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Astrogenealogia: la genitorializzazione dei partner | Rossana Strika

Ho spesso sognato di lavorare come investigatrice privata. Mi intrigava l’idea di agire in anonimato, di vedere e sapere cose senza palesarle. Di osservare con occhio indagatore le trame e gli sviluppi delle storie delle persone. Ed è effettivamente diventata la mia professione, in un modo inedito ed ancor più coinvolgente poiché vi si aggiunge un tassello fondamentale: il portare fuori la mia esperienza, osservandola nelle persone. La funzione più affascinante dell’Astrogenealogia, secondo me, è proprio quella relativa all’investigazione e alla successiva composizione del puzzle energetico che prende forma attraverso i racconti dei vissuti famigliari. Un’indagine che, attraverso una rilettura aggiornata del passato, ci permetta di vivere in quello che chiamo un “buon presente”, mettendo quindi delle solide basi di un prospero avvenire.

Uno degli inviti che porgo alle persone che arrivano in consulenza è quello di uscire dalle apparenze dei ruoli anagraficamente registrati. Poiché la rappresentazione teatrale famigliare è ben lontana dal contenersi nel palcoscenico domestico e i contenuti recitati si avvalgono di copioni conosciuti ed inconsciamente ripetuti. In questo articolo, riprendendo un discorso iniziato nell’ultimo video registrato sul canale You Tube di The Sun Astrology dal titolo “La relazione in Astrogenealogia”, desidero focalizzare l’attenzione sulla tematica della genitorializzazione dei partner.

Inizio subito col dire che si tratta di un meccanismo frequentissimo, soprattutto attivo in una parte della vita in cui ancora non abbiamo intrapreso un percorso di consapevolezza; la tematica agisce in maniera ancora più insidiosa ed inconscia quando i genitori di almeno uno dei due partner sono trapassati: in questo caso eventuali irrisolti con le figure primordiali di accudimento vengono archiviati e rimossi nell’ingannevole tranello mentale che il decesso genitoriale ponga automatica fine al rapporto.

La funzione genitoriale può venir espletata da chiunque e non dobbiamo nemmeno cadere nelle identificazioni di genere poiché la funzione materna può venir rappresentata inconsciamente dal partner in incarnazione maschile.

In questo caso una delle funzioni più importanti del rapporto di coppia sarà quella di offrire un territorio di ri-sperimentazione e di eventuale guarigione di tali dinamiche pregresse ed appartenenti in qualche misura ad entrambi i partner. Poiché a volte la sperimentazione esterna alla famiglia di base è maggiormente funzionale, consentendo una miglior guarigione dello schema completo, comportando anche la parallela interazione tra due sistemi famigliari con speculari esigenze.

Siamo nella tematica dei membri importati tra sistemi.

Risulta chiaro che si tratta appunto di tematiche che appartengono ad entrambi, nessuna delle due persone infatti è realmente energeticamente rivolta alla coppia, entrambi sono ancora “girati” verso la famiglia di origine e, se vogliamo parlare chiaramente, da un certo punto di vista non formano nemmeno una coppia, pur stando assieme da e per molti anni.

Si tratta di modelli in cui l’amore si con-fonde con l’assenza.

Assenza di un certo tipo di relazione poiché il posto interiore del compagno/a è già occupato da un’altra persona. Si tratta di un’inversione di ruoli energetici assai chiara: il partner che genitorializza, cioé quello che funge da figlio del partner (e ciò avviene in questi tipi di coppia in momenti di alternanza di ruoli), solitamente si relaziona ad una persona che sta sostituendo il ruolo del partner con uno dei suoi genitori (incarnati o no), e che non ha quindi spazio interiore per una relazione di coppia.

Entrambi da un certo punto di vista non ce l’hanno, nemmeno la persona che vive la mancanza dei genitori e ne piange l’assenza, cercando di colmare un vuoto attraverso un partner.

Richiamando energeticamente un partner assente emotivamente poiché indisponibile, già altrove impegnato.

In questo tipo di relazioni troviamo spesso nei temi natali dei componenti una dinamica tra Venere e Nettuno, anche non come aspetto radicale evidente ma sicuramente almeno come richiamo. Ad esempio potremmo trovare una settima casa nel segno dei Pesci, oppure Nettuno sistemato in una casa di cuspide venusiana oppure Venere in casa dodicesima, considerando naturalmente il segno in cuspide come parlante. Oppure aspetti Venere/Nettuno (sia armonici che disarmonici), l’aspetto armonico a volte rappresenta uno spontaneo indugiare nelle illusioni maggiore rispetto alla disarmonia. Diamo uno sguardo anche ai temi natali dei nostri genitori poiché i collegamenti diverranno evidenti ad un occhio allenato. Talvolta ho visto anche, parallelamente, Mercurio in Bilancia (disposto da Venere) o relazioni Mercurio/Venere nei temi natali di persone che si sentono inconsciamente partner dei propri genitori. Risulta ovviamente di parlantissima osservazione la sinastria in chiave astrogenealogica con la formazione di Yod per sinastria. Dentro di loro dunque coesistono due figure: il genitore con cui si forma coppia energetica ed il partner con cui si funge da genitore o, in alternativa, da figlio (se il genitore è considerato un partner).

