Attualità: costume, società, culturaSole, come immagine archetipica di luce e identità individuale e collettiva | Andrea Ottaviani

Andrea Ottaviani Andrea Ottaviani4 settimane ago25731 min
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Parlare del principio solare e della sua vastissima simbologia sarebbe un’impresa ambiziosa e quanto mai difficile da riassumere in un articolo.  Quindi questa vuole essere semplicemente una riflessione per condividere alcuni pensieri su questo archetipo centrale nella storia dell’umanità, oltre che propriamente nel linguaggio astrologico. Qualcosa in questi giorni ha mosso il mio interesse su alcune considerazioni.

Stiamo attraversando un tempo in cui ogni individualità è chiamata ad interrogarsi sul senso della propria vita. Ogni cosa sembra essere diventata una messa in scena di contraddizioni continue e sempre più evidenti. Riconoscersi e riconoscere ciò che è vero da ciò che è falso è uno dei grandi interrogativi di tutti i giorni. Lo smascheramento delle false identità di cui spesso ci vestiamo o che ci vengono indossate è diventato un lavoro faticoso e spesso insostenibile.

Le anime più sensibili avvertono il bisogno di ritrovare se stesse, la propria essenza, e sentono forte la pressione di un mondo che cerca di contenere la loro vera natura. Tutto è diventato meno naturale e più artificiale. Sempre più spesso la frammentazione ha scomposto la verità al punto da non riuscire più a ricomporla. Chi siamo? Chi possiamo essere realmente? Quali guide o maestri seguire?

I grandi poteri e le autorità mondiali vedono ombre sempre più dense a raffigurarli.  Le forse sociali sono energie controverse e confuse che non trovano coesione sufficiente. Quale è allora il Sole a cui fare riferimento?  Possiamo ancora sentire bruciare in noi il nostro Sole interiore?  Oppure è prigioniero di troppe false immagini di sé? Come è possibile ricontattare quella luce vitale che ci incoraggi nel percorso? L’ombra ultimamente sembra avere più potere della luce.

A differenza della Luna, di cui apprezziamo tutte le sue fasi sapendo che la notte e il buio sono il suo costante e vitale sottofondo, quando pensiamo al Sole sappiamo solo immaginarlo nella sua immagine luminosa. Al suo tramonto noi associamo una sorta di rimozione del Sole stesso, un suo venir meno. In qualche modo non riusciamo a cogliere e a declinare il suo lato oscuro, o forse non ci è stato insegnato. Il Sole separa il giorno dalla notte. Non ha mezze misure, non ha troppe sfumature al contrario della Luna. Il Sole deve brillare per antonomasia, diversamente è il buio. Forse anche per questo ci è più facile guardare al Sole fuori di noi. Perché brilla, ci illumina, ne sentiamo il calore e possiamo vederlo nella sua manifestazione. Al contrario come riuscire a guardare, sentire e dare piena manifestazione al nostro Sole interiore, che è avvolto in noi, a volte segretamente custodito, se non addirittura negato?

Il mondo fuori, illuminato dalla Stella del nostro Sistema Solare, corrisponde sempre meno a quel mondo che dentro di noi a fatica riesce a risplendere. Forse proprio per questo la realtà fuori di noi è piena di disarmonie.  Ebbene, siamo nella piena stagione estiva, prossimi al segno del Leone, di cui il Sole è il pianeta governatore. Il suo brillare ora è pieno, e ne percepiamo maggiormente la luce e il suo calore.

È indiscutibile, dopo ogni notte, quando apriamo gli occhi e vediamo il Sole splendere in cielo, sappiamo di essere vivi e con lui il mondo che tutti abitiamo. Fin dai tempi più antichi è stato il riferimento più splendente nel cielo. La luce che anima le cose.  Fonte di energia vitale che ha permesso sulla Terra l’origine della vita, ma anche temuto per il suo calore bruciante. Insieme alla Luna, prima di tutte le altre stelle e pianeti che non erano ancora noti o visibili, ha guidato il nostro sguardo verso la volta celeste.

