Categoria: Filosofia ed esoterismo

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Pitagora: l’uomo diventato leggenda | Emanuele Scialpi

Se esiste un uomo che abbia raggiunto un livello di rispetto e di sacralità quasi divina, quello è senza ombra di dubbio Pitagora di Samo. Oggi è conosciuto e ricordato quasi solamente per il famoso teorema che elaborò sui triangoli rettangoli, ma pochi conoscono la sua storia, per quanto di lui sia possibile dire, visto che non ci è pervenuto granché: il “Sommo Maestro”, come veniva chiamato dai suoi discepoli, infatti, non scrisse nulla, e quel poco che sappiamo lo dobbiamo agli appunti di Filolao, uno dei due suoi discepoli di cui conosciamo il nome, assieme ad Archita.

Si dice che fosse in grado di parlare con gli orsi, spostare i fiumi, e che fosse una delle manifestazioni del dio Apollo, ma vediamo dove la leggenda ebbe inizio, anche da un punto di vista esoterico. Pitagora nacque a Samo, nel 570 a.C., dove venne fin da giovane in contatto con la tradizione orfica, che parlava della reincarnazione delle anime, la cosiddetta metempsicosi: famoso il mito di Orfeo ed Euridice, che tratta il ritorno dell’anima dall’Oltretomba; dall’orfismo Pitagora prese molto e cominciò ad elaborare il suo pensiero.

Non tutti sanno, infatti, che la teoria della reincarnazione non è solo ed esclusivamente orientale, bensì è radicata anche nelle prime forme di filosofia occidentale, presente anche in Platone che, nel Fedro e nel Mito di Er, tratta piuttosto esaustivamente. Ad ogni modo, sembra che Pitagora fosse entrato in contrasto con il tiranno della sua città natale ed iniziò così a compiere una serie di viaggi in Oriente tra cui in Egitto, dove, secondo Plutarco, che ne parla nel suo Iside e Osiride, pare essere stato iniziato agli antichi misteri da Oinuphis, un sacerdote della grande Eliopoli, un tempo grandissimo centro culturale.

Pitagora imparò che esiste una strettissima corrispondenza tra la geometria, la musica, l’algebra e l’astronomia (che anticamente era un tutt’uno con l’astrologia, anzi, lo fu fino ai tempi di Newton e oltre): tutto ciò che esiste, infatti, possiede la natura di onda, come la fisica moderna ha attestato, e vibra ad una certa frequenza. Egli aveva imparato addirittura a riconoscere il suono prodotto dal moto di tutti i pianeti allora conosciuti, la celebre musica delle sfere, tanto cara a Dante, che la inserisce all’interno del Paradiso sotto forma dei cori angelici, che cantano la gloria di Dio.

Tutti gli esseri viventi dell’universo sono esprimibili sotto forma di numeri e la musica rappresenta ciò che lega l’umano al divino; attraverso la numerologia e i rapporti numerici, oltre che grazie all’utilizzo e alla conoscenza di determinate forme geometriche, infatti, è possibile stabilire una perfetta corrispondenza tra micro e macrocosmo, tra l’alto e il basso. Non tutti sanno che le cattedrali gotiche furono erette e costruite seguendo queste leggi e questi rapporti armonici, che i cavalieri Templari avevano riscoperto grazie alle conoscenze che recuperarono laddove sorgeva l’antico Tempio di Gerusalemme, anch’esso costruito secondo proporzioni e canoni ben specifici.

Pitagora, all’interno della sua scuola, se così possiamo definirla, perché più che scuola si trattava di una sorta di confraternita in cui per entrare bisognava sottoporsi ad una vera e propria iniziazione, a differenza, ad esempio, della successiva Accademia di Platone, possedeva e aveva acquisito una sorta di aura divina: i suoi discepoli non mettevano mai in discussione la sua parola (celeberrima la frase latina Ipse Dixit, “l’ha detto lui”, che la dice lunga a riguardo) e sembra che tenesse le sue “lezioni” e i suoi discorsi coperto da un velo, quasi a testimonianza del fatto che per gli antichi la propria immagine potesse essere come imprigionata, cosa che probabilmente prese dalla tradizione egizia. 

Egli arrivò ad un tale livello di sapere da non avere eguali: sapeva benissimo che le influenze planetarie, ma anche astrali, agiscono sugli esseri viventi in virtù della loro emanazione vibratoria, la quale, in qualche modo, si interlaccia ed entra in sintonia con il loro campo magnetico, producendo effetti diversi a seconda della natura della vibrazione stessa. Anche il pensiero ebraico e la ghematria attribuiscono un valore immenso ai numeri e sostengono, come disse anche lo stesso Galileo, che l’universo sia costruito su basi matematiche e che, chi conosce le chiavi e le “formule” giuste, sia in grado di decifrare la Parola di Dio, linguaggio arcano con cui fu costruito tutto ciò che esiste.

