Categoria: Astrobiografie

Anna Elisa AlbaneseAstrobiografieASTROLOGIA

Biografia di Pablo Picasso nel Linguaggio Astrologico | Anna Elisa Albanese

Pablo Picasso non poteva che essere che un individuo con forti tinte Scorpioniche in tutti i suoi estremi: la voracità nei confronti  della vita, le emozioni nascoste evocate nelle forme primitive e primordiali di alcune sue opere, le moltitudini di donne e passioni  che hanno fatto parte della sua esistenza. PABLO PICASSO,  è nato il 25 ottobre 1881, SCORPIONE ascendente LEONE.

Dipingere non è unoperazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere unopera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi. Pablo Picasso

Sole in Scorpione in IV Casa, governatore dellAscendente Leone. Radici profonde, terra natia e patria, figura del padre come insegnante e mentore.  Scorpione e Toro segni intercettati. Venere e Plutone – bellezza e morte, perfezione e distruzione, arte e materia – come assi portanti della sua vita.  Asse Toro – Scorpione – IV Casa  Scorpione in opposizione ai pianeti situati in Toro nella X Casa: madre – mondo – apice e punto culminante di realizzazione e visibilità, che lui stesso definisce come “mondo estraneo ostile a noi”, in cui forse è possibile vivere solo grazie alla mediazione agita dall’arte.

 

 

Un dualismo interiore dibattuto tra Casa IV – intimità, casa, rifugio, Anima, spazio privato, protezione e Casa X –  mondo esterno, immagine pubblica, arte, realizzazione, autonomia. Produzione artistica costante e ricca di fasi di cambiamento (cambio pelle Scorpione), totalmente immersa nella vita stessa e nella sua essenza. L’asse famigliare dei suoi genitori (Casa IV – X), percepito come antitetico e conflittuale. Avrà lui stesso sempre bisogno di un focolare ad attenderlo, delle donne – madri a casa, e delle donne amanti fuori nel mondo a ispirare la sua continua ricerca artistica.

Sole inteso progetto d’individuazione e cammino in questa vita, racchiude un bisogno forte di radicarsi al centro, nel proprio interno emozionale, costruire la Fondamenta – Casa – Anima e cercare le forme più intricate della propria identità partendo dal riconoscimento del valore delle origini e del padre; professore di arte che lo instradò per primo alla sua professione (Scorpione IV Casa).  Un’anelito a portare questo inquieto e incessante lavorio nella materia fuori da sé (Toro Casa X).

Il desiderio di operare a livello profondo, spesso celato e non diretto nella propria manifestazione, (i suoi quadri e sculture dalle mille facce e pieni di lettura), con dinamiche pulsionali reattive e antiche (Sole in IV) e il desiderio di stabilità, costanza, terra su cui poggiare, realizzazione, ambizione (Saturno, Nettuno, Giove e Plutone in Toro in Casa X). Questi sono stati due bisogni agiti in maniera ambivalente o comunque non troppo consapevole, ma come spinta necessaria e urgente. Come tutte le configurazioni in cui l’elemento Terra, strabocca nella sua ombra ed ha “fame” di riempire antiche voragini e buchi affettivi (elementi Toro e un Urano in II Casa – nutrimento primario – sicurezze -madre – terra).

L’asse Toro – Scorpione, ha fortissima la tematica del trattenere e del non riuscire a lasciare andare, dell’accumulare ciò che non nutre veramente, perché non è quello che sfama il bisogno affettivo di contenimento- sicurezza rimasto forse incolmato nell’infanzia e dall’intasamento energetico che ne consegue. E’ una dinamica che richiede passaggi ciclici continui di morti e rinascite interiori, per ripulire ed affinare le vere necessità, trovare i talenti interiori e capire davvero quali sono i valori e le basi su cui costruire senza paura imparando a lasciare andare ciò che non serve più per il cammino verso il futuro.

