere gli altri crescere in modo insospettabile proprio a partire dal nostro no. Perché anche gli altri imparano a dire sì a loro stessi e noi, moltissime volte, attraverso i nostri falsi sì, oltre a tradire noi stessi togliamo agli altri la possibilità di evolvere.

Il Fuorilegge familiare lavora come un abile scultore sulla propria crescita individuale ed è simpatico, a volte, vedere come persone esterne alla famiglia lo reputino poco “normale”.

La normalità non esiste.

Ognuno di noi ha un Progetto individuale prima di tutto, e tutti hanno pari opportunità di perseguirlo, in ogni paralizzante paura c’è una specifica funzione e dietro l’ombra di tale mostro si cela una potenzialità. Siamo dunque nell’Era in cui, tanto più accogliamo il principio di individuazione personale, tanto più ci eleviamo oltre le tacite Leggi che regolano i Sistemi familiari e tanto più nessuno ripeterà più nulla; o almeno, se si andrà incontro a talune ripetizioni, ci si porterà evolutiva attenzione per estrapolarne il sotteso insegnamento.

E sia allora Gioia piena il giorno del proprio compleanno, la nostra nascita, il nostro atterraggio su questo meraviglioso pianeta, l’occasione che abbiamo colto per contribuire a renderlo un posto migliore.

Potremmo iniziare a sentire che in questo Tempo siamo qui per contribuire al Collettivo di Nuova Era e non per ripetere pigramente le solite e stagnanti situazioni?

Per chi di noi si è identificato nella figura oppositrice, nella Pecora Nera della famiglia, è Tempo di rendersi conto di quanto la Pecora Nera sia comunque stata immersa e focalizzata nel bisogno di riconoscimento e approvazione familiare. Nessuna differenza con gli altri componenti, se non che la Pecora Nera si siede all’eterna opposizione, portando gli altri a cristallizzarsi e irrigidirsi ancora di più, vivendo la tristezza dell’emarginazione e dell’isolamento.

Bisogna allora fare un atto di coraggio estremo: la rinuncia all’attaccamento a questo ruolo.

La rinuncia al bisogno di visibilità.

Al bisogno di scontro.

E scegliere sé stessi, lasciando andare in Amore e con Amore ciò che non ci appartiene e permettendo agli altri di evolvere secondo i loro Spazi/Tempi, a volte anche attraverso decessi, scelte di rinascita interdimensionale.

La comunicazione d’Amore travalica l’apparente distanza fisica e la diversità nella forma. Nessuno è separato mai da nessuno. Finché tradiremo noi stessi però, co-creeremo abbandono. Ogni persona che nella nostra vita ci ha abbandonato o tradito ha rispecchiato un nostro tradimento interiore, uno sfalsamento della nostra natura autentica.

Nasciamo a volte in contesti abbandonici quando tale plutoniana lezione deve essere appresa il più precocemente possibile, allora viviamo anche lutti, decessi giovanili. Poi diventiamo Maestri di quell’energia e per diventare Fuorilegge è necessario evolversi oltre l’attaccamento, bisogna aver imparato a maneggiare l’energia dell’abbandono in modo sano.

Davvero esiste un modo sano di maneggiare l’abbandono?

Forse ve lo state chiedendo, Amici.

Certo che esiste, si impara dove fermarsi e dove no, quando restare e quando andarsene, si impara ad ascoltare il senso di abbandono come un campanello d’allarme che ci segnala quando stiamo abbandonando noi stessi. Quando quell’emozione si agita nel nostro cuore abbiamo paura, paura di tornare indietro, di essere sempre allo stesso punto e non aver compreso nulla, cadiamo allora in un grosso tranello mentale, quello della memoria emotiva che si attiva disgiuntamente dal corpo.

Il sentirci ignorati, trascurati, non visti, sono tutte sfumature dell’abbandono; a volte si riattivano quando torniamo in contatto con le stesse figure familiari con le quali le abbiamo co-create, a volte con altre persone che amiamo. In quel momento stiamo tornando ad una fase diversa, di questa o di altre vite e, anche se anagraficamente non abbiamo più l’età in cui le abbiamo vissute, l’anima non riconosce la differenza.

In quel momento si ri-proietta proprio indietro nel Tempo, negli Spazi Tempi sconosciuti e noi riviviamo la stessa emozione. Eppure siamo già oltre e quel campanello d’allarme ci segnala la necessità di tornare in noi, verso di noi, è Tempo di fare un’inversione di marcia.

In ambito relazionale è Tempo di concedersi relazioni totalmente condivise, in reciprocità e chiarezza. Parlo di tutti i tipi di relazioni che costellano le nostre vite, anche perché noi siamo abituati a ragionare a compartimenti stagni e invece i nostri “compiti per casa” li portiamo ovunque e con chiunque. Una piccola condivisione per quanto riguarda i transiti, attraverso la lente dell’Astrogenealogia.