Comprendo che, ad una prima lettura, ciò che ho descritto può apparire come un astruso meccanismo complesso per la comprensione razionale e, poiché nemmeno per me è semplicissimo tradurre in parole tali intricati disegni, proverò anche a fare uno schemino esplicativo, di virginiana utilità e saturnina essenzialità.

  • Due persone a volte si incontrano per risolvere/dissolvere antichi modelli genitoriali e di coppia. Questo accade molto spesso nei matrimoni, e la legalizzazione dell’unione sancisce la presenza del tempo e dell’inevitabilità del contatto con tali dinamiche. L’unione può tuttavia avere obiettivi energetici diversi dal formare una coppia e, ad un certo punto, ci si sente delusi mentre in realtà magari i reali scopi sono stati ottenuti ed il rapporto ha esaurito la sua funzione
  • Entrambi sono rivolti ai ruoli ricoperti nelle famiglie d’origine, incarnate o no
  • Se, almeno da una parte, i genitori sono disincarnati, se ne sente mancanza palpabile
  • Si cerca l’amore dei genitori assenti richiamando assenza, poiché l’amore viene interiormente identificato con l’assenza
  • Si tende al richiamo di un partner energeticamente indisponibile, poiché lo stesso sta sostituendo il ruolo di partner di un genitore (per amore, percependone la solitudine)
  • In quel cuore dunque non vi è spazio per una ridefinizione della lealtà ad un compagno/a poiché in fondo ci si sente traditori, è questione di riconfigurazione di lealtà (il posto del partner è già occupato dal genitore)
  • Ma se il genitore è sentito come partner non è genitore, quindi alternativamente entrambi i partner entrano in una complicità energetica di genitorializzazione reciproca 

Nel momento in cui si inizia a lavorare su di sé, ci si rende conto dell’assenza di rapporto e vi è la possibilità di maturare reciprocamente attraverso un grandissimo lavoro di coppia che, però, non sempre è possibile: a quel punto i sentieri delle due persone spesso prendono strade di guarigione diverse e ci si separa.

Ove presenti, è possibile che i figli proseguano con questo modello almeno finché una diade genitore/figlio trasforma il meccanismo, liberando la possibilità per tutti di instaurare una relazione di coppia felice e libera. Il tentativo interiore di spezzare questo schema è il motivo reale di tante liti, anche apparentemente sciocche, che avvengono tra genitori e figli quando è tempo di tornare ognuno ai propri corretti ruoli ed amarsi in modo più sano e libero.

Infatti, quando i genitori si separano, tendono a formarsi altre coppie simboliche. E la tensione alla ripetizione del modello è frequente, per cui i figli sostituiscono energeticamente il partner perduto dal genitore. Questi fenomeni accadono spessissimo e si necessita di un grande lavoro di strutturazione interiore dei genitori e di umile compassione poiché, quando si vede a posteriori il disegno, il senso di errore li accompagna e Saturno comincia la sua opera di demolizione interiore. Ci si giudica severamente, attraendo giudici esterni e critiche che tutto sono fuorché costruttive. Possono essere modelli antichissimi che partono da antiche identificazioni dell’amore con l’assenza, partner deceduti o dispersi, la cui scomparsa non ha consentito una completa elaborazione interiore. E allora ci si pone in posizione di attesa, che le cose cambino, che il partner comprenda, che forse si sistema tutto, che forse forse forse…

Questi sono temi che entrano in azione di più laddove nel sistema famigliare vi sono lutti non elaborati che cercano pacificazione, in tal senso anche le Costellazioni famigliari danno un grande contributo al riordino delle funzioni energetiche. Poiché l’apparenza non è la sostanza, come genitori siamo convinti a volte di agire per il meglio, in totale buona fede ma nell’immaturità ed inconsapevolezza spirituale. E due genitori che formano una coppia di apparenti partner che si genitorializzano reciprocamente sono due bambini al pari dei loro figli che, in realtà, si ritrovano ad essere energeticamente orfani di una guida. E iniziano a responsabilizzarsi precocemente, fungendo prima da genitori dei propri genitori e, successivamente e in caso di separazione, da partner degli stessi.

Eppure, sebbene possa apparire come un lavoro titanico, posso dare testimonianza diretta del fatto che si possono trasformare tutte queste dinamiche che hanno poi come effetto secondario la cocreazione e riproposizione di antiche competizioni fraterne. Quando i figli cominciano a vivere relazioni di coppia felici, come genitori possiamo intra-vedere palpabilmente la guarigione dagli schemi, poiché è in atto una grande liberazione ed un grande alleggerimento per tutti. Ma anche negli impegnativi anni in cui un transito sfidante di Saturno ci porta a lavorare intensamente e con grande chiarezza di evidenza su questi temi, la compassione per noi stessi è fondamentale, il per-dono a sé stessi e per non aver compreso per molti anni, per aver proiettato dei film sugli altri. Anche il principio di Nettuno diventa importantissimo.

