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Nutrimento e allattamento: l’accoglimento della Grande Madre | Nicoletta Ferroni

Appena vediamo la luce su questo pianeta co-partecipiamo a un evento cosiddetto parto. In questa prima fase dell’esistenza entra in scena la respirazione, l’alimentazione per suzione e il contatto con il corpo della madre. Dopodiché successivamente man mano sperimentiamo la comparsa dei primi denti, della parola e del camminare. E’ un periodo di grande risonanza affettiva in cui ci prepariamo poi all’uscita da questa fase con lo svezzamento, un momento assai delicato che permette di vivere una separazione dalla simbiosi con la madre per passare dalla antecedente “motilità intrauterina alla mobilità intenzionale”[1].

Una degli aspetti curiosi che iniziò a essere diffuso negli anni Settanta fu l’allattamento a orario. Questo contribuì a creare nel neonato un’imposizione a mangiare laddove il piccolo non aveva ancora fame, ma desiderava altro, come per esempio dormire, o essere accarezzato, coccolato o altri tipi di attenzioni.

Al contempo l’uso del biberon – necessario nel caso in cui la madre vive blocchi di allattamento naturale – crea nel neonato un’apertura della propria bocca completamente diversa rispetto all’allattamento al seno.

Infatti con il biberon non avviene la suzione e la spremitura del capezzolo, bensì un ingurgitare continuo del latte artificiale attraverso la gomma del ciuccio del biberon, a cui spesso vengono eccessivamente allargati i fori, con l’idea che il neonato possa nutrirsi di più.

Le dinamiche di allattamento fanno sì che l’adulto possa portare con sé non solo una relazione con il cibo di un certo tipo, ma anche un’incapacità a respirare a pieni polmoni, una certa fame d’aria, note depressive, un frequente ricorso a dipendenze quali il cibo, il fumo, droghe, farmaci, lavoro, sesso, gioco, ecc.

Citando Irene Zanier: “Il segno di Cerere, ci darà indicazione dello stile del nostro rapporto con il nutrimento fisico, affettivo, spirituale ed è per questo che se inserita in configurazioni disarmoniche può lasciar intravedere la presenza di qualche complesso legato all’alimentazione, al “materno” castrante/soffocante, alle dipendenze affettive oltre a qualche dettaglio sulla percezione di difesa o assenza “dell’innocenza” da bambini.”[2]

E’ lecito credere che nel rapporto con il nutrimento possano contribuire anche esperienze vissute in fasi della vita successive all’allattamento, come lo svezzamento quando il bambino da bevitore diventa masticatore.

Nello svezzamento fin dalla comparsa dei primi denti, il bambino inizia a masticare, così come poi successivamente inizia a camminare e a parlare, a controllare gli sfinteri ed  ad accedere a funzioni di pensiero più evoluto.

È una fase molto importante perché, mentre durante l’allattamento il neonato ha prevalentemente lo sguardo sulla madre che lo allatta, a partire dallo svezzamento il bambino comincia a far convergere gli occhi sul proprio naso e con la nascita dei primi denti accede alla piramidalità, particolarmente quando si alza camminando sui propri piedi.

Il neonato è dunque passato dal campo energetico della madre al campo energetico della famiglia e quindi da una relazione diadica con la madre ad una relazione almeno a tre (neonato, madre e padre).

Ed è in questa fase che diventa in grado di scegliere cosa mangiare rispetto a quello che gli viene dato ai pasti.

Mentre durante l’allattamento poteva al massimo ricevere un’altra qualità di latte, laddove se rifiutava il seno materno, veniva poi allattato al biberon, con lo svezzamento diventa dunque autonomo nel dire non solo: “Sì” o “No” al nutrimento ma anche nel dire: “Mi piace”, “Non mi piace” a ciò che la madre decide di dargli come nutrimento, passando alla fase in cui seleziona il cibo da mangiare.

Alla luce di tutto questo manca solo un piccolo grande dettaglio.

Che cos’è il nutrimento per un neonato, oltre a un mezzo per crescere?

Il nutrimento è percepito come la più alta forma d’Amore che conosce all’inizio del suo viaggio su questo pianeta, dopo l’eventuale accoglienza o possibile rifiuto conosciuti nella vita intrauterina e al parto.

Ne deriva che qualsiasi manifestazione distonica di allattamento e svezzamento dà le basi di tutti i paradigmi che il bambino sviluppa sull’amare e l’essere amato. E diventando grande sul cercare e trovare amore, compensando con cibo, fumo, droghe, farmaci, lavoro, sesso, gioco, laddove non trova amore a sufficienza.

