EditorialeEnergie vitali ed energie mortifere | Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese Anna Elisa AlbaneseLuglio 24, 20201130886 min
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Ci sono persone che si muovono andando verso energie vitali e altre dense, a tinte più torbide e attratte da energie mortifere; e questo è un fatto che comincio ad avvertire in maniera sempre più tangibile sulla pelle. Lo so è una frase pesante, ma cercherò di spiegarmi meglio. Noi siamo lunione e lalternarsi sempre in movimento, tra questi due istinti, così chiaramente definiti dalla psicologia del profondo, come istinto di morte e istinto di vita – Eros e Thanatos. Davvero il solo scopo delluomo è trarre un piacere personale da ciò che fa? La vita delluomo tende al soddisfacimento del piacere, come supposto dalla Teoria della Libido, o tende alla distruzione del suo essere, allannullamento del Sé?(Sabina Spierlein, studio sulla pulsione di morte).

Noi viviamo percorrendo il crinale di questi due estremi al confine tra il perderci, il ritrovarci e il dissolverci … soprattutto in quei meccanismi profondi che sono gli attaccamenti primari – madre è uguale a vita e quindi ha anche potere di morte – e da adulti nellintimità affettiva ed erotica. Tutti noi abbiamo momenti più impulsivi di istintualità, cieco bisogno e paura regressiva e altri invece più sani e costruttivi, orientati alla costruzione del futuro e alla fiducia. Sappiamo bene quali sono i “luoghi oscuri” in cui sappiamo esattamente che non stiamo alimentando la nostra parte più bella, sana e pura perché abbiamo bisogno di stare lì nel nostro fanghetto rigoglioso e dissolverci.

Le energie mortifere a cui faccio riferimento è quando siamo dominati, in maniera costante e non alternata, dallatteggiamento del tipo distruttivo implosivo, ma senza che ne siamo direttamente consapevoli. Una spinta a distruggere invece di costruire, una spinta alla dissoluzione invece che all’essere.

Mi ritrovo a volte come per chi smette di fumare o per un ex alcolista che non può sentire più odore di alcol o sigarette, ad annusare questa energia – sia in me quando mi ritrovo mio malgrado immersa – sia negli altri. A sentirla proprio come alone nellaria, ma solo perché la conosco bene. La mia parte auto sabotante non ha mai ecceduto visibilmente in scelte estreme di autodistruzione (tipo droga alcol psicofarmaci o eccessi), semplicemente era unenergia sotterranea rivolta allinterno di me stessa invece che nel mondo. La mia energia vitale per tutta ladolescenza e ancora molti periodi della piena gioventù, non esisteva del tutto. Possiamo chiamarla depressione, blocco energetico, stanchezza esistenziale, apatia, malessere, ma tant’è che è stato come camminare nelle sabbie mobili o nella nebbia fitta per anni. Era come vedere delle braci nere, spente. La vita forse vi ardeva sotto, non si era spenta del tutto, ma quello che ricordo era solo terra bruciata e incolta. Solo a posteriori posso vederlo, a quel tempo, per me, quella non-vita, era la normalità.

Ho notato che persone con Temi Natali con congiunzioni molto strette di Sole Plutone o Luna Plutone, (ma anche aspetti dissonanti di opposizioni e quadrature di Plutone soprattutto ai due Luminari), attivano la spinta verso il nero della vita, anche se a lungo inconsapevole, forte e insistente, ma sorda alla coscienza. Si deve passare di lì come una strettoia obbligata come attraverso le desolate Terre di Smaug nel Signore degli Anelli. Questa disperazione va attraversata fino in fondo, per andare scoprire ciò che vi si annida al di sotto. In genere una potentissima energia di vita rimasta compressa e inesplorata, un potenziale creativo immenso: il tesoro luminoso.

Plutone che tocca i due luminari Sole e Luna-  è paragonabile a un ombra nera che non ha illuminato ma coperto, e non ci ha permesso di sapere e poter vedere quella luce in noi – le luce del valore dell’esistere solamente. Una specie di coltre spessa, che noi indossiamo come un vestito senza vederla ma ne siamo intrisi, spesso con emozioni forti di colpa, risentimento e rabbia, che non riusciamo a comprendere. Plutone, archetipo per eccellenza di ciò che è occulto o occultato alla coscienza, simbolo del regno di Ade e dellinconscio, non ci può dare vita da subito, almeno non prima di farci conoscere un altro aspetto complementare e legato a doppio filo ad essa: la morte”.