Urano in Vergine in 2 Casa (ribadisce ancora una volta questo dover imparare a far leva sulle proprie originali risorse e non cercare più simbiosi affettive forse mai avvenute nemmeno in fasce),  fa aspetto di Trigono a tutti i pianeti nel Toro nella X Casa, portandolo ad unire in modo altamente produttivo e instancabile, l’innovazione e la ribellione Uraniana, al lavoro artigiano di mani forti e piene del Toro (Saturno in Toro che governa Casa VI, costruttore costante nel suo quotidiano). Segno di terra, simbolo anche di un trattore macina sassi affidabile e forte, lavoratore indefesso, soprattutto quando trova qualcosa che gli dà fondamenta e losostiene; in questo caso i valori della materia scultorea e pittorica, posti al servizio di un’ispirazione grandiosa – Plutone e Nettuno sempre in Toro in Casa X.

Non mi soffermerò su Pablo-uomo e le sue donne…. molteplici, muse ispiratrici per la sua arte e angeli del focolare che lo aspettavano a casa, amanti e bellissime ispiratrici ferite e lasciate, instancabilmente rinnovate nel gioco dell’infatuazione e dell’arte. Non dimentichiamo il suo Sole (in Casa IV) desideroso di raccoglimento privato e famiglia può limitare ed essere sponda da cui fuggire (CasaX – pubblica immagine). Scissione che lo porta a non fermarsi mai nel luogo – famiglia – incolmato e attratto dalla bellezza in continuo divenire arte, amore e ispirazione per le sue emozioni, con quella Venere in Bilancia in III Casa, versatile, vanitosa farfalla, al centro di amicizie, flirt, scambi e contatti. La ricerca della sublime bellezza attraverso cui creare ispirato da amore, infatuazione e  perenne scintillio desiderante – l’estatica fuga nell’arte e il “cannibalismo” verso le sue donne, che non potranno mai nutrirlo né bastargli, né lui potrà dare pace a loro. (Venere in aspetto a tutto lo stellium in Toro in X Casa e quadrato a Marte in Cancro in XII Casa). 

Una Luna in Sagittario in V Casa, e l’Ascendente Leone, donano quel sacro fuoco intuitivo (Luna governa Casa XII gli infiniti mondi possibili), la passione per l’innamoramento e l’emozione che azzarda, unito alla ricerca di intensità emozionale dello Scorpione, aspetti che sottolineano una grossa centratura su di sé e la possibilità di aver canalizzato la potenza energetica di tutta questa forza creativa nel canale artistico, ma dall’altra l’ombra di non trovare mai quell’equilibrio tra il lavoro, il mondo e il focolare, spinte entrambe forti e necessarie da vivere, di cui il compromesso, forse avrebbe reso meno espressive le tinte della sua opera così vasta.

La resistenza, la tenacia e  l’ardere della divina ispirazione, avere successi pubblici, guadagni e riconoscimenti concreti in vita (Casa X con valori Terra), lo hanno portato ad una vita lunga, una produzione artistica immensa e a sfatare, il mito dell’artista povero e riconosciuto postumo.

Anna Elisa Albanese 

 

Biografia di Pablo Picasso

Pablo Picasso (1881-1973) nacque a Malaga, in Spagna, da un padre, insegnante nella locale scuola d’arte, che lo avviò precocemente all’apprendistato artistico. A soli quattordici anni venne ammesso all’Accademia di Belle Arti di Barcellona. Due anni dopo si trasferì all’Accademia di Madrid. Dopo un ritorno a Barcellona, effettuò il suo primo viaggio a Parigi nel 1900. Vi ritornò più volte, fino a stabilirvisi definitivamente.

Dal 1901 lo stile di Picasso iniziò a mostrare dei tratti originali. Ebbe inizio il cosiddetto «periodo blu» che si protrasse fino al 1904. Il nome a questo periodo deriva dal fatto che Picasso usava dipingere in maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il blu in tutte le tonalità e sfumature possibili. I soggetti erano soprattutto poveri ed emarginati. Picasso li ritraeva preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate e con aria mesta e triste. Ne risultavano immagini cariche di tristezza, accentuata dai toni freddi (blu, turchino, grigio) con cui i quadri erano realizzati.

Dal 1905 alla fine del 1906, Picasso schiarì la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa che risultano più calde rispetto al blu. Iniziò quello che, infatti, viene definito il «periodo rosa». Oltre a cambiare il colore nei quadri di questo periodo cambiarono anche i soggetti. Ad essere raffigurati sono personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte, quali Arlecchino.

La svolta cubista avvenne tra il 1906 e il 1907. In quegli anni vi fu la grande retrospettiva sulla pittura di Cezanne, da poco scomparso, che molto influenza ebbe su Picasso. E, nello stesso periodo, come molti altri artisti del tempo, anche Picasso si interessò alla scultura africana, sulla scorta di quella riscoperta quell’esotico primitivo che aveva suggestionato molta cultura artistica europea da Gauguin in poi. Da questi incontri, e dalla volontà di continua sperimentazione che ha sempre caratterizzato l’indole del pittore, nacque nel 1907 il quadro «Les demoiselles de Avignon» che segnò l’avvio della stagione cubista di Picasso.

In quegli anni fu legato da un intenso sodalizio artistico con George Braque. I due artisti lavorarono a stretto contatto di gomito, producendo opere che sono spesso indistinguibili tra loro. In questo periodo avvenne la definitiva consacrazione dell’artista che raggiunse livelli di notorietà mai raggiunti da altro pittore in questo secolo.

La fase cubista fu un periodo di grande sperimentazione, in cui Picasso rimise in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica. Il passaggio dal cubismo analitico al cubismo sintetico rappresentò un momento fondamentale della sua evoluzione artistica. Il pittore appariva sempre più interessato alla semplificazione della forma, per giungere al segno puro che contenesse in sé la struttura della cosa e la sua riconoscibilità concettuale.

La fase cubista di Picasso durò circa dieci anni. Nel 1917, anche a seguito di un suo viaggio in Italia, vi fu una inversione totale nel suo stile. Abbandonò la sperimentazione per passare ad una pittura più tradizionale. Le figure divennero solide e quasi monumentali. Questo suo ritorno alla figuratività anticipò di qualche anno un analogo fenomeno che, dalla metà degli anni ’20 in poi, si diffuse in tutta Europa segnando la fine delle Avanguardie Storiche.

Ma la vitalità di Picasso non si arrestò lì. La sua capacità di sperimentazione continua lo portarono ad avvicinarsi ai linguaggi dell’espressionismo e del surrealismo, specie nella scultura, che in questo periodo lo vide particolarmente impegnato. Nel 1937 partecipò all’Esposizione Mondiale di Parigi, esponendo nel Padiglione della Spagna il quadro «Guernica» che rimane probabilmente la sua opera più celebre ed una delle più simboliche di tutto il Novecento.

Negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale si dedicò con impegno alla ceramica, mentre la sua opera pittorica fu caratterizzata da lavori «d’après»: ossia rivisitazioni, in chiave del tutto personale, di famosi quadri del passato quali «Les meninas» di Velazquez, «La colazione sull’erba» di Manet o «Le signorine in riva alla Senna» di Courbet.

Picasso è morto nel 1973 all’età di novantadue anni.

