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ASTROLOGIAEmanuele ScialpiFilosofia ed esoterismo

Lettura esoterica dell’eclissi di Sole del 21 giugno 2020 | Emanuele Scialpi

Ed eccoci arrivati finalmente al giorno della fatidica eclissi, un momento che esoteristi, iniziati, astronomi, astrologi, ma anche appassionati da tutto il mondo, stavano aspettando con trepidazione.Eventi di tali proporzioni e portata possono essere analizzati da innumerevoli punti di vista, come è stato fatto in modo brillante anche in questo sito, io cercherò di fornire una complessa ed esaustiva descrizione esoterica del fenomeno, in modo che tutti possano godere di una spiegazione a tutto tondo, anche da una prospettiva non solo astrologica e psicologica.In queste ultime settimane ci sono state molte notizie allarmanti, ma prive di un vero e proprio fondamento, come quella che sosteneva vigorosamente che la vera e propria data dell’apocalisse profetizzata dai “Maya” (tra virgolette perché in realtà non furono propriamente loro, ma una civiltà molto evoluta e sofisticata che a loro, come agli Egizi, insegnò) fosse proprio questo 21 giugno, e non il 21 dicembre 2012 come precedentemente sostenuto a più riprese, a causa degli errori e della sfasatura dei calendari…Come dissi allora, dico anche oggi: le cosiddette “apocalissi” non devono affatto essere intese come un evento di natura catastrofica e distruttiva, a livello globale, bensì come un vero e proprio spartiacque di sfumatura energetica e vibrazionale: già il fatto che quest’eclissi si sia verificata in un giorno di solstizio è oltremodo significativo, dal momento che gli equinozi e i solstizi, in ambito esoterico, fin dai tempi più remoti, sono considerati come delle vere e proprie porte energetiche e spirituali, dei portali, quasi simili a quelli della tradizione vedica, che si aprono su piani dimensionali superiori, che hanno influenza sulla realtà e il piano duale in cui viviamo.

Le eclissi, poi, rappresentano un momento in cui viene sprigionata una notevole quantità di energia di natura mista e non precisamente classificabile, tant’è che in ambienti e tradizioni sapienziali esoteriche, viene detto che, quando si verificano tali fenomeni, ci si deve astenere da qualsiasi tipo di pratica meditativa e teurgica (la Teurgia rappresenta l’arte e la via con cui sarebbe possibile contattare esseri presenti a livelli superiori al nostro, come le cosiddette frequenze angeliche), forse proprio perché si tratta di un’energia talmente potente, anche a livello elettromagnetico, che in qualche modo interagirebbe e scombussolerebbe il nostro campo energetico, chiamato “aura” e i percorsi sinaptici presenti nel nostro in realtà molto delicato cervello, facendoci magari entrare in contatto con frequenze vibratorie non proprio salutari (e forse nemmeno “amichevoli”). Il verificarsi di un’eclissi il giorno del solstizio d’estate, che è associato alla cosiddetta “Porta degli Uomini”, al grado 0 del Cancro, sprigiona un’immensa quantità di energia che ha a che fare in qualche modo con l’entrata di qualcosa, visto che la Porta degli Uomini, fin dai tempi di Numenio, discepolo di Pitagora, ma in realtà anche molto prima, è sempre stata considerata come l’ingresso da cui le anime entrano per incarnarsi in questo mondo, contrapposta a quella degli Dèi, che invece è legata al solstizio invernale, da cui sembra escano le anime che hanno dissipato totalmente il proprio karma ed entrino quelle più evolute, che hanno intenzione di aiutare la razza umana nel proprio percorso evolutivo. La Porta degli Uomini è però associata anche al cosiddetto “Utero Cosmico”, che i Maya chiamavano Hunab Ku e che l’antica sapienza egizia associava alla Dea Iside, il ricettacolo cosmico e divino, associata alla Grande Madre Universale, nutrice del tutto. Ciò sembra essere collegato anche al grande buco nero presente al centro della nostra galassia, che la scienza chiama Sagittarius A, che, secondo una particolare interpretazione esoterica con cui concordo, pare essere legato ad una sorta di attività creatrice, basata sull’emanazione di un certo tipo di impulsi vibratori, magari associati in qualche modo a tale “ingresso delle anime”…

Questa eclissi funge come da apripista per l’entrata di Marte in Ariete (28 giugno), che permarrà in tale segno, in anello di sosta, addirittura fino all’Epifania del prossimo anno…L’energia di questo potente archetipo, che per i greci e romani era il dio della guerra, insistendo così tanto proprio laddove è più potente, in Ariete, appunto, genererà un certo tipo di frequenza vibrazionale che porterà a dei notevoli episodi su scala globale che, ovviamente, visti i tempi difficili che siamo chiamati a vivere in questi mesi e anni, potrebbe sfociare sia in episodi di ribellione e protesta di tipo molto acceso, anche armato e plateale, sia in eventi disastrosi come catastrofi naturali, più probabilmente causate dall’acqua, visto che Marte, molto forte durante quest’eclissi, era ed è in Pesci, o da terremoti, il tutto ulteriormente confermato dal fatto che il pianeta rosso si congiungerà presto con Chirone, che in astrologia rappresenta una sorta di ferita, di piaga aperta su cui è necessario lavorare.

Gli effetti di un’eclissi, come viene spiegato in ambito esoterico, si riverberano e riflettono sui mesi successivi, a partire soprattutto da settembre e da questo autunno…Il fatto che la scienza e i media ci stiano già preparando ad un potenziale ritorno di questo virus e gli effetti devastanti che questo porterebbe, soprattutto a livello economico, rappresenta già una notevole spia che avvalora queste non solo mie ipotesi. Pertanto quest’eclissi non rappresenta una vera e propria fine del mondo, bensì una sorta di ingresso nella prossima Era, quella dell’Aquario, che sarà riconfermata notevolmente dalla Grande Congiunzione tra Saturno e Giove, che rappresentano gli opposti, che, a dicembre, apriranno la strada all’elemento Aria, proprio dell’Aquario, con un’altra eclissi…Speriamo che l’umanità sia pronta per il salto evolutivo, ma la storia e gli eventi della vita ci insegnano che ciò che non lo è, in qualche modo, per sopravvivere, deve cercare assolutamente di adattarsi.

Vi rimando umilmente al video di presentazione del mio libro, Summa Esoterica, presente sia su questo sito (link) e chiedo a tutti coloro che fossero interessati a riceverne una copia, di scrivermi al mio indirizzo email: manu.scialpi777@gmail.com, così che io possa farvela avere, visto che non ha ancora potuto godere della diffusione che avrebbe meritato. Grazie

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Il lato esoterico dei grandi personaggi del passato

Quando studiamo sui libri di scuola o guardiamo film o documentari che trattano di qualche grande figura del passato, sono tante, troppe le cose che non vengono dette, che potrebbero illuminarci in merito a molti aspetti da cui potremmo trarre grandissime lezioni, soprattutto dal punto di vista morale, spirituale e da quello di interpretazione della realtà e dei meccanismi alla base del Grande Orologio che è il nostro Universo. Vorrei umilmente prendere in esame una manciata di coloro che sono universalmente annoverati tra i più grandi personaggi che sono vissuti, e cercare di mostrare e decifrare il loro lato esoterico, che, nel senso greco del termine, sta in questo caso ad indicare ciò che di loro è conosciuto da meno persone, più segreto, se vogliamo.

Mi piacerebbe partire da un aneddoto che si racconta sul grande Socrate, che afferma il fatto che egli, una notte, nel bel mezzo della battaglia di Potidea, durante la celeberrima Guerra del Peloponneso che vide contrapporsi Ateniesi e Spartani, restò in piedi per svariate ore, immobile, “fermo su un pensiero”…Questo può significare tante cose: esistono numerose tecniche di concentrazione, il più delle quali provengono dalle dottrine orientali, che attestano il fatto che, rimanendo consapevoli della propria presenza, escludendo ogni forma di pensiero e di emozione, si possa trarre immenso giovamento, sia fisico che mentale; nell’antica cultura giapponese è ciò che era conosciuto con il nome di “vuoto delle arti marziali”, alla base della cosiddetta Via del Guerriero, il cui scopo era ed è proprio quello di diventare totalmente padroni della propria esistenza e del proprio apparato psico-fisico. Molto affascinante è poi il racconto che si afferma che il grande filosofo fece prima di morire, nella prigione in cui era stato rinchiuso, che nel Mulino di Amleto viene citato come “l’ultimo racconto di Socrate”: egli parla del viaggio che l’anima compie dopo la morte, descrivendo luoghi e scenari che rimandano quasi ad altri mondi e a dimensioni diverse da quella in cui ci troviamo ora, con vero e proprio anticipo rispetto al celebre Mito di Er del suo discepolo Platone.

Spendo qualche parola anche su Federico II, grande sovrano medievale della casata sveva, considerato lo Stupor Mundi dei suoi tempi, il quale, uomo di grandissima cultura, si circondò dei migliori intellettuali del suo tempo e, tra le tante cose, fece erigere Castel del Monte, in Puglia, secondo i criteri e le regole tipiche dell’ermetismo, fungendo quasi da precursore dello stesso, poiché le dottrine del Corpus Hermeticum verranno rispolverate solo all’interno della Firenze medicea, molto tempo dopo. Questo splendido monumento è a forma ottagonale, poiché l’ottagono è la risultante del cerchio, simbolo del cielo e della volta celeste, e del quadrato, che rimanda alla terra; il tutto ad indicare la celebre frase ermetica “come in alto, così in basso”…secondo tali teorie, infatti, costruendo monumenti e città in corrispondenza di determinate stelle o al momento della loro levata eliaca, sarebbe possibile catturarne e imbrigliarne l’energia, proprio come si dice che il grande Ermete Trismegisto fece con la mitica città di Adocentyn, all’interno della quale, secondo il mito, la gente poteva vivere nel benessere e nella prosperità.

E’ doveroso che io parli di tre dei più grandi artisti e geni che il mondo abbia mai conosciuto, che la nostra bella Italia ha avuto il privilegio di donare all’umanità: Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, facendo luce su alcuni importanti significati esoterici, tra la miriade da loro nascosti, che hanno intenzionalmente voluto lasciare ai loro contemporanei, ma soprattutto ai loro posteri. Il “sommo poeta”, come tutti sappiamo, descrive il viaggio iniziatico che ha compiuto all’interno di Inferno, Purgatorio e Paradiso, che sono disposti proprio in questa sequenza dal momento che si tratta di una vera e propria purificazione del sé e della propria anima, secondo l’antico significato alchemico del “solve et coagula”, che non ha assolutamente a che fare solo con la trasformazione del piombo in oro dal punto di vista materiale, ma soprattutto da quello spirituale: l’individuo, infatti, prima di raggiungere l’illuminazione e dunque la salvezza, per poi comunicare il tutto agli individui della sua specie, deve effettuare un immenso lavoro su di sé volto al riconoscimento di tutte le sue ombre e l’armonizzazione completa di tutti gli opposti. All’interno dell’Inferno e del Purgatorio, inoltre, è presente il celeberrimo contrappasso dantesco, che vede i dannati e i peccatori puniti per analogia o per contrasto, a seconda di ciò che hanno fatto di male in vita: questa è un’eco della legge ermetica di causa-effetto, esemplificata alla perfezione dalla frase “chi di spada ferisce, di spada perisce”, dottrina che già gli Esseni, più di mille anni prima, conoscevano molto bene, dal momento che sostenevano che siamo tutti specchio l’uno dell’altro, e che quindi il male che facciamo al prossimo, in un modo o nell’altro, prima o poi, ci ritorna indietro. Dante, infatti, apparteneva alla confraternita/società segreta dei Fedeli d’Amore, i cui membri conoscevano molto bene tutti questi concetti.

Su Leonardo da Vinci e Michelangelo si potrebbero dire tante cose, ma mi limito a citarne due esotericamente molto importanti: il primo, attraverso il suo famoso Uomo Vitruviano, cercò di esemplificare al meglio il legame che esiste tra microcosmo e macrocosmo: l’essere umano, visto come la creatura perfetta, incorpora alla perfezione la geometria e le proporzioni universali, dando origine ad una corrispondenza biunivoca…in natura, infatti, esistono alcuni pattern geometrici, come la spirale aurea individuata dalla sequenza di Fibonacci, che si ripetono un po’ dappertutto, dalla forma delle conchiglie e delle nostre impronte digitali fino alla morfologia stessa della nostra Galassia. Michelangelo, dal canto suo, attraverso le opere che la Chiesa gli commissionò, cercò di far passare, celandoli bene, alcuni concetti fondamentali, come il fatto che, nel suo Giudizio Universale, il Padre Celeste sia raffigurato all’interno di un mantello che ha la perfetta forma di un cervello umano, ad indicare il fatto che il legame con il divino sia da ricercare grazie al risveglio e all’utilizzo delle potenzialità cerebrali latenti, così come si dice che abbiano fatto sia Cristo che Siddharta (Buddha), attraverso l’apertura dei cosiddetti “canali”, che gli orientali raffigurano con il fiore di loto e i cristiani con l’aureola dei santi.

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Tempo ciclico ed Ere del Mondo. Miti. Tradizioni. | Emanuele Scialpi

Il paradigma ufficiale afferma che la storia debba aver avuto necessariamente uno sviluppo, un’evoluzione graduale, ma tutte le antiche culture e tradizioni ci hanno trasmesso un’idea ben diversa in merito al trascorrere del tempo, e, ormai, se ci voltiamo e analizziamo il passato, ci possiamo facilmente accorgere di come la storia dell’umanità sia stata caratterizzata da un’alternanza di epoche di fioritura culturale, di splendore e di magnificenza, ad epoche di grande smarrimento, ignoranza diffusa e crisi collettiva. Basti pensare alla Grecia del V e del IV secolo avanti Cristo, che spicca per le figure di Socrate, Pericle, Platone, Sofocle, Euripide, Fidia e molti altri, che hanno plasmato le fondamenta di quello che sarebbe stato il mondo occidentale. E’ mia intenzione esporvi un concetto superiore di tempo, così com’è stato inteso dalle suddette civiltà del passato, rappresentato dal simbolo esoterico dell’uroboro, il serpente che si morde la coda, incarnante anche il ciclo di vita e morte, creazione e distruzione, anabolismo e catabolismo. Gli stessi Greci sostenevano che, molto tempo prima, durante quella che chiamavano Età dell’Oro, o Età di Crono, gli esseri umani vivessero in armonia, la terra donasse spontaneamente i suoi frutti e le persone possedessero un collegamento molto più forte e diretto con il divino.

Uroboro: il serpente che si morde
la coda; simbolo incarnante il ciclo di
vita e morte di creazione e distruzione,
di anabolismo e catabolismo.

Era un’epoca di splendore, di cui si cantava solo nelle leggende, antecedente alle vicende narrate nei poemi omerici, un’età in cui le divinità si intrattenevano con l’essere umano ed erano ben disposte ad insegnargli a vivere, traendo dall’esistenza il massimo profitto, cominciando dall’agricoltura, l’allevamento e l’organizzazione sociale. Tale epoca di splendore sembra essere terminata a causa di un grande cataclisma che si abbatté sul mondo intero, il quale recise in modo traumatico il legame con il divino. Una delle più antiche religioni e culture del mondo, quella persiana, lo zoroastrismo, raccontava di come esistano due divinità, due principi contrapposti, uno del Bene e l’altro del Male, rappresentati da Ormazd e Ahriman, che si alternano nella gestione e nella conduzione delle Ere del Mondo; ciò venne ereditato anche dal manicheismo, e, successivamente dai bogomili orientali e dai catari stessi. Quando era Ormazd a reggere il tutto, l’universo e gli uomini potevano vivere nell’armonia e nel rispetto reciproco, quando era Ahriman, invece, l’opposto. L’induismo, altrettanto antico, dal canto suo, descrive l’esistenza e l’alternarsi dei cosiddetti Yuga, ciclicamente: il Satya Yuga rappresenta la vera e propria età dell’oro, che terminò quando Krishna, secondo la tradizione, venne assassinato sul finire del quarto millennio avanti Cristo; poi ci sono gli altri Yuga, corrispondenti alle età dell’argento, del bronzo e del ferro. Quest’ultima, chiamata Kali Yuga, sarebbe quella in cui ci troviamo ora, caratterizzata da egoismo, ignoranza e catastrofi di molti tipi, sia belliche che naturali. Anche la tradizione norrena possedeva un concetto circolare di tempo: gli dèi, gli uomini e l’universo devono attraversare periodicamente il celeberrimo Ragnarok, l’apocalisse nordica, quando il dio Loki, con le sue oscure trame, liberando il Serpente del Mondo, riesce a distruggere Asgard, il regno degli dèi, e il mondo intero; al termine di questa colossale catastrofe, tuttavia, tutto viene rigenerato a nuova vita e può ripartire per un nuovo inizio.

