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ASTROLOGIAKarma Olismo BenessereTiziana Ghirardini

Gli aspetti di Venere ai Nodi Lunari | Tiziana Ghirardini

Per molti astrologi karmici l’asse dei Nodi rappresenta l’essenza stessa del percorso karmico, mentre nel sistema di pensiero astrologico che io seguo, proposto dall’astrologo americano Jeffrey Green, tale asse rappresenta in modo specifico le modalità che l’Anima sceglie per mettere in atto la sua evoluzione.

Secondo Jeffrey Green infatti, il punto di partenza deve essere letto nella posizione di Plutone per segno e per casa. Tale posizione indicherà l’area sui cui l’Anima ha già lavorato, o sta attualmente lavorando, mentre per comprendere la nostra direzione evolutiva, l’area verso cui ci dovremo dirigere, dovremo vedere il punto di polarità di Plutone, quindi la posizione opposta a quella radicale.

Ad es. se Plutone alla nascita si trova in prima casa, il suo punto di polarità sarà la settima casa e così via.

In questa ottica quindi il Nodo Lunare Sud ci spiegherà meglio le modalità che l’anima ha usato per sviluppare le qualità indicate dalla posizione di Plutone, mentre il Nodo Lunare Nord indicherà le modalità che l’Anima potrà utilizzare per sviluppare il potenziale indicato dalla posizione polare di Plutone.

 

L’importanza dei Nodi Lunari in astrologia

 

 

I Nodi, in astronomia, sono i punti in cui il piano dell’orbita di un pianeta interseca quello dell’eclittica, ossia la circonferenza tracciata dal percorso apparente del Sole intorno alla terra.

La tradizione si è occupata esclusivamente dei Nodi Lunari; i Caldei grazie ad essi erano in grado di predire la data delle eclissi, fenomeno celeste che avviene quando la Luna Nuova o quella Piena viene a coincidere con uno dei suoi Nodi.

Il Nodo ascendente è il punto di passaggio della Luna dalle latitudini a Sud dell’eclittica a quelle  a Nord, viene definito Nodo Lunare Nord,  o “Nodo Boreale della Luna”, Testa del drago per gli antichi.

Il Nodo discendente è il punto di passaggio della Luna dalle latitudine a Nord dell’eclittica a quelle a Sud, viene definito Nodo Lunare Sud, o “Nodo Australe della Luna”, Coda del Drago per gli antichi

I  Nodi si trovano ovviamente a 180° di distanza, sono i 2 aspetti di un identico processo, parleremo quindi sempre di asse  dei Nodi.

Si muovono in modo quasi sempre retrogrado e percorrono l’intero zodiaco in circa 18 anni e 7 mesi e mezzo, sono punti fittizi immateriali, ma matematicamente determinabili.

Quando parliamo di Nodi Lunari abbiamo quindi a che fare con una relazione Sole/Luna,

quindi con una dinamica conscio/inconscio, passato/futuro, azione/inazione.

Se la Luna rappresenta il passato, e i legami ed i condizionamenti che ne derivano, mentre il Sole ci indica il presente ed il futuro, il Sé in divenire, la luce della coscienza che ci spinge ad evolvere, ne deriverà che l’anelito interiore e profondo dell’individuo entra in relazione con i bisogni delle persone a cui è intimamente legato. Questi bisogni possono favorite il viaggio dell’individuo o creare una serie di condizionamenti che tendono a rendere sempre più fragile il contatto con l’Anima.

Il movimento dei Nodi Lunari attraverso l’oroscopo  indica presumibilmente le varie fasi del destino e può scandire i tempi in cui viene data all’individuo la possibilità di modificare il proprio destino.

Dice Clara Negri:

“Il continuo snodarsi del cammino lunare attorno al nostro pianeta è come un filo invisibile che essa tesse in continuazione, mentre il punto dei suoi nodi è l’ostacolo, il blocco che fa pensare,  che crea il Karma, che sottopone ad una prova, oppure è il legame proficuo che ci accompagnerà per tutta la vita.

 

“Annodare e snodare implicano chiaramente un’azione di blocco e di successivo scioglimento, quindi di liberazione. Buddha insegnava che “disfare i nodi dell’essere” è il processo di liberazione del Karma e quindi la fusione con il Divino Superiore

 

 

Interpretazione dei Nodi Lunari

 

E’ molto importante comprendere che l’analisi dell’Asse dei Nodi e degli eventuali pianeti a loro collegati deve sempre partire dal Nodo Lunare Sud o Coda del Drago.

Infatti solo comprendendo le dinamiche del passato ed il livello a cui le stiamo vivendo, possiamo comprendere quale potrà essere la nostra evoluzione futura.

Certamente il Nodo Sud  simboleggia il nostro passato, non una passata reincarnazione, ma la combinazione di eventi e idee, una sorta di banca della memoria delle esperienze vissute in vite precedenti.

Secondo alcuni esso indica il karma negativo, i comportamenti sbagliati vissuti nelle vite passate, ma è davvero così semplice?? Davvero l’anima ha accumulato solo errori?

Sicuramente l’Anima ha già iniziato a lavorare sulli’area in cui si trova il Nodo Sud, ma a quale punto del percorso è arrivata, che cosa ha compreso positivamente, che cosa ha tralasciato o non ha compreso nel modo giusto?

Possiamo trovarci di fronte a varie possibilità:

  • l’evoluzione in quest’area è appena iniziata ed ancora dobbiamo trovare la modalità giusta
  • abbiamo compiuto tentativi ed errori e quindi dobbiamo fare aggiustamenti
  • abbiamo compiuto eccessi nel vivere l’energia legata alla posizione
  • viviamo la l’energia legata alla posizione nella sua accezione negativa
  • abbiamo ben compreso l’energia legata alla posizione indicata

Comprendiamo quindi  quanto sia complesso capire a quale punto del percorso evolutivo l’anima si trova, quanto si è distolta o allontanata dalla sua meta, e quanto invece possa utilizzare positivamente il bagaglio accumulato dal passato, per usarlo come fondamenta per il futuro.

L’analisi della posizione del governatore del segno in cui si trova il nodo ci aiuterà a comprendere meglio quale sia il livello raggiunto dalla persona.