Quando viviamo un transito ripetuto attraverso cui un nostro genitore ha scelto di trapassare, e anche alla medesima età, teniamo conto che per l’anima ciò che conta è la scelta di evolvere e, che sia in questo o in un altro corpo fisico, la scelta è la nostra.

Può forse sembrarvi insolito poter iniziare a considerare il trapasso come una scelta di evoluzione?

Eppure è uno dei mezzi, ed è proprio ciò che è avvenuto a me quando, alla medesima età del trapasso di mia madre, 45 anni, ho vissuto il medesimo transito di Plutone in congiunzione alla Luna: mamma a quell’età scelse di andare, io alla stessa età iniziai un doloroso quanto catartico processo di morte e rinascita nel corpo fisico e scelsi di restare. Siamo vivi nel momento in cui scegliamo che la nostra vita sia ogni giorno un’occasione di rimessa in discussione personale, quando comprendiamo che nel nostro muoverci con gli altri abbiamo la nostra fetta di responsabilità e siamo capaci di comprendere che non siamo vittime ma artefici attivi.

Voglio ancora condividervi un mio passaggio personale, particolarmente intenso. Di recente, in conseguenza al riattivarsi di alcune memorie emotive in tempo di lockdown, ho attraversato un momento di grande liberazione interiore e, in una visione che ebbi durante il dormiveglia, vidi saltare delle catene che avevo alle caviglie. Da me in poi si estendeva una lunga fila di personaggi, infinita, non riuscirei a descriverli tutti anche se ebbi l’impressione che fossero donne. Con mia meraviglia vidi saltare automaticamente le catene di tutte. Io non avevo fatto altro che liberare le mie, nulla più di questo. Non so descrivervi se si trattò di un sogno o di una visione, ma mi rimase la meraviglia di questa semplicità e compresi come a noi sia richiesto solo di lavorare su di noi e di come l’informazione e l’impronta energetica di Libertà si snodi tra passato e futuro in un Tempo senza Tempo tra Predecessori e Successori.

Il messaggio che porto dunque è quello di aprirsi all’infinito mondo di possibilità, senza sentirsi destinati a ripetere un certo tipo di vissuto solo perché lo hanno fatto gli altri familiari o perché si è sempre saputo questo. Ora abbiamo i mezzi per poterlo fare ed io ritengo che questa sia una parentesi temporale interessante, un Kairos opportuno per fare delle scelte diverse, anche impopolari e, altrimenti, che Fuorilegge saremmo?

“Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo”
Arthur Schopenhauer

Un abbraccio!

Rossana Strika

 

 

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Fuori-legge in Libertà dell’Essere | Rossana Strika

Apro questo articolo ringraziando Francesco e Irene per avermi invitato a portare il mio contributo in “The Sun Astrology”. Oggi desidero focalizzare la vostra attenzione sulla tematica del fuori-legge familiare, figura forse nuova ma essenziale e da me molto sentita. Un po’ di tempo fa una mia carissima Amica ha esordito dicendomi

Hai un’energia da fuorilegge
sul cavallo nell’antico West,
così io ti vedo

Queste parole hanno risuonato nel profondo del mio cuore, smuovendo dalle sue posizioni la mia Lilith a 27° del Sagittario, congiunta al Nodo Sud in IV casa (sul Centro Galattico). Ho deciso allora di scrivere queste poche essenziali righe per aiutare le persone a segare le sbarre delle proprie prigionie interiori di matrice sistemico-familiare e risvegliare il fuori-legge che attende solo di essere liberato.

Molti sono stati e sono gli studiosi che si sono occupati di affrontare l’oscura rete di “leggi” che regolano il funzionamento dei Sistemi familiari, regole tacite e silenziose che fondamentalmente mirano a mantenere lo status quo, un fittizio equilibrio che sa di stantìo, come quando non si arieggiano gli ambienti per molto tempo. L’immagine del fuori-legge evoca in noi memorie di ribellione ai sistemi sociali, oppure criminali che si nascondono, eppure il seme del fuori-legge è vivo e pulsa dentro il cuore di ognuno di noi. Il fuori-legge è, come descrive la parola stessa, fuori dalle leggi o meglio, oltre le leggi, perché ha fatto esperienza di luci e ombre delle leggi stesse e si è osservato in entrambe le situazioni avendo creato una nuova sintesi personale. L’energia di nuova Era evidenzia in modo prepotente la necessità di mettere in primo piano il nostro sviluppo personale, la crescita interiore. Il fuori-legge del Sistema familiare non ha più bisogno di aderire alle leggi che regolano il suo Sistema familiare proprio perché, pur onorando e comprendendo le sue radici, ha sviluppato la capacità di andare oltre al bisogno di appartenere attraverso le limitazioni, può uscire consapevolmente dalle gabbie familiari che lo hanno fatto sentire limitato ma sicuro.

