EditorialeLibertà e responsabilità ai tempi del coronavirus

Lidia Fassio Lidia FassioMaggio 8, 202012920 min
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Ciò che in questi mesi sta accadendo in Italia induce ognuno di noi a fare riflessioni sui temi della paura, dell’incertezza, della libertà e della salute collettiva. Per la prima volta dai tempi del conflitto mondiale l’Italia si trova ad affrontare una guerra molto particolare, che pur non combattendosi con le armi, risulta per noi altrettanto difficile e impegnativa: questa situazione sembra infatti farci uscire impetuosamente dalla zona comfort nella quale pensavamo di trovarci, richiamandoci a una particolare sensibilità nei confronti degli altri e della salute sociale. Questo virus, pur lasciando aperti interrogativi di vario tipo sulle sospette modalità di diffusione, non solo sta diventando un reale problema collettivo – da affrontare e risolvere – ma sta anche consentendo ai governi di intaccare in maniera prepotente la libertà individuale per il mantenimento della salute pubblica. Una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto traumaticamente che per noi le cose erano cambiate radicalmente. Da quel momento, oltre al quotidiano bollettino di guerra delle vittime e dei contagiati, abbiamo assistito a un crescendo di inviti a rispettare alcune regole di comportamento che, in seguito alla veloce e capillare diffusione del virus, sono passati dal semplice invito a un obbligo che tutti sono tenuti a rispettare, pena sanzioni non solo pecuniarie, ma anche penali. Ed è allora spontaneo chiedersi: cosa sta succedendo alla nostra bella Italia?

Dal punto di vista astrologico possiamo fare alcuni ragionamenti sul momento storico che sta vivendo il mondo intero e di conseguenza l’umanità e l’Italia. È sotto gli occhi di tutti come gli iniziali richiami alla responsabilità personale non abbiano avuto il successo sperato, con l’effetto di farci precipitare velocemente in una spirale di leggi e divieti e in una sorta di coprifuoco in cui le forze dell’ordine decidono, controllano e bloccano i movimenti delle persone. Ad aggravare la situazione concorre anche la diversa percezione che le persone hanno della situazione. A livello percettivo, infatti, ciò che accade al Sud è sicuramente diverso da ciò che accade al Nord, dove la situazione è decisamente grave: ospedali, medici e personale sanitario sono al collasso e nel caso di un ulteriore aumento dei contagi (cosa che purtroppo si sta verificando, soprattutto in Lombardia) sussiste il concreto rischio che non siano più in grado di garantire le cure appropriate a chi dovesse averne bisogno. Nel centro Italia e nel Sud, invece, la situazione sembra non essere esattamente la stessa, dato che il numero dei contagi registrati è sensibilmente più basso (e di entità non paragonabile a quella del Nord). Ciò si riflette sulla percezione degli abitanti di queste zone d’Italia, inducendoli a pensare che i provvedimenti presi siano del tutto esagerati e fuori da ogni logica. Volendo dare un quadro astrologico, in questo periodo vediamo coinvolti in modo particolare tre segni zodiacali, ai quali cui se ne aggiungerà un quarto a partire dal 23 di marzo, data in cui Saturno lascerà temporaneamente il Capricorno per entrare per circa quattro mesi in Acquario. I segni in questione sono il Capricorno, nel quale ad oggi stazionano Plutone, Giove, Saturno e Marte; i Pesci, nel quale staziona Nettuno e il Toro in cui si trova Urano. Tutto ciò riflette pienamente la difficoltà che l’umanità in generale e l’Europa in particolare stanno vivendo: essendo coinvolti tutti i pianeti lenti, è evidente che si tratta del periodo in cui il macrocosmo celeste sta lavorando alacremente per indurre il microcosmo umano a operare cambiamenti a dir poco radicali.

Il mese di marzo 2020 è quello che raccoglie più significativamente
le simbologie di questa emergenza che incontriamo nei segni
del Capricorno (Plutone Giove Saturno Marte) dei Pesci
(Nettuno) e del Toro (Urano).

