Pitagora: l’uomo diventato leggenda | Emanuele Scialpi

ASTROLOGIAEmanuele ScialpiFilosofia ed esoterismo

Se esiste un uomo che abbia raggiunto un livello di rispetto e di sacralità quasi divina, quello è senza ombra di dubbio Pitagora di Samo. Oggi è conosciuto e ricordato quasi solamente per il famoso teorema che elaborò sui triangoli rettangoli, ma pochi conoscono la sua storia, per quanto di lui sia possibile dire, visto che non ci è pervenuto granché: il “Sommo Maestro”, come veniva chiamato dai suoi discepoli, infatti, non scrisse nulla, e quel poco che sappiamo lo dobbiamo agli appunti di Filolao, uno dei due suoi discepoli di cui conosciamo il nome, assieme ad Archita.

Si dice che fosse in grado di parlare con gli orsi, spostare i fiumi, e che fosse una delle manifestazioni del dio Apollo, ma vediamo dove la leggenda ebbe inizio, anche da un punto di vista esoterico. Pitagora nacque a Samo, nel 570 a.C., dove venne fin da giovane in contatto con la tradizione orfica, che parlava della reincarnazione delle anime, la cosiddetta metempsicosi: famoso il mito di Orfeo ed Euridice, che tratta il ritorno dell’anima dall’Oltretomba; dall’orfismo Pitagora prese molto e cominciò ad elaborare il suo pensiero.

Non tutti sanno, infatti, che la teoria della reincarnazione non è solo ed esclusivamente orientale, bensì è radicata anche nelle prime forme di filosofia occidentale, presente anche in Platone che, nel Fedro e nel Mito di Er, tratta piuttosto esaustivamente. Ad ogni modo, sembra che Pitagora fosse entrato in contrasto con il tiranno della sua città natale ed iniziò così a compiere una serie di viaggi in Oriente tra cui in Egitto, dove, secondo Plutarco, che ne parla nel suo Iside e Osiride, pare essere stato iniziato agli antichi misteri da Oinuphis, un sacerdote della grande Eliopoli, un tempo grandissimo centro culturale.

Pitagora imparò che esiste una strettissima corrispondenza tra la geometria, la musica, l’algebra e l’astronomia (che anticamente era un tutt’uno con l’astrologia, anzi, lo fu fino ai tempi di Newton e oltre): tutto ciò che esiste, infatti, possiede la natura di onda, come la fisica moderna ha attestato, e vibra ad una certa frequenza. Egli aveva imparato addirittura a riconoscere il suono prodotto dal moto di tutti i pianeti allora conosciuti, la celebre musica delle sfere, tanto cara a Dante, che la inserisce all’interno del Paradiso sotto forma dei cori angelici, che cantano la gloria di Dio.

Tutti gli esseri viventi dell’universo sono esprimibili sotto forma di numeri e la musica rappresenta ciò che lega l’umano al divino; attraverso la numerologia e i rapporti numerici, oltre che grazie all’utilizzo e alla conoscenza di determinate forme geometriche, infatti, è possibile stabilire una perfetta corrispondenza tra micro e macrocosmo, tra l’alto e il basso. Non tutti sanno che le cattedrali gotiche furono erette e costruite seguendo queste leggi e questi rapporti armonici, che i cavalieri Templari avevano riscoperto grazie alle conoscenze che recuperarono laddove sorgeva l’antico Tempio di Gerusalemme, anch’esso costruito secondo proporzioni e canoni ben specifici.

Pitagora, all’interno della sua scuola, se così possiamo definirla, perché più che scuola si trattava di una sorta di confraternita in cui per entrare bisognava sottoporsi ad una vera e propria iniziazione, a differenza, ad esempio, della successiva Accademia di Platone, possedeva e aveva acquisito una sorta di aura divina: i suoi discepoli non mettevano mai in discussione la sua parola (celeberrima la frase latina Ipse Dixit, “l’ha detto lui”, che la dice lunga a riguardo) e sembra che tenesse le sue “lezioni” e i suoi discorsi coperto da un velo, quasi a testimonianza del fatto che per gli antichi la propria immagine potesse essere come imprigionata, cosa che probabilmente prese dalla tradizione egizia. 

Egli arrivò ad un tale livello di sapere da non avere eguali: sapeva benissimo che le influenze planetarie, ma anche astrali, agiscono sugli esseri viventi in virtù della loro emanazione vibratoria, la quale, in qualche modo, si interlaccia ed entra in sintonia con il loro campo magnetico, producendo effetti diversi a seconda della natura della vibrazione stessa. Anche il pensiero ebraico e la ghematria attribuiscono un valore immenso ai numeri e sostengono, come disse anche lo stesso Galileo, che l’universo sia costruito su basi matematiche e che, chi conosce le chiavi e le “formule” giuste, sia in grado di decifrare la Parola di Dio, linguaggio arcano con cui fu costruito tutto ciò che esiste.

Di Emanuele Scialpi
dottore in lettere antiche e moderne
autore di Summa Esoterica
manu.scialpi777@gmail.com

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Francesco Faraoni

Founder di The Sun Astrology, studioso di astrologia secondo la filosofia naturale e gli approcci dell'astrologia umanistica. Email redazione-blog@thesunastrology.it

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