Solo dopo avere ben interpretato il Nodo Sud potremo passare all’analisi delle potenzialità evolutive offerte dalla posizione del Nodo Nord, o testa del Drago.

E’ il simbolo del futuro, rappresenta un nuovo ciclo che inizia e che spinge l’Anima verso nuove direzioni, verso la sua crescita futura.

Anche in questo caso ci possiamo trovare di fronte a vari stadi di comprensione della simbologia espressa dalla posizione del Nodo Nord

– può essere la prima volta che l’anima intraprende questo percorso evolutivo che gli è quindi totalmente nuovo, Il primo ed importante passo sarà quindi comprendere qual’è la direzione da seguire. L’anima procede per tentativi, vive molte esperienze diverse e sperabilmente impara dai suoi errori.  E’ vero che, se l’individuo è in contatto con il proprio Sé, viene spinto dal destino nella direzione giusta, nonostante gli ostacoli

– abbiamo già vissuto altre vite in questa direzione, sappiamo già che la strada è quella gusta, ma dobbiamo perfezionarci e comprendere appieno tutte le potenzialità offerte

– abbiamo pienamente compreso la simbologia legata alla posizione e la viviamo nella nostra vita

Anche in questo caso sarà l’analisi della posizione del governatore del segno in cui si trova il Nodo Nord a permetterci la comprensione del livello a cui il Nodo opera.

Quando ci troviamo di fronte ad un pianeta in aspetto con l’Asse dei Nodi, seguiremo lo stesso principio.

Non ci basterà dire che un pianeta congiunto al Nodo Sud indica una energia già vissuta in passato, ma dovremo individuare in quale modo ed a quale livello è stata vissuta e quanto e come avremo vissuto quel particolare simbolo.

Allo stesso modo se un pianeta è congiunto al Nodo Nord, noi dovremo capire la natura reale del pianeta, tutte le sue potenzialità, ma sarà sempre la posizione polare di Plutone, che ci dice a che cosa servirà sperimentare quel simbolo.

 

Il Principio di Venere

 

 

Riassumiamo, qui alcuni degli aspetti principali del simbolo di Venere

  • l’amore ed il sentimento
  • il principio di attrazione che porta all’unione e quindi alla necessità di entrare in relazione con l’altro
  • l’autostima, l’amore ed il rispetto verso sé stessi
  • il proprio schema di valori personali, il senso del giusto e del bello
  • senso di giustizia e di correttezza interiore, derivato dalla conoscenza intrinseca delle Leggi Divine
  • senso di armonia e di perfezione derivato dalla conoscenza intrinseca delle Leggi Divine
  • sentire e riconoscere gli aspetti positivi anche latenti negli altri, capacità di vedere le loro possibilità di miglioramento e di redenzione
  • accettazione della diversità e della differenza in nome dell’amore

Venere in aspetto con l’asse dei Nodi  ci darà quindi informazioni  su come abbiamo lavorato per comprendere il principio dell’amore fisico, psichico e spirituale, di come abbiamo vissuto la relazione con noi stessi e con gli altri.

 

 

Venere congiunta al Nodo Sud

 

Sicuramente l’Anima ha già lavorato sul simbolo Venusiano, vivendo relazioni di vario genere.

Dice Irene Andrieu:

“Queste persone sembrano essere alla ricerca dell’Assoluto e dell’impossibile e nulla fa veramente al loro caso. Vivono in una insoddisfazione affettiva latente, difficilmente esprimono le loro sensazioni e raramente danno una risposta adeguata all’amore degli altri. Così la maggior parte degli incontri termina con dei fallimenti”

 

Vista così questa posizione sembra una condanna all’infelicità, ma vediamo di analizzare meglio le varie possibilità di lettura

  • L’anima può avere sperimentato varie relazioni, vivendo però sempre l’amore in modo egoistico, ricercando soprattutto la soddisfazione dei propri desideri e dei propri bisogni affettivi, senza considerare troppo le esigenze dell’altro.

Il principio venusiano può anche essere stato vissuto come seduzione e conquista, che divengono armi per avanzare nella vita senza compiere troppe fatiche.

  • L’anima può avere vissuto l’aspetto contrario, quindi può avere rinunciato a sé ed ai propri bisogni emotivi per dedicarsi completamente a realizzare e soddisfare quelli del compagno. Si tratta in questo caso di un eccesso di amore e di abnegazione che nei casi più estremi porta a rinunciare ai propri valori interiori ed alla propria dignità personale. Pensiamo ad es. alle tante donne oggetto di violenza, che nono-stante tutto rimangono nella relazione, scusando e perdonando il partner  ogni volta
  • Possono avere ricercato in modo spasmodico l’amore ideale, romantico, assoluto, che porta all’unione perfetta, con la conseguenza di sperimentare molte delusioni e disillusioni.
  • L’Anima può avere compreso in modo positivo il simbolo venusiano in tutte le sue potenzialità. Le qualità di amore incondizionato e di comprensione sono ora disponibili alla personalità

Nei primi 3 casi  l’Anima continua ad entrare ed uscire dalle relazioni per comprendere i propri errori attraverso l’esperienza, mentre sarebbero opportune fasi di “disintossicazione emotiva” che permettano di fare il punto della situazione.

Infatti il rischio è quello di creare dipendenze emotive molto forti, che rendono difficile riuscire a stare da soli per ritrovare il proprio equilibrio interiore.

Chiudo con un’altra frase, più condivisibile di Irende Andrieu:

“Lo scopo è quello di imparare a trasformare le pulsioni, i desideri, gli slanci sessuali a favore di un più alto livello di pensiero e di coscienza. Essi sentono che l’amore in Sé, la semplice relazione, a loro non basta più. Sono alla ricerca del compagno ideale, dell’altra metà di Sé, del Gemello Cosmico, che hanno poche possibilità di trovare su questa terra.

 

 

Venere quadrata all’Asse dei Nodi

 

 

Jeffrey Green definisce gli aspetti di quadratura ai Nodi “Skipped steps” cioè “gradini saltati” Ciò significa che l’energia del pianeta è poco conosciuta, in quanto l’Anima può avere evitato di vivere per paura o per altre ragioni.

E’ comunque indispensabile che tale energia venga contattata, vissuta ed elaborata, altrimenti questa mancanza rimane un ostacolo insormontabile all’evoluzione della persona.

In alcuni casi si può continuare a tenere l’amore a distanza, evitando di vivere relazioni che ci possano coinvolgere sentimentalmente. Magari si vive anche il rapporto di coppia, che viene però basato sull’aspetto intellettuale o pratico. D’altre parte molte persone riescono a vivere anche relazioni sessuali senza coinvolgersi più di tanto.

Solitamente però la persona che ha questo aspetto viene  spinta a  ricercare spasmodicamente l’amore e la relazione, che sente come un bisogno prioritario e assoluto. Tenderà a creare una situazione di forte dipendenza psicologica dalla relazione, in cui le sue richieste emotive, spesso eccessive e disordinate possono mettere in fuga il partner.

Deve quindi imparare ad amare, senza fare della relazione la sua unica ragione di vita. Infatti questo lo porta a fissarsi in rapporti totalitari e asfissianti in cui deve essere continuamente rassicurato dall’amore del compagno, che comunque non sarà mai abbastanza.

Perché la coppia possa divenire stabile, questa persona dovrà dare la giusta importanza alla relazione, senza divenirne dipendente, ma coltivando la reciproca libertà e rispetto. Solo allora potrà vivere un amore sereno ed appagante, più distaccato e libero.

 

 

Venere congiunta al Nodo Nord

 

L’anima sta iniziando a lavorare su questo simbolo e dovremo individuare a quale stadio si trova.

L’anima deve collegarsi all’energia del cuore ed imparare ad entrare in relazione con l’altro e con il mondo esterno, non soltanto attraverso la mente e l’intelletto,  ma anche usando l’empatia e dando spazio al sentire. Deve quindi sviluppare una capacità di sentire col cuore, di non giudicare, di entrare in contatto empatico con l’altro indipendentemente dalle possibili differenze culturali e religiose.

Devono anche comprendere quali sono i loro valori e convinzioni personali, ed a rispettarli, coltivando dignità personale e amore per sé stessi.

Devono anche imparare a dosare e gestire nel modo giusto il loro fascino e le loro qualità seduttive.

Dice Irene Andrei:

“Un dono di sé assoluto, un bisogno di rapporto talvolta esagerato animano queste persone che spesso hanno sofferto di frustrazione affettiva e sessuale nella vita passata,

Dando molto, pensano di ricevere, ma questo atteggiamento di eccessiva buona volontà non è sempre positivo. A furia di non contrariare mai nessuno possono farsi dei nemici ed anche abdicare ad ogni nozione di ego in favore di relazioni che non lo meritano.

Bisognerà far loro comprendere che un matrimonio non deve essere mantenuto a tutti i costi, che la vita porterà nuovi compagni e che non saranno mai soli.

Sono qui per vivere un autentico dono di sé  e rispondere ai bisogni degli altri senza aspettarsi un ritorno. Servirà anche intelligenza ed equilibrio per non chiudere il loro cuore dopo eventuali esperienze negative”.

 

 

Venere trigona o sestile al Nodo Nord

 

Questo è l’unico aspetto totalmente positivo e facile da vivere tra tutti quelli che abbiamo esaminato. Potremmo dire che rappresenta una possibile garanzia di vita sentimentale serena ed appagante. Questo aspetto indica infatti che l’Anima in passato ha già lavorato positivamente su questo simbolo ed ora lo può vivere al meglio, può quindi disporre della relativa energia in modo positivo.

Questa posizione predispone la persona alla gioia, al gusto di vivere, alla ricettività emotiva, doti che portano facilità ed armonia nei rapporti umani e danno una certa protezione sul piano affettivo. Affrontano la vita con il sorriso e con grande umanità, riuscendo ad affrontare anche le situazioni difficili con una certa dose di ottimismo.

Possono anche disporre di grande creatività e senso artistico, è facile ritrovare artisti che hanno questo aspetto.

Ho visto donne con questo aspetto fidanzarsi a 16 anni con il compagno di scuola ed essere ancora felicemente uniti dopo  30 anni di matrimonio, ma vi sono anche casi di relazioni molteplici, vissute pienamente, fino a quando lo si ritiene giusto. Poi tali relazioni si possono dissolvere, divenendo sincere amicizie

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniKarma Olismo Benessere

Da Maggio 2020 è moria di Elefanti. La morte della saggezza a vantaggio della stupidità.

Nello Stato di Botswania dell’Africa meridionale sta avvenendo secondo Niail McCann (responsabile del National Park Rescue) un fenomeno senza precedenti, mai avvenuto prima se non per cause legate alla siccità, una moria generalizzata di elefanti, attualmente si contano oltre 300 specie di elefanti decimati da qualcosa di non ancora spiegato e si suppone, dichiarano le autorità sanitarie, essere una causa di origine neurologica ma la cui eziologia rimane sconosciuta. Partendo dal presupposto che in qualità di astrologo spiritualista tutto ciò che accade sulla terra è un riflesso del cielo e porta dunque con sé un messaggio profondo e complesso, vorrei analizzare il simbolo totemico dell’Elefante e capire se questo animale si incastri in qualche modo al tempo che stiamo vivendo.

L’Elefante è un simbolo potente dell’Africa ma anche dell’Asia. In Africa va a costellare tante tradizioni religiose minori e folcloristiche verso cui è proiettata la Forza della Saggezza, ovvero una forma di forza non violenta, ma protettiva, quasi materna. Ma è in Asia che l’Elefante ha la più complessa simbologia religiosa: in particolare è rievocato come animale nel Dio Ganesha, incarna quindi la forza tranquilla dell’intelligenza mite. Appare come maestoso, massiccio, imponente, eppure non aggressivo nei confronti degli altri, non è un predatore e raramente diventa preda di altri animali. L’Elefante è erbivoro quindi un animale pacifico che non mangia carne ne entra in contatto con sangue di altri animali, questo allarga profondamente il senso di mitezza e benevolenza. In India il Dio-Elefante Ganesh è oggetto di un culto molto sentito, è visto come dio della prosperità, della ricchezza e della felicità. Tuttavia l’elefante può assumere anche una valenza negativa, in India rintracciamo il demone elefante che viene sconfitto e dominato da Shiva che arriva ad ucciderlo, un demone terribile, che distrugge tutte le opere dell’uomo, con violenza cieca.

Allegoria medievale un Elefante combatte con un Drago.
Manoscritto del XIII secolo.

 

Astrologicamente la sua energia mite e temperata, e il suo andamento lento e pigro, richiamano le energie gioviali che sono pacifiche, buone, protese alla soddisfazione dei vizi e ai piaceri della vita in genere, a prendere le cose con tranquillità e lentezza. Nella simbologia medievale ha assunto il significato di forza, saggezza, fortuna, troviamo nel Bestiario di Leonardo da Vinci una descrizione dell’Elefante anche nel suo principio sacro e mistico dove si osserva in questo animale la tranquillità e la mitezza spirituale che conduce verso l’equilibrio e la saggezza, per Leonardo è dunque un animale che rappresenta l’equilibrio del Sacro e la Spiritualità più elevata, non a caso è un animale messo in correlazione al Buddismo come religione.

L’elefante è visto come animale dal temperamento flemmatico, connesso quindi all’Elemento Acqua a cui sono connessi i segni Cancro Scorpione Pesci: in questo temperamento abbiamo un umore lento, silenzioso a volte impacciato, poiché l’animale è l’analogia della saggezza essa può essere raggiunta solo con un cammino lento di conoscenza, facendo silenzio e quindi rispettando uno dei principi base della sapienza iniziatica, e inciampando o sbagliando perché attraverso il dubbio e l’errore sarà possibile la crescita e la consapevolezza. Quindi è associato a GIOVE nel suo domicilio in Pesci, che di conseguenza rievoca anche le forze ancestrali di Nettuno. Ha inoltre caratteri Cancro, quindi connessi alla Luna, e caratteri audaci e forti di Marte, ma di un domicilio notturno, ovvero un Marte più possibilista, più mite.

 

LA MORIA DELL’ELEFANTE
analogia della morte della saggezza

Questa notizia mi ha fatto pensare al periodo storico in cui ci troviamo. Il Coronavirus ha diviso fortemente gli animi: chi lo ritiene un problema serio e pericoloso per tutti, chi invece una manovra di qualche governo ombra o potere forte che vuole sottometterci tutti, chi una emerita esagerazione. Prima del coronavirus le battaglie erano sui vaccini si vaccini no, sul movimento ambientalista si movimento ambientalista no, sulla terra piatta si terra piatta no. Negli ultimi anni siamo stati veramente invasi e travolti da un relativismo ignorante, basso e rozzo, dove la Fonte attraverso cui conoscere e imparare è ormai diventata Facebook e Wikipedia, non più le enciclopedie del sapere, le biblioteche e lo studio degli esperti e ricercatori attuali o che ci hanno preceduto. Molti formano la loro consapevolezza attraverso internet, una consapevolezza da bignami, non profonda, che intanto ha il vizio non della approssimazione (nessuno obbliga ad approfondire certi concetti possiamo anche decidere di rimanere fermi sulle definizioni generali) ma che hanno il vizio della “settorialità”. Il sapere sta diventando settario, e sta portando alla contrapposizione, alla nascita di fazioni e tifoserie che hanno il sapore di medioevo. Tutto ciò che ci convince per istinto lo definiamo VERO annullando totalmente il dubbio socratico che dovrebbe essere l’humus su cui verificare le nostre conoscenze, sempre e comunque. Così la Saggezza sta morendo.

La morte della Saggezza è la fine del senno, dell’assennatezza, della sapienza, è la fine del buonsenso razionale, del giudizio con criterio, dell’equilibrio del sapere, dell’attenzione intellettuale prudente, dell’accortezza, del discernimento. Tutto ciò a favore dell’Ombra della Saggezza: ovvero stupidaggine, ottusità, assenza di giudizio dunque pregiudizio, fanatismo, fondamentalismo, violenza intellettuale, arroganza di sapere e incapacità di mettere in dubbio il proprio sapere.

ASTROLOGIAFrancesca De LucaKarma Olismo Benessere

Difendere i confini e la memoria: il sacro compito del Cancro | Francesca De Luca

Il Solstizio d’estate segna il culmine del fulgore del Sole e, da questo momento in poi, la luce dei giorni andrà sempre più decrescendo, man mano che l’astro procederà nel suo lento ritiro nell’ombra, compiendo così simbolicamente un movimento retrogrado analogo a quello del granchio, il crostaceo che incarna l’archetipo del quarto segno dello zodiaco. Il segno del Cancro, infatti, è latore di un messaggio che invita al ritiro nelle acque delle emozioni, nel passato, nella dimensione dell’immaginazione e dell’inconscio, lontano dalle sollecitudini del mondo esterno che potrebbero intaccare il grande progetto di questa fase evolutiva dello Zodiaco: la costruzione e la difesa del proprio nucleo interiore e della prima base a carattere sociale che è la famiglia.

Domicilio della Luna – ed esaltazione di Venere secondo la scuola astrologica di Lisa Morpurgo – in Cancro si afferma il dominio di quelle energie planetarie femminili che rendono il segno potentemente ricettivo, sensibile, immaginativo ma anche tendente alla lentezza, alla pigrizia e all’edonismo che consentono maggiore spazio al fervido mondo interiore, prodigo di immagini, di ricordi ed emozioni profonde.

Spesso i nativi del segno sono portati all’accudimento altrui, alla vita domestica, all’amore e alla cura della famiglia: atteggiamenti e caratteristiche a lungo attribuiti esclusivamente al genere femminile da molte tradizioni culturali e religiose, laddove i vizi e le virtù di Marte – pianeta maschile per eccellenza che nel Cancro si trova in caduta – quali aggressività, iniziativa, azione diretta e assertività, sono state considerate appannaggio del genere maschile.

Che le qualità lunari non fossero ascrivibili esclusivamente al genere femminile, sarebbe avvalorato dal fatto che, presso molti popoli , la Luna era spesso identificata con divinità maschili – si pensi al dio Sin a Babilonia – ed è interessante che in molte lingue il sostantivo “luna” sia di genere maschile, come nell’arabo qamar قمر (femminile è invece shams شمس il sole). Così come in Europa (contrariamente a quanto si pensi) è possibile trovare il maschile per la “luna” e il femminile per il “sole”, come nella lingua tedesca (Der Mond, Die Sonne).

Ad aprire uno squarcio sulla complessità della dialettica maschile/femminile, interverrebbe la stessa simbologia iconografica che ruota intorno al segno del Cancro, evidenziando alcuni caratteri e attributi di natura sorprendentemente marziale e guerriera – apparentemente in contrasto con un segno femminile – a cominciare dallo stesso carapace del granchio che richiama l’oggetto dell’armatura e, di conseguenza, il concetto cardine della protezione e della difesa, mentre il tipico movimento a ritroso del crostaceo, così improntato alla cautela e che non tradisce paura, sembra riprodurre la tattica militare della ritirata.

Inoltre, l’immagine simbolica dell’armatura viene significativamente riproposta nei Tarocchi, in particolare nell’immagine dell’Arcano VII del Carro – associato proprio al segno del Cancro – che nel mazzo di Rider Waite (i cui disegni sono opera di Pamela Colman Smith) raffigura in primo piano un guerriero ben corazzato alla guida di un carro trainato da una coppia di sfingi (una bianca e una nera) orientate in direzioni diverse. Esse rappresentano le emozioni che, piuttosto che essere soffocate o lasciate libere di esprimersi caoticamente, devono essere controllate e raffinate perché esse stesse – e in particolar modo per il Cancro – rappresentano la spinta per portare avanti progetti e realizzare sogni.

Se rivediamo il mito da cui deriva la costellazione del segno, ancora una volta troviamo il Cancro agire in un contesto bellico nei panni di Carcino, il gigantesco granchio autore di un attacco inaspettato a Eracle nella seconda fatica che vede impegnato l’eroe a combattere contro l’Idra di Lerna, un mostro leggendario figlio di Era, signora dell’Olimpo e moglie di Zeus. In difesa della divinità, e forse di tutto ciò a cui ella presiede – il matrimonio, il parto e la famiglia – interviene il granchio da lei evocato per mettere ancora più in difficoltà Eracle – eroe solare per eccellenza – il quale, durante il combattimento con il Mostro, viene pizzicato ai piedi dalle chele del grosso granchio, forse al fine di destabilizzarlo.

Schiacciato a morte dall’eroe, al nostro artropode Era riserverà l’onore di avere un posto tra le costellazioni del cielo, una delle meno luminose, a dire il vero, forse per affermare il legame del segno col mondo della notte.

Quel che emerge dal racconto mitologico, in particolare, è una strategia di attacco/difesa che spesso viene messa in atto dal segno e, benché non sia orientata all’attacco veloce e diretto a viso aperto, non risulta meno letale. La leva su cui agisce il Cancro, infatti, è, ancora una volta, quella delle emozioni – modalità tutt’altro che ignota anche agli altri segni d’acqua – perché esse rappresentano quel terreno conosciuto e familiare che i nati del segno sono in grado di gestire e manipolare.

Tuttavia, trattandosi di un segno più reattivo che attivo, l’azione è spesso frutto di una sollecitazione esterna, spesso di una provocazione: per esempio, se si sentono sfidati o se la dimensione dell’intimità viene minacciata, potrebbero reagire erigendo mura di silenzio inespugnabili, impedendo di fatto ogni azione dell’avversario e costringendo la lotta a una situazione di stallo forzato.

Questa proverbiale tenacia nel circoscrivere confini impenetrabili permette ai nati del segno di rivestire il ruolo di protettori e di difensori di ciò che ruota al concetto di intimità: la propria privacy e quella della propria famiglia o di coloro i quali sono considerati parte del proprio clan, anche in assenza di legami di sangue.

Per estensione, la loro azione protettiva e conservatrice è volta a tutto ciò che si riallaccia al mondo delle origini: può essere il proprio passato individuale e il proprio l’inconscio – che possono indagare in attività di meditazione e ricerca interiore oppure nelle vesti di professionisti della psicologia o delle relazioni di aiuto; il passato familiare – il genealogista è un’altra professione tipica del Cancro; il passato di una nazione, di un popolo, di una civiltà – non a caso, tra i nativi del segno, troviamo molti storici, archeologi, collezionisti.

La volontà del Cancro di fare affidamento su una base sicura, sia essa rappresentata da una casa o da una famiglia, rimanda all’idea di delimitare, recingere, porre confini tra interno ed esterno: concetto che ci riporta a quel recinto sacro che nell’antichità rappresentava nei templi l’area rituale ben delimitata e che, nell’ambito della magia cerimoniale, richiama l’azione del tracciare il cerchio al fine di proteggere l’incolumità del mago da malevole interferenze esterne. Lo stesso concetto di casa – luogo sacro del Cancro – come spazio delimitato da confini tracciati da un cerchio che chiude e delimita lo possiamo ritrovare nell’arabo dār دار uno dei termini che indica la “casa”, la cui radice da-wa-ra دور significa letteralmente “muoversi in circolo”.

Il compito del Cancro dunque non è soltanto quello di recingere in senso fisico ma anche quello più concettuale di preservare la sicurezza, l’incolumità e la purezza originaria dalle intrusioni esterne, attraverso il potente mezzo della memoria e degli strumenti di registrazione come la scrittura, la narrazione, la collezione.

È grazie alla cura del Cancro, alla sua tenacia e al suo marziale senso di difesa e protezione che il passato, coi suoi ricordi, le sue vestigia, i suoi segni e le sue creazioni, possono essere tramandati ai posteri ed essere così consegnati all’immortalità.

ASTROLOGIAKarma Olismo BenessereTiziana Ghirardini

La retrogradazione di Marte: tendenze psicologiche e karmiche | Tiziana Ghirardini

La retrogradazione è un fenomeno apparente per cui un pianeta sembra muoversi in direzione contraria  a quella  diretta. Tale fenomeno è legato al nostro punto di osservazione terrestre. Da un punto di vista astronomico possiamo fare una prima veloce distinzione tra la retrogradazione dei pianeti inferiori, cioè interni all’orbita della terra, quali Mercurio e Venere e dei pianeti superiori, cioè Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. I pianeti inferiori diventano retrogradi quando si trovano al punto di massima elongazione davanti al Sole, quindi circa 28 gradi per Mercurio e 48 gradi per Venere. Questo fenomeno porta ad un duplice congiunzione con il sole, una con il pianeta in fase retrograda ed una con il pianeta in fase diretta. In questo modo Venere e Mercurio periodicamente riportano  al Sole-coscienza le loro esperienze. I pianeti superiori invece diventano retrogradi solo quando si trovano ad una certa distanza dal Sole che varia dai 98° di Plutone ai 138 di Marte, Gli aspetti che possono collegare i pianeti lenti al Sole sono il trigono,  il quinconce e l’opposizione.