Biografia tratta da: http:http://www.francescomorante.it/pag_3/309a.htm

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Giacomo Leopardi, alla luce dell’astrologia | Anna Elisa Albanese

Non ho la pretesa di parlare a posteriori di quello che è stato per me, e non solo per me, un mostro sacro come Giacomo Leopardi. Avere davanti il suo Tema Natale è come entrare in zone intime e non violate da lasciare al loro spazio sacro. Dirò alcune aspetti del Tema che mi risuonano in particolar modo e toccano i miei –  di spazi interiori in modo altamente soggettivo. GIACOMO LEOPARDI nato il 29 giugno 1798, CANCRO asc. SCORPIONE

Storia del genere umano – Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono delleducazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è, quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e apparisse nel mondo molto minore varietà e magnificenza che oggi non vi si scuopre. Ma nondimeno gli uomini compiacendosi insaziabilmente di riguardare e di considerare il cielo e la terra, maravigliandosene sopra modo e riputando luno e laltra bellissimi e, non che vasti, ma infiniti, così di grandezza come di maestà e di leggiadria; pascendosi oltre a ciò di lietissime speranze, e traendo da ciascun sentimento della loro vita incredibili diletti, crescevano con molto contento, e con poco meno che opinione di felicità.” Giacomo Leopardi, Incipit Operette Morali

L’Ascendente Scorpione con preciso Nettuno dominante sullAsse dellAscendente compone un Trigono di segni dacqua da manuale: Marte e Plutone in Pesci in IV Casa – Sole e Saturno in Cancro in VIII e IX Casa –  Nettuno nello Scorpione Ascendente e un importante Trigono di Terra: Luna in Capricorno, Urano in Vergine e Venere e Giove in Toro. 

Nettuno simbolo per eccellenza di arte, spirito, sfondamento di confini personali del nostro ego al fine di raggiungere una visione più ampia e spirituale della nostra esistenza, governa la Casa V della creatività e dellespressione di se stessi, e il Sole in Cancro governa proprio la Casa X – ciò che al mondo Giacomo Leopardi ha saputo restituire e si è reso manifesto.

Elementi Femminili che fanno da padroni ed estrema porosità datogli soprattutto dallelemento Acqua, modalità “spugna, io tendo a chiamarla; una personalità fatica ad avere filtri difensivi e una pelle spessa tra il proprio IO Identità e lEsterno da sè – mondo. Proprio come le spugne, pronte ad assorbire lacqua, può essere imbevuta totalmente di emozioni, anche non sue, ma percepite dallambiente e dagli altri, perché non c’è un muro spesso a fare da divisore.

La sensibilità estrema è  sottolineata con levidenziatore rosso e ci fa pensare a Giacomino, soprattutto da bambino, come una figura totalmente avvolta nelle dense nebbie Nettuniane del sentire profondo, sensibilità, permeabilità e mutevolezza dei sentimenti. Nettuno in 1 Casa,  ha tanto a che fare con la massima apertura spirituale, ma anche con un sacrificioimmediato alla nascita, (la grande correlazione allacqua, a volte rischi morte del neonato per asfissia, soffocamento o problemi con la placenta, o confusione nella nascita). A livello simbolico è causa spesso, per lunga parte della vita, se non reso manifesto e consapevole, di un ridimensionamento immediato dellEgo, (un pianeta così spirituale che si posiziona nella fase dei più elevati bisogni fisici e materiali di sopravvivenza del bambino, nascita e impatto nel mondo). Nettuno modifica la percezione dei propri bisogni primari, come sciogliesse quellaggressività vitale che è del neonato appena uscito dal ventre materno rendendolo ricettivo su ciò che deve essere per non dispiacere gli altri. Da qui la difficoltà di formazione di unidentità definita, in favore dellattenzione e la ricerca continua di amore approvazione da parte dellaltro; loggetto damore madre nei primi mesi e anni di vita, mondo esterno e relazioni, via via crescendo.

Un’Io dunque, che in prima istanza non ha potuto prendere la forma necessaria per la spinta vitale tipica del significato della 1 Casa nascita-  inizio e impatto nel mondo, imprinting, e maschera anche strutturalmente difensiva che ci permette di muoverci nella realtà, per compiere il viaggio verso il nostro Sole Identità. Nettuno in 1 Casa è una posizione che richiede  un adattamento, piuttosto che essere nella modalità sanamente egoica della psiche e dellIo nascente del bambino in formazione.  L’attenzione su di lui forse confusa, filtrata, non sufficiente ( Nettuno),  ha dovuto al di fuori di sé, per cercare di captare oltre la cortina nebulosa Nettuniana, già dallinizio un sacrificio di sé protratto verso il mondo.