La sua forma circolare e sferica ci ha insegnato, prima ancora che ne fossimo consapevoli, che noi stessi abitavamo su di un corpo sferico, non immobili, ma costantemente in movimento.  Mi domando sempre quanto potesse essere grande la meraviglia e il mistero dei primi uomini mentre osservavano il disco dorato del cielo, cercando di comprenderne i segreti e gli immensi poteri. È da quei tempi immemori che abbiamo cominciato a proiettare su di Lui l’immagine del divino.

Energia capace di illuminare ogni cosa, forza bruciante che ogni cosa può annientare.  Neppure la vista può sostenerlo completamente senza il rischio di esserne accecata. Tutte le grandi civiltà e le diverse tradizioni religiose hanno rappresentato il Sole attraverso innumerevoli divinità, tra cui Mitra, Rah, Horus, Apollo, Helios.

Principio attivo Yang, archetipo paterno, Dio Padre, Re e Sacerdote. Il Sole rappresenta psicologicamente l’Io e il Super-Io, l’autorità e l’archetipo del maschile. Il Sole è fuoco che brucia, energia e calore che emana attraverso i suoi raggi. Questi ultimi sono la raffigurazione delle influenze celesti e spirituali che giungono fino alla Terra e a noi. Stare alla luce dei raggi solari ci mette in contatto con le informazioni e le frequenze che la stella del nostro sistema solare irradia su tutte le cose viventi e non. Ogni cosa nel nostro universo, in funzione della distanza dal Sole, è stato in grado di trovare la sua specifica natura e ha creato nel tempo la sua esistenza. In astrologia il Sole è colui che qualifica il nostro segno zodiacale, l’essenza e la centralità della nostra identità.

Il suo glifo è una semplice circonferenza con un punto nel centro.  Il Sé e la sua manifestazione che si irradia a partire da quel centro.  La sua immagine è immanente, eppure la sua energia è radiante.  Quel piccolo punto nero nel mezzo del cerchio è di una potenza così inafferrabile e compiuta in sé che ne esprime tutto il suo potere. In un Tema Natale è il centro della vitalità pulsante attraverso cui si costruisce e si manifesta la nostra natura. È il principio maschile che pervade la nostra coscienza. È l’archetipo del maschile che abbiamo introiettato attraverso le figure maschili con cui siamo cresciuti e con i quali ci formiamo nella nostra esperienza.

Allo stesso modo è l’energia maschile, attiva, volitiva che irradiamo e agiamo nella vita. È la proiezione di questo stesso principio sulle figure maschili e di autorità che incontriamo durante il nostro percorso. Se è vero che ogni Tema Natale non è il risultato della sola natura del Sole di nascita, è vero però che Lui è l’unico astro che brilla di luce propria e quindi, il modo in cui questa luce si irradia, avrà un valore determinante su tutto il resto della carta del cielo di nascita e su quello che illumina o meno. E qui entrano in gioco molti fattori oltre al segno zodiacale che ne qualifica la natura primaria. È fondamentale la posizione del proprio Sole natale all’interno del cerchio zodiacale e quindi la specifica casa astrologica in cui viene a posizionarsi al momento della nostra nascita.

Ancora più determinanti saranno le relazioni che il Sole forma con gli altri pianeti e i punti angolari della carta natale. Insomma, noto il Sole in un segno, la sua storia è le sue possibilità espressive sono tutte da indagare. Quando si lavora all’interpretazione di un Tema Natale, o si analizzano i transiti, non bisognerebbe mai perdere il focus sul Sole di nascita. In qualche modo tutte le altre funzioni psicologiche e simboliche che gli altri pianeti mettono in gioco devono trovare il modo di confluire nel Sole.