Secondo quanto ha scritto André Barbault – il maggior esperto di astrologia mondiale, morto qualche mese fa – il vecchio continente è governato dal ciclo Saturno-Giove, pianeti che attualmente sono in Capricorno e che formeranno aspetto di congiunzione a fine anno, ma di cui iniziamo già ad avvertire la portata in quanto, a detta di Barbault, questo aspetto indica la fine di un ciclo e l’inizio di quello successivo (cosa che riguarda in modo specifico l’Europa). Questo significa che stiamo assistendo a qualcosa che si sta definitivamente chiudendo e dunque finendo, almeno nella forma attuale; a conferma di tutto ciò abbiamo anche Plutone, che fa aspetto di congiunzione con Giove mentre ha già lasciato quella con Saturno. Marte può essere semplicemente visto come un attivatore delle dinamiche che i grandi lenti cercano di portare alla coscienza e a fine mese passerà in Acquario. Questa combinazione è in rapporto a una sorta di austerità e di moralizzazione e, con buona probabilità, ha il compito di portare a termine (Saturno) e di trasformare (Plutone) il nostro modo di vivere e di spendere, il modo in cui vengono gestite le risorse e, senza dubbio, il modo di fare politica. Il Capricorno, del resto, ha a che fare con lo Stato e con l’autorità, mentre Plutone simboleggia il potere economico e finanziario, che di certo non viene usato in modo corretto. Le contemporanee posizioni di Nettuno in Pesci e di Urano in Toro rappresentano anch’esse un rafforzamento di tutto ciò e un invito a operare cambiamenti radicali (come è nelle corde di Urano) nella distribuzione delle risorse e nella trasformazione dei valori; mentre Nettuno, dal suo canto, invita a riflettere sui principi e sugli ideali che negli ultimi trent’anni hanno ceduto sotto il peso del consumismo sfrenato e che ancora non sono stati sostituiti da altri più consoni a ciò che l’uomo è adesso. Questi cambiamenti dovrebbero portare a soluzioni innovative e soprattutto a ritrovare motivazioni e scopi che ora sono in disuso.

Secondo quanto ha scritto Andrè Barbault
il vecchio continente è governato dal ciclo Saturno-Giove
che formeranno aspetto di congiunzione a fine anno.

Stiamo dunque parlando di una vera e propria rivoluzione di tutti i sistemi – personali, sociali, politici, finanziari ed economici – ed è in questa situazione di precarietà che è venuto a inserirsi il COVID-19, che sta indubbiamente accelerando i processi e incidendo sulle risorse che erano già in crisi e che si assottiglieranno ancora di più, ponendoci di fronte a nuove difficoltà che dovremo affrontare in seguito, allorché saremo chiamati a trovare fonti alternative di reddito che siano più rispettose della vita, degli esseri umani e del pianeta. Senza dubbio all’orizzonte si profilano scenari complicati, nell’ambito dei quali – oltre alle evidenti difficoltà dovute al virus – siamo toccati dalla drastica sottrazione di libertà di movimento e di autodeterminazione. Libertà che tutti pensavamo di aver definitivamente conquistato, nonostante i molti segnali che negli ultimi tempi avrebbero dovuto farci riflettere: basti pensare al costante incremento di regole, divieti e obblighi degli ultimi anni, che ci ha messi nella condizione di sudditi più che di cittadini. Tuttavia, il grande interrogativo di questo momento è se debba prevalere la salvaguardia della salute pubblica oppure quella della libertà individuale. La risposta è tutt’altro che semplice e richiede un ragionamento profondo e articolato, dato che siamo di fronte a due valori fondamentali che non dovrebbero mai trovarsi in conflitto tra loro. Ogni individuo deve infatti avere la libertà di autodeterminarsi ma deve anche dar prova di possedere un buon senso di responsabilità che, in circostanze di assoluta straordinarietà, non può prescindere dal tenere comportamenti che non impattino sulla salute e sulla libertà altrui. Da tempo, soprattutto nel nostro paese, sono drasticamente crollati il senso civico e la responsabilità individuale: come ben ci insegna l’archetipo di Saturno, ad ogni caduta di questi preziosi ingredienti corrisponde un’impennata di norme e regole dettate da chi detiene l’autorità. L’equazione è molto semplice: maturità e responsabilità favoriscono la libertà e l’iniziativa individuale e limitano l’impatto dell’autorità sugli individui, mentre la loro carenza fotografa persone immature e non in grado di fare scelte responsabili, che con i loro comportamenti facilitano la promulgazione di leggi e divieti tesi a limitare la libertà, anche qualora vengano spacciati come necessari alla protezione pubblica e collettiva. Da tempo noi italiani siamo su questa scia. Non è un caso che negli ultimi dieci anni siano aumentati del 30% i divieti, le sanzioni e le ammende; una cosa che dovrebbe farci riflettere sul valore che diamo alla libertà, soprattutto quando poi non siamo in grado di prenderci la nostra parte di responsabilità e quindi chiediamo tutele, sicurezze, telecamere in ogni angolo di strada e via dicendo, dimenticandoci del fatto che non possiamo continuare a comportarci come bambini che delegano ad altri la responsabilità della propria vita, sperando al contempo che non vi sia poi un impatto forte sulle libertà individuali. L’equazione di Saturno è: più responsabilità = meno autorità; meno responsabilità = più autorità.

