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ASTROLOGIAFrancesca De LucaIndagine Astrologica

Paranormale e astrologia

Francesca De Luca – Il mondo del paranormale ha sempre esercitato un fascino innegabile come anche un certo scetticismo davanti a quegli eventi che in apparenza sfidano il sistema scientifico fondato sulla misurabilità e la ripetibilità dei fenomeni.  Con questo articolo andremo sommariamente ad esaminare i più importanti elementi astrologici che esprimono simbolicamente il legame con dimensioni ed esperienze extra-sensoriali e stra-ordinarie e che, nel contesto di un tema natale, possono fornire indizi in merito alla predisposizione individuale a sviluppare e utilizzare quelle capacità che potremmo definire “medianiche”, ovvero in grado di entrare in contatto con mondi diversi da quelli conosciuti e di immediato accesso.

Ma cosa si intende con il termine “paranormale”? Facendo riferimento al dizionario Treccani, si tratta di un termine desunto dalla parapsicologia per indicare quei fenomeni psichici o psicofisici che non possono essere spiegati con le attuali leggi fisiche, biologiche, psicologiche e la cui autenticità è oggetto di dibattito oppure non è comunemente o ufficialmente accettata. Possono essere fenomeni paranormali la chiaroveggenza, la telepatia, la levitazione, le intercettazioni di fantasmi o poltergeist, le esperienze fuori dal corpo (OBE) e tutte quelle capacità ottenute senza il ricorso ai sensi.

Quanto detto finora, funge da base teorica per andare a rintracciare in Astrologia quegli elementi che esprimono una funzione o un ambito altro rispetto alla coscienza e al mondo ordinario per come gran parte di noi lo esperisce quotidianamente. 

La dimensione dell’inconscio, dell’intuizione e delle sensazioni immediate, in Astrologia è governata dalla Luna che esprime tutto ciò che non è appunto mediato dalla coscienza, dalla razionalità e ancora meno dalle strutture sociali. Tutte le volte che noi manifestiamo la nostra Luna – ovvero rispondiamo con una particolare reazione sensibile più o meno accentuata a cose, persone ed esperienze – mettiamo in moto un automatismo di cui non abbiamo controllo.

La Luna in determinati segni, e magari in aspetto ad altri pianeti, può enfatizzare e, a volte, esasperare questa sensibilità diventando una porta aperta verso altre dimensioni diverse da quelle comunemente percepite dai sensi.  Sono così, a titolo d’esempio, le Lune nei segni d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) oppure in aspetto stretto a pianeti extra-dimensionali come Nettuno e Plutone.

Quando si parla del contatto tra mondi e dimensioni diverse, non bisogna trascurare il ruolo di Mercurio, pianeta che, benché governi l’intelligenza e la ragione (si ricordi il suo domicilio in segni intellettuali e cerebrali come i Gemelli e la Vergine) deve essere anche considerato nella sua funzione di messaggero e collante: occorre ricordare che il dio Hermes rivestiva anche il ruolo di psicopompo, ovvero di accompagnatore delle anime dei defunti in quei regni – come l’Ade – che neanche agli altri dei era concesso valicarne i confini. Pertanto, il ruolo di Mercurio in un tema natale (posto in segni e case congeniali allo scopo), può essere importante nel testimoniare un collegamento con quegli regni occulti alla coscienza di cui il dio dai piedi alati si fa ponte e tramite.

Un altro pianeta collegato ad attività medianiche e psichiche è sicuramente Nettuno che, insieme a Urano e Plutone, viene considerato “trans-personale” poiché fa riferimento a quei temi di carattere universale che vanno ben oltre la personalità e il vissuto individuale e sui quali la capacità di azione e controllo da parte della persona è limitata. 

Nettuno, pianeta che dissolve i confini dell’ego e della materia, è generalmente associato alla spiritualità laddove si intenda un’esperienza di fusione con il regno dell’indifferenziato e che permette, una volta trasceso il legame con l’individualità, di entrare in comunione e di essere un tutt’uno con il divino (ne sono un esempio i mistici); allo stesso modo, una personalità di tipo medianico, come lo sono i sensitivi o i medium, è in grado di attingere a una serie di informazioni, sensazioni e memorie che possono fare parte non solo di un vissuto altrui ma anche di una coscienza collettiva o, addirittura, derivare da dimensioni e da entità preterumane.