Di Emanuele Scialpi
dottore in lettere antiche e moderne
autore di Summa Esoterica
manu.scialpi777@gmail.com

ASTROLOGIAFilosofia ed esoterismoFrancesco Faraoni

Il Drago come creatura magica e metafora del cervello rettiliano

Il DRAGO è una creatura che incontriamo sovente in numerose mitologie, leggende e folclori antichi. In genere è considerato un animale dal temperamento umido e freddo (1) a differenza di quanto si possa immaginare, per il fatto che sputa fuoco dalla bocca, è stato spesso associato al Regno del Sottosuolo, ovvero al mondo ctonio, nemico della luce, animale totemico dell’ombra e dell’oscurità, difensore della magia, guardiano dei segreti e dei misteri, notturno, animale della soglia nel passaggio delle Ere, pericoloso ma anche generatore di fuoco dall’oscurità, ovvero fuoco che si genera  dall’umido e dal freddo, un Fuoco interiore da non confondere rispetto al fuoco che riscalda prodotto dal legno. Nella cultura sumerica, babilonese, assira ma anche in quella peruviana e cinese, il Dragone è visto come creatura celeste che divora il Sole o la Luna durante le eclissi. Il Dragone è una creatura veramente ancestrale e antica, chi lo vede apparire nei propri sogni si ritenga fortunato, perché significa che ha destato dal proprio inconscio forze antiche profonde e potentissime; era una creatura ricorrente, spesso associato a divinità babilonesi ed assire lo troviamo al fianco di Marduk, Enlili, Sin. I Draghi assumevano sempre sembianze mostruose. Nella mitologia greca è il custode del Vello D’Oro simbolo associato al primo segno zodiacale, l’Ariete, nell’apocalisse è visibile come Drago dalle Sette Teste a richiamare la Potestà e la Potenza dei Sette Pianeti pronti a rivelare (apocalisse) la verità sull’uomo, e sui tempi dell’uomo. Nella tradizione germanica incontriamo il terribile Fafnir, viene ucciso da Sigrido, l’eroe bagnandosi nel sangue del drago acquisisce il potere di parlare la lingua degli uccelli (animali associati al vento, metafora quindi del linguaggio di dio). Il Drago porta con sé una terribile e potente forza, antica, arcaica, grezza, oscura, è associabile a ciò che oggi chiamiamo “istinto primordiale” e cervello primitivo.

I TRE CERVELLI
Secondo una teoria formulata da Paul Donald MacLean ( ♉︎ 1° maggio 1913 – 26 dicembre 2007), medico e neuroscienziato, il cervello ha tre componenti principali: il cervello rettiliano rappresentato dal tronco encefalo, il cervello mammifero rappresentato dal sistema limbico e il cervello sede della coscienza rappresentato dalla neocorteccia. Questa teoria ritiene che in ogni cervello sia contenuta una memoria antica e arcaica, rappresentata da istinti, sentimenti ed emozioni, appartenuti da sempre all’uomo. Nella sua primissima comparsa, l’uomo lasciava il pieno controllo della sua vita e delle sue scelte al cervello rettiliano, nel quale ancora oggi conserviamo memorie antiche e spesso verso cui ci rivolgiamo nei momenti più stressanti e più difficili della nostra vita. Nel bene o nel male, il cervello rettiliano ha lo scopo di spingerci alla sopravvivenza ad ogni costo, anche senza guardare chi abbiamo davanti, anche a costo di violare codici etici e morali, è la parte del cervello che molti neuroscienziati ritengono responsabile dei peggiori crimini ed atti perpetrati da un singolo o da una collettività.

Nel cervello rettiliano ci sono funzioni primordiali rappresentate dall’istinto della territorialità (questo è il mio spazio e nessuno ci entra senza la mia autorità), dall’istinto della conquista (questo è mio oppure questo mi serve e me lo prendo, per un mio beneficio, senza dividerlo con nessuno, con egoismo), dall’istinto della difesa (ad ogni costo e senza guardare in faccia nessuno, difendo ciò che è mio anche con gesti estremi e violenti). Altre funzioni del cervello rettiliano sono relative all’istintività biologica, ovvero al senso di sopravvivenza e all’istinto di accoppiarsi per un fine preciso: non permettere l’estinzione dell’umanità. Nel cervello rettiliano è assente la moralità e l’etica, nonché qualsiasi principio umanistico, filosofico, razionale, religioso, culturale, è istinto allo stato puro, bestiale. Per questo Paul Donald MacLean ha associato a questo cervello una natura fredda che rievoca molto la natura fredda umida del Drago come animale magico e simbolico.

DRAGO COME METAFORA DEL CERVELLO RETTILIANO
L’istintività di questo animale e la sua incredibile forza magica, è in sintonia alle qualità del cervello rettiliano, a quell’energia primordiale, selvaggia, fredda, ma che è anche profondamente umida, perché vitale, pulsante di voglia e desiderio di vivere, a tutti i costi. L’animale lo ritroviamo raffigurato anche in numerose allegorie medievali, in testi di alchimia e di magia ermetica, nonché in numerosi testi di astrologia antica. Il Drago intende raffigurare una simbologia di estremo freddo e di estremo umido, i NODI LUNARI per esempio rievocano come immagine di riferimento la testa e la coda di un drago, i nodi lunari sono spesso visti dall’astrologia come punti malefici alla stregua di Marte e Saturno, da intendersi come punti dove l’energia è veramente potente, una voragine vorticosa, che può inghiottire ma che può anche essere preludio di grandi potenzialità.