Come ben ci insegna l’archetipo di Saturno, ad ogni caduta
di questi preziosi ingredienti (libertà di autodeterminarsi e senso
di responsabilità) corrisponde un’impennata di norme
e regole dettate da chi detiene l’autorità.

Purtroppo ciò che dobbiamo ancora imparare è che la libertà non esiste se non partecipiamo attivamente alla vita pubblica, se non proponiamo e pensiamo con la nostra testa e se non ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni. Tutto questo corrisponde allo stato attuale delle cose a cui siamo chiamati a mettere mano. Sappiamo che ogni crisi porta con sé nuove opportunità e forse è tempo di pensare che non tutto è negativo e non tutto è perduto: se lo vogliamo, siamo in tempo per affrontare quei cambiamenti di rotta che stanno diventando giorno dopo giorno sempre più necessari. In questo momento ci sono richiesti innanzitutto cambiamenti nelle nostre abitudini, onde tutelare chi è più fragile e potrebbe trovarsi a pagare le conseguenze della condotta sbagliata di altri. In seguito, tuttavia, dovremo ipotizzare ben altri cambiamenti. I passaggi planetari attuali sono molto chiari nel loro simbolismo: Plutone e Saturno sono due “finitori”: entrambi portano al collasso ciò che non funziona più e che non può più continuare nello stesso modo perché ha esaurito il suo tempo. Occorre dunque un cambiamento che ci traghetti definitivamente nell’Era dell’Acquario, un’Era che ci parla tanto di libertà, di sviluppo sostenibile, di senso sociale ma che – sull’altro piatto della bilancia – richiede maturità, autodisciplina e specifiche responsabilità individuali da adottare nei confronti della società della quale siamo parte. È tempo di renderci conto che siamo tutti parte di questo mondo meraviglioso e che lo dobbiamo tutelare in ogni modo, riguadagnandoci così a pieno titolo il diritto alla nostra libertà e il rispetto per tutte le individualità. Come sempre ci troviamo di fronte alla legge del dare e dell’avere: se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo necessariamente mostrare la nostra capacità di dare qualcosa in cambio. L’Era dell’Acquario mette sullo stesso piano diritti e doveri perché i primi possono esistere solamente se ottemperiamo ai secondi. Forse questa è la grande sfida del futuro che viene sicuramente accelerata dalla pandemia in atto che mette tutti in quarantena: tutti dobbiamo fermarci a riflettere sul perché siamo chiamati a restare isolati (quando in realtà molte persone, incontrandosi solo virtualmente, vivevano già isolate) e sul fatto che dobbiamo stare a casa, ambito dove ci sono i nostri affetti e che potrebbe farci ritrovare valore anche nelle cose che contano realmente per noi e nelle piccole cose quotidiane. Inoltre, in un’epoca in cui siamo sempre affannati e stressati, siamo costretti a fermarci e a capire che la vita è il bene più prezioso e che il lavoro può procedere ugualmente trovando alternative più compatibili con la qualità della vita stessa e con il valore intrinseco che ogni cosa possiede, al di là di quello commerciale. In pratica, quando il virus lascerà la presa, saremo chiamati a fare ognuno la sua parte per risollevarci del tutto, ma senza dimenticare di scoprire un sapore diverso in ogni singola cosa che vorremo fare. Forse questo periodo ci aiuterà a ritrovare energie, motivazioni e scopi che dovremo mettere in comune per creare una società migliore, libera e rispettosa di tutti.

Lidia Fassio

Lidia Fassio

Ricercatrice e studiosa di astrologia da più di 40 anni; è stata allieva di Lisa Morpurgo nel gruppo di Milano. Ha fatto studi di Filosofia ad indirizzo psicologico conseguendo in seguito varie formazioni. Si occupa da anni di Psicosomatica, di Mitologia e di Simbolismo. Dopo 30 anni di insegnamento dell’Astrologia Umanistica nel 2004 ha fondato Eridanoschool, la prima scuola di formazione per astrologi, che nel 2015 è diventata Scuola Accreditata per la formazione di Counselor e Operatori olistici ad indirizzo astrologico.

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