 

Le persone con un forte Plutone nel Tema, tanti elementi Scorpione, o Casa VIII affollata, è come se dovessero ripartorirsi nel corso della loro vita, fare proprio un atto di nascita volontario, scoprire con un sacro rito, il loro fondamentale e spesso negato, diritto alla vita! Per rendere questo consapevole è stato necessario il passaggio nel rischio di perdere questultima – la vita! – Come il sentirsi al limite del baratro, improvvisamente ci mette in contatto con la terra sotto i piedi, l’emozione forte è l’unica che permette di sentire.

Quando si è venuti al mondo forse non ci è stata poi restituita quella stessa vita, che abbiamo cercato a lungo negli occhi di ciò che rappresentava la vita per noi i nostri genitori ed è come se la stessimo ancora attendendo. Come i vampiri che tanto affascinano la letteratura, si è stati tra la vita e la morte. Così sono spesso gli individui fortemente Plutonici, che si portano al limite di sopravvivenza psichica, a volte anche fisica, delle loro esistenze, (che per molto tempo imputeranno a cause esterne sfigate e dolorose), e saranno costretti a compiere una catarsi e una totale trasformazione interiore, per andare a ripulire innanzitutto energie che non sono le proprie, ma in cui si è confusi e sostati a lungo.

 

Ci vuole molto tempo prima essere in grado di vedere, accettare e riconoscere da quali delle due figure di riferimento provenisse questa ombra trattasi di depressione, violenza psichica, manipolazione o perdita e a volte anche decesso prematuro di padre (Sole) o madre (Luna), dovremo imparare che non rappresenta la realtà ultima. Noi abbiamo cercato la luce della vita negli occhi di chi ci ha generato, ma allora non labbiamo potuta contattare, perché al suo posto abbiamo riconosciuto Ade/Plutone. Anche da adulti cercheremo negli occhi di chi amiamo quello stesso Plutone mortifero, manipolatorio e anche tanto affascinante, tramite cui abbiamo sperimentato noi stessi la prima volta. Avremo esperienze che ricalcano questa atmosfera, guerre di potere con il partner, amore e odio, sentimenti ambivalenti, scontri emotivi in cui testarci ogni volta e attirare o provocare sfide e giochi al rialzo. Fino a quando? Forse fino quasi a lasciarci la pelle del nostro cuore.. o fino alla comprensione del vedere con chi ancora ci stiamo misurando, noi stessi? Per testare il nostro valore non riconosciuto?

Quando inizia quanto processo di comprensione, non dovremo prendercela con chi ci ha generato, o con la persona della nostra vita attuale che abbiamo trasformato in nostro aguzzino. Diviene in verità rilascio di fatiche, un lutto liberatorio e un lasciare andare ciò che non è stato né più sarà, anche se continuiamo a ricrearlo nel nostro presente, sperando di cambiarne le sorti e il finale. Ne usciremo a pezzi anche da adulti, perché è noi stessi che dovremo mutare.

Se abbiamo respirato l’energia di Plutone da nostro madre o padre, non è stata colpa loro, lastrologia ha limmensa magia di mostrarsi ciò che cera e che abbiamo avuto a disposizione, che andrà trasformato e reso consapevole. Plutone, non è solo morte, anzi, diventa potere personale attivo nella nostra vita adulta, Daimon (come ci racconta Hillman), immensa profondità e capacità di sopravvivenza e rigenerazione. Andare a rielaborare con onestà le verità i fatti della nostra storia personale, porta a non sentirci più in balia e impotenti rispetto alla vita. Spesso Plutone nelle sue manifestazioni ancora non riconosciute ci fa sentire totalmente impotenti e sotto schiaffo dalla vita. Invece, il processo di risoluzione inizia quando iniziamo a vedere semplicemente i nostri genitori come esseri umani, senza più rabbie del bambino ferito. Genitori, che in quel tempo lontano, quando eravamo al massimo del nostro furore vitale nello scoprire il mondo, erano in uno stato plutonico, quindi di depressione a loro volta, o non risolto, e non hanno potuto riconoscere in noi la vita.

Non hanno potuto rispecchiarci in modo costruttivo. Non ne erano in grado. Erano loro stessi in balia della loro esistenza o di problemi e dolori più grandi di loro.

L’energia di Plutone si manifesta nascosta nelle piccole cose (nelle grandi e nel male manifesto siamo tutti bravi a vederci chiaro), si annida negli atti mancati, nelle scelte di andare in una strada piuttosto che nellaltra, nella chiusura negativa rispetto a una proposta luminosa e creativa, non perché si ha davvero scelto che non ci interessa, ma perché sotto si muove una forza sotterranea che teme di perdere il controllo di ciò che conosce da sempre. Spesso Plutone, truffaldino è difficile da acciuffare, l’ombra si annida dove più forte è la luce.

Il Plutone distruttivo e fuorviante che agiamo su noi stessi è quello che dovremo andare a vedere, prima di sentirci ogni volta in balia di cattivi o manipolatori o narcisisti là fuori nella vita. Perché non abbiamo visto chiaro? perché abbiamo a che fare con qualcosa che tocca quelle corde lì?

Chi c’è dietro quella figura che abbiamo attirato? Un genitore da cui non siamo stati visti, qualcuno che non siamo riusciti a cambiare? Evidentemente qualcosa nel nostro presente ha potuto attecchire perché l’abbiamo ancora fatto entrare noi, altrimenti saremmo stati noi in grado di proteggerci. Saremmo stati noi a scegliere la luce piuttosto che Dracula.

Dracula di Bram Stoker

 

Conosco il fascino di quellombra, di cui ci sentiamo prede innocenti e ingenue, senza nessuna responsabilità in merito. Sento tanti racconti di storie distruttive in cui si è dentro fino al collo, ma di cui la persona allinizio non si era accorta. Non ci siamo accorti perché eravamo distanti da noi stessi e la nostra anima. Eravamo attratti da qualcosa di noi che dovevamo scoprire. “Io ce la farò. Io sono più forte di lui. Io non cederò mai. Io non lo chiamo dovrà farlo lui e a quel punto lo lascerò io.  Sono le frasi dette spesso sotto lincantesimo di  un transito di Plutone, in cui in genere si gioca una battaglia allultimo sangue.

Una battaglia di potere non di amore.

Una battaglia in cui stiamo giocando ancora con il nostro genitore mancante che ci ha fatto sentire impotenti nello stesso modo, di cui riconosciamo le ombre ed è per questo che lamore è così familiare, forte e seduttivo. Non ce labbiamo fatta nellinfanzia con nostro padre o madre, in cui siamo usciti con le ossa rotte (e labbiamo scordato), e così ci riproviamo da adulti per vincere la battaglia persa allora.

In genere ne usciamo allo stesso modo, distrutti, ancora più cinici e arrabbiati con il mondo, perché ci siamo messi in una battaglia già persa in partenza. Un rapporto morto prima di nascere, e se ci interroghiamo onestamente, vedremo che lo sapevamo fin dallinizio.

E ne parlo ora, io che sono stata tanto e più volte nella ia vita, in queste battaglie tra vita e morte; ho una Luna Plutone da manuale, unAscendente Scorpione e una Venere in VIII Casa che mi hanno traghettato per bene laggiù, e a posteriori ricordo ad uno ad uno i miei amori ostinati e i miei alibi sabotanti, le mie implosioni emotive nella rabbia e nel risentimento, nella colpa e nellarresto di ogni eventuale possibilità di prendermi cura di me stessa.

Per questo ora lo vedo così spesso negli altri, e anche in me ancora a tratti esce perché non cambiamo mica tutta la nostra pelle in una vita sola, ma quello che mi fa male, è vedere che spesso ci possono volere anni e anni.. e possono tutti dirti qualsiasi cosa per aiutarti, ma se tu vuoi essere la sposa e sposo di Plutone e consacrarti a lui invece che alla vita, nulla potrà farti cambiare idea se non forse toccare il fondo, rischiare di morire psichicamente – e a volte non solo – e ripartire da capo. Dopo lennesima morte.

Il non accorgersi di essere partecipi attivi a questo sodalizio, anzi strettissimo matrimonio con loscurità della vita, è una dei dolori più sordi e duraturi che possiamo perpetuare. Occorre andare fino in fondo nelle zone remote del nostro essere e interrogarci: a cosa stiamo dando da mangiare dei nostri due poli interiori? AllAngelo o al Demone? Quale energia stiamo alimentando? 

