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Andrea OttavianiIndagine Astrologica

Porte e portali: spazi simboli iniziatici | Andrea Ottaviani

Nella nostra esperienza, fin dal primo nostro contatto con la vita, prima ancora della nascita vera e propria, sperimentiamo continuamente momenti di passaggio attraverso un ingresso o un’uscita, che corrisponde ad un’opportunità,  ad una scelta o semplicemente ad un passaggio necessario. Queste soglie, fisiche o simboliche, sono rappresentate da un’immagine semplice che ritroviamo costantemente nel nostro vissuto quotidiano, la PORTA.

Luogo che mette in relazione due spazi, due ambienti, ma anche differenti mondi o stati di realtà. È un passaggio che ci permette di abbandonare una condizione precedente per  accedere a qualcosa di nuovo e differente. In architettura ne troviamo di ogni forma, dimensione e tipologia. Semplici o riccamente decorate. A volte con iscrizioni significative e spesso orientate in modo opportuno secondo precisi allineamenti celesti. In alcuni casi le troviamo chiuse, altre volte sono sempre aperte per accogliere.

Se dovessimo fermarci a contare e a descrivere quante e quali porte attraversiamo ogni giorno, ci accorgeremmo probabilmente che la lista sarebbe lunga e articolata. Anche quando fossimo creature abitudinarie o addirittura immobili in un solo luogo, non potremmo non incontrare almeno una porta davanti al nostro sguardo, e forse in quei casi molte altre porte popolerebbero la nostra mente e l’immaginazione. Anche quando fossimo privi di questa visione, non potremmo non riflettere sul fatto che il nostro stesso corpo è dotato di molte “porte”, che accedono al nostro spazio interiore. Alcune rimangono sempre aperte addirittura, mentre altre sono regolamentate dalla nostra volontà. Questi luoghi sono disegnati, fisicamente e non, ovunque nella nostra realtà. Non è quindi casuale, ne banale, coglierne il grande valore di utilità da un lato, ma anche e soprattutto quello simbolico.

L’architettura ci ha tramandato moltissimi esempi e testimonianze. Nelle architetture monumentali, antiche o moderne che siano, sono i luoghi che per primi comunicano l’identità degli spazi che introducono. Tutti prestiamo un’attenzione particolare a quei primi passi davanti all’ingresso, magari in attesa prima di poter varcare finalmente la soglia. C’è un sentimento di aspettativa, di eccitazione e sorpresa che ci accompagna ogni qual volta siamo in procinto di entrare attraverso una porta. Siamo effettivamente più ricettivi e sensibili in quel momento, perché tutti i nostri sensi si stanno preparando a lasciare qualcosa indietro e a sperimentare qualche nuova esperienza.

Ricorderei inoltre che possiamo anche estendere il concetto di porta, sempre in architettura, non ai soli varchi che ci permettono di attraversare in orizzontale una sequenza di spazi, ma alcune porte, ingressi o uscite, servono anche ad attraversare gli spazi verticalmente, dal basso verso l’alto o viceversa. Come non ricordare la potenza e il valore fortemente simbolico del grande cerchio vuoto ritagliato nella cupola del Pantheon! Un autentico passaggio verso il cielo, attraverso cui la luce entra, dando vita in modo plastico e dinamico a tutto lo spazio interno. Non si può non volgere lo sguardo in alto, come attratti in modo ascensionale da quella “porta” verso il cielo, verso la luce. In alcuni casi poi le porte divengono veri e propri  PORTALI. In questo caso non è solo l’aspetto dimensionale che li distingue, ma anche l’importanza del varco stesso, e di ciò che si trova oltre quel passaggio. Il valore simbolico si amplifica e diviene di richiamo all’esperienza eccezionale a cui conduce. Varcare una porta o un portale, corrisponde sempre ad una volontà che conduce oltre uno stato precedente.

