Attualità: costume, società, culturaIl Drago come creatura magica e metafora del cervello rettiliano

Avatar Francesco FaraoniGiugno 22, 202069817 min

Il DRAGO è una creatura che incontriamo sovente in numerose mitologie, leggende e folclori antichi. In genere è considerato un animale dal temperamento umido e freddo (1) a differenza di quanto si possa immaginare, per il fatto che sputa fuoco dalla bocca, è stato spesso associato al Regno del Sottosuolo, ovvero al mondo ctonio, nemico della luce, animale totemico dell’ombra e dell’oscurità, difensore della magia, guardiano dei segreti e dei misteri, notturno, animale della soglia nel passaggio delle Ere, pericoloso ma anche generatore di fuoco dall’oscurità, ovvero fuoco che si genera  dall’umido e dal freddo, un Fuoco interiore da non confondere rispetto al fuoco che riscalda prodotto dal legno. Nella cultura sumerica, babilonese, assira ma anche in quella peruviana e cinese, il Dragone è visto come creatura celeste che divora il Sole o la Luna durante le eclissi. Il Dragone è una creatura veramente ancestrale e antica, chi lo vede apparire nei propri sogni si ritenga fortunato, perché significa che ha destato dal proprio inconscio forze antiche profonde e potentissime; era una creatura ricorrente, spesso associato a divinità babilonesi ed assire lo troviamo al fianco di Marduk, Enlili, Sin. I Draghi assumevano sempre sembianze mostruose. Nella mitologia greca è il custode del Vello D’Oro simbolo associato al primo segno zodiacale, l’Ariete, nell’apocalisse è visibile come Drago dalle Sette Teste a richiamare la Potestà e la Potenza dei Sette Pianeti pronti a rivelare (apocalisse) la verità sull’uomo, e sui tempi dell’uomo. Nella tradizione germanica incontriamo il terribile Fafnir, viene ucciso da Sigrido, l’eroe bagnandosi nel sangue del drago acquisisce il potere di parlare la lingua degli uccelli (animali associati al vento, metafora quindi del linguaggio di dio). Il Drago porta con sé una terribile e potente forza, antica, arcaica, grezza, oscura, è associabile a ciò che oggi chiamiamo “istinto primordiale” e cervello primitivo.

I TRE CERVELLI
Secondo una teoria formulata da Paul Donald MacLean ( ♉︎ 1° maggio 1913 – 26 dicembre 2007), medico e neuroscienziato, il cervello ha tre componenti principali: il cervello rettiliano rappresentato dal tronco encefalo, il cervello mammifero rappresentato dal sistema limbico e il cervello sede della coscienza rappresentato dalla neocorteccia. Questa teoria ritiene che in ogni cervello sia contenuta una memoria antica e arcaica, rappresentata da istinti, sentimenti ed emozioni, appartenuti da sempre all’uomo. Nella sua primissima comparsa, l’uomo lasciava il pieno controllo della sua vita e delle sue scelte al cervello rettiliano, nel quale ancora oggi conserviamo memorie antiche e spesso verso cui ci rivolgiamo nei momenti più stressanti e più difficili della nostra vita. Nel bene o nel male, il cervello rettiliano ha lo scopo di spingerci alla sopravvivenza ad ogni costo, anche senza guardare chi abbiamo davanti, anche a costo di violare codici etici e morali, è la parte del cervello che molti neuroscienziati ritengono responsabile dei peggiori crimini ed atti perpetrati da un singolo o da una collettività.

Nel cervello rettiliano ci sono funzioni primordiali rappresentate dall’istinto della territorialità (questo è il mio spazio e nessuno ci entra senza la mia autorità), dall’istinto della conquista (questo è mio oppure questo mi serve e me lo prendo, per un mio beneficio, senza dividerlo con nessuno, con egoismo), dall’istinto della difesa (ad ogni costo e senza guardare in faccia nessuno, difendo ciò che è mio anche con gesti estremi e violenti). Altre funzioni del cervello rettiliano sono relative all’istintività biologica, ovvero al senso di sopravvivenza e all’istinto di accoppiarsi per un fine preciso: non permettere l’estinzione dell’umanità. Nel cervello rettiliano è assente la moralità e l’etica, nonché qualsiasi principio umanistico, filosofico, razionale, religioso, culturale, è istinto allo stato puro, bestiale. Per questo Paul Donald MacLean ha associato a questo cervello una natura fredda che rievoca molto la natura fredda umida del Drago come animale magico e simbolico.

DRAGO COME METAFORA DEL CERVELLO RETTILIANO
L’istintività di questo animale e la sua incredibile forza magica, è in sintonia alle qualità del cervello rettiliano, a quell’energia primordiale, selvaggia, fredda, ma che è anche profondamente umida, perché vitale, pulsante di voglia e desiderio di vivere, a tutti i costi. L’animale lo ritroviamo raffigurato anche in numerose allegorie medievali, in testi di alchimia e di magia ermetica, nonché in numerosi testi di astrologia antica. Il Drago intende raffigurare una simbologia di estremo freddo e di estremo umido, i NODI LUNARI per esempio rievocano come immagine di riferimento la testa e la coda di un drago, i nodi lunari sono spesso visti dall’astrologia come punti malefici alla stregua di Marte e Saturno, da intendersi come punti dove l’energia è veramente potente, una voragine vorticosa, che può inghiottire ma che può anche essere preludio di grandi potenzialità.

Quando ci sono le eclissi di Luna e di Sole, il Drago come animale magico viene liberato nelle trame del macrocosmo, e siamo più vulnerabili alla sua azione simbolica. Proprio durante i giorni prima e dopo una eclissi, siamo più suscettibili a livello umorale, ovvero più predisposti a lasciare il controllo delle nostre scelte e dei nostri comportamenti al cervello rettiliano, questo perché il Drago durante le eclissi solari si risveglia dalla sua oscurità e viene a inghiottire il Sole o la Luna, e quindi simbolicamente siamo più inclini a dar sfogo alle parti più arcaiche e nascoste di noi. Aumenta la tensione, la suscettibilità, la perdita di controllo, la stanchezza, siamo meno capaci di ragionare e di essere ragionevoli.

PRENDERE IL CONTROLLO ENERGETICO DEL DRAGO
La SEPTARIA è la pietra da sempre associata al Drago, chiamata infatti anche Pietra del Dragone. Questa pietra, per la sua morfologia e caratteristica estetica, ricorda e rievoca i draghi delle leggende mitologiche e delle fiabe più antiche, è inoltre una pietra veramente potente perché rappresenta tutti e sette i pianeti fondamentali (Sole Luna Mercurio Venere Marte Giove Saturno) e quindi è una pietra dotata di grande potere riequilibrante. Nei momenti di eclissi di sole o di luna, dovremmo tutti avere con noi una septaria, perché intende riequilibrare le fluttuazioni energetiche, gli sbalzi di luce e ombra, nei momenti più difficili, o quando sono difficili i transiti, la Septaria aiuta a contrastarli. Essa va rigenerata alla luce del sole del mezzogiorno, ma anche alla Luce della Luna Piena. Bagnata nell’acqua. Passata sopra i fumi di un incenso. Ricaricata vicino ad una candela accesa. Messa a contatto con una pierta purificatrice come un cristallo di rocca. Governa tutti gli elementi e porta con sé la forza riequilibratrice dei sette pianeti.

DRAGO COME SOGNO ONIRICO
Se sogni un Drago, la parte più antica della tua anima intende ricordarti o comunicarti qualcosa. Il Drago nei sogni ricorda all’inconscio la nostra natura antica e arcaica, le forze magiche, il mistero della vita, la potenza dell’universo e del cosmo. E’ una creatura che in un sogno può avere un grande richiamo al potere della sessualità e della fertilità, ma può in certi casi essere anche indice di un periodo difficile della nostra vita, che ci spaventa e ci tormenta. Il Drago è anche il simbolo dell’energia sessuale, da intendersi però non come l’energia con cui facciamo l’amore con la persona che amiamo, ma come energia sessuale primordiale, antica, arcaica, che spinge alla sopravvivenza senza misura e a qualsiasi costo e prezzo, è una energia quindi molto potente e pericolosa se gestita male e senza l’uso degli altri due cervelli: quelli che Paul Donald MacLean ha definito cervello mammifero (più razionale e logico) e cervello della coscienza (più spirituale e più aperto alla consapevolezza).

DRAGO IN ASTROLOGIA
Sono i nodi lunari a rievocare la simbologia del drago, a livello astronomico sono i due punti in cui l’orbita lunare incontra e interseca il piano dell’orbita terrestre, sono quindi due punti perfettamente in opposizione tra loro. Quello ascendente verso l’emisfero boreale si chiama nodo lunare nord o Testa del Drago, quello discendente verso l’emisfero celeste australe si chiama nodo lunare sud o Coda del Drago. L’asse che congiunge i due nodi è chiamata Asse del Dragone, una specie di colonna vertebrale rettiliana di ancestrale potenza, tralasciando le definizioni dell’astrologia karmica (che prevederebbero approfondimenti di astrologia vedica che non potrei trattare non conoscendola adeguatamente), in generale sono due punti che indicano due gradi dello zodiaco che vogliono indicarci la strada dell’evoluzione e dell’involuzione. Negli approcci più contemporanei, il NODO NORD è della natura gioviale, il NODO SUD della natura saturnina quindi più malefico.  Il Nodo  Sud intende rappresentare tutto ciò che ci lega, vincola, e che non ci permette di evolvere. Il Nodo Nord la meta da raggiungere, ovvero verso cosa siamo “orientati” vocazionalmente. Tuttavia nel Nodo Sud sono anche presenti memorie arcaiche e antiche, che potrebbero invece essere importanti da esplorare e comprendere, prima del viaggio verso il nodo nord! L’Asse del Dragone è un’asse veramente potente, dove le energie di costruzione e distruzione si alternano incessantemente, e probabilmente è un’asse che ci ricorda più di tutti gli altri aspetti astrologici il mistero della nostra vita, del nostro essere o non-essere. In quest’asse comunque possiamo trovare anche gli atteggiamenti e i comportamenti più arcaici e antichi, specialmente nel Nodo Sud dove possiamo vedere la “memoria rettiliana” gli impulsi più feoroci o le energie più profonde e antiche; nel nodo nord quelle che vogliamo raggiungere o che desideriamo concretizzare.

IL DRAGO DELL’APOCALISSE A SETTE TESTE
DETTO ANCHE BESTIA DELLA RIVELAZIONE

 

BIBILIOGRAFIA
Astrologia occulta, edizioni mediterranee (nota 1)
Astrologia taoista, Patrizia Muller
I simboli del drago, edizioni mediterranee

 

 

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Francesco Faraoni

FOUNDER DI THE SUN ASTROLOGY - studioso e ricercatore in ambito astrologico, ad approccio umanistico e della filosofia naturale.

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