Poiché, come Saturno ricorda bene, non importa quando ma importa arrivare al senso delle cose con perseveranza, costanza e tanta determinazione. Senza mollare mai, pur nel dolore e nel temporaneo scoraggiamento.

I frutti maturano e, ad un certo punto, si raccolgono.

Con Amore infinito per l’Essere Umano.

Rossana

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Astrogenealogia moderna: il superamento dei limiti

Le parole “Astrogenealogia” e “moderna” potrebbero forse suscitare in chi legge degli interrogativi smossi dall’apparente divergenza di movimento dei due termini. Sembrerebbe quasi una contraddizione ad un primo momento poiché l’Astrogenealogia volge lo sguardo al passato, mentre la modernità proietta immediatamente la nostra mente al futuro.

Eppure viviamo in nuovo Tempo, in cui tutte le apparenti diversità trovano spontanea ed immediata convergenza, mentre noi ci scopriamo capaci di integrare multisfaccettate possibilità.

L’Astrogenealogia identifica nel tema natale le dinamiche di provenienza familiare di maggior impatto emotivo sulla vita attuale della persona, si tratta di memorie emozionali che si attivano nel presente ma che da esso sono scollegate e, in tutta onestà, che spesso non sono di nostra appartenenza, o almeno non totale.

Sono coinvolte moltissime emozioni e noi fatichiamo a trovare il bandolo della matassa, anche se a volte abbiamo un’insight, un guizzo geniale attraverso cui colleghiamo narrazioni personali prima ritenute isolate tra loro. Il sistema famigliare pre-scelto per il nostro atterraggio in questo meraviglioso pianeta rappresenta il miglior terreno fertile per le palestre soggettive della nostra anima.

Ad esempio, se l’esigenza è quella del lavoro sulla pazienza, l’anima sceglierà un sistema famigliare particolarmente iracondo, poiché in questa dimensione abbiamo l’opportunità di imparare per contrapposizione.

Come allenarsi alla pazienza nascendo in un sistema amorevole e sereno?

Le lezioni sono soggettive ma, per ben apprendere, c’è bisogno di un territorio adatto e quindi il sistema famigliare può avvalersi del lavoro del singolo mentre il singolo contribuisce al progredire del sistema. E se le cristallizzazioni sistemiche fossero davvero granitiche, è buona usanza sistemica importare membri esterni poco inclini ad accettare tali chiusure: ecco allora la moglie del figlio un po’ alternativa o il fidanzato della figlia con capello multicolorato e pluridecorato di tatuaggi entrare in un sistema iper tradizionale.

Tutti gli esiti sono possibili.

Anche in campo astrogenealogico troviamo diverse versioni e visioni, alcune correnti attribuiscono ai pianeti determinate identità precise di personaggi familiari; secondo me questo tipo di identificazioni non permette flessibilità e duttilità di reale interpretazione energetica dei ruoli.

Se all’anagrafe i ruoli sono ben definiti, i genitori sono genitori ed i figli sono figli, nella vita reale non è così, la funzione dell’Astrogenealogia è quella di scovare gli schemi energetici sottesi nell’ombra; alcuni figli si genitorializzano e fungono da genitore dei propri genitori oppure sostituiscono il partner del genitore rimasto da solo, formando a tutti gli effetti una coppia con lo stesso. Parliamo di funzioni energetiche svolte nella famiglia, non di attribuzioni di ruolo dei personaggi.

All’interno delle famiglie i ruoli energetici tendono a ripetersi ma, ai giorni nostri, abbiamo gli strumenti per ritornare al nostro corretto posto, tornare in noi e rilasciare tutti i pesi in carico di ruoli non nostri. Viviamo in un Tempo di così grandi trasformazioni sociali da sentire nel cuore che un Collettivo rinnovato può partire solo dall’elevazione della coscienza del singolo, è il ritorno alla lealtà verso sé stessi. Mai più schiavi della famiglia e dei suoi obsoleti schemi, tempi di riordino, alleggerimento e decluttering di emozioni e credenze limitanti.

Più volte nei miei interventi pubblici nomino allora questa figura chiave, il Fuorilegge famigliare. Punto di collegamento interdimensionale tra passato, presente e futuro, traghettatore dell’Astrogenealogia dal passato al futuro, in piena consapevolezza del presente. Punto di giunzione che ci consente di armonizzare l’utilizzo dell’Astrogenealogia non solo come puro strumento di indagine delle tematiche pregresse, ma direzionato ad essere un metodo di superamento dei limiti.

Il tempo di Saturno in Aquario, secondo me, rappresenterà il fiorire dei Fuorilegge familiari, rinunciando per sempre all’identificazione nel ruolo di oppositore del sistema, quello della Pecora nera. Il Fuorilegge fluisce come linfa nuova all’interno dell’Albero Genealogico, è il comunicatore interdimensionale per eccellenza, una sorta di viaggiatore galattico, dotato di telepatia e capacità di

teletrasportarsi tra passato, presente e futuro.