Quando ci sono le eclissi di Luna e di Sole, il Drago come animale magico viene liberato nelle trame del macrocosmo, e siamo più vulnerabili alla sua azione simbolica. Proprio durante i giorni prima e dopo una eclissi, siamo più suscettibili a livello umorale, ovvero più predisposti a lasciare il controllo delle nostre scelte e dei nostri comportamenti al cervello rettiliano, questo perché il Drago durante le eclissi solari si risveglia dalla sua oscurità e viene a inghiottire il Sole o la Luna, e quindi simbolicamente siamo più inclini a dar sfogo alle parti più arcaiche e nascoste di noi. Aumenta la tensione, la suscettibilità, la perdita di controllo, la stanchezza, siamo meno capaci di ragionare e di essere ragionevoli.

PRENDERE IL CONTROLLO ENERGETICO DEL DRAGO
La SEPTARIA è la pietra da sempre associata al Drago, chiamata infatti anche Pietra del Dragone. Questa pietra, per la sua morfologia e caratteristica estetica, ricorda e rievoca i draghi delle leggende mitologiche e delle fiabe più antiche, è inoltre una pietra veramente potente perché rappresenta tutti e sette i pianeti fondamentali (Sole Luna Mercurio Venere Marte Giove Saturno) e quindi è una pietra dotata di grande potere riequilibrante. Nei momenti di eclissi di sole o di luna, dovremmo tutti avere con noi una septaria, perché intende riequilibrare le fluttuazioni energetiche, gli sbalzi di luce e ombra, nei momenti più difficili, o quando sono difficili i transiti, la Septaria aiuta a contrastarli. Essa va rigenerata alla luce del sole del mezzogiorno, ma anche alla Luce della Luna Piena. Bagnata nell’acqua. Passata sopra i fumi di un incenso. Ricaricata vicino ad una candela accesa. Messa a contatto con una pierta purificatrice come un cristallo di rocca. Governa tutti gli elementi e porta con sé la forza riequilibratrice dei sette pianeti.

DRAGO COME SOGNO ONIRICO
Se sogni un Drago, la parte più antica della tua anima intende ricordarti o comunicarti qualcosa. Il Drago nei sogni ricorda all’inconscio la nostra natura antica e arcaica, le forze magiche, il mistero della vita, la potenza dell’universo e del cosmo. E’ una creatura che in un sogno può avere un grande richiamo al potere della sessualità e della fertilità, ma può in certi casi essere anche indice di un periodo difficile della nostra vita, che ci spaventa e ci tormenta. Il Drago è anche il simbolo dell’energia sessuale, da intendersi però non come l’energia con cui facciamo l’amore con la persona che amiamo, ma come energia sessuale primordiale, antica, arcaica, che spinge alla sopravvivenza senza misura e a qualsiasi costo e prezzo, è una energia quindi molto potente e pericolosa se gestita male e senza l’uso degli altri due cervelli: quelli che Paul Donald MacLean ha definito cervello mammifero (più razionale e logico) e cervello della coscienza (più spirituale e più aperto alla consapevolezza).

DRAGO IN ASTROLOGIA
Sono i nodi lunari a rievocare la simbologia del drago, a livello astronomico sono i due punti in cui l’orbita lunare incontra e interseca il piano dell’orbita terrestre, sono quindi due punti perfettamente in opposizione tra loro. Quello ascendente verso l’emisfero boreale si chiama nodo lunare nord o Testa del Drago, quello discendente verso l’emisfero celeste australe si chiama nodo lunare sud o Coda del Drago. L’asse che congiunge i due nodi è chiamata Asse del Dragone, una specie di colonna vertebrale rettiliana di ancestrale potenza, tralasciando le definizioni dell’astrologia karmica (che prevederebbero approfondimenti di astrologia vedica che non potrei trattare non conoscendola adeguatamente), in generale sono due punti che indicano due gradi dello zodiaco che vogliono indicarci la strada dell’evoluzione e dell’involuzione. Negli approcci più contemporanei, il NODO NORD è della natura gioviale, il NODO SUD della natura saturnina quindi più malefico.  Il Nodo  Sud intende rappresentare tutto ciò che ci lega, vincola, e che non ci permette di evolvere. Il Nodo Nord la meta da raggiungere, ovvero verso cosa siamo “orientati” vocazionalmente. Tuttavia nel Nodo Sud sono anche presenti memorie arcaiche e antiche, che potrebbero invece essere importanti da esplorare e comprendere, prima del viaggio verso il nodo nord! L’Asse del Dragone è un’asse veramente potente, dove le energie di costruzione e distruzione si alternano incessantemente, e probabilmente è un’asse che ci ricorda più di tutti gli altri aspetti astrologici il mistero della nostra vita, del nostro essere o non-essere. In quest’asse comunque possiamo trovare anche gli atteggiamenti e i comportamenti più arcaici e antichi, specialmente nel Nodo Sud dove possiamo vedere la “memoria rettiliana” gli impulsi più feoroci o le energie più profonde e antiche; nel nodo nord quelle che vogliamo raggiungere o che desideriamo concretizzare.