Il Sole Cancro, ci conferma questo stato di accudimento primario deficitario madre, mondo con laspra luna Capricorno  –  e la conseguente fatica a sostenersi autonomamente a livello emotivo, ad essere in balia del proprio bisogno di essere nutrito a livello affettivo. Econfermata nella sua biografia la durezza di un padre insegnante esigente e dittatoriale e una madre fredda e anaffettiva, comprensibile che i suoi valori Cancerini femminili e ricettivi, non potessero essere colmati nè accolti con quella dolcezza che lui cercherà di placare tutta la vita del senso di fusione con la natura, il sentimento mistico e la fratellanza universale. Dolore che rimarrà non sanato quasi mai se non parzialmente trasformato sul finire della vita, con La Ginestra e la consapevolezza della comune appartenenza a qualcosa di più grande di una madre (che non è stata sicurezza nè calda terra su cui arenare Luna in Capricorno),  ma a tutto il genere umano risoluzione tematica Pesci- Nettuno.

Giacomo Leopardi, possiamo visualizzarlo a livello metaforico, senza uno strato di pelle; la sua salute precaria e la struttura fisica fragile confermano questa peculiarità di scarso attaccamento alla solarità sana e robusta e spinta vitalistica verso la vita,  un atteggiamento che si sposta dallesterno allinterno di sé, una natura introversa e dedita al sentimento delle cose, più che alle cose stesse, a ciò che permea e dà significato allesperienza, al suo valore espresso nella tonalità affettiva. Poca propensione allazione attiva, allestroversione, confermata anche dalla totale assenza di elemento Fuoco nel Tema Natale.

Il confine tra la vita e la morte, la fine della cose, la trasformazione, (Ascendente Scorpione) e la tematica Nettuniana Pescina ritorna come dominante fondamentale e ci descrive quello che era il suo mondo effettivo: il mondo interiore. Marte in Pesci 4 Casa congiunto a Plutone ci pone di fronte alla dissoluzione di tutte le barriere dellIo, dapprima erose dal Dio Nettuno, trasformista e senza una forma definita, ambivalente e illusorio che si trasformava in ciò che gli altri desideravano, o meglio le altre, le dee che voleva concupire, e dallaltra abbiamo il Dio Plutone, Ade dagli inferi e dalle zone dombra dellinconscio, nel viaggio iniziatico per eccellenza, che può risorgere solo se spogliati di tutti i falsi sè e le strutture difensive attuate dalla  nostra coscienza.

Leopardi è passato attraverso lestasi e il trasporto di cui la Natura si è fatta portatrice che gli ha permesso di di attraversare quel crinale oltre se stesso e il suo ego individuale. Il suo Ego Identità, era già aperto e fluido dalla voragine vuoto affettivo canale aperto, ed è proprio da quel vuoto (Nettuno), incolmabile che ha potuto farsi strada lo spirito: passaggio e porta, affinché potessero filtrare spiragli di luce di qualcosa di molto più grande di lui. I due portali verso il trans-personale, Nettuno e Plutone, sono stati per lui, il tramite doloroso, attraverso i quali, ha potuto accedere a quel mondo di percezioni altre, di cui è stato il messaggero.

La sua identità al confine tra il dissolvere e laffermare, il ribellarsi e il sacrificare, che sono ambivalenze interiori comuni, latenti e inconsce a quasi tutti gli esseri umani, sono state tangibili ed estreme per lui, perso e fluttuante nellInfinito interiore, schiacciato nel limite concreto e lacerante della materia, corpo, colle, mondo fisico, umano vivere.