Un contatto tra Nettuno e un pianeta personale (come la Luna o Mercurio) può senz’altro esprimere una capacità mentale di intuire informazioni desunte da altri livelli di coscienza ma potrebbe indicare anche una particolare abilità manuale di tipo terapeutico (come la taumaturgia), se si pensa all’associazione di Mercurio con gli arti e le mani.

Naturalmente, non basta che in un tema natale siano presenti i suddetti pianeti in determinati segni e in aspetto con certi altri pianeti. È altresì di fondamentale importanza considerare il contesto pratico in cui queste energie astratte si andranno ad esprimere nelle vicende individuali. Pertanto non bisogna trascurare quelle case astrologiche che abbracciano ambiti di esperienza congeniali a quanto stiamo esaminando.

La casa astrologica in cui si possono contattare esperienze “non ordinarie” è senz’altro la XII,  complementare e opposta della casa VI che governa tutte quelle attività umane regolate da ritmi e leggi prevedibili (salute, lavoro, agricoltura…) che qui invece assumono una manifestazione atipica, irregolare, misteriosa e inintelligibile e che non può essere pienamente misurabile e compresa attraverso i sensi.

Legata fortemente al concetto di trascendenza, in XII i limiti conosciuti in casa VI vengono sfumati e confusi. L’ordinaria attività onirica può essere trascesa attraverso la sperimentazione dei sogni lucidi o delle paralisi ipnagogiche; i limiti del corpo fisico possono essere trascesi con i viaggi astrali e mediante tecniche di meditazione avanzata e yoga; i limiti posti tra i vari regni possono subire una frattura con le apparizioni di fantasmi di defunti o con i fenomeni di poltergeist; la normale attività cerebrale può essere modificata con il raggiungimento – con o senza l’ausilio di sostanze stupefacenti, elementi facenti sempre parte di questo settore – dei cosiddetti stati alterati di coscienza, attraverso i quali si può entrare in contatto con il divino o il demonico, a seconda dei metodi e delle strade percorribili.

La Casa VIII invece è un altro luogo dell’oroscopo di profonda metamorfosi che consente la trasformazione alchemica di energie che, attraverso una crisi o una rottura, possono rinascere in altra forma. Qui è possibile che abbia luogo una metamorfosi del pensiero che subisce una spoliazione dei limiti che non permettono più di accedere agli aspetti occulti della conoscenza. Siccome l’VIII casa è il luogo in cui vengono trasformate quelle risorse che possono poi essere fruite dagli altri (si pensi a quegli aspetti governati dalla casa come le eredità e gli investimenti), è possibile che i propri talenti e capacità in ambito occulto vengano messi a disposizione di altri o condivisi attraverso l’esercizio di una professionalità: cartomanzia, stregoneria, spiritismo…

Concludendo, è doveroso far notare che, anche nel caso in cui sia stata osservata la presenza di certi pianeti in aspetto tra loro all’interno delle case, non è affatto scontato che tale disposizione sia una prova incontrovertibile della presenza attuale di talenti medianici, considerato che non sempre le capacità sono innate ma possono rimanere sopite a lungo prima di essere attivate, per esempio, da un particolare transito di un altro pianeta sui punti sensibili della configurazione planetaria interessata.

Questa breve dissertazione sull’argomento del paranormale in Astrologia non ha pretesa di esaurire la casistica che può occorrere in un tema natale e che rimandi all’eventuale predisposizione in senso paranormale. Non abbiamo fatto cenno, per esempio, a particolari configurazioni planetarie che accentuerebbero tali predisposizioni e quali pianeti possono essere coinvolti oltre quelli menzionati (persino Marte può avere un ruolo in tal senso). Piuttosto questo articolo si è proposto di offrire un ulteriore spunto di riflessione per familiarizzare ancora di più con le multiforme e complesse sfaccettature di pianeti e case astrologiche, confermando inoltre come l’Astrologia sia in grado di abbracciare i più svariati aspetti della conoscenza e dell’esperienza umana, compreso il misterioso mondo del paranormale.