IL DRAGO DELL’APOCALISSE A SETTE TESTE
DETTO ANCHE BESTIA DELLA RIVELAZIONE

 

BIBILIOGRAFIA
Astrologia occulta, edizioni mediterranee (nota 1)
Astrologia taoista, Patrizia Muller
I simboli del drago, edizioni mediterranee

 

 

ASTROLOGIAEmanuele ScialpiFilosofia ed esoterismo

Lettura esoterica dell’eclissi di Sole del 21 giugno 2020 | Emanuele Scialpi

Ed eccoci arrivati finalmente al giorno della fatidica eclissi, un momento che esoteristi, iniziati, astronomi, astrologi, ma anche appassionati da tutto il mondo, stavano aspettando con trepidazione.Eventi di tali proporzioni e portata possono essere analizzati da innumerevoli punti di vista, come è stato fatto in modo brillante anche in questo sito, io cercherò di fornire una complessa ed esaustiva descrizione esoterica del fenomeno, in modo che tutti possano godere di una spiegazione a tutto tondo, anche da una prospettiva non solo astrologica e psicologica.In queste ultime settimane ci sono state molte notizie allarmanti, ma prive di un vero e proprio fondamento, come quella che sosteneva vigorosamente che la vera e propria data dell’apocalisse profetizzata dai “Maya” (tra virgolette perché in realtà non furono propriamente loro, ma una civiltà molto evoluta e sofisticata che a loro, come agli Egizi, insegnò) fosse proprio questo 21 giugno, e non il 21 dicembre 2012 come precedentemente sostenuto a più riprese, a causa degli errori e della sfasatura dei calendari…Come dissi allora, dico anche oggi: le cosiddette “apocalissi” non devono affatto essere intese come un evento di natura catastrofica e distruttiva, a livello globale, bensì come un vero e proprio spartiacque di sfumatura energetica e vibrazionale: già il fatto che quest’eclissi si sia verificata in un giorno di solstizio è oltremodo significativo, dal momento che gli equinozi e i solstizi, in ambito esoterico, fin dai tempi più remoti, sono considerati come delle vere e proprie porte energetiche e spirituali, dei portali, quasi simili a quelli della tradizione vedica, che si aprono su piani dimensionali superiori, che hanno influenza sulla realtà e il piano duale in cui viviamo.

Le eclissi, poi, rappresentano un momento in cui viene sprigionata una notevole quantità di energia di natura mista e non precisamente classificabile, tant’è che in ambienti e tradizioni sapienziali esoteriche, viene detto che, quando si verificano tali fenomeni, ci si deve astenere da qualsiasi tipo di pratica meditativa e teurgica (la Teurgia rappresenta l’arte e la via con cui sarebbe possibile contattare esseri presenti a livelli superiori al nostro, come le cosiddette frequenze angeliche), forse proprio perché si tratta di un’energia talmente potente, anche a livello elettromagnetico, che in qualche modo interagirebbe e scombussolerebbe il nostro campo energetico, chiamato “aura” e i percorsi sinaptici presenti nel nostro in realtà molto delicato cervello, facendoci magari entrare in contatto con frequenze vibratorie non proprio salutari (e forse nemmeno “amichevoli”). Il verificarsi di un’eclissi il giorno del solstizio d’estate, che è associato alla cosiddetta “Porta degli Uomini”, al grado 0 del Cancro, sprigiona un’immensa quantità di energia che ha a che fare in qualche modo con l’entrata di qualcosa, visto che la Porta degli Uomini, fin dai tempi di Numenio, discepolo di Pitagora, ma in realtà anche molto prima, è sempre stata considerata come l’ingresso da cui le anime entrano per incarnarsi in questo mondo, contrapposta a quella degli Dèi, che invece è legata al solstizio invernale, da cui sembra escano le anime che hanno dissipato totalmente il proprio karma ed entrino quelle più evolute, che hanno intenzione di aiutare la razza umana nel proprio percorso evolutivo. La Porta degli Uomini è però associata anche al cosiddetto “Utero Cosmico”, che i Maya chiamavano Hunab Ku e che l’antica sapienza egizia associava alla Dea Iside, il ricettacolo cosmico e divino, associata alla Grande Madre Universale, nutrice del tutto. Ciò sembra essere collegato anche al grande buco nero presente al centro della nostra galassia, che la scienza chiama Sagittarius A, che, secondo una particolare interpretazione esoterica con cui concordo, pare essere legato ad una sorta di attività creatrice, basata sull’emanazione di un certo tipo di impulsi vibratori, magari associati in qualche modo a tale “ingresso delle anime”…

