Attualità: costume, società, culturaMarte in Pesci fino al 28 Giugno 2020. Riflessione sui propri confini. | Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese Anna Elisa AlbaneseMaggio 19, 202028818 min

In occasione della permanenza di Marte nei Pesci entrato nel segno il 14 maggio 2020 e presente fino al 28 giugno 2020, ripubblico un articolo che narra della modalità di espressione di questo Marte – acquatico – e di chi ha Marte in pesci, o un Marte in aspetto dinamico a Nettuno (governatore dei Pesci).

Inizierò dalla mia storia personale, come spesso faccio quando cerco di far tesoro delle tracce biografiche della mia storia, in correlazione al linguaggio del cielo.

Avverto in maniera sempre più nitida ultimamente, che la protezione estrema attuata da sempre alla mia intimità, una sorta di introversione esagerata, “orsaggine” potremmo chiamarla, è stata in verità la mia unica salvezza. Il silenzio delle parole, il cancello chiuso, possibilmente serrato, le cui serrature venivano comunque sfondate in vario modo, sono state le modalità di reazione rispetto a una troppo sbilanciata non definizione di me stessa. Un meccanismo automatico, tipo i granchi granchi o i polipi quando ti sfuggono. Non a caso animali acquatici, fluidi e allo stesso tempo sfuggenti. Non essere in grado di riconoscere i miei desideri, ciò che volevo da ciò che non volevo è stato un tema per molto tempo della mia vita. La verità è che non ne avevo idea, e quando si è confusi, il più forte ha quasi sempre la meglio.

E’ una legge universale: quando non scegli, qualcun altro e qualcosaltro sceglierà per te. E quando era troppo tardi per me, ecco le sensazioni conosciute di saccheggio, delusione, incomprensione. Richiudevo tutto in me stessa, in completa protezione ormai tardiva. Come alzare i ponti levatoi di una fortezza quando ormai le truppe erano già entrate. Tipica reazione di molti segni dAcqua o dominanti Acqua, non mostrare più nulla di vagamente vulnerabile all’avversario. Ma prima di allora, si erano mai veramente mostrati? Prima di allora non erano già così ritratti da obbligare l’avversario a sfondare i delicati argini?

Il saccheggio emotivo da parte di altri verso i miei spazi sacri, ha continuato per anni senza che riuscissi a capire come impedirlo. Penso non ci sia mai stata nessuna fortezza da proteggere, per questo è sempre stato facile entrare, al posto dei muri, c’era solo acqua e aria. Confusione, insicurezza, ricerca di approvazione.

Nettuno in Casa I – Eccomi qui, mi presento: Il mio spazio forse non esisteva del tutto, ma la percezione che ne avevo era che ci si potesse accomodare dentro di me come ci si accoccola su una poltrona molto morbida.

Entrano nel tuo spazio le persone quando non si accorgono dei tuoi reali bisogni, spesso totalmente differenti tuoi.

Entrano nel tuo spazio sacro quando le persone emettono un giudizio negativo su una tua scelta o un tuo modo di vivere.

Entrano nel tuo spazio quando non rispettano la tua natura e il tuo modo di essere o cercano di convincerti o farti pressione per portarti a fare ciò che vogliono, insinuandoti dubbi e sensi di colpa non appena tu ti rifiuti di seguire il loro volere, il loro ritmo, il loro desiderio.

Io assecondavo tutto quanto alla bell’e meglio, come se quella fosse l’unica strada possibile per farmi amare, invece è stata l’unica strada per perdere me stessa.

Noi siamo abituati a vedere la violenza al di fuori di noi quando nelle guerra e i soprusi, la violenza a livello psicologico non la vediamo.

Una delle mie tematiche è stata linvasione continua e perpetuata.

Il primo passaggio è stato riconoscere questa invasione,

il secondo cercare di contrastarla, il terzo rispettare alcuni tratti della mia natura che ha potuto manifestarsi nella tale maniera, proprio perché impattava nelle altre nature, portate a fare la cosa esattamente contraria.