È certamente importante conoscere e identificare all’interno del nostro tema natale le radici delle nostre autoimposte limitazioni, ma è ancor più basilare scegliere consapevolmente di abbandonare il bisogno di appartenere al sistema famigliare attraverso le limitazioni. Le nostre radici si onorano in una maniera ancor più espansa attraverso il portare lealtà al nostro progetto solare individuale, sapientemente criptato nel linguaggio del simbolo.

Siamo qua per quello e bisogna uscire dal tranello mentale della lealtà famigliare restrittiva e costrittiva, in ognuno di noi pulsa un cuore da Fuorilegge, pronto a fare quell’inversione di marcia necessaria per darsi il permesso di crearsi una vita piena. Ciò non può avvenire se prima non comprendiamo che siamo in una famiglia senza essere della famiglia, il Fuorilegge sa che per essere libero bisogna rinunciare anche al bisogno di appartenere al sistema, rispettando comunque le scelte degli altri.

L’Astrogenealogia moderna ci insegna come identificare nel nostro tema quelle che io chiamo le “aree di tradimento”, dove stiamo tradendo noi stessi e la nostra stessa vita per compiacere altri. Quando e dove diciamo sì senza che sia sì. Quando e dove ancora sentiamo di elemosinare accettazione e amore, è il passaggio collettivo dalla Pecora Nera al Fuorilegge, che avviene per gradi. Come fossimo costruzioni di Lego, dobbiamo adesso smontare mattoncino per mattoncino finché non rimane solo la saturnina essenzialità.

L’Astrogenealogia moderna non si limita ad identificare limiti, memorie castranti delle nostre vite in questo e altri spazi/tempi ma ci da degli strumenti per ribaltare la prospettiva delle cose, una mappa per aspiranti Fuorilegge, stanchi di stagnare sempre nelle stesse ripetizioni in fotocopia.

Ci serve certamente l’indagine e la consapevolezza, il ritorno al passato è una momentanea presa di coscienza necessaria al presente e funzionale alla scoperta delle chiavi per accedere ad un futuro diverso.

In questo meraviglioso momento storico tutti possiamo ritornare alla nostra vera e autentica natura, i nodi da sciogliere possono essere solo di natura emotiva e legati a delle rinunce consapevoli e funzionali alla propria salute. Cogliamo allora nel nostro tema tutte le possibilità di liberazione possibili, ringraziando anche chi in famiglia ci ha ostacolato e fatto soffrire, insegnandoci cos’è la resilienza.

Tempo fa lessi in un articolo di natura psicologica che il talento per poter fiorire deve essere sostenuto dalla famiglia, da questo dissento totalmente, per esperienza vissuta. Non è assolutamente scontato che solo chi vive nella fluidità e protezione può sviluppare le potenzialità del suo Essere, certamente la strada è maggiormente in salita ma si può affrancarsi ed ottenere dei buoni risultati personali. Con tanta forza di volontà e la determinazione di un fiore che spunta tra le rocce più impervie e si rifiuta di appassire, poiché sa che sarà apprezzato da chi arriverà a salire quelle rocce e lo rispetterà a tal punto da non volerlo sradicare più.

Gratitudine inoltre ai maestri carcerieri del passato che, catturando il Fuorilegge, gli hanno insegnato l’arte dell’evasione e come si scavano i tunnel sotterranei anche per altri. Insegnando al Fuorilegge il tranello delle illusioni, la percezione di essere chiuso in una cella di cui lui solo possedeva la chiave di apertura.

L’Astrogenealogia moderna ci insegna come imparare a riconoscere la nostra filosofia di vita personale, identificando anche ciò che rappresenta ancora un ostacolo in tal senso. Perché una delle più grandi paure dell’Essere Umano è la paura della libertà, dell’ignoto e della solitudine, così spesso indossiamo scomode scarpe di altri senza darci la possibilità di scoprire la comodità di camminare scalzi attraverso un sentiero mai percorso prima da altri.

Personalmente e nel mio lavoro porto alle persone il messaggio del “io posso”. Quante cose in questo tempo si scoprono, quanti potenziali nella riacquisizione del potere personale, in quel “io posso” i passi da qui in avanti.

Siamo Uno con la Creazione e parte del perfetto e matematico ingranaggio dell’Universo.

Con e in Amore per l’Umanità

Rossana

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Sindrome di anniversario: dalla ripetizione alla consapevolezza | Rossana Strika

Josephine Hilgard, medico e psicologa nata nel 1906 ed ispiratrice degli studi della psicologa francese Anne Ancelin Schützenberger, si dedicò a studiare i sottili legami sincronici che contraddistinguono i vissuti familiari. E scoprì che alcune date tendono a ripetersi con particolare insistenza all’interno delle famiglie, in modo da richiamare eventi che hanno segnato la famiglia stessa, e che vengono spesso rimossi o non elaborati completamente. Ciò porta il nome di Sindrome di Anniversario e quell’inspiegabile fragilità, mutevolezza umorale o improvvisa tristezza che sentiamo all’approssimarsi di tali date prende il nome di Stress di Anniversario.