Questa eclissi funge come da apripista per l’entrata di Marte in Ariete (28 giugno), che permarrà in tale segno, in anello di sosta, addirittura fino all’Epifania del prossimo anno…L’energia di questo potente archetipo, che per i greci e romani era il dio della guerra, insistendo così tanto proprio laddove è più potente, in Ariete, appunto, genererà un certo tipo di frequenza vibrazionale che porterà a dei notevoli episodi su scala globale che, ovviamente, visti i tempi difficili che siamo chiamati a vivere in questi mesi e anni, potrebbe sfociare sia in episodi di ribellione e protesta di tipo molto acceso, anche armato e plateale, sia in eventi disastrosi come catastrofi naturali, più probabilmente causate dall’acqua, visto che Marte, molto forte durante quest’eclissi, era ed è in Pesci, o da terremoti, il tutto ulteriormente confermato dal fatto che il pianeta rosso si congiungerà presto con Chirone, che in astrologia rappresenta una sorta di ferita, di piaga aperta su cui è necessario lavorare.

Gli effetti di un’eclissi, come viene spiegato in ambito esoterico, si riverberano e riflettono sui mesi successivi, a partire soprattutto da settembre e da questo autunno…Il fatto che la scienza e i media ci stiano già preparando ad un potenziale ritorno di questo virus e gli effetti devastanti che questo porterebbe, soprattutto a livello economico, rappresenta già una notevole spia che avvalora queste non solo mie ipotesi. Pertanto quest’eclissi non rappresenta una vera e propria fine del mondo, bensì una sorta di ingresso nella prossima Era, quella dell’Aquario, che sarà riconfermata notevolmente dalla Grande Congiunzione tra Saturno e Giove, che rappresentano gli opposti, che, a dicembre, apriranno la strada all’elemento Aria, proprio dell’Aquario, con un’altra eclissi…Speriamo che l’umanità sia pronta per il salto evolutivo, ma la storia e gli eventi della vita ci insegnano che ciò che non lo è, in qualche modo, per sopravvivere, deve cercare assolutamente di adattarsi.

Vi rimando umilmente al video di presentazione del mio libro, Summa Esoterica, presente sia su questo sito (link) e chiedo a tutti coloro che fossero interessati a riceverne una copia, di scrivermi al mio indirizzo email: manu.scialpi777@gmail.com, così che io possa farvela avere, visto che non ha ancora potuto godere della diffusione che avrebbe meritato. Grazie

ASTROLOGIAFilosofia ed esoterismoFrancesco Faraoni

Zolfo Minerale: il Sole degli Alchimisti. Pietra giornaliera.

Lo Zolfo è un elemento fondamentale dell’Opera Alchemica, lo ritroviamo in numerosi manoscritti antichi, di età medievale, unito ad altri elementi. Dal punto di vista simbolico, lo Zolfo è associato al FUOCO quindi alla modalità maschile e attiva, è il minerale più vicino alla natura del Sole ovvero che intende rievocarne la sua energia e vibrazione. Lo Zolfo si trova facilmente in natura ma in particolare sono le zone vulcaniche quelle dove possiamo trovare abbondanti concentrazioni di cristalli, anche puri. Lo Zolfo come simbolo alchemico è ricorrente in numerose iconografie, ed è una pietra che non può mancare in casa, per chi è appassionato di cristalli e minerali.

 

 

Partiamo dall’osservazione del glifo utilizzato per rappresentare questo elemento. Il simbolo è l’incrocio e l’incontro tra un triangolo e una croce quadrata. Il triangolo richiama la triplicità del divino-spirituale ovvero Dio-onnipotente | Luce-infinita | Natura-divina. Il Dio onnipotente è l’UNO indissolubile, sempre presente, impronunciabile, l’intelligenza divina che gli alchimisti mettevano in correlazione e in analogia al SOLE. La Luce infinita rappresenta l’amore che pulsa dall’Uno, ovvero l’emanazione di Dio che tutto avvolge e che attraverso essa tutto è possibile. La Natura divina ci ricorda che poiché tutto è creato dall’Uno e tutto è per emanazione dell’Uno, in ogni cosa che ci circonda è rintracciabile una natura divina. Ciò che oggi abbiamo razionalizzato e psicanalizzato nel concetto di Sé, era per gli alchimisti più semplicemente traducibile con il concetto di natura divina, che permea ogni cosa e quindi rintracciabile in tutto: dalla pietra, alla foglia, sino agli animali e agli umani. Il triangolo richiama anche il concetto di maschile e fuoco. La parte bassa è chiamata croce quadrata, un tratteggio che ritroviamo anche in numerosi glifi astrologici, presenti per esempio nella rappresentazione di alcuni pianeti. Si tratta del locus terrenus rappresenta quindi la croce simbolo della terra, la croce con le le braccia della stessa grandezza intende sempre rappresentare il nostro pianeta. Diviso in quattro punti cardinali, la croce intende essere l’analogia dei quattro elementi aria acqua fuoco terra e delle quattro modalità umorali caldo secco umido freddo. Si trova in posizione bassa, rispetto al triangolo posto in modo dominante, in alto. Il locus terrenus in questa parte del simbolo ci dice che la natura dello zolfo (anima maschile attiva) è dentro di noi, ci appartiene ed è una parte di noi.

