EditorialeBob Dylan alla luce dell’Astrologia genetliaca | Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese Anna Elisa AlbaneseMaggio 17, 202031917 min

L’eterno fanciullo Gemelli, Mercuriale d.o.c – Mercurio in Gemelli sullAsse del Discendente – incarna perfettamente lo spirito di Bob Dylan, il cantore e il musico, lo scrittore, il poeta il ribelle che è riuscito a tenere viva la sua parte di giovane Peter Pan. Ha permesso al fanciullo divino di non esaurirsi e saturarsi in un incessante lavoro di creazione e produzione musicale, complici i molteplici pianeti nel segno di terra, costruttivo e laborioso del Toro in trigono a  Nettuno e Nodo Lunare in Vergine in 9 Casa.

LA SUA CARTA DI NASCITA

Bob Dylan, nato il 24 maggio 1941, GEMELLI ascendente SAGITTARIO

Sì, sono un ladro di pensieri, ma non un ladro danime, prego, ho costruito e ricostruito  su ciò che è in attesa  perché la sabbia sulle spiagge  scolpisce molti castelli  su quel che è stato aperto prima della mia epoca una parola, un motivetto, una storia, un verso chiavi al vento per aprirmi la mente |e per garantire alle mie idee da armadio unaria da cortile. Bob Dylan

Il suo esempio di vita, dimostra quanto la Casa e il segno dove risiede il nostro Saturno di nascita, non sia una maledizione o una congiura astrologica, ma il settore dove noi faticheremo di più a costruire, dovremo maturare di più e abbattere certe rigidità, ma settore in cui fonderemo la nostra identità più profonda, autonoma e costruttiva. Bob Dylan – Saturno in 5 Casa nel segno del Toro – rappresenta proprio lo sviluppo costante e terreno, dalla simbologia ingorda e mai sazia del Toro, messa così al servizio di una passione – Venere – ha potuto donare il massimo in un risultato tangibile e concreto. Governatore del Toro, è Venere, si trova Gemelli, in Casa VI, altra Casa di costante costruzione quotidiana, che ci riporta del suo talento nello scrivere e comunicare.

La Casa V, il settore dove la nostra pienezza creativa ha il suo massimo sviluppo e racconta, attraverso le fasi evolutive di crescita,  il vissuto infantile nella fase edipica e di rispecchiamento di noi stessi nel genitore da cui cerchiamo di essere visti e confermati come speciali. Abbiamo ricevuto la nostra dose di amore e la conferma e quel senso di unicità e “specialezza”?  Nella famosa età dell’onnipotenza, (l’età magica pre-scolare intorno ai 4/5 anni e corrispondente alle prime manifestazioni di desiderio e differenziazione sessuale e fase cosiddetta “edipica”), ecco che proprio qui, si trova il Saturno di Bob. E’ in compagnia di Urano, Giove  – governatore Ascendente e Luna, ed è un settore per lui fondamentale di espressione di sé. In molti libri di astrologia si trova la descrizione del malefico Saturno in V casa, come privazione e frustrazione di quel nostro senso di unicità e del sentirci davvero amati e creativi nel senso più ampio del termine, da qui può esserci una costante ricerca di conferma narcisistica volta a lenire quell’antica ferita non colmata e alