Tag: da vinci

ASTROLOGIAFilosofia ed esoterismo

Il lato esoterico dei grandi personaggi del passato

Quando studiamo sui libri di scuola o guardiamo film o documentari che trattano di qualche grande figura del passato, sono tante, troppe le cose che non vengono dette, che potrebbero illuminarci in merito a molti aspetti da cui potremmo trarre grandissime lezioni, soprattutto dal punto di vista morale, spirituale e da quello di interpretazione della realtà e dei meccanismi alla base del Grande Orologio che è il nostro Universo. Vorrei umilmente prendere in esame una manciata di coloro che sono universalmente annoverati tra i più grandi personaggi che sono vissuti, e cercare di mostrare e decifrare il loro lato esoterico, che, nel senso greco del termine, sta in questo caso ad indicare ciò che di loro è conosciuto da meno persone, più segreto, se vogliamo.

Mi piacerebbe partire da un aneddoto che si racconta sul grande Socrate, che afferma il fatto che egli, una notte, nel bel mezzo della battaglia di Potidea, durante la celeberrima Guerra del Peloponneso che vide contrapporsi Ateniesi e Spartani, restò in piedi per svariate ore, immobile, “fermo su un pensiero”…Questo può significare tante cose: esistono numerose tecniche di concentrazione, il più delle quali provengono dalle dottrine orientali, che attestano il fatto che, rimanendo consapevoli della propria presenza, escludendo ogni forma di pensiero e di emozione, si possa trarre immenso giovamento, sia fisico che mentale; nell’antica cultura giapponese è ciò che era conosciuto con il nome di “vuoto delle arti marziali”, alla base della cosiddetta Via del Guerriero, il cui scopo era ed è proprio quello di diventare totalmente padroni della propria esistenza e del proprio apparato psico-fisico. Molto affascinante è poi il racconto che si afferma che il grande filosofo fece prima di morire, nella prigione in cui era stato rinchiuso, che nel Mulino di Amleto viene citato come “l’ultimo racconto di Socrate”: egli parla del viaggio che l’anima compie dopo la morte, descrivendo luoghi e scenari che rimandano quasi ad altri mondi e a dimensioni diverse da quella in cui ci troviamo ora, con vero e proprio anticipo rispetto al celebre Mito di Er del suo discepolo Platone.

Spendo qualche parola anche su Federico II, grande sovrano medievale della casata sveva, considerato lo Stupor Mundi dei suoi tempi, il quale, uomo di grandissima cultura, si circondò dei migliori intellettuali del suo tempo e, tra le tante cose, fece erigere Castel del Monte, in Puglia, secondo i criteri e le regole tipiche dell’ermetismo, fungendo quasi da precursore dello stesso, poiché le dottrine del Corpus Hermeticum verranno rispolverate solo all’interno della Firenze medicea, molto tempo dopo. Questo splendido monumento è a forma ottagonale, poiché l’ottagono è la risultante del cerchio, simbolo del cielo e della volta celeste, e del quadrato, che rimanda alla terra; il tutto ad indicare la celebre frase ermetica “come in alto, così in basso”…secondo tali teorie, infatti, costruendo monumenti e città in corrispondenza di determinate stelle o al momento della loro levata eliaca, sarebbe possibile catturarne e imbrigliarne l’energia, proprio come si dice che il grande Ermete Trismegisto fece con la mitica città di Adocentyn, all’interno della quale, secondo il mito, la gente poteva vivere nel benessere e nella prosperità.

E’ doveroso che io parli di tre dei più grandi artisti e geni che il mondo abbia mai conosciuto, che la nostra bella Italia ha avuto il privilegio di donare all’umanità: Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, facendo luce su alcuni importanti significati esoterici, tra la miriade da loro nascosti, che hanno intenzionalmente voluto lasciare ai loro contemporanei, ma soprattutto ai loro posteri. Il “sommo poeta”, come tutti sappiamo, descrive il viaggio iniziatico che ha compiuto all’interno di Inferno, Purgatorio e Paradiso, che sono disposti proprio in questa sequenza dal momento che si tratta di una vera e propria purificazione del sé e della propria anima, secondo l’antico significato alchemico del “solve et coagula”, che non ha assolutamente a che fare solo con la trasformazione del piombo in oro dal punto di vista materiale, ma soprattutto da quello spirituale: l’individuo, infatti, prima di raggiungere l’illuminazione e dunque la salvezza, per poi comunicare il tutto agli individui della sua specie, deve effettuare un immenso lavoro su di sé volto al riconoscimento di tutte le sue ombre e l’armonizzazione completa di tutti gli opposti. All’interno dell’Inferno e del Purgatorio, inoltre, è presente il celeberrimo contrappasso dantesco, che vede i dannati e i peccatori puniti per analogia o per contrasto, a seconda di ciò che hanno fatto di male in vita: questa è un’eco della legge ermetica di causa-effetto, esemplificata alla perfezione dalla frase “chi di spada ferisce, di spada perisce”, dottrina che già gli Esseni, più di mille anni prima, conoscevano molto bene, dal momento che sostenevano che siamo tutti specchio l’uno dell’altro, e che quindi il male che facciamo al prossimo, in un modo o nell’altro, prima o poi, ci ritorna indietro. Dante, infatti, apparteneva alla confraternita/società segreta dei Fedeli d’Amore, i cui membri conoscevano molto bene tutti questi concetti.

Su Leonardo da Vinci e Michelangelo si potrebbero dire tante cose, ma mi limito a citarne due esotericamente molto importanti: il primo, attraverso il suo famoso Uomo Vitruviano, cercò di esemplificare al meglio il legame che esiste tra microcosmo e macrocosmo: l’essere umano, visto come la creatura perfetta, incorpora alla perfezione la geometria e le proporzioni universali, dando origine ad una corrispondenza biunivoca…in natura, infatti, esistono alcuni pattern geometrici, come la spirale aurea individuata dalla sequenza di Fibonacci, che si ripetono un po’ dappertutto, dalla forma delle conchiglie e delle nostre impronte digitali fino alla morfologia stessa della nostra Galassia. Michelangelo, dal canto suo, attraverso le opere che la Chiesa gli commissionò, cercò di far passare, celandoli bene, alcuni concetti fondamentali, come il fatto che, nel suo Giudizio Universale, il Padre Celeste sia raffigurato all’interno di un mantello che ha la perfetta forma di un cervello umano, ad indicare il fatto che il legame con il divino sia da ricercare grazie al risveglio e all’utilizzo delle potenzialità cerebrali latenti, così come si dice che abbiano fatto sia Cristo che Siddharta (Buddha), attraverso l’apertura dei cosiddetti “canali”, che gli orientali raffigurano con il fiore di loto e i cristiani con l’aureola dei santi.