 

 

Lo Zolfo come elemento lo ritroviamo in numerose immagini alchemiche medievali, come in questa proposta proveniente dal Rosarium Philosophorum del XIII secolo. Lo zolfo è accompagnato qui da altri due elementi, il Mercurio alchemico e il Sale alchemico. L’ANIMA è in questa immagine riconducibile allo Zolfo e rappresenta la parte luminosa-solare della nostra spiritualità. Lo SPIRITO è riconducibile al Mercurio alchemico che intende rappresentare la parte oscura-lunare della nostra spiritualità. Il CORPO ovvero il Sale è il luogo in cui avviene il contatto tra Anima e Spirito, è in un certo senso il contenitore materiale delle nostre parti animiche, letteralmente il corpo che contiene Spirito e Anima. Ricordo che i concetti di Anima (zolfo) e Spirito (mercurio alchemico) sono ciò che portarono all’intuizione junghiana di Anima e Animus, concetti che provengono dall’antica sapienza dell’Alchimia. Nell’immagine le tre entità, anima, spirito, corpo, confluiscono unitamente in un’unica “essenza” che va a riempire una ampolla, metafora della realtà (manifestazione). Questa immagine vuole dirci che noi siamo l’insieme di più elementi, alcuni che costituiscono la parte animica, altri quella corporea. L’equilibrio di questi elementi permette la vita, l’esistenza.

Lo zolfo dal sanscrito शुल्बारी   significa “nemico del rame” è visto come arma distruttiva e incendiaria ma anche come medicinale, gli egizi lo utilizzavano come potente rimedio contro la morte (malattia). Perché? Probabilmente perché il cristallo (Zolfo minerale) ha un coloro intenso, che può essere giallo, tendente all’arancione in certi casi anche verde; il più usato era ovviamente quello giallo e richiamava il Sole e la sua natura. Poiché la pietra si ritine abbia la natura del sole, in questo cristallo è riprodotto il SOLE, la sua energia e la sua vibrazione, ma in una modalità non caustica, non bruciante e distruttiva, ma in una modalità più umida, più temperata, capace cioè di rigenerare il corpo, curare, rinforzare e proteggere. Forse per questo lo zolfo in antichità era utilizzato come potente medicinale.

ANALOGIE ASTROLOGICHE – lo zolfo come pietra minerale è associabile alla triplicità di fuoco, quindi ai segni Ariete Leone Sagittario. Il signore della triplicità di fuoco è GIOVE che come non mai ha tutti i titoli per rappresentare lo Zolfo che intende esprimere una qualità non eccessivamente calda, non eccessivamente secca, quindi umore temperato, caldo umido, gradevole. La pietra ha la natura di MARTE ARMONICO (ariete) in qualità di defensor ovvero protettore, difesa dagli attacchi e loro respingimento; ha la natura del SOLE ARMONICO (leone) in qualità di pater amabilis ovvero medicina giornaliera e quotidiana, grazia, forza, fermezza, stabilità e capacità di fare e progettare; ha la natura di GIOVE ARMONICO (sagittario) in qualità di pater soter ovvero protettore e salvatore dei valori umani.

PIETRA DI ZOLFO COME ENERGIA – acquistare una pietra di zolfo minerale da tenere in casa, o portare con sé, è come prendere un po’ di sole e utilizzarlo nei momenti di maggiore fatica e debolezza fisica e psichica. Andrebbe acquistata in certe condizioni astrali: tipo Giove Sole Marte i tre pianeti legati a questa pietra devono essere in segni favorevoli, quindi evitare la caduta e l’esilio. Devono essere tra loro armonici, eviterei gli aspetti di congiunzione, meglio sestili, trigoni, buoni anche i semisestili. La Luna nel giorno dell’acquisto della pietra deve essere in aspetto armonico al Sole. Il Sole deve trovarsi in una casa favorevole, la migliore è la decima casa (nel momento dell’acquisto). Se non possiamo seguire tutte queste regole, rispettiamo quella che richiede un’aspetto di sestile o trigono tra Luna e Sole nel momento dell’acquisto, con un Sole posizionato in una casa favorevole. Una volta ricevuta la pietra va tenuta sotto la luce solare del mezzogiorno per essere purificata e ricaricata. Questa operazione può essere fatta ogni qual volta il Sole entra in un nuovo segno. La luce del giorno rigenera e purifica la pietra. Non va pulita con l’acqua. Non va messa a contatto con il rame. La possiamo tenere in camera, sulla scrivania, nel luogo di lavoro, nei luoghi delle attività, oppure potarla con noi durante il giorno. Non dovremo “dormire” vicino alla pietra, perché essendo della natura del Sole, abbiamo una energia fortemente diurna, che favorisce quindi le attività giornaliere. Alcuni manuali olistici dicono che può essere posizionata sul terzo chakra, perché in questo modo la pietra assorbe le vibrazioni negative, rilasciando quelle solari, positive, attive e ricostitutive. Il terzo chakra o Manipura è il centro del comando, in analogia al concetto di forza fisica e d’animo, determinazione, volontà, capacità di affermare e di gestire le istanze del mondo. Qui è la sede energetica della volontà: posizionare sopra il terzo chakra lo zolfo minerale, lasciarlo agire mentre ci rilassiamo distesi, respirando lentamente, e immaginando il sigillo del terzo chakra, oppure immaginando un grande sole amorevole, che ci avvolge, ci protegge e in cui sentirci bene, sorridenti, felici: questa procedura energetica permette di ricaricarsi di energia vitale, che ci protegge, purificandoci e ristabilendo la nostra capacità di azione e gestione: io voglio, e ottengo! Il terzo chakra è facile da individualizzare, è proprio sopra al plesso solare.