Dalla posizione di Cerere potremo quindi scoprire qualcosa sull’allattamento e lo svezzamento di un individuo?

A mio parere attraverso Cerere, possiamo individuare la relazione sintonica o distonica tra nutrimento e Madre e quindi tra colei che ha il compito di nutrirlo e il nutrimento stesso che racconta primariamente di lei e della sua propensione ad allevarlo ma anche a separarsene.

E poiché Cerere “ci dà indicazioni importanti sul modo in cui abbiamo ricevuto nutrimento, sul contenimento e sulla nostra capacità di nutrire gli altri come anche la nostra capacità di separarci e individuarci.” sottolinea la Zanier nell’articolo citato poc’anzi, nella posizione di questo asteroide rispetto a Luna e Venere, potremmo quindi trovare interessanti informazioni su quanto si è sentito amato quando è stato nutrito dalla madre, che non sempre sarà stata percepita come una Grande Madre.

Nicoletta Ferroni

 

[1] Alfonso Guizzardi, “LE RADICI DELL’ANIMA”

[2] https://www.oroscopodelmese.it/asteroide-cerere-ceres/

 

ASTROLOGIANicoletta Ferroni VittoriaPsicologia del profondo

Energia sessuale e fuoco sacro | Nicoletta Ferroni

Trattando l’argomento “Energia sessuale” molte persone sentono imbarazzo immaginando che ci si riferisca a tematiche sul sesso. L’energia sessuale è ben altro che il sesso. O meglio, il sesso è un’espressione dell’energia sessuale nel sistema energetico di una persona. E l’energia sessuale è quella forza creatrice che si manifesta in diverse forme, tra cui anche il sesso, ma non necessariamente solo il sesso. Possiamo far convogliare la nostra energia sessuale in un progetto creativo senza fare sesso. O possiamo fare regolarmente sesso, senza farci portavoce di progetti creativi. Oppure fare entrambe le cose. L’aspetto fondamentale a cui prestare attenzione è che l’energia sessuale non sia bloccata ma che scorra fluidamente attraverso i nostri canali energetici, anche perché quando si blocca procura infiammazioni fino a manifestarsi in disturbi di vario genere a organi come il colon fino all’ano, la vescica, i genitali, utero o prostata, ovaie o testicoli, nonché la colonna vertebrale. Spessissimo infatti basta sbloccare un ristagno di energia sessuale che la persona torna a risentirsi vitale e piena di “carburante” creativo.

Questo non significa che una volta sbloccata l’energia sessuale la persona debba o voglia fare sesso a tutti i costi. Significa piuttosto che la persona può attingere a questa energia per creare ciò che dà passione nella vita. Tuttavia dell’energia sessuale non si può far scorta perché essa è come il fuoco: arde ma per farlo ardere va mantenuto vivo, riconoscendo che è un’energia a cui tutti possiamo attingere, senza privarcene e senza farla divampare in eccesso.

E’ sufficiente mantenere il fuoco in equilibrio – come quando ci prendiamo cura di un focolare – per avere un’energia sessuale equilibrata e convogliata in ciò che ci dà gioia di vivere. Se chiedessimo alla dea Vesta1 che cos’è l’energia sessuale, ci parlerebbe della sacralità del fuoco che lei è preposta a mantener vivo e protetto per mantenere accesa la relazione tra il divino e l’umanità. E questo fuoco lo possiamo serenamente scambiare con chiunque senza dover fare sesso con chiunque. A volte può succedere che in alcuni periodi venga in modo più o meno inconscio praticata dell’astinenza da attività sessuali, spesso proprio per direzionare l’energia sessuale in qualcosa da creare per cui è necessaria questa energia.

Come se si riattivasse in tutti gli esseri umani, maschi inclusi, la propria Vestale interiore.2 Vi è mai capitato di sentirvi in particolare sintonia con qualcuno con cui avete portato avanti un progetto? Qualcosa su cui vi siete “focalizzati” insieme per manifestarlo nella materia? E avete sentito tanta passione e soddisfazione? Avete attinto alla vostra energia sessuale e l’avete onorata. L’avete onorata perché non avete scelto di far esprimere solo il vostro chakra sessuale, ma avete anche fatto salire l’energia sessuale nel chakra del cuore, della gola fino ai chakra della testa. Esattamente come può accadere con un orgasmo che non si limita a rimanere vibrazionalmente solo nel bacino. E’ la stessa dinamica espressa nel sesso ma senza un piacere energetico-genitale. Infatti l’energia sessuale più nota ha un passaggio ascendente. Per esempio nei rapporti sessuali si accende nei genitali e poi può prendere una direzione ascendente che può arrivare fino alla testa e anche fuoriuscirne.