Quando era Ormazd a reggere il tutto,
l’universo e gli uomini potevano vivere
nell’armonia e nel rispetto reciproco,
quando era Ahriman, invece, l’opposto.
L’induismo, altrettanto antico, dal canto suo,
descrive l’esistenza e l’alternarsi dei cosiddetti Yuga…

Tutti questi miti e tradizioni sono da ricondurre all’ormai famoso fenomeno della Precessione degli Equinozi, che tiene conto del sorgere del Sole all’alba dell’equinozio di primavera, il quale si leverebbe davanti ad una precisa costellazione dello Zodiaco per un tempo di circa 2130 anni, per poi passare a quella successiva, anzi, sarebbe meglio dire a quella precedente, dal momento che la precessione procede al contrario rispetto allo scorrere canonico dei segni zodiacali. Ogniqualvolta nella storia si sia passato da un Eone all’altro (così le ere vengono anche chiamate) si sono verificati dei grandi mutamenti. Nel corso dei secoli vi è stata una particolare venerazione per la costellazione e il segno che dominavano l’era in cui ci si trovava: durante l’Era del Leone, fu costruita la Sfinge, in realtà molto più antica di quanto gli egittologi tutt’ora sostengano, la quale inizialmente, infatti, possedeva una testa leonina e si rivolgeva esattamente nel punto in cui il Sole sorgeva all’alba dell’equinozio di primavera, “davanti” alla costellazione del Leone, appunto. Durante l’Era del Cancro vi fu una particolare attenzione ed esaltazione dell’aspetto matriarcale e del culto della fertilità, rappresentato dalla figura della Grande Madre, e le culture erano matrifocali. L’Era del Toro, invece, vide la fioritura della civiltà minoica, che venerava questo animale; il mito del Minotauro, si rifà proprio alla costellazione del Toro: la leggenda afferma che al mostro bisognasse sacrificare periodicamente sette fanciulli e sette fanciulle, che in realtà incarnavano rispettivamente le Iadi e le Pleiadi, queste ultime chiamate anche, infatti, “le sette sorelle”. Inoltre non è un caso che Omero, o chi per lui, abbia scritto che tale costellazione si trovasse dipinta sullo scudo del valoroso Achille. L’apertura dell’Era dell’Ariete è rappresentata dall’episodio veterotestamentario dell’adorazione del vitello d’oro: Mosè si infuria per il fatto che quell’età era ormai passata e, infatti, l’animale che gli Ebrei sacrificano il giorno della loro Pasqua, è un montone. La parola ebraica per definire questa festività, pensate, significa proprio “passaggio”, e non indica solo l’esodo di Mosè e degli ebrei, ma anche e soprattutto lo slittamento da un’era all’altra. L’Era dei Pesci, invece, fu aperta proprio dalla figura del Cristo, il pescatore di uomini, colui che compì la moltiplicazione dei pani e dei pesci e il cui nome greco stesso, appunto, significa pesce. 

Ora ci stiamo avvicinando all’inizio della celebre Era dell’Acquario, che dovrebbe essere caratterizzata da solidarietà, spiritualismo e rispetto reciproco, tutti valori posseduti dall’omonimo segno zodiacale. La storia e i miti, tuttavia, come spiega molto bene anche “il Mulino di Amleto” di Santillana e von Dechend, ci insegnano che ogniqualvolta si debba passare da un eone all’altro, deve avvenire uno sconvolgimento del precedente paradigma e di tutto ciò che si conosceva fino ad allora: la cultura induista definisce questo processo “Amrtamanthana”, la frullatura dall’incredibile possanza, o la frullatura dell’oceano di latte, che, anche nelle raffigurazioni, vede fronteggiarsi Deva ed Asura, ovvero gli esseri di luce e quelli dell’oscurità, che nella tradizione norrena trovano i loro corrispettivi negli Aesir e nei Vanir, e, nell’antico Egitto, in Horus e Seth. Ciò che stiamo vivendo e i prossimi anni, infatti, serviranno a produrre quella crisi del sistema e dei falsi valori/idoli della società, che avrà lo scopo di plasmare un’umanità molto più unita, solidale e spiritu