Nettuno è il simbolo dellinfinito, lannullamento di confini e la non separazione, parole che spesso sembrano vuote e così astratte; ho avuto modo di sentirlo pienamente e comprenderlo sempre meglio. Un Nettuno che fa aspetto dinamico con Marte, quadratura nel mio caso, con doppia enfasi, ho Marte nel segno dei Pesci, il cui governatore riporta sempre a Nettuno.

 

Come si muovono quelle due energie, quella di Marte e quella di Nettuno? Nettuno, grande energia femminile ricettiva, che vorrebbe annullare ogni conflitto per fondersi col Tutto, e quella di Marte, energia maschile attiva, che taglia, irrompe, vuole, arde.  Nettuno in rapporto con Marte in quale modo annulla il suo istinto naturale di affermazione, per portarlo ad agire e chiedere quello che desidera in maniera differente. Una forza indiretta, erosiva come lo sono le onde del mare sugli scogli, emotiva come le gocce delle lacrime trattenute e poi che possono arrivare ad essere rinfacciate – o sfociare nel lato ombra Pescino: il vittimismo. Avete presente i maremoti o le corrente sotterranee che arrivano dalle profondità marine quando sulla superficie sembra ancora tutto calmo? Ecco, una cosa del genere.

 

 Marte – Ego – volontà – prode cavaliere del Sole – Identità, dovrebbe portarci a aiutarci nel realizzare ciò che vogliamo e desideriamo, ma se interviene Nettuno, non legato allIo individuale, è portato a sentire le altrui istanze, sofferenze, richieste ecc, Perché dovrebbe essere Ego – ista e lavorare per il Sole, quando il suo desiderio più grande, quello che lo farebbe stare davvero bene, sarebbe che tutti fossimo felici senza nessun conflitto o crepa ma solo grande appartenenza?

 

Gli aspetti dissonanti di Marte – Nettuno o Sole – Nettuno, ( o un transito di Nettuno dinamico sul proprio Marte o Sole) ci chiedono di venire a patti con qualcosa di più grande legato al sentire, di rinunciare a indirizzare l’ego dove vogliamo che vada. Ad arrenderci e fluire a in qualcosa che ci sostenga più grande di noi.

Una delle prime cose che mi sentii dire nelle mie prime esperienze di consulti astrologici, è stata “Con un Marte così, mettiti l’anima in pace, meglio che le tue cause personali le lasci perdere e che ti occupi di quelle altrui!” Un po’ brutale e semplicistica come interpretazione, ma il senso l’ho capito solo dopo tanti anni, ma prima? I miei anni in cui non capivo, non sapevo, e non comprendevo come mai, ero sempre io a rinunciare, ero sempre io ad andare incontro all’altro e mai il contrario? Non mi è mai bastata quella risposta, anche perché non mi sentivo né buona né santa, ma solo debole.

Quindi si può dire, per quanto riguarda la mia storia personale, se le invasioni che sento di aver subito sono esistite davvero, o sono esistite per dar modo alla modalità Nettuniana di trovare la sua esperienza evolutiva? Noi siamo i creatori del nostro destino, se impariamo a maneggiare, sentire, rendere consapevoli i meccanismi che ci abitano e che noi portiamo ogni giorno nella materia attirando determinate esperienze a noi.

 

 Il mio Nettuno si colloca in Casa I, per così dire morbido, ha creato lo spazio fluido fin dall’inizio a quella invasioni, ha aperto la porta agli altri non definendosi per primo. Non definendo se stesso. Non capendo bene dove finiva la mia identità e dove iniziava quella altrui, la mia risposta a molte domande dirette era sempre “Boh” , oppure “Per me è uguale”, appena mi si chiedeva di scegliere, di collocarmi da una parte o dall’altra della barricata io non sapevo che fare, e non volevo dispiacere nessuno, finendo solo per dispiacere me stessa.

Scegliere mi avrebbe scoperta e resa visibile e il Dio Nettuno – misterioso, cangiante e mutevole, non vuole certo mostrarsi. D’altronde nel mito, Nettuno è il fratello di Plutone, Dio degli inferi e dell’inconscio inesplorato, e come lui confonde e mistifica alla ricerca del chi è davvero oltre le maschere dell’Identità cosciente.

Nettuno è anche Poseidone Dio dei mari, il suo regno è quello acquatico, e sott’acqua i suoni sono lontani, la percezione è confusa, si fa fatica a scegliere e soprattutto nulla pare così importante da essere difeso, contrastato o eliminato – nell’acqua tutto prende spazio con morbidezza e fluidità, senza peso convivono squali alghe e sabbia. “Mi accompagni fuori sono da solo – Mi ascolti che sto male – Mi fai questo favore tu che mi capisci – Mi sostieni vero che io non ce la faccio – Si – Si – E ancora si. Perché dovrei dirti di no?

Parlavo all’inizio di un cancello chiuso a doppia mandata, che pare contraddittorio adesso con la porosità modello spugna dellAcqua e di Nettuno. Invece sono i due estremi, della scarsa capacità di mettere confini. Metto i lucchetti, dove non sono riuscita ad arginare le invasioni e il bisogno estremo di solitudine va a compensare una ancora scarsa capacità di definire la mia volontà – Marte in aspetto a Nettuno.

Avete mai visto una persona iper sensibile, tramutarsi nella freddezza più totale?

Ecco i due estremi rappresentati benissimo. Se non c’è nulla da difendere, non c’è bisogno di tirare giù dei muri, se si sa dire di No, con scioltezza, non c’è bisogno di ricaricarsi in solitudine per riprendersi dalle energie vitali che sono uscita a contatto con gli altri. Se si sta stare insieme agli altri senza essere invasi, non c’è bisogno di ritirarsi.

Noto sempre di più questo schema, sia in me, sia in alcune persone di cui riconosco i “sintomi”, ma mi pare ora di poter arginare con un po’ gli antichi sensi di colpa, le invasioni di campo che giungono dal mondo fuori.

 

Nettuno in Pesci di transito – che non sa mettere confini e non riconosce il nemico è anche colui che in aspetto a Marte in Sagittario (gennaio – febbraio 2020) ha facilitato confusione tra salute e malattia e nel ciclo Lunare di febbraio Asse Pesci – Vergine, ci ha traghettato in un’esperienza oltre l’Io definito. Facendoci confrontare con l’oltre noi stessi – compassione, malattia, alterità –

Posso parlare a Nettuno a livello personale, al Marte in Pesci di questo mese che ancora mi solleticherà nell’imparare la lezione e potrò convincermi che non c’è nulla di male, per una volta a definirsi e dire No, anche a costo di fare stare un po’ male qualcuno.

Un tempo, era inimmaginabile, i sensi di colpa insostenibili.

Perché ricordate..  nelle dinamiche Nettuniane e di ha tanta valori Pesci, di qualsiasi natura siano, non è per l’altro che noi ci immoliamo, non è per bontà di cuore, no, nulla di tutto, questo, è perché è lunica strada che ci ha definito fino adesso. la nostra identità si è definita tramite questo atteggiamento.

Oltre quel ruolo, di salvatori, martiri, vittime sensibili, si nasconde il vuoto del non sapere chi si è altrimenti.

E anche, e soprattutto la domanda: ma cosa voglio io prima di tutto?

E’ venuto adesso il momento di scoprirlo.

Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese

Analista biografica a orientamento filosofico esperta in Astrologia Umanistica, socia Sabof, e iscritta all’Albo Professionale Nazionale Privato del C.I.D.A Centro Italiano Discipline Astrologiche. Lavora a Milano in consulenze individuali e laboratori di gruppo. Utilizza pratiche come scrittura autobiografica, linguaggio simbolico e analisi del tema natale, miti e archetipi.

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