In questo passaggio di stato è forte il valore iniziatico proprio dell’atto di attraversare una porta. Per questo stesso motivo attribuiamo un valore particolare anche a quei luoghi,  quelle soglie che troviamo nelle nostre città, nei monumenti e agli ingressi di alcuni spazi che consideriamo speciali e sacri. Le porte del Tempio, le quattro porte cardinali delle antiche città cinesi, le porte segrete delle piramide egizie, le porte magiche, le porte sacre e così via, ne potremmo elencare di molte e diverse.Esiste addirittura un “Libro delle Porte”, antichissimo testo funerario egizio che descrive il passaggio nelle 12 porte della notte attraverso le quali, ora dopo ora, il dio Sole risorge lottando contro l’oscurità. Le porte e i portali infatti sono anche immateriali, ma in qualche modo ogni sorta di porta, che sia fisica o meno, attiva un percorso e una scelta in un tempo preciso. Infatti il tempo esatto è quello che apre alcune porte.

 

PORTE E CERCHIO ZODIACALE

E qui veniamo all’osservazione del Cerchio Zodiacale che in qualche modo è un grande e articolato portale circolare che ridisegna quanto è visibile nella volta celeste. Il cerchio è diviso in dodici settori, spazi definiti che chiamiamo Case Astrologiche, attraverso le quali si accede in una sequenza progressiva secondo un cammino antiorario. Ogni Casa ha la sua porta di ingresso e di uscita, chiamate cuspidi, che sono soglie sensibili di passaggio da un’esperienza all’altra. Una sorta di mandala vero e proprio, anch’essi portali di coscienza e rivelazione.

Così come nelle antiche città cinesi sopra citate, anche nel Cerchio Zodiacale ci sono quattro porte cardinali che possiamo considerare principali, rispetto alla struttura complessiva di questo campo, luogo delle esperienze e delle opportunità. Queste porte speciali sono ovviamente la cuspide della Casa Prima, l’Ascendente, la cuspide della Casa Quarta, il Fondo del Cielo, la cuspide della Casa Settima, il Discendente, e la cuspide della Casa Decima, il Medio Cielo. Ognuno di questi ingressi particolari raccontano momenti e modalità fondamentali del modo in cui le  energie del cosmo entrano in relazione con la nostra forma e sostanza. Sono i quattro punti del Cerchio Zodiacale più sensibili e ricettivi agli influssi planetari, sia di nascita che di transito.

Due di queste porte dello zodiaco hanno un significato simbolico ulteriore. Vengono definite le due  Porte Solstiziali che corrispondono nello Zodiaco ai due segni opposti sull’asse verticale del cerchio, il Cancro e il Capricorno, che rappresentano i due punti estremi del percorso del Sole lungo il suo cammino annuale. Porte che attivano l’Asse Verticale del Mondo attraverso cui si dica avvenga l’ingresso e l’uscita delle anime, o più semplicemente sia la via da e verso il cielo. Ci stiamo avvicinando al prossimo Solstizio d’Estate che quest’anno sarà davvero eccezionale. Infatti in coincidenza con il Solstizio avremo anche l’Eclissi di Sole, il 21 giugno. Il Portate corrispondente al segno del Cancro viene attivato entrando in risonanza con la dimensione ulteriore che la stessa Eclissi apre a sua volta. Proprio pensando a questo prossimo importante evento astronomico e astrologico, è utile soffermarsi sul simbolismo profondo ed evocativo delle “porte”.

Secondo alcuni autori, tra cui amo citare René Guénon, la porta solstiziale del Cancro è quella attraverso cui accedono le anime alla vita terrena, anche definita come “la porta degli uomini”. Questa porta è nel punto più in basso, al di sotto delle acque generative nutrite dall’energia e dalla luce argentea della Luna, pianeta governatore del Cancro. Fondo del Cielo e radice vitale attraverso cui si prende parte alla vita individuale. Possiamo quindi anche intuitivamente immaginare quanto sia ancora più significativo che il Sole in Cancro, al grado 0° durante questo Solstizio, sia coincidente con l’Eclissi. Questa porta sembra aprirsi su un mondo sommerso dalla cui oscurità potrebbe emergere in questa realtà qualcosa di molto potente. È insieme un momento di vuoto, di grande buio e di potente luce. Ma per ora non parleremo di questa particolare Eclissi solstiziale. L’intenzione in questo momento è soffermarci  poco prima nell’osservazione di questi luoghi e momenti speciali.