Giacomo si è trovato senza il comune scampo, che viene destinato a molte persone che possono accontentarsi di una vita senza infamia nè lode, senza la pretesa forse di giungere a vette celestiali, sublimi visioni, estatiche intuizioni, ma nemmeno crollare sotto il peso di dolori scontertanti. Una vita normale insomma, per quel che può significare questa parola. No Leopardi non ha potuto ambire a questa presunta normalità, la sua Anima aveva un progetto ben diverso e cioè che lui si facesse carico di sentire tutto senza sconti del mondo dei sentimenti di sè, e delle variazioni dello spirito umano, e della percezione forse di quel Divino, che poche anime riescono a percepire tramite uno dei canali concreti, che è la Natura e infine lo donasse a noi grazie al canale espressivo che fu la scrittura (Mercurio in Gemelli in 8 Casa).

La domanda che tutti si pongono, o almeno che io mi pongo fin da quando ai tempi delle scuole elementari e studiavo la sua biografia: Giacomo Leopardi avrebbe potuto essere almeno un pofelice o era tutto scritto in un destino irreversibile che lo ha reso martire e vittima delle circostanze?

Ovviamente io non so rispondere a questa domanda, ma posso pensare che allora, le condizioni di libertà erano molto diverse dal nostro presente, la scoperta della scienza rispetto alle malattie ecc. e anche laccesso al mondo, ai viaggi e la comunicazione globale, erano limitati dalle condizioni di quella realtà. Se poi si era nati in un paese di provincia con un padre autoritario e restrittivo, la scarsa volontà ad emergere di un Tema Natale più introverso e meditativo che attivo, permeato dallumoralità dellabbondanza dellelemento Acqua, la paura del nuovo dei pianeti in Cancro, annessi agli antichi sensi di colpa di Saturno, le cose si complicano parecchio. Internet, televisioni, telefoni e quantaltro sono una scoperta recente, non che abbiano migliorato le condizioni di vita, ma forse per Giacomino, solitario e restio a mostrarsi e confrontarsi con gli altri esseri umani in carne e dossa, un pochino lavrebbero aiutato nella comunicazione filtrata e protetta da uno schermo.

Un tema natale come quello di Leopardi non ha dentro i semi dellinfelicità, guardato con gli occhi che abbiamo adesso, rispetto al libero arbitrio e la scoperta della psicoanalisi e i percorsi individuali di consapevolezza, ci pone semplicemente di fronte al riconoscimento della propria peculiarità – Un tema con una fortissima dominante Acqua e Case dAcqua ben sollecitate, è senzaltro indice di una sensibilità al di fuori del comune, ma questa sensibilità prima di tutto andrebbe riconosciuta e valorizzata dalla persona depositaria del Tema, che in genere è sempre lultima a farlo. Proprio perchè la sua immensa sensibilità emotiva, la facilità di percezione dellaltrui sentire, porta la persona ad essere insicura e dubitante delle sue stesse emozioni –  l’Identità non si riconosce , si confonde e fatica e darsi dei limiti e ad autolegittimarsi.

Se avessi potuto poter intervenire nel destino di Giacomo, gli avrei posto davanti un mentore, o uno dei moderni sciamani/guro (sani) che vanno tanto di moda ora, o anche il buon Carl Gustav Jung, che lo prendesse per mano per portarlo con sè nella sua casa a Bollingen- Lavrei fatto sedere lì lungo il lago, in tutta la sua silenziosa pace e in una modalità dolce e poetica allo stesso tempo, calda e sostenuta come padre amorevole, (che Giacomo non ha avuto la fortuna di avere) si sarebbe potuto compiere il meraviglioso viaggio allinterno di se stesso. Solo così riconoscendosi ed essendo riconosciuto da un alter ego positivo, padre spirituale ed insieme grande madre nutritiva, forse Giacomo Leopardi avrebbe potuto lenire e comprendere il senso di lutti  e dolori, asprezze del suo vissuto infantile, mutare il suo destino e scrivere versi fino alla vecchiaia.

Ma questa forse sarebbe stata tutta unaltra storia….