E lo stesso vale anche per l’energia sessuale implicata nei progetti creativi ricchi di passione, ovvero quelli che non sgorgano da un’energia puramente mentale, ma nascono dal chakra sessuale per poi salire al livello a cui permettiamo di salire, passando per i chakra del cuore, gola, testa, senza necessariamente implicazioni genitali. E onorare questa energia significa anche accogliere l’energia sessuale che diventa tutt’uno con l’energia spirituale nel momento in cui le si permette di salire dal basso in alto. Tuttavia esiste anche un evento in natura che prevede un vero e proprio orgasmo discendente: il parto. Per quanto sia poco sperimentato, la natura prevede che anche nel partorire una donna possa provare piacere, a dispetto della famigerata frase: “Tu, donna, partorirai con dolore.” Sono poco note le preparazioni al parto in cui le donne vengono educate a questo fenomeno, come sono rarissime quelle donne che hanno avuto questa esperienza di piacere nel parto e ancor più rare quelle che lo confessano.

Però esiste questa possibilità in cui l’energia sessuale venga convogliata dal chakra sessuale permettendo alla donna di sbloccare il canale del parto al punto tale da farne un evento fisicamente ed energeticamente piacevole.

Ma dal chakra sessuale, prima di scendere, questa energia si mette in comunicazione con il chakra del cuore e della gola verso cui si espande, senza salire, per poi scendere attraverso il canale del parto. Non a caso alle donne in sala travaglio viene suggerito di usare la voce per rilassare gola e genitali. E d’altronde la donna stessa usa spontaneamente la voce, sia nel momento del parto che nei rapporti sessuali. Naturalmente in molte scuole tantriche questo fenomeno dell’orgasmo discendente viene insegnato anche a donne non partorienti e agli uomini, affinché imparino a conoscere il fluire e la gestione della propria energia sessuale. In tal modo non solo il parto diventa la massima forma di espressione dell’energia sessuale che si “incarna” attraverso il chakra del cuore, ma qualsiasi manifestazione creativa in cui è implicata l’energia sessuale può diventare la massima forma di espressione dell’energia divina.

Intendendo l’energia divina come la summa di tutte le manifestazioni energetiche: spirituale, mentale, emozionale e fisica dell’esistenza, per ascoltare e dar voce ognuno alla propria vocazione, in cui l’energia sessuale si fa portavoce della vocazione stessa. E a proposito di vocazione, Vestali, nonché dell’asteroide Vesta, concludo con queste significative considerazioni di Irene Zanier: “La verginità delle Vestali non è da intendere quindi in senso di castità, bensì in quello originario di ‘integre e complete in se stesse’. Ancora una volta integrazione.

Nel sistema dei simboli questo asteroide Vesta è diventato emblema del “principio di concentrazione spirituale e devozione nel seguire ognuno la propria chiamata, la propria vocazione.”3

Nicoletta Ferroni

NOTE

1 Vesta a Roma (ma anche Estia in Grecia) erano le dee protettrici del focolare del Re, venerate da ogni famiglia, ma anche attraverso un culto ufficiale di stato che a Roma veniva celebrato il 9 giugno, in una piccola costruzione a pianta circolare nel Foro romano fatta costruire apposta dal Re Numa Pompilio (715-673 a.c.). Il fuoco sacro venne spento nel 391 d.C. per ordine dell’Imperatore Teodosio, che con l’editto di Tessalonica proibì i culti pubblici chiudendo tutti templi pagani.

2 Sacerdotesse della dea Vesta, donne di grande prestigio politico, scelte dal Re tra ragazze in età compresa tra i sei e i dieci anni, appartenenti a famiglia di rango patrizio. Il loro compito era mantenere il fuoco sacro a Vesta nel tempio circolare al Foro romano. Se il fuoco si estingueva era presagio di sventura. Addirittura la Vestale responsabile veniva gravemente punita, così come venivano punite, (sepolte vive lungo la strada selciata di Porta Collina) se violavano il voto di castità durante il tempo del loro sacerdozio che durava trent’anni (dieci per la preparazione, dieci per l’esercizio del sacerdozio e dieci per formare nuove giovani). Dopodiché potevano rientrare in famiglia e anche sposarsi.

3 Articolo, Luna piena in Toro: la sacra fiamma di Vesta, tratto dal suo oroscopodelmese.it