Ora non abbiamo tempo di addentrarci in questioni tecniche, vi prego solo di ricordare che la distanza di Marte dal Sole al momento della retrogradazione è di circa 138 gradi, il che significa che durante la fase di Marte retrogrado gli unici aspetti possibili con il Sole sono il quiconce e l’opposizione.

 

Il periodo orbitale di Marte è leggermente inferiore al doppio di quello della terra, Marte orbita intorno al Sole in 687 giorni, mentre la Terra lo fa in 365 giorni e 6 ore circa. La fase di opposizione con il Sole non avviene tutti gli anni, come per gli altri pianeti superiori che sono più lenti, ma avviene regolarmente ogni 2 anni e 2 mesi circa.  Due congiunzioni successive con il Sole indicano  un periodo sinodico medio di circa 780 giorni. Marte rimane retrogrado per un periodo che varia dai 60 agli 80 giorni ogni 26 mesi, quindi circa il 9% del suo ciclo,  in questo è secondo sola a Venere che con il 7% è il pianeta con la percentuale minore di fase retrograda.

 

Aspetto psicologico

Ma qual è il vero significato della retrogradazione dal punto di vista psicologico ed interpretativo? Per lungo tempo ci hanno detto semplicemente che il pianeta retrogrado è più debole ma come la mettiamo con il Marte retrogrado di personaggi come Al Capone, Papa Giovanni Paolo II o Martin Luther King, o del Giove retrogrado di Thomas Mann ed Helena Petrovna Blavatsky? Forse non è così semplice.

Solo se andiamo in maggiore profondità possiamo iniziare  a capire qualcosa di più.

Ricordiamo che il pianeta quando è retrogrado, si muove in senso contrario rispetto agli altri, divenendo una sorta di ribelle.

 

Secondo Jeffrey Green il fenomeno della retrogradazione implica una ribellione rispetto ai valori condivisi legati a quello specifico pianeta, rispetto al consenso sociale. La retrogradazione quindi  ci spinge alla interiorizzazione, alla comprensione di quale sia il nostro modo personale e unico di vivere il simbolo e l’energia di quello specifico pianeta. Accelera fortemente il percorso di individuazione.

 

A livello psicologico indica quindi la necessità di lavorare maggiormente sul simbolismo indicato dal pianeta e di farlo a livello personale, uscendo dal condizionamento derivato dalla visione condivisa che ne ha il contesto sociale in cui viviamo. Sia Erin Sullivan, autrice del bellissimo libro “Retrograd planets – traversing the inner landscape- che Martin Schulmann, uno dei migliori esperti di astrologia karmica, concordano con Jeffrey Green in questa visione.

Il pianeta retrogrado ha la capacità di andare controcorrente, vive intensamente la necessità di definire il simbolo del pianeta non in accordo con le convenzioni sociali o con la spiegazione che ne viene data dagli altri, ma trovando la propria interpretazione personale. E’ indipendente dal giudizio del resto dell’umanità, dalle convenzioni e dalle regole. E’ la pecora nera che va in direzione contraria, che mette in discussione le certezze condivise, che non si accontenta delle spiegazioni facili.

Per fare ciò si ritira dal sociale, compie un lavoro assolutamente personale e individuale che lo porta ad un maggiore senso di individuazione del Sé. Ciò implica una maggiore interiorità ed introspezione.

 

Schematicamente possiamo così riassumere:

– Ciò che è esteriore
diventa       interiore

– Cio che è estroverso
diventa       introverso

– Cio che è  veloce
diventa       lento creando:

ripensamento

rielaborazione

approfondimento

capacita di riflessione

 

– Ciò che è  consenso
diventa       ribellione

Messa in discussione
ciò che è convenuto

Approfondimento
della propria verità interiore

Processo di individuazione
e identità personale

 

Aspetto Karmico

A livello astronomico, quando il pianeta è retrogrado, significa  che si trova nello stadio avanzato di un ciclo iniziato qualche tempo prima, spesso in un’altra o altre vite (questo è vero soprattutto per i pianeti lenti, ma anche per Marte. Questo ci porta a vivere l’energia del pianeta seguendo uno schema già vissuto in precedenza. Schulmann parta di “sfasamento del tempo”. Noi viviamo le situazioni e la simbologia del pianeta ripercorrendo uno schema emotiva  e psichico che si  è creato in una vita passata.

Riproponiamo quindi schemi di comportamento psichici ed emotivi che hanno le loro radici profonde in un altro momento del tempo. Questo significa che il pianeta retrogrado può non essere in sintonia con gli altri, perché ha un ritmo diverso, é fuori tempo (o fuori dal tempo!).

 

E’ quindi importante comprendere quali siano gli schemi in atto e divenirne consapevoli. Infatti spesso la vita ci ripropone situazioni simili a quelle già vissute e noi tendiamo a rispondere inconsciamente con gli stessi schemi emotivi, perpetuando le problematiche. Di nuovo ritorniamo all’importanza fondamentale del processo di interiorizzazione e di successiva rielaborazione e riorentamento delle proprie motivazioni e dei propri schemi di risposta. Alcuni autori di astrologia karmica ravvisano comunque nel retrogrado una qualità negativa, ad indicare un’energia vissuta malamente. Ad es. se parliamo di Marte retrogrado possiamo essere stati violenti, se parliamo di Saturno possiamo avere usato male il potere, ma chi ci dice se siamo stati carnefici o invece vittime di violenza o di abuso di potere?

E’ chiaro che per potere parlare di astrologia karmica o evolutiva dobbiamo evitare le visioni semplicistiche, ma anche quelle moralistiche o giudicanti. Spesso siamo stati vittime, e spesso siamo stati carnefici, in un alternanza di situazioni che ha il solo scopo di farci imparare a vivere correttamente l’energia rappresentata da quel pianeta.