Passiamo un’intera esistenza a comprende quale sia il lavoro giusto per noi, quali i compagni migliori, quali gli errori in cui incappiamo più spesso, in che modo e misura la sessualità contribuisca al nostro benessere o alla nostre distorsioni. Ci interroghiamo sui misteri della vita e sulla nostra spiritualità. Scandagliamo il valore e le influenze che hanno su di noi la famiglia, i genitori, i figli, il denaro e così via.

Tutto questo ha più senso se impariamo a riconoscere le qualità, i bisogni e le necessità del nostro Sole. Allinearsi e riconoscere la natura vitale e luminosa del proprio Sole interiore ha il valore di riconoscere la propria parte divina. Alimentare quell’energia e imparare a canalizzarla è come avere a disposizione l’energia della Stella del nostro universo.  Così in alto così in basso. Fuori di noi e dentro di noi, dal macrocosmo al microcosmo, si può cominciare ad osservare quella luce e quel calore speciale che ognuno di noi porta con sé.

In alcuni casi il Sole personale è più immediato, luminoso e ben posizionato rispetto al sistema del microcosmo rappresentato dal nostro Tema Natale. Quello che si manifesta in questi casi può tendenzialmente risultare più chiaro e funzionale all’auto-espressione. Ma non è detto che la sua forte luce sia magari troppo intensa a scapito degli altri o di alcuni dei pianeti del sistema di riferimento.

Altre volte incontreremo un Sole che non brilla come altri, oppure che risulta addirittura ostacolato dall’interferenza degli altri pianeti. Perché ricordiamolo, come nei multi-universo che esistono oltre al nostro, che sicuramente non funzioneranno esattamente come quello a noi noto, così i microuniversi che ci corrispondono hanno infinite possibilità di combinazioni possibili.

In questi casi non c’è da sorprenderci che molte di queste persone trovino forme differenti e anche originali di manifestarsi. Nella relatività del cosmo e delle sue possibili forme non dovremmo cercare l’uniformità delle soluzioni, ma arrivare a garantire l’espressione più autentica di quella unica e personale espressione solare insieme al sistema di cui è la Stella centrale.

A questo proposito prendo uno spunto ulteriore, che su due piedi può sembrare totalmente fuorviante. Mi riferisco alla rappresentazione del Sole nei Tarocchi di Marsiglia.

L’arcano XVIIII vede un grande Sole che domina la carta con il suo volto che ci osserva. I suoi raggi si muovono dal centro conquistando lo spazio circostante, e delle gocce colorate scendono verso la scena sottostante. Due gemelli si incontrano sopra le acque, e uno dei due sembra accoglierlo sopra una piccola isola bianca. Alle loro spalle c’è un muro di mattoni dal colore oro e rosso. Perché chiamo in gioco questa carta dei Tarocchi? Il Sole rappresenta un concetto di unicità, di centralità e di grande vitalità. Eppure sotto di lui la scena non è statica, è in evoluzione. C’è il racconto di un incontro e di una costruzione. In qualche modo quel Sole, che brilla nel macrocosmo, illumina la scena e la vivifica. Le due figure umane incarnano insieme la nostra dualità e la possibilità di ricongiungimento sotto la luce del Sole. La lama dei Tarocchi non ci parla di verità assoluta o di immobile completezza.

Piuttosto ci rappresenta una vitale ricerca del ricongiungimento delle parti di sé, i due gemelli, e della costruzione di un percorso che deve essere proporzionato alla propria volontà. Non abbiamo una torre che svetta o un paesaggio da favola alle spalle delle due figure umane, ma vediamo un muro fatto di singoli mattoni ad un’altezza ragionevole e a portata di mano dei due protagonisti.