Anniversari nell’oblio

Molte persone festeggiano malvolentieri il proprio compleanno, sentono tristezza nel cuore e sembrano quasi voler nascondere tale data al mondo. Perché? Forse ricercando quella data nelle memorie familiari potrebbero emergere delle scoperte: forse è avvenuto un qualche avvenimento che ha scandito un momento familiare poco felice e la persona non sente nel profondo di poter gioire in quel giorno, si sente inconsciamente sleale nei confronti della famiglia.

Nei vissuti di alcune famiglie sono evidentemente testimoniabili tali coincidenze sincroniche; possiamo, ad esempio, ricordare l’imprudenza del presidente Kennedy che aveva “dimenticato” di mettere il tettuccio antiproiettile sull’auto a Dallas il 22 novembre 1963 non ricordando che in quella stessa data era morto anche suo bisnonno Patrick, il 22 novembre 1858.

Josephine Hilgard provò che alcuni eventi che scatenano psicosi in età adulta sono dovuti a ripetizioni transgenerazionali, eventi che si ripetono ad esempio tra genitori e figli alla medesima età. Io stessa ho vissuto il trapasso di mio padre a 20 anni appena compiuti, più o meno come mia madre aveva vissuto il decesso di suo padre.

Josephine chiamò questa doppia ripetizione Sindrome del doppio Anniversario.

Questi studi hanno dato onorevole spiegazione anche alle esperienze di vita che hanno accompagnato i discendenti dei sopravvissuti di guerra, incubi con immagini vivide o particolari infiammazioni di tipo respiratorio (asme, allergie), fisicamente inspiegabili.

Eppure viviamo ora in un diverso Tempo.

Aperture verso la libertà

Le parole chiave sono Consapevolezza e Lealtà verso sé stessi ed il proprio Progetto.

Abbiamo veramente un’occasione preziosa, quella di elevarci al di sopra di queste ripetizioni, ci sono discendenti che nascono in un certo Sistema familiare per scardinare completamente il bisogno di appartenenza attraverso le sterili ed obsolete ripetizioni.

Si tratta dei Fuorilegge familiari, figure informatrici dell’Albero Genealogico, comunicatori interdimensionali tra passato, presente e futuro. Il Fuorilegge sa che può, attraverso l’elevazione della propria Consapevolezza, far saltare le proprie catene e che la conseguenza sarà enorme.

Proviamo a immaginare di essere nati lo stesso giorno di una morte non elaborata in famiglia e di aver vissuto per gran parte della nostra vita una sottile malinconia il giorno del compleanno. Pur essendo tristi, abbiamo però sentito un senso di appartenenza attraverso quel sentimento, caricando dolori che non sono nostri o almeno non completamente.

Dentro di noi, quando aderiamo a questo tipo di Lealtà restrittiva stiamo tradendo noi stessi. Siamo traditori.

Diciamo sì alla Lealtà limitativa e autosabotante per paura di perdere chi amiamo e così abbandoniamo e tradiamo noi stessi e la nostra vita.

Alcuni amori non si possono mai perdere e la eventuale temporanea separazione che si dovesse verificare quando iniziamo a dire di sì a noi stessi è solamente un’illusione, anche la vitalissima morte lo è. Non c’è minor amore nel dire di no, anzi, si tratta di un atto di estremo amore verso noi stessi e della possibilità di vedere gli altri crescere in modo insospettabile proprio a partire dal nostro no. Perché anche gli altri imparano a dire sì a loro stessi e noi, moltissime volte, attraverso i nostri falsi sì, oltre a tradire noi stessi togliamo agli altri la possibilità di evolvere.

Il Fuorilegge familiare lavora come un abile scultore sulla propria crescita individuale ed è simpatico, a volte, vedere come persone esterne alla famiglia lo reputino poco “normale”.

La normalità non esiste.

Ognuno di noi ha un Progetto individuale prima di tutto, e tutti hanno pari opportunità di perseguirlo, in ogni paralizzante paura c’è una specifica funzione e dietro l’ombra di tale mostro si cela una potenzialità. Siamo dunque nell’Era in cui, tanto più accogliamo il principio di individuazione personale, tanto più ci eleviamo oltre le tacite Leggi che regolano i Sistemi familiari e tanto più nessuno ripeterà più nulla; o almeno, se si andrà incontro a talune ripetizioni, ci si porterà evolutiva attenzione per estrapolarne il sotteso insegnamento.

E sia allora Gioia piena il giorno del proprio compleanno, la nostra nascita, il nostro atterraggio su questo meraviglioso pianeta, l’occasione che abbiamo colto per contribuire a renderlo un posto migliore.

Potremmo iniziare a sentire che in questo Tempo siamo qui per contribuire al Collettivo di Nuova Era e non per ripetere pigramente le solite e stagnanti situazioni?