 

Marte è insieme a Saturno il pianeta del Karma per eccellenza. Marte agisce ed il karma si crea a seguito della correttezza o meno delle nostre azioni. Il karma di Marte è  veloce,  non fate in tempo ad agire, od anche a pensare (anche il pensiero sapete, crea karma) che sentite un sibilo dietro alla schiena e vedere arrivare gli strali del destino. Marte è azione, Marte è coraggio, Marte è forza e lotta per la sopravvivenza. Marte è guerra e lotta per la vita stessa. La capacitò di realizzare, di vincere, ma anche di sopraffare. Marte ci indica il rapporto con le persone potenti, di comando, con un’autorità militare che dobbiamo rispettare perché più forte. Marte è la sessualità. Marte retrogrado  da un punto di vista karmico indica un passato di lotte, di fatiche, di conquiste, in cui abbiamo subito la forza degli altri o in cui abbiamo imparato ad esercitare la nostra forza sugli altri. Marte è anche difesa di noi stessi, del nostro corpo fisico, ad ogni costo. Potremmo riassumere con il famoso motto “Mors tua, vita mea”. Potremo quindi banalmente essere stati dei soldati che hanno imparato a combattere, ma anche a rispettare una disciplina ed una gerarchia.  Ma imparando a combattere fisicamente, a difendere noi stessi ed a proteggere il nostro corpo fisico, forse abbiano piano piano imparato a capire chi siamo.

Ci siamo rafforzati e abbiamo iniziato a porci una domanda:

Perché combattiamo? E poi Per chi combattiamo? Per quale Signore, per quale Generale, per il possesso di quali terre, di quali possedimenti, di quale potere, Per che cosa combattiamo, versiamo il nostro sangue, per quali bramosie, o per quali ideali.

Certo si può combattere per un ideale, per la nostra libertà o per la libertà degli altri, prima ho citato Martin Luther King, per la libertà dei neri, o Giovanni Paolo II per la libertà della sua amata Polonia.

 

Marte è passione, la passione con cui ci buttiamo nella mischia, noncuranti dei rischi che corriamo, senza fare calcoli, con il solo piacere di prendere parte alla vita ed alle sue battaglie. Marte non sa stare a guardare, non vuole leggere sui libri, Marte deve essere in prima fila ed essere parte della vita che scorre, con la sua bellezza, con le sue gioie, ma anche con la sua violenza e le sue brutture. E quando il guerriero emerge dalla lotta, fisica o psicologica che sia, si accorge delle sue ferite sanguinanti, dei suoi lividi, delle sue escoriazioni. Marte non sta a guardare Marte partecipa e si ferisce, ma se ne rendo conto solo dopo, alla fine della battaglia. Prima no, prima era troppo coinvolto, troppo preso, troppo.

 

Marte retrogrado porta tutti i segni delle battaglie fisiche, o psichiche che siano, ma questa tendenza a partecipare, a cercare situazioni forti, intense ed eroiche continua, perché così si sente vivo. L’istinto di lotta  e la passione sono sempre presenti, ma ciò che cambia è l’obiettivo finale. Prima abbiamo lottato per liberarci dalle nostre catene, dalla schiavitù, poi abbiamo lottato per un padrone, o per un generale o per la nostra patria. Abbiamo imparato a lottare per i nostri ideali e poi per quelli degli altri fino a quando ci rendiamo conto che lottare non serve, che fino a quando noi cerchiamo un nemico ne troveremo cento, fino a quanto ci rendiamo conto che lottare con ci interessa più, perché l’unica cosa per cui vale la pena di lottare davvero è imparare ad essere noi stessi, ad esprimere il nostro sé più profondo e vero.

Cito ancora Erin Sullivan:

Marte è l’ambasciatore del Sole. E’ il pianeta più attivo nel direzionare verso l’esterno l’energia solare, manifestandola nel mondo, ed esternando i bisogni  dell’ego per la loro realizzazione. Come primo pianeta dopo l’orbita della terra, esso simboleggia il veicolo che porta la trinità dell’identità – Sole, Mercurio, Venere, fuori nel mondo. Potremmo considerarlo il singolo fattore attivo  più importante nell’espressione di Sé stessi

 

Ecco allora per che cosa combattiamo: per diventare noi stessi, per realizzare pienamente le potenzialità del nostro Sé, della nostra Anima, attraverso le esperienze vissute. Naturalmente gli schemi psicologici che tipicamente mettiamo in atto sono quelli dell’alternanza tra difesa e attacco, tra ritenzione e rilascio dell’aggressivitò. Possiamo anche assistere ad una battaglia interna inconscia tra il bisogno di espressione del Sé e la mancanza della spinta necessario ad agire.

Ad esempio se Marte si trova in segni di terra o di acqua può sembrare sopito, può sembrare che l’individuo non voglia o non abbia la forza per affermarsi.  Ma quando viene affrontato o aggredito, o viene messa in dubbio la sua libertà o la sua integrità, ecco allora che tutta la rabbia interiore esplode, e l’antico guerriero compare con la sua forza d’urto che spazza via ogni nemico. Il principio Sole Marte richiede un’attività esteriore. Se non è possibile agire, o portare fuori l’aggressività, essa può implodere creando depressione ed in casi estremi, periodi di esaurimento e melanconia acuta. Può anche esprimersi in continui cd inutili conflitti che hanno il solo scopo di mantenere alto il livello di eccitazione,

La sfida di Marte è mantenere alto il livello di tensione-passione senza essere distruttivi e conflittuali.

Un breve discorso a parte lo merita la posizione retrograda di Marte in un tema femminile.

Se l’uomo con questa posizione può mettere in discussione il modo in cui vive il ruolo di maschio, portando anche ad una insicurezza profonda e dubbi rispetto al suo modo di essere uomo, nella donna questa posizione indica spesso forte rabbia e risentimento nei confronti del mondo maschile. Ricordiamo che la donna porta comunque in Sé la ferita archetipica della sopraffazione del patriarcato sul matriarcato e credo che molte di noi vivano ancora quella profonda ferita interiore.

In tanti casi invece vi possono essere ricordi  di violenza subite vere e proprie, soprattutto dal punto di vista fisico e sessuale.  Si vive quindi uno schema psicologico inconscio di rabbia e di risentimento verso l’uomo che porta a metterlo in discussione ed a non accettare in alcun modo un ruolo subalterno rispetto. Inneschiamo quindi un atteggiamento di rivalsa e di competizione che ci può portare ad agire in modo molto maschile, proprio per sentirci all’altezza dell’uomo. In positivo saremo spinte all’indipendenza ed all’autonomia psichica ed economica per affrancarci dalla dipendenza emotiva, ma anche a nascondere la nostra fragilità per paura di essere di nuovo dominate. In negativo potremmo coltivare un atteggiamento di perenne conflittualità, in cui la dicotomia attacco/difesa viene portata all’estremo. Coltivando il pensiero della lotta e dello scontro, possiamo attirare nuove violenze, perpetuando così il modello inconscio di comportamento. Chiaramente se Marte è retrogrado in un tema femminile una buona parte del karma, sarà vissuto attraverso gli uomini, soprattutto nel ruolo di amanti, ma anche di capi.

 

Vi lancio un’ultima breve riflessione.

La sensazione di essere ostacolati dal mondo ed il nostro ego può essere indebolito dalle sfide ripetute, indicate dalle case occupate dai 2 pianeti.

Il pianeta coinvolto nel quinconce al Sole (in questo caso Marte, ma lo possiamo applicare a tutti i pianeti superiori) rappresenta i complessi psicologici inconsci che obbligano la persona ad esaminare costantemente, ciò che è rimasto indietro, perché represso o ostacolato.

Viviamo una sorta di fase di controllo nell’espressione dell’ego, e ci sentiamo costantemente all’erta per timore di perdere i consigli che ci vengono dall’ambiente esterno. Abbiamo già visto che la posizione retrograda di Marte ha luogo soltanto quando ha una distanza dal Sole superiore ai 138 gradi. Ciò significa che gli aspetti Sole-Marte possibili in fase di retrogradazione sono il quinconce e la opposizione.

 

Quiconce in formazione al Sole

La parole chiave del quiconce è aggiustamento. Gli antichi consideravano il semisestile ed il quiconce aspetti negativi in quanto i due pianeti in questione non si potevano vedere, rimanevano nascosti ed invisibili l’uno all’altro. Qui il pianeta superiore (Marte) corre verso l’opposizione con il Sole. Senso di  inadeguatezza e voglia di velocizzare la nostra attività si alternano, portando a volte ad una dispersione di forze. Abbiamo la sensazione che l’ambiente limiti le nostre possibilità di scelta. Dobbiamo quindi comprendere che le nostre capacità di comprensione ed adattamento ai bisogni del mondo esterno, velocizzano la possibilità di realizzare i nostri obiettivi.

 

Opposizione

Nel caso della opposizione al Sole la rabbia  diventa sempre più intensa. La passione diviene introvertita e difficile da esternare, se non quando si viene provocati sino al punto di esplodere. Consideriamo che durante la fase di opposizione al Sole, Marte si muove abbastanza rapidamente, aggiungendo una qualità di impulsività all’aspetto, che sembra contraddire la funzione introspettiva della retrogradazione. La tensione è forte, e la lotta interiore è molto intensa. Nell’aspetto di opposizione L’individuo è consapevole della polarità e delle dicotomie, quando il Sole è coinvolto l’esperienza viene amplificata. Essere consapevoli dei bisogni dell’altro, delle differenze è fondamentale, e questa esperienza contiene un grande potenziale di chiarezza e obiettività. Il conflitto tra introversione ed espulsione dell’energia spesso procura ferite profonde alla psiche dell’individuo che vive in contemporanea una sorta di implosione interiore e di esplosione esteriore.  In questo caso l’amore per sé stessi e la compassione sono molto importanti per contrastare la tendenza  a farsi del male ed a sentirsi inadeguati nei confronti della vita. L’opposizione porta una grande quantità di energia focalizzata e direzionata, sebbene la retrogradazione ed il conflitto tra il Sole ed il pianeta coinvolto, possano minare il vigore e la resistenza necessari per realizzare il grande potenziale. Anche quando realizziamo il nostro  potenziale, possiamo pensare sia merito della  fortuna, o di destino anziché del nostro talento.

D’altra parte la mancanza di fiducia in sé può non essere reale e la lotta per migliorare sé stessi e per il successo spesso dà ottimi risultati. L’anno in cui il Sole progresso forma un quiconce con il Marte retrogrado segna una fase di cambiamento, ed indica spesso il momento in cui l’energia dei pianeti coinvolti trova una direzione. L’ego che si sta sviluppando  trova il modo di aggiustare la situazione ed iniziare ad acquisire capacità che portino la nostra energia verso l’esterno.

 

Quiconce in allontanamento dal Sole

 Anche in questo caso la sensazione di essere intrappolati aumenta la tensione. Il pianeta esterno (Marte) inizia a rallentare in preparazione allo stazionamento che precede la ripresa del moto diretto. Simbolicamente ci sentiamo ostacolati dall’intero universo e di nuovo l’ego può essere indebolito dalle ripetute sfide. Siamo costantemente spinti ad aggiustare e rivedere le nostre prospettive e quindi ancora costantemente all’erta. Alcuni possono avere la sensazione di vivere una cospirazione, dove il mondo esterno controlla la loro direzione di vita. Spesso queste tensioni si scaricano sul lato fisico, provocando malattie. In alcuni casi chi possiede questo aspetto  ha una forte sensazione di dovere realizzare una sorta di ordine superiore, come se sapesse di avere il potenziale necessario per superare tutti gli ostacoli e trascendere le difficoltà.  A volte tale sensazione rimane inespressa perché manca la volontà e la forza necessaria, ma in alcuni casi specifici ciò viene realizzato (vedi Martin Luther King).  La sensazione è di trovarsi sul sentiero del destino e di essere fortemente e divinamente ispirati. Questo è ancora più vero quando il Sole riceve 2 quinconce formando la figura dello Yod. Questo tipo di quiconce sarà poi seguito dal trigono in fase stazionaria-diretta, quando il Sole progresso formerà un trigono al pianeta superiore, verso i 30 anni. Qui l’energia è forte e impetuosa, e nel tempo può portare ad avere una rilevanza sociale, avendo risolto il conflitto interiore per comprendere il misteri del mondo esterno.

 

Come vedete il fenomeno della retrogradazione è fonte di grandi possibilità di conoscenza, tra cui  quella della geometria sacra dei pianeti. Vi invito ad approfondire l’argomento.