 

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Difendere i confini e la memoria: il sacro compito del Cancro | Francesca De Luca

Il Solstizio d’estate segna il culmine del fulgore del Sole e, da questo momento in poi, la luce dei giorni andrà sempre più decrescendo, man mano che l’astro procederà nel suo lento ritiro nell’ombra, compiendo così simbolicamente un movimento retrogrado analogo a quello del granchio, il crostaceo che incarna l’archetipo del quarto segno dello zodiaco. Il segno del Cancro, infatti, è latore di un messaggio che invita al ritiro nelle acque delle emozioni, nel passato, nella dimensione dell’immaginazione e dell’inconscio, lontano dalle sollecitudini del mondo esterno che potrebbero intaccare il grande progetto di questa fase evolutiva dello Zodiaco: la costruzione e la difesa del proprio nucleo interiore e della prima base a carattere sociale che è la famiglia.

Domicilio della Luna – ed esaltazione di Venere secondo la scuola astrologica di Lisa Morpurgo – in Cancro si afferma il dominio di quelle energie planetarie femminili che rendono il segno potentemente ricettivo, sensibile, immaginativo ma anche tendente alla lentezza, alla pigrizia e all’edonismo che consentono maggiore spazio al fervido mondo interiore, prodigo di immagini, di ricordi ed emozioni profonde.

Spesso i nativi del segno sono portati all’accudimento altrui, alla vita domestica, all’amore e alla cura della famiglia: atteggiamenti e caratteristiche a lungo attribuiti esclusivamente al genere femminile da molte tradizioni culturali e religiose, laddove i vizi e le virtù di Marte – pianeta maschile per eccellenza che nel Cancro si trova in caduta – quali aggressività, iniziativa, azione diretta e assertività, sono state considerate appannaggio del genere maschile.

Che le qualità lunari non fossero ascrivibili esclusivamente al genere femminile, sarebbe avvalorato dal fatto che, presso molti popoli , la Luna era spesso identificata con divinità maschili – si pensi al dio Sin a Babilonia – ed è interessante che in molte lingue il sostantivo “luna” sia di genere maschile, come nell’arabo qamar قمر (femminile è invece shams شمس il sole). Così come in Europa (contrariamente a quanto si pensi) è possibile trovare il maschile per la “luna” e il femminile per il “sole”, come nella lingua tedesca (Der Mond, Die Sonne).

Ad aprire uno squarcio sulla complessità della dialettica maschile/femminile, interverrebbe la stessa simbologia iconografica che ruota intorno al segno del Cancro, evidenziando alcuni caratteri e attributi di natura sorprendentemente marziale e guerriera – apparentemente in contrasto con un segno femminile – a cominciare dallo stesso carapace del granchio che richiama l’oggetto dell’armatura e, di conseguenza, il concetto cardine della protezione e della difesa, mentre il tipico movimento a ritroso del crostaceo, così improntato alla cautela e che non tradisce paura, sembra riprodurre la tattica militare della ritirata.

Inoltre, l’immagine simbolica dell’armatura viene significativamente riproposta nei Tarocchi, in particolare nell’immagine dell’Arcano VII del Carro – associato proprio al segno del Cancro – che nel mazzo di Rider Waite (i cui disegni sono opera di Pamela Colman Smith) raffigura in primo piano un guerriero ben corazzato alla guida di un carro trainato da una coppia di sfingi (una bianca e una nera) orientate in direzioni diverse. Esse rappresentano le emozioni che, piuttosto che essere soffocate o lasciate libere di esprimersi caoticamente, devono essere controllate e raffinate perché esse stesse – e in particolar modo per il Cancro – rappresentano la spinta per portare avanti progetti e realizzare sogni.