Per chi di noi si è identificato nella figura oppositrice, nella Pecora Nera della famiglia, è Tempo di rendersi conto di quanto la Pecora Nera sia comunque stata immersa e focalizzata nel bisogno di riconoscimento e approvazione familiare. Nessuna differenza con gli altri componenti, se non che la Pecora Nera si siede all’eterna opposizione, portando gli altri a cristallizzarsi e irrigidirsi ancora di più, vivendo la tristezza dell’emarginazione e dell’isolamento.

Bisogna allora fare un atto di coraggio estremo: la rinuncia all’attaccamento a questo ruolo.

La rinuncia al bisogno di visibilità.

Al bisogno di scontro.

E scegliere sé stessi, lasciando andare in Amore e con Amore ciò che non ci appartiene e permettendo agli altri di evolvere secondo i loro Spazi/Tempi, a volte anche attraverso decessi, scelte di rinascita interdimensionale.

La comunicazione d’Amore travalica l’apparente distanza fisica e la diversità nella forma. Nessuno è separato mai da nessuno. Finché tradiremo noi stessi però, co-creeremo abbandono. Ogni persona che nella nostra vita ci ha abbandonato o tradito ha rispecchiato un nostro tradimento interiore, uno sfalsamento della nostra natura autentica.

Nasciamo a volte in contesti abbandonici quando tale plutoniana lezione deve essere appresa il più precocemente possibile, allora viviamo anche lutti, decessi giovanili. Poi diventiamo Maestri di quell’energia e per diventare Fuorilegge è necessario evolversi oltre l’attaccamento, bisogna aver imparato a maneggiare l’energia dell’abbandono in modo sano.

Davvero esiste un modo sano di maneggiare l’abbandono?

Forse ve lo state chiedendo, Amici.

Certo che esiste, si impara dove fermarsi e dove no, quando restare e quando andarsene, si impara ad ascoltare il senso di abbandono come un campanello d’allarme che ci segnala quando stiamo abbandonando noi stessi. Quando quell’emozione si agita nel nostro cuore abbiamo paura, paura di tornare indietro, di essere sempre allo stesso punto e non aver compreso nulla, cadiamo allora in un grosso tranello mentale, quello della memoria emotiva che si attiva disgiuntamente dal corpo.

Il sentirci ignorati, trascurati, non visti, sono tutte sfumature dell’abbandono; a volte si riattivano quando torniamo in contatto con le stesse figure familiari con le quali le abbiamo co-create, a volte con altre persone che amiamo. In quel momento stiamo tornando ad una fase diversa, di questa o di altre vite e, anche se anagraficamente non abbiamo più l’età in cui le abbiamo vissute, l’anima non riconosce la differenza.

In quel momento si ri-proietta proprio indietro nel Tempo, negli Spazi Tempi sconosciuti e noi riviviamo la stessa emozione. Eppure siamo già oltre e quel campanello d’allarme ci segnala la necessità di tornare in noi, verso di noi, è Tempo di fare un’inversione di marcia.

In ambito relazionale è Tempo di concedersi relazioni totalmente condivise, in reciprocità e chiarezza. Parlo di tutti i tipi di relazioni che costellano le nostre vite, anche perché noi siamo abituati a ragionare a compartimenti stagni e invece i nostri “compiti per casa” li portiamo ovunque e con chiunque. Una piccola condivisione per quanto riguarda i transiti, attraverso la lente dell’Astrogenealogia.

Quando viviamo un transito ripetuto attraverso cui un nostro genitore ha scelto di trapassare, e anche alla medesima età, teniamo conto che per l’anima ciò che conta è la scelta di evolvere e, che sia in questo o in un altro corpo fisico, la scelta è la nostra.

Può forse sembrarvi insolito poter iniziare a considerare il trapasso come una scelta di evoluzione?

Eppure è uno dei mezzi, ed è proprio ciò che è avvenuto a me quando, alla medesima età del trapasso di mia madre, 45 anni, ho vissuto il medesimo transito di Plutone in congiunzione alla Luna: mamma a quell’età scelse di andare, io alla stessa età iniziai un doloroso quanto catartico processo di morte e rinascita nel corpo fisico e scelsi di restare. Siamo vivi nel momento in cui scegliamo che la nostra vita sia ogni giorno un’occasione di rimessa in discussione personale, quando comprendiamo che nel nostro muoverci con gli altri abbiamo la nostra fetta di responsabilità e siamo capaci di comprendere che non siamo vittime ma artefici attivi.

Voglio ancora condividervi un mio passaggio personale, particolarmente intenso. Di recente, in conseguenza al riattivarsi di alcune memorie emotive in tempo di lockdown, ho attraversato un momento di grande liberazione interiore e, in una visione che ebbi durante il dormiveglia, vidi saltare delle catene che avevo alle caviglie. Da me in poi si estendeva una lunga fila di personaggi, infinita, non riuscirei a descriverli tutti anche se ebbi l’impressione che fossero donne. Con mia meraviglia vidi saltare automaticamente le catene di tutte. Io non avevo fatto altro che liberare le mie, nulla più di questo. Non so descrivervi se si trattò di un sogno o di una visione, ma mi rimase la meraviglia di questa semplicità e compresi come a noi sia richiesto solo di lavorare su di noi e di come l’informazione e l’impronta energetica di Libertà si snodi tra passato e futuro in un Tempo senza Tempo tra Predecessori e Successori.