 

BIBLIOGRAFIA

Manuale dei chakra
di Shalila Sharamon, Bodo J. Baginski

Gemmologia. Vibroenergetica. Fondamenti di cristalloterapia, Vol. 2 (per lo Zolfo)
di Silvana Bertoli Battaglia

Sale mercurio zolfo. Una favola alchemica
di Baltasar

ASTROLOGIAEmanuele ScialpiFilosofia ed esoterismo

Emanuele Scialpi presenta: Summa Esoterica

La redazione vi presenta il libro di Emanuele Scialpi, Summa Esoterica, testo che ci ha fatto conoscere questo autore, giovane eppure molto preparato e orientato nei confronti della materia esoterica. Emanuele, classe 1992, è laureato in lettere antiche e moderne, attualmente sta portando a termine il corso magistrale in scienze storiche e filosofiche, il suo obiettivo è insegnare storia e filosofia. Studia l’esoterismo da molti anni; Summa Esoterica è un saggio propedeutico dove – dopo una esperienza decennale di studio e ricerca autonomi – ha trascritto l’esperienza maturata, in un testo rivolto a tutti coloro che hanno voglia e sete di sapere. Il testo è veramente molto interessante, introduce al mondo esoterico in modo equilibrato, con concetti spiegati semplicemente ma trattando l’argomento con assoluta profondità e serietà. Ogni capitolo affronta una sfumatura del mondo interiore ed esteriore, portando il lettore a esplorare la fenomenologia esoterica come esperienza simbolica: comprenderete che tutto vibra di incredibile magia!

Summa Esoterica cerca di presentare una visione d’insieme, mettendo in discussione tutto il sapere accademico, dalla storia alla scienza, dall’astronomia alla religione. L’autore intende con questo testo presentare ciò che egli chiama le “quattro acche fondamentali” ovvero tutto ciò che serve assolutamente sapere al fine di formarsi delle solide basi per una teoria universale, un qualcosa che possa essere assunto a fondamento e che possa rappresentare qualcosa di saldo a cui aggrapparsi, su cui scommettere. Il testo spinge a comprendere e scoprire il significato dell’Essere umano, osservato nelle sue sconfinate possibilità e nell’incredibile meraviglia – quale è la creazione – in cui egli è immerso.

Emanuele ha realizzato un saggio unico nel suo genere, che merita di essere letto. Non lo troverete nelle librerie, ma potrete acquistarlo direttamente dall’autore. L’email che segue vi permette di scrivere all’autore e di prenotare la vostra copia (il prezzo della copia è di 15 euro più qualche altro euro per la spedizione).

manu.scialpi777@gmail.com 

 

ASTROLOGIAFilosofia ed esoterismo

Il lato esoterico dei grandi personaggi del passato

Quando studiamo sui libri di scuola o guardiamo film o documentari che trattano di qualche grande figura del passato, sono tante, troppe le cose che non vengono dette, che potrebbero illuminarci in merito a molti aspetti da cui potremmo trarre grandissime lezioni, soprattutto dal punto di vista morale, spirituale e da quello di interpretazione della realtà e dei meccanismi alla base del Grande Orologio che è il nostro Universo. Vorrei umilmente prendere in esame una manciata di coloro che sono universalmente annoverati tra i più grandi personaggi che sono vissuti, e cercare di mostrare e decifrare il loro lato esoterico, che, nel senso greco del termine, sta in questo caso ad indicare ciò che di loro è conosciuto da meno persone, più segreto, se vogliamo.

Mi piacerebbe partire da un aneddoto che si racconta sul grande Socrate, che afferma il fatto che egli, una notte, nel bel mezzo della battaglia di Potidea, durante la celeberrima Guerra del Peloponneso che vide contrapporsi Ateniesi e Spartani, restò in piedi per svariate ore, immobile, “fermo su un pensiero”…Questo può significare tante cose: esistono numerose tecniche di concentrazione, il più delle quali provengono dalle dottrine orientali, che attestano il fatto che, rimanendo consapevoli della propria presenza, escludendo ogni forma di pensiero e di emozione, si possa trarre immenso giovamento, sia fisico che mentale; nell’antica cultura giapponese è ciò che era conosciuto con il nome di “vuoto delle arti marziali”, alla base della cosiddetta Via del Guerriero, il cui scopo era ed è proprio quello di diventare totalmente padroni della propria esistenza e del proprio apparato psico-fisico. Molto affascinante è poi il racconto che si afferma che il grande filosofo fece prima di morire, nella prigione in cui era stato rinchiuso, che nel Mulino di Amleto viene citato come “l’ultimo racconto di Socrate”: egli parla del viaggio che l’anima compie dopo la morte, descrivendo luoghi e scenari che rimandano quasi ad altri mondi e a dimensioni diverse da quella in cui ci troviamo ora, con vero e proprio anticipo rispetto al celebre Mito di Er del suo discepolo Platone.