Se rivediamo il mito da cui deriva la costellazione del segno, ancora una volta troviamo il Cancro agire in un contesto bellico nei panni di Carcino, il gigantesco granchio autore di un attacco inaspettato a Eracle nella seconda fatica che vede impegnato l’eroe a combattere contro l’Idra di Lerna, un mostro leggendario figlio di Era, signora dell’Olimpo e moglie di Zeus. In difesa della divinità, e forse di tutto ciò a cui ella presiede – il matrimonio, il parto e la famiglia – interviene il granchio da lei evocato per mettere ancora più in difficoltà Eracle – eroe solare per eccellenza – il quale, durante il combattimento con il Mostro, viene pizzicato ai piedi dalle chele del grosso granchio, forse al fine di destabilizzarlo.

Schiacciato a morte dall’eroe, al nostro artropode Era riserverà l’onore di avere un posto tra le costellazioni del cielo, una delle meno luminose, a dire il vero, forse per affermare il legame del segno col mondo della notte.

Quel che emerge dal racconto mitologico, in particolare, è una strategia di attacco/difesa che spesso viene messa in atto dal segno e, benché non sia orientata all’attacco veloce e diretto a viso aperto, non risulta meno letale. La leva su cui agisce il Cancro, infatti, è, ancora una volta, quella delle emozioni – modalità tutt’altro che ignota anche agli altri segni d’acqua – perché esse rappresentano quel terreno conosciuto e familiare che i nati del segno sono in grado di gestire e manipolare.

Tuttavia, trattandosi di un segno più reattivo che attivo, l’azione è spesso frutto di una sollecitazione esterna, spesso di una provocazione: per esempio, se si sentono sfidati o se la dimensione dell’intimità viene minacciata, potrebbero reagire erigendo mura di silenzio inespugnabili, impedendo di fatto ogni azione dell’avversario e costringendo la lotta a una situazione di stallo forzato.

Questa proverbiale tenacia nel circoscrivere confini impenetrabili permette ai nati del segno di rivestire il ruolo di protettori e di difensori di ciò che ruota al concetto di intimità: la propria privacy e quella della propria famiglia o di coloro i quali sono considerati parte del proprio clan, anche in assenza di legami di sangue.

Per estensione, la loro azione protettiva e conservatrice è volta a tutto ciò che si riallaccia al mondo delle origini: può essere il proprio passato individuale e il proprio l’inconscio – che possono indagare in attività di meditazione e ricerca interiore oppure nelle vesti di professionisti della psicologia o delle relazioni di aiuto; il passato familiare – il genealogista è un’altra professione tipica del Cancro; il passato di una nazione, di un popolo, di una civiltà – non a caso, tra i nativi del segno, troviamo molti storici, archeologi, collezionisti.

La volontà del Cancro di fare affidamento su una base sicura, sia essa rappresentata da una casa o da una famiglia, rimanda all’idea di delimitare, recingere, porre confini tra interno ed esterno: concetto che ci riporta a quel recinto sacro che nell’antichità rappresentava nei templi l’area rituale ben delimitata e che, nell’ambito della magia cerimoniale, richiama l’azione del tracciare il cerchio al fine di proteggere l’incolumità del mago da malevole interferenze esterne. Lo stesso concetto di casa – luogo sacro del Cancro – come spazio delimitato da confini tracciati da un cerchio che chiude e delimita lo possiamo ritrovare nell’arabo dār دار uno dei termini che indica la “casa”, la cui radice da-wa-ra دور significa letteralmente “muoversi in circolo”.

Il compito del Cancro dunque non è soltanto quello di recingere in senso fisico ma anche quello più concettuale di preservare la sicurezza, l’incolumità e la purezza originaria dalle intrusioni esterne, attraverso il potente mezzo della memoria e degli strumenti di registrazione come la scrittura, la narrazione, la collezione.

È grazie alla cura del Cancro, alla sua tenacia e al suo marziale senso di difesa e protezione che il passato, coi suoi ricordi, le sue vestigia, i suoi segni e le sue creazioni, possono essere tramandati ai posteri ed essere così consegnati all’immortalità.