L’immagine del fuori legge
evoca in noi memorie
di ribellione ai sistemi sociali

Il fuori-legge del Sistema può esplorare nuovi territori interiori, sbrigliando il cavallo liberamente. Paura? Certo, come ogni volta che si fa un passo verso l’ignoto. Curiosità? Moltissima e tanta apertura verso la vita. Dall’ombra alla luce, il fuorilegge sistemico può ora mostrare sé stesso nella sua magnificenza, riunendosi ad altri fuori-legge come lui. Nel ritrovarsi comprende come si può cocreare con altre persone a noi affini un senso di appartenenza basato sulla libertà. Il fuorilegge sistemico non ha bisogno di aderire a nessuna legge, non ha bisogno di creare identificazioni o di escludere parti importanti del suo viaggio, è sulla piena via del recupero del proprio potere personale. Ha attraversato tante catture prima di imparare a liberarsi. Ha agito in segreto spesso liberandosi di nascosto, evadendo dalle prigioni e uscendo dalle ragnatele dove alcuni erano certi di averlo catturato.

Ora il fuori-legge può essere libero, libero di non sottostare ad alcuna legge esterna pur contenendole tutte, grazie alla creazione della sua legge personale. Il fuori-legge sa normarsi da solo ed è per questo che non sente più di dover sottostare a limitazioni fisiche o mentali esterne. Il fuori-legge ribalta le leggi a suo favore, ponendosi così in posizione di maggior rispetto verso il libero arbitrio, altrui e proprio. Il fuorilegge attualizza e aggiorna in modo più dinamico il vecchio ed obsoleto concetto di Pecora nera della Famiglia. E la famiglia del fuorilegge ne può trarre una crescita enorme, prendendo confidenza con l’energia della libertà. Pur non occupandomi di Tarocchi, ma amandoli moltissimo, metterei in relazione l’energia del fuori-legge familiare con quella del Matto. Il fuori-legge di nuova Era fa del bene, sceglie di uscire allo scoperto per aiutare altre persone a segare quelle sbarre interiori in modo tale da non essere più acciuffabili da nessuno. Poter scegliere dove fermarsi e quando andarsene, questa è l’esperienza che il fuorilegge del Sistema familiare trasmette come nuova linfa al suo Albero Genealogico. Il potere di scegliere, lavorando sugli attaccamenti. Tutti possiamo in questo momento storico creare nuove forme di lealtà sistemico-familiari, basate anche sul rispetto degli altrui percorsi e maturazioni. Non è più il tempo delle pedisseque ripetizioni. Ma il tempo è adesso e il fuori-legge vive ogni istante nella sua pienezza, amando moltissimo la sua famiglia ma dandosi il permesso di essere sé stesso, liberandosi dei fardelli che non gli appartengono. Il fuori-legge sistemico porta con sé la magia della leggerezza, quella profonda leggerezza dell’Essere, acquisita attraversando limiti, paure, reti e gabbie per imparare a liberarsi e a liberare gli altri.

Il fuorilegge attualizza e aggiorna
in modo più dinamico il vecchio ed obsoleto
concetto di Pecora nera della Famiglia.
E la famiglia del fuorilegge ne può trarre
una crescita enorme, prendendo confidenza
con l’energia della libertà.

Sono nata per questo, imparando a farlo per me per supportare gli altri. Utilizzando come strumento principe il Tema natale delle persone, così come ho fatto per me. Il Tema mi svela gabbie e potenziali di liberazione e le persone che si sono recentemente avvicinate al mio lavoro, si trovano in quella fase di transizione, nell’incontro col proprio fuori-legge interiore, quello che ad un certo punto grida “Basta!”. Molti sono rimasti attaccati all’identificazione con la pecora nera come unica via di definizione per distanziarsi dagli ingessamenti familiari, da famiglie limitative ed ostacolanti. Eccessivamente protettive o simbiotiche. O estremamente assenti e pesanti in tale assenza. Ma il prezzo di sentirsi pecora nera è alto, è il prezzo del subire l’esclusione attraendo rifiuti nelle proprie vite e rincorrendo le persone in cerca di accettazione, senza mai ottenerla. La pecora nera non è libera, è prigioniera ed incastrata nel Sistema familiare, illudendosi di essere diverso ma avendo perso il proprio potere personale opponendo resistenza e ribellione, in una lotta contro gli altri invece che in direzione di sé stesso. La pecora nera ha bisogno di invertire la direzione di marcia. Comprendendo che la distanza reale si crea solo quando si accetta e ringrazia il proprio Sistema e ci si assume la responsabilità della propria libertà così come è sacra quella degli altri. Ora è il tempo in cui molte persone stanno facendo questo passaggio di consapevolezza.

E parte il processo verso la libertà, non senza essersi congedati con gratitudine dagli apparenti Maestri carcerieri (o pescatori pensando all’essere impigliati nelle reti), sistemici e non, grazie ai quali abbiamo cercato e trovato dentro di noi le risorse per diventare sanamente dis-obbedienti.