Altra simbologia legata alle porte solstiziali è quella di Giano Bifronte, guardiano, custode e signore del triplice tempo, e delle chiavi che permettono di entrare e di uscire dalle rispettive porte. In questo senso il dio sintetizza nella sua immagine il ruolo e le energie dei due segni opposti e complementari del Capricorno e del Cancro. Lui è infatti ritratto con una corona che cinge le due teste. In molte rappresentazioni da un lato tiene uno scettro e dall’altro una chiave, simboli il primo del potere regale (maschile) e la seconda del potere sacerdotale (femminile).

Similmente rappresentano due chiavi, l’una d’oro e l’altra d’argento. Siamo al cospetto del signore delle iniziazioni. Infatti i luoghi dove sovente troviamo la sua simbologia sono le porte, gli archi, gli ingressi, le gallerie e tutti i luoghi di passaggio. Giano Bifronte è anche la sintesi di due importanti figure della cristianità, Giovanni Evangelista e Giovanni Battista, i cui onomastici cadono infatti nei mesi di dicembre per il primo, e di giugno per il secondo, poco dopo i due solstizi solari.

Dal Vangelo di Giovanni 10,9  “Io sono la porta, se qualcuno entra attraverso di me, sarà salvato”. Ricordiamo infatti che iniziazione deriva dalla parola initiatio che a sua volta deriva dal verbo in-ire, ovvero “entrare”, ed ecco che torniamo al perché del valore così simbolico della “porta”. Ecco allora che possiamo guardare al cerchio zodiacale, e al nostro tema natale, come ad una sorta di vero e proprio modello di città dall’impianto centrale. Quattro portali principali nei suoi quattro punti cardinali, e poi una successione di porte che consentono di accedere a ciascuna delle dodici case astrologiche. Se il valore di ciascuna porta è così significativo e simbolico, possiamo comprendere il motivo per cui sia necessario mostrare maggiore attenzione quando alcuni dei pianeti di nascita si trovano in corrispondenza di queste porte. Osserveremo allora bene la natura e le qualità di questi pianeti e le relazioni che creano con il resto del tema natale. Ugualmente quando uno o più pianeti nel loro cammino nel tempo si apprestano a varcare una delle soglie delle nostre case, domandiamoci di quali chiavi abbia bisogno, o se ne sia già in possesso. Quale possa essere la sua domanda bussando, quale il suo saluto uscendone.

Se immaginiamo il nostro tema natale come un’autentica architettura, ne scopriremo alcune importanti regole, geometrie e letture simboliche, che potremmo cominciare ad immaginare tridimensionalmente per scioglierne i significati. Il tempo e lo spazio a quel punto diverranno più chiaramente i campi e lo svolgimento del racconto delle nostre esperienze, delle nostre opportunità, delle iniziazioni e le scelte che ci porteranno a percorrerlo in lungo e in largo, da sinistra a destra, dal basso all’alto, ed entrambe in viceversa direzione. Poi in tondo, in un verso e poi nell’altro.

Noi siamo abituati a muoverci attraverso lo spazio, a perderci e insieme ritrovarci. Più siamo attenti a cogliere i dettagli e i punti di riferimento lungo il percorso, più facilmente impareremo quali sono le strade migliori, sicure e più veloci per muoverci. Ad un certo punto potremmo anche riuscire a rimanere immobili nel centro di questo tracciato riuscendo ad osservare il tutto in un solo sguardo, perfino ad occhi chiusi. Una volta conosciute le porte, le prove, le case, gli scenari e i suoi abitanti, ne saremo parte e partecipi. A quel punto potremo immaginare noi stessi come intervenire in questi spazi, come a plasmarli, quasi ad arredarli secondo il nostro gusto personale.

Ogni riga e direzione tracciata sarà riconosciuta come direzione che parte da un punto, attraversa una porta e raggiunge un altro settore. Dovremo solo imparare a camminarle. Solo avere maggiore consapevolezza  mentre varcheremo nuovamente ogni porta. Uno dei diversi guardiani delle soglie ci aspetterà, le chiavi ci saranno donate o meno, ma da quelle porte dovremo comunque prima o poi passare. “Apriti sesamo” è una formula magica di un’antica fiaba araba, ma non può aprire tutte le porte. Ogni porta ha le sue chiavi e ognuna ha le sue “formule magiche”.