Forse il Sole come astro ci permette di essere vivi e riconoscere noi stessi e ciò che ci circonda, ma sul piano umano è interessante che le figure inserite siano due e non una. Se da un lato è la dualità che si ricongiunge, non escluderei del tutto anche il fatto che l’altro da noi sia uno degli strumenti che ci aiutano a costruire la visione del nostro percorso. Come nel sistema solare, ogni parte è compartecipe di un organismo vivente articolato e complesso, così il nostro Sole interiore è insieme fonte di vita, scintilla dell’unicità personale, ma anche luce che permette di riconoscersi anche attraverso il confronto e l’incontro con l’altro.

Essere visibili permette di entrare in una relazione più chiara, in cui si vede e si è visti insieme. In questo modo si ha modo di lavorare su un progressivo riconoscimento di sé e delle parti di noi che incontriamo anche negli altri. Infondo non è quello che facciamo da migliaia di anni guardano il Sole e le altre stelle?

È un gioco di proiezioni continue che ci aiutano a mettere a fuoco e a comprendere la realtà che viviamo e ciò che ci è oscuro. Scelgo quindi di interrogarmi su questo simbolo, comincio a coglierne una maggiore complessità oltre la sua potente immanenza. È divino certamente, ma è anche umano come ci suggerisce l’Arcano dei Tarocchi che lo rappresenta. Forse si tratta di lavorare costantemente su questi due livelli per liberarlo da costrizioni puramente egoiche e insieme dalla paura di non essere all’altezza di un ruolo così vitale e determinante. È come se si potesse chiedere al Sole : “Ma quando finirai di bruciare e di garantire luce ed energia all’Universo, pensi che tutto finisca con te?”

Lui potrebbe risponderci tracotante che certo, dopo la sua fine tutto sarebbe irrimediabilmente sommerso nell’ombra, senza vita. Se invece il Sole non fosse così pieno di sé potrebbe entrare nel panico all’idea di tanta responsabilità e potrebbe decidere di conservare le sue energie o addirittura non usarle per paura di non essere in grado di utilizzarle nel modo migliore.

Invece forse c’è una terza via. Al Sole va insegnato che la vita si esprime e si plasma secondo principi più misteriosi e possibili di quelli a noi probabilmente noti. Ma di certo, fin tanto che Lui è in grado di donare la sua luce e il suo calore al mondo intorno a sé la vita avrà modo di fiorire. Per questa ragione gli altri si avvicineranno, per trovare conforto e accoglienza. A quel punto la vita vedrà costruirsi di nuove possibilità e nella condivisione si incontrerà più facilmente se stessi insieme alla ricchezza di ogni Sole che porta con sé la sua unicità e il suo singolare progetto di vita.

Il Sole è unico nel cielo che noi possiamo osservare, ma in qualche modo è il Padre di innumerevoli Soli che vivono in noi e in tutte le cose viventi. Ognuno di loro è forse parte del Tutto, di quell’unico Sole Celeste, che sia la Stella del nostro universo, o Dio che ci illumina attraverso il suo occhio solare, poco importa. Non bisogna perdere il dialogo con il Sole nel cielo, ma tanto meno con il Sole divino che è in noi. Ogni volta che lo riconosceremo, anche solo per qualche istante, ci illumineremo e saremo in grado di vederci e di vedere.

E se il nostro Sole è vivo, sarà capace di illuminare tutto quello che è intorno, sarà in grado di portare vita e calore, e sarà pronto anche ad incontrare l’altro. Perché saremo “visibili”, accoglienti e più generosi. Non smettere mai di splendere della tua luce Oh Sole!  Continua a illuminare ogni cosa della tua unica e personale luce. Renditi visibile agli altri, perché possano riconoscerti. Ogni luce alimenti le altre e insieme rafforzino una luce più grande.

Andrea Ottaviani

Andrea Ottaviani

Architetto, ho coltivato negli anni la passione per l'astrologia attraverso lo studio di autori differenti tra cui Lisa Morprugo, Stephen Arroyo e Dan Rudhyar. Ho partecipato a seminari con altri astrologi di fama nazionale, come Marco Pesatori, di cui sono stato allievo.

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