Spendo qualche parola anche su Federico II, grande sovrano medievale della casata sveva, considerato lo Stupor Mundi dei suoi tempi, il quale, uomo di grandissima cultura, si circondò dei migliori intellettuali del suo tempo e, tra le tante cose, fece erigere Castel del Monte, in Puglia, secondo i criteri e le regole tipiche dell’ermetismo, fungendo quasi da precursore dello stesso, poiché le dottrine del Corpus Hermeticum verranno rispolverate solo all’interno della Firenze medicea, molto tempo dopo. Questo splendido monumento è a forma ottagonale, poiché l’ottagono è la risultante del cerchio, simbolo del cielo e della volta celeste, e del quadrato, che rimanda alla terra; il tutto ad indicare la celebre frase ermetica “come in alto, così in basso”…secondo tali teorie, infatti, costruendo monumenti e città in corrispondenza di determinate stelle o al momento della loro levata eliaca, sarebbe possibile catturarne e imbrigliarne l’energia, proprio come si dice che il grande Ermete Trismegisto fece con la mitica città di Adocentyn, all’interno della quale, secondo il mito, la gente poteva vivere nel benessere e nella prosperità.

E’ doveroso che io parli di tre dei più grandi artisti e geni che il mondo abbia mai conosciuto, che la nostra bella Italia ha avuto il privilegio di donare all’umanità: Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, facendo luce su alcuni importanti significati esoterici, tra la miriade da loro nascosti, che hanno intenzionalmente voluto lasciare ai loro contemporanei, ma soprattutto ai loro posteri. Il “sommo poeta”, come tutti sappiamo, descrive il viaggio iniziatico che ha compiuto all’interno di Inferno, Purgatorio e Paradiso, che sono disposti proprio in questa sequenza dal momento che si tratta di una vera e propria purificazione del sé e della propria anima, secondo l’antico significato alchemico del “solve et coagula”, che non ha assolutamente a che fare solo con la trasformazione del piombo in oro dal punto di vista materiale, ma soprattutto da quello spirituale: l’individuo, infatti, prima di raggiungere l’illuminazione e dunque la salvezza, per poi comunicare il tutto agli individui della sua specie, deve effettuare un immenso lavoro su di sé volto al riconoscimento di tutte le sue ombre e l’armonizzazione completa di tutti gli opposti. All’interno dell’Inferno e del Purgatorio, inoltre, è presente il celeberrimo contrappasso dantesco, che vede i dannati e i peccatori puniti per analogia o per contrasto, a seconda di ciò che hanno fatto di male in vita: questa è un’eco della legge ermetica di causa-effetto, esemplificata alla perfezione dalla frase “chi di spada ferisce, di spada perisce”, dottrina che già gli Esseni, più di mille anni prima, conoscevano molto bene, dal momento che sostenevano che siamo tutti specchio l’uno dell’altro, e che quindi il male che facciamo al prossimo, in un modo o nell’altro, prima o poi, ci ritorna indietro. Dante, infatti, apparteneva alla confraternita/società segreta dei Fedeli d’Amore, i cui membri conoscevano molto bene tutti questi concetti.

Su Leonardo da Vinci e Michelangelo si potrebbero dire tante cose, ma mi limito a citarne due esotericamente molto importanti: il primo, attraverso il suo famoso Uomo Vitruviano, cercò di esemplificare al meglio il legame che esiste tra microcosmo e macrocosmo: l’essere umano, visto come la creatura perfetta, incorpora alla perfezione la geometria e le proporzioni universali, dando origine ad una corrispondenza biunivoca…in natura, infatti, esistono alcuni pattern geometrici, come la spirale aurea individuata dalla sequenza di Fibonacci, che si ripetono un po’ dappertutto, dalla forma delle conchiglie e delle nostre impronte digitali fino alla morfologia stessa della nostra Galassia. Michelangelo, dal canto suo, attraverso le opere che la Chiesa gli commissionò, cercò di far passare, celandoli bene, alcuni concetti fondamentali, come il fatto che, nel suo Giudizio Universale, il Padre Celeste sia raffigurato all’interno di un mantello che ha la perfetta forma di un cervello umano, ad indicare il fatto che il legame con il divino sia da ricercare grazie al risveglio e all’utilizzo delle potenzialità cerebrali latenti, così come si dice che abbiano fatto sia Cristo che Siddharta (Buddha), attraverso l’apertura dei cosiddetti “canali”, che gli orientali raffigurano con il fiore di loto e i cristiani con l’aureola dei santi.

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