Il messaggio che porto dunque è quello di aprirsi all’infinito mondo di possibilità, senza sentirsi destinati a ripetere un certo tipo di vissuto solo perché lo hanno fatto gli altri familiari o perché si è sempre saputo questo. Ora abbiamo i mezzi per poterlo fare ed io ritengo che questa sia una parentesi temporale interessante, un Kairos opportuno per fare delle scelte diverse, anche impopolari e, altrimenti, che Fuorilegge saremmo?

“Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo”
Arthur Schopenhauer

Un abbraccio!

Rossana Strika

 

 

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Marte nei rapporti genitori e figli | Rossana Strika

Onoro con queste righe il transito attuale di Marte in Ariete in quadratura esatta alla mia Luna in Capricorno (dispositrice di Marte in Cancro) e del contestuale transito del suo dispositore, Saturno, in opposizione secca al mio Marte in Cancro.

Riflessioni tante, e qualche lacrima, rivisitando passo per passo la mia evoluzione come genitore.

Nessuno nasce imparato e con il manuale di istruzioni per essere un buon genitore.

E sorge anche spontaneo l’interrogativo su cosa davvero significa essere un bravo genitore, partendo dalla considerazione iniziale che nessuno è genitore ma che la genitorialità è un processo, all’interno del quale si diventa genitori giorno per giorno.

Trattandosi di un processo in divenire esce anche da tutte le possibili definizioni, da tutti gli incasellamenti di cui avremmo bisogno per sentire di viaggiare all’interno di buone regole. Questa possibilità non c’è, navighiamo a vista e muovendoci goffamente, come elefanti in una cristalleria o come se avessimo la benda sugli occhi per giocare a mosca cieca.

Alcune teorie reincarnazioniste affermano che le anime che abbiamo ucciso in vite passate ritornano a noi per riscuotere il loro credito attraverso la genitorialità. Ci facciamo canali, veicoli, astronavi di atterraggio di queste anime, ridiamo loro ciò che abbiamo tolto in altri spazi/tempi. Ad ognuno le proprie considerazioni, ma a me questa teoria risuona.

Ed allora, insito e nascosto in ogni rapporto genitore/figlio si cela un certo grado di conflittualità. Mal accolto, dipendentemente da un’educazione culturale antica che attribuisce ai genitori e soprattutto alle mamme, solo sentimenti di amore per i figli. Allora ci si sente in colpa quando si è stanchi, quando ci si vuole prendere del tempo per sé perché non siamo solo genitori, in primis siamo Esseri Umani.

Marte, la spinta iniziale al dare vita e, contemporaneamente, il fendente che taglia il cordone ombelicale. Ad ogni taglio corrisponde una fase della vita del figlio ed una parallela rinascita in quella del genitore.

Quando abbiamo un figlio una parte di noi deve trasformarsi.

Quando nacque il mio primo figlio, io tendenzialmente ancora non sapevo cosa significasse essere figlia, ero quel che si dice un genitore bambino. Perché ogni genitorialità riconduce al confronto col nostro essere figli. Perché figli siamo, genitori eventualmente diventiamo. Cercavo in tutti i modi un’alleanza con i miei genitori trapassati, pur non essendone consapevole. Ne ho spesso ricalcato modelli di impazienza, aggressività e irascibilità, non sapendo come altro fare per esprimere l’energia di Marte e come educare.

Tanto più mi sentivo inadeguata, tanto più la frustrazione accendeva la mia impazienza, soprattutto col primo figlio che, con la sua energia metteva in risalto tutte le mie ombre nascoste, le mie fragilità. Solo di recente ho compreso che lui metteva in evidenza la più grande di tutte le apparenti vulnerabilità e molti dei nostri scontri negli anni si sono basati su questo.

Nei miei impacciati tentativi, ciò che lui sembrava dirmi era “Non sei capace di essere una guida, io non ti riconosco come guida“.

Mi posso rendere conto solo adesso di quanto mio figlio mi è stato Maestro.

Dovevo imparare a guidare me stessa, a ritroso, alla ri-scoperta di cosa avesse significato essere una figlia, dovevo pacificarmi con le energie dei miei genitori che, così precocemente avevano osato trapassare lasciandomi da sola, e fare i conti con tutta la tristezza e la rabbia che avevo nel cuore.

Marte Cancro doveva agire per tagliare quel cordone ombelicale che mi legava a loro, dopo anni ancora non sapevo fare i conti con il fatto che se ne fossero andati senza lasciarmi almeno un libriccino di indicazioni su cosa fare dopo. Il passo successivo era fare di questa esperienza qualcosa di utile e ne porto messaggio al Collettivo, un messaggio che ho assemblato attraverso tanti scivoloni personali.

