Attualità: costume, società, culturaL’Asse Hybris-Tisis, luogo di Nemesis: la casa sei e dodici, le ultime due malefiche

Avatar Francesco FaraoniLuglio 11, 202038817 min
case

Dopo aver affrontato l’Asse Tifonico 2-8 (articolo qui), concludo il mio riflettere relativo alle Case Malefiche con questo approfondimento, generale, sull’Asse 6-12. Intanto parto dal ricordare che per case malefiche si intendono luoghi delle case celesti dove i pianeti e le energie in gioco distorcono e alterano le normali istanze. Se un SOLE significa gioia di vivere e ottimismo quando è presente in una casa malefica, questa energia non viene annullata, tuttavia è compromessa e quindi esprime suoi lati oscuri e più misteriosi. Come già detto, in Astronomicon di Manilio ci viene ricordato dall’Astrologo poeta che queste dimore sono malefiche perché qui l’oscurità è complessa, e il gioco tra ombre e luci è ambiguo e torbido, qui le stelle del firmamento non possono rispondere in modo chiaro e netto. Inoltre, le case zodiacali 2 8 6 12 sono considerate le più deboli rispetto a tutte le altre, quindi i pianeti qui posizionati non si esprimono nel loro massimo potenziale. Le case più forti sono quelle angolari in ordine 10 1 4 7, ma ne parlerò in un’altra occasione.

Se nell’Asse 2-8 abbiamo TIFONE, chi potremmo incontrare nell’Asse 6-12? Mentre Manilio fa una chiara analogia mitologica per la casa 2-8, non ce ne offre una per la casa 6 e 12.

La casa 6 12 è strettamente legata alla Natura che è fuori e dentro di noi. Come mito possiamo evocare la Collera di Nemesi – dea della giustizia – nei confronti della tracotanza dell’uomo, in quest’asse zodiacale si esprime l’HYBRIS ovvero la tendenza dell’uomo a ribellarsi nei confronti degli ordini costituiti dalla Natura, cosa che comporta la TISIS ovvero la punizione divina. Dunque l’asse Casa Sei – Casa Dodici è l’Asse Hybris-Tisis in analogia al tentativo dell’uomo di superare i suoi limiti non in modo costruttivo, ma attraverso la violazione di norme immutabili della Natura, questo tentativo è frutto della frustrazione e della insoddisfazione, che produce tracotanza e perpetuo errore, dunque un senso del limite per l’incapacità di accettare sé stessi e la propria natura.

L’Argomento è veramente ampio e articolato, che non potete pretendere io possa disquisire in un articoletto… ma in linea generale in queste due case zodiacali noi osserviamo il senso del limite, ciò che appartiene però alla nostra natura e che dovremmo integrare, accettare. Qui non si parla di un “limite” inteso come una “paura di non farcela”, qui parliamo di limiti naturali, imposti da una legge che è al di sopra delle nostre aspettative vocazionali; per spiegare ciò che intendo è per esempio voler volare con le proprie braccia, cosa che non possiamo fare ma che vogliamo a tutti i costi, così possiamo diventare un po’ come Icaro, le ali di cera inesorabilmente si sciolgono nella Luce della Legge Natuale, facendoci precipitare perché non siamo dotati di ali. Tuttavia è anche un’asse che spinge e stimola l’ingegno e la manualità, quindi l’invenzione tecnica: l’uomo ha da sempre desiderato di volare e rendendosi conto che la Natura non gli ha concesso questo dono, si è ingegnato e ha inventato tanti strumenti per farlo, fino ad arrivare ad oggi alle navicelle spaziali che ci permettono di volare… nell’universo!!!

Capite che è un’asse complicata da spiegare in due parole? Intanto sono malefiche perché: in casa XII abbiamo la gioia di Saturno e in casa VI la gioia di Marte. Che non significa che i due pianeti in queste case diventano gioiosi e felici, quindi buoni. No… gli autori antichi ci indicano queste gioie sottolineandoci che i malefici presenti in queste case agiscono meglio nella loro natura malefica, infatti gioiscono perché sono liberi di fare danni come vogliono e come desiderano. L’Asse sei dodici è l’asse di Nemesi e della vendetta della Dea Giustizia nei confronti dell’uomo che intende superare la Natura, non in modo costruttivo (l’invenzione dell’aereo per volare, soddisfacendo un desiderio inconscio di volare) ma invertendo gli ordini della natura e alterando equilibri che non possono essere alterati.

Anche in astrologia c’è un concetto di etica… fino a dove l’ingegno umano può spingersi? Questo è ciò che ci domanda l’asse sei dodici: perché qui abbiamo i limiti della natura, ma in quanto tali abbiamo anche la possibilità di affrontarli e superarli, attraverso l’ingegno, la manualità, o altre decisioni, comunque decidendo di contravvenire un ordine.  Nell’Asse Sei Dodici si conclude un ciclo, sono le due case che sigillano l’ecosistema: questi luoghi sigillano l’arco notturno e l’arco diurno, sono importanti luoghi della soglia dove siamo comunque liberi di scegliere cosa fare e come muoverci. La Casa Sei ci parla in particolare del Limite della Natura ovvero delle Leggi che la Natura impone al nostro esistere come organismi viventi; la Casa Dodici ci parla del desiderio di infinito e di eternità, quindi della voglia di superare questi limiti. Se questo limite e questo desiderio non risutano equilibrati, e sostenuti, il rischio è quello di una violenta frustrazione o di una castrante sensazione di mediocrità, incapacità, inadempienza, difficoltà nel concretizzare e soddisfare sé stessi.

In linea generale nell’Asse Sei Dodici abbiamo una serie di energie che possiamo mettere in analogia a questi concetti:

  • Nemesi come divinità ovvero come punitrice dell’egocentrismo, è la vendetta degli Dei contro l’uomo anti-eroico che sfida le leggi immutabili della natura e della creazione, con supponenza, tirannia, violenza, contravvenendo un ordine: i pianeti in quest’asse possono certamente indicarci una certa indolenza nel nostro rapporto con ciò che consideriamo limite, ovvero sono pianeti che stimolando un grande desiderio in noi, ci spingono a volere o desiderare cose particolari che spesso non rispondono ad un criterio reale di fattibilità; la sfida dei pianeti in dodicesima e in sesta è proprio quella di riconoscere i nostri potenziali, attraverso i nostri limiti.
  • Hybris ovvero grande desiderio e grandi aspettative, centralità dell’ego, spesso i pianeti in queste dimore ci spingono a desiderare qualcosa di grande e grandioso, ci spingono a fare sogni importanti, a voler conquistare vette altissime, però questo desiderio lo si intende raggiungere senza comprendere bene i propri limiti, e questo crea un atteggiamento insistente, a volte ossessivo e ripetitivo, mettendoci di fronte a grandi limiti e a grandi sfide, possiamo dunque assumere atteggiamenti saturnini (cinici e spietati) oppure atteggiamenti marziali (violenti e ingerenti, impositivi) con lo scopo di arrivare ai nostri obiettivi a tutti i costi, abbiamo grandi desideri che non è detto siano necessariamente materiali, possono anche essere desideri spirituali, di raggiungere vette elevate, senza però un iter corretto, o senza riconoscere realmente la propria autenticità  e i propri limiti.
  • Tisis ovvero punizione divina…. il desiderare oltre i limiti della natura, può dunque condurci alla frustrazione, al vincolo, alla dipendenza, all’ossessione, perché ci rendiamo conto che pur desiderando qualcosa ardentemente, non riusciamo ad ottenerla, e questo genera sentimenti contrastanti e violenti, di insoddisfazione, fragilità, malessere. Abbiamo a che fare con una serie di limiti che però invece di riconoscere e comprendere, cerchiamo di sfidare e superare, il più delle volte scontrandoci con stati di profonda insoddisfazione.

L’accettazione del limite non è una sconfitta: come dichiara in numerosi suoi saggi l’esperto in psico-oncologia Roberto Gislon l’accettazione del limite è un equilibrio tra passività e attività, collegato alle aspettative del passato e alla realizzazione del presente e dei progetti per il futurocomprendere che siamo fatti anche di limiti e accettare quindi i nostri tempi e i nostri limiti, significa anche permettere alla fattibilità di esprimersi concretamente e di realizzare ciò che è realmente autentico, cioè ciò che realmente ci appartiene.

Ho un archivio abbastanza ampio di carte di nascita relativi a clienti che presentano un’asse sei dodici importante. I casi più emblematici riguardano per esempio alcuni individui che con presenze importanti in queste case, hanno vissuto il senso del limite come una sorta di impotentia generandi, in senso simbolico: non sono all’altezza, mi sento incapace, mi sento mediocre. Ho alcuni esempi anche di persone che si lasciano andare a sostanze che alterano la mente, allo scopo di fuggire via dalla “realtà” quindi dall’accettare il limite, rifugiandosi dietro qualche droga o qualche atteggiamento alienato. Ma in alcuni casi ho la presenza di carte in cui l’asse sei dodici è caratterizzata da governatori ben messi, o dove ci sono benefici che supportano: ecco che la sofferenza e il limite diventano materiale poetico per comprendere la vita e l’esistenza, anche nell’accettazione della sofferenza o nel saper riconoscere la parte del mondo in cui alberga il dolore. L’attivazione di quest’asse conferisce comunque una comprensione della sofferenza, cioè ci fa capire che esiste anche la sofferenza nel mondo, in casi molto estremi si tende a voler raggiungere cose che non sono realizzabili DE RERUM NATURA ovvero per una ragione di Legge Naturale, questo crea un sentimento mediocre perché si è incapaci di riconoscere il mondo che circonda macroscopicamente e microscopicamente; ciò genera l’humus della frustrazione e dell’insoddisfazione. Mentre se si riesce a compensare queste energie e a trasformarle in conflitti attraverso cui crescere e comprendere il mondo esteriore e interiore, l’asse sei dodici può spingerci ad aprire la mente, a riconoscere il Piano Divino insito in ogni cosa, ci spinge a vederci come individui finiti (ovvero con una realtà materiale chiara e netta) ma proiettati nell’infinito (ovvero spinti a ricercare la cosa più profonda, il mistero della creazione).

Venere è molto amica di MARTE quindi una Venere in relazione alla VI aiuta molto a compensare il senso del limite e la frustrazione spingendoci più alla voglia di capire e di comprendere i desideri più profondi della coscienza. Giove è molto amico di SATURNO quindi un Giove in relazione alla XII aiuta molto a compensare il desiderio di varcare il finito per addentrarci nell’infinito, aiuta a compensare le paure e le paranoie, le ossessioni e gli incubi, anche accettando la natura per quel che è.

Mentre particolari lesioni della VI e della XII non depongono a favore per immaginare una tranquillità emotiva del soggetto: avremo qui atteggiamenti ossessivi o compulsivi, nonché tendenze a voler evadere la realtà perché incombe la sensazione netta di avere dei limiti e pur consapevoli che dovremmo piuttosto conoscerli e comprenderli, ci ostiniamo a volerli superare spesso facendoci del male.

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Francesco Faraoni

FOUNDER DI THE SUN ASTROLOGY - studioso e ricercatore in ambito astrologico, ad approccio umanistico e della filosofia naturale.

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