La rabbia verso il passato (purtroppo spesso inconscia), la vendetta, lautocommiserazione passiva, oppure lo sforzo di andare dove ci è più difficile, lontani da ciò che conosciamo, le sicurezze, la zona di confort è la strada più ardua ma anche il bagliore forte e saldo dellautostima dellessersi rispettati forse per la prima volta.

Fa gola sfidare sempre la vita, ci si abitua alle emozioni forti e le tenue non le si sente nemmeno più, abituati al sangue e alla ferite, non sappiamo dire banalmente No graziee ritirarci dalla battaglia. Crediamo sia una sconfitta, invece è qui nascosta tutta la saggezza, ma ognuno ci deve arrivare con i suoi tempi, e forse si chiama anche passione di gioventù ed è necessaria, come in tutti i romanzi di formazione.

Come le storie di disintossicazione dalle dipendenze, anche soffrire è una dipendenza, ed è un percorso lento distaccarsene, occorre iniziare a compiere il primo passo di guarigione e poter accorgersi che si può dire di No. Che possiamo mollare il colpo e lasciar perdere, e uscire dalla fanghiglia dellimpotenza o del sentirci schiacciati. Non è facile distinguere il confine e il crinale di quando ci tradiamo o di quando diamo carburante alle nostre parti ombra che si cibano di ossessioni irrisolte invece di creare armonia e volerci solo più bene. Invece di vedere la bellezza e cercarla anche per noi.

Plutone è così attratto dalle ombre che conosce, che alla fine ci si affeziona. Occorre lasciarle indietro, non coltivarle. Occorre un abbandono consapevole verso persone, relazioni malate, pensieri neri e sarà come staccare un pezzo della nostra carne. Ci eravamo così allenati alla fine a dare carburante alla distruzione, che il resto non lo conosciamo neanche. ll resto pare insulso e insapore.

Per anni ho camminato con il viso serio e gli occhi tristemente rivolti verso il basso, come se là fuori nel mondo e nel mio futuro, non ci fosse niente ad aspettarmi. Niente che potessi stupirmi o scuotermi. E così è stato per anni. Non vedevo oltre il mio naso. Ho dovuto cambiare sguardo per accorgermi della vastità della vita ed è per questo che quando ho accanto qualcuno con gli occhi ciechi che vede solo il suo girone dellinferno, allinizio mi arrabbio ancora molto. Poi mollo. Poi smetto di arrabbiarmi perché chi sono io per tirarlo via da lì? Nessuno può aprirti gli occhi se tu non vuoi. Non c’è verso. Sono stata ripiegata nelle ombre per tanto tempo e sicuramente ancora i veli dagli occhi dovranno ancora progressivamente cadere, ma una cosa so, che quando si inizia a farlo il processo è irreversibile. Più respiri aria respirabile più ne vuoi ancora, più semini dentro di te bellezza più ti accorgi da subito se qualcosa o qualcuno tenta di macchiarti e ributtarti di sotto dallinferno dal quale sue uscito.

Per questo quando inizi ad amare il cammino insegnato da Plutone, vorresti che anche altri guardassero verso il cielo e iniziassero a sentire che è vero, la vita c’è, è poco più in là da dove si è partiti inizialmente e bisogna consapevolmente andarsela a prendere, ma c’è ed è tutta intorno. In piena scelta ad ogni minuto della nostra giornata possiamo percorrerla.

Noi soli possiamo scegliere se dare ascolto a energie vitali o energie mortifere.

Io ormai personalmente mi accorgo e fiuto come un segugio chi è totalmente immerso in questultime. Cerco di accorgermi se per caso questa cosa viene riconosciuta o se la persona vuole rendersi responsabile di questo, però poi se non lo vede, non vuole farlo o non sente necessario il cambiamento per la sua vita, non importa, non insisto, semplicemente lascio perdere e mi avvio da unaltra parte.

E il non voler più cambiare laltro a tutti i costi, ma saper di poter cambiare la nostra relazione o non-relazione con esso, è uno dei più grossi insegnamenti che Plutone possa fare a un essere umano.

Immagine di Galleria | Credit | Egon SchieleMorte e ragazza, 1915-16

Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese

Analista biografica a orientamento filosofico esperta in Astrologia Umanistica, socia Sabof, e iscritta all’Albo Professionale Nazionale Privato del C.I.D.A Centro Italiano Discipline Astrologiche. Lavora a Milano in consulenze individuali e laboratori di gruppo. Utilizza pratiche come scrittura autobiografica, linguaggio simbolico e analisi del tema natale, miti e archetipi.

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