Avvicinai i miei genitori all’interno di diversi contesti di guarigione e li sentii vicini a livello interdimensionale. E mentre entravo in un bar sentivo alla radio del titolare una romanza lirica e sapevo che mia madre era con me, lei cantante meravigliosa. Alcuni ex vigili urbani di mio padre mi avvicinarono così, per “caso”. Compresi che la separazione è apparente e che l’abbandono non esiste, è illusorio. Siamo diversi nella forma ma il nostro cuore rimane in contatto. Compresi negli anni che potevo dare voce libera all’amore per i miei genitori e riaprire il mio cuore perché avevo fatto pace con la nostra apparente distanza. Ma è stato un processo che è durato a lungo ed è sempre in corso.

Oggi, lavorando con tantissime persone, mi rendo conto di come solo la sperimentazione personale di quello che può essere l’oceano emozionale dell’Essere Umano in campo familiare possa avvicinarmi a chi mi chiede supporto.

Quando il rapporto con mio figlio metteva (e mette in parte ancor oggi) in evidenza queste fragilità ovviamente, razionalmente, io non sapevo che molti anni dopo avrei trasformato questo vissuto in un ponte di contatto per il Collettivo. Egoisticamente mi soffermavo solo sul mio sentimento di inadeguatezza. Accompagno le persone oltre quel passaggio doloroso, mentre ogni singola persona porta me stessa a livelli di guarigione ancora più profondi.

Marte Cancro, per molti anni si è mosso reattivamente, permalosamente sulla base della non accettazione che le persone che amavo di più non volessero seguire la mia via, al pari di un capogita che rimaneva da solo con la bandierina in mano e arrabbiato con sé stesso per non essere riuscito a farsi seguire.

Eppure Marte Cancro ha anche la capacità di nuotare nelle acque profonde dei ricordi, tagliando le simbiosi e le dipendenze e favorendo l’altrui autonomia come pure di dare voce a chi voce non può avere, il mondo dell’infanzia e delle disabilità che in questa era sono così dimenticati.

La famiglia dunque. Nel rapporto genitori e figli un naturale grado di conflittualità è necessario per diversificare bene la reciproca identità, soprattutto quando i figli hanno da uscire di casa e fare la loro vita adulta. E allora spesso si cocreano grossi litigi perché la razionalità ha bisogno di darsi una ragione per questi allontanamenti. Allontanamenti che sembrano apparenti distacchi. Marte separa, crea il nuovo percorso a partire dalla separazione da uno precedente. Proprio come la vita di tutti noi prende origine dal taglio del cordone ombelicale.

Il cordone fisico viene tagliato alla nascita, eppure tra genitori e figli si taglia spesso per unire in un altro modo. Genitori e figli devono trovare un equilibrio nelle loro relazioni anche attraverso apparenti squilibri. Sembrano duelli tra spadaccini. Competizioni fraterne fanno spesso da sfondo ai conflitti che si costellano in famiglia. Competizioni tra fratelli per l’amore di un genitore, alleanze ed esclusioni, fanno da specchio alle antiche competizioni del genitore stesso per l’amore dei suoi genitori. I ruoli si scambiano, si tratta di energie.

Spesso troviamo configurazioni Yod sia nel tema del genitore che del figlio oppure troviamo Yod cocreati per sinastria tra i due. La sinastria astrogenealogica aiuta moltissimo ad identificare la matrice del contendere. Ad oggi mi sto ancora adoperando per trasformare il mio rapporto con i figli, in particolare col primo, il mio allenatore di consapevolezza, il coach di Marte Cancro, nato mentre Saturno attraversava la mia casa 5. Il Maestro.

Casa mia è stata spesso teatro di molti scontri dai quali ogni volta siAmo riemersi diversi, né migliori né peggiori, solo trasformati. Ognuno di noi affronta i suoi potenziali e le sue sfide, non sono una mamma chioccia e non credo nemmeno sarò una nonna di questo tipo. So che ho così a lungo sperimentato sfide familiari per imparare una grande lezione: noi tutti non cerchiamo famiglia ma senso di famiglia e questo, molte volte, lo troviamo lontano dai contesti biologici.

Questo tranello mentale a volte paralizza e congela in situazioni familiari infelici, per senso del dovere o di colpa. Perciò nel multiverso delle possibilità familiari ciò che conta è l’amore, non la forma, non il vedersi o sentirsi tutti i giorni.

La famiglia è solo un palcoscenico, un luogo dove prendono vita diversi scenari. Non una gabbia, non una prigione in cui duplicare modelli per paura di perdere l’amore ed il sostegno del nido. Perché ricordiamo che qualunque uovo va rotto dall’interno per dare origine alla vita, c’è bisogno spesso di un’azione decisa.

Ed è tempo di aggiornamento, esplorando tutte le opportunità possibili, amando la famiglia di origine con maggior libertà, in amore con amore anche per le reciproche diversità.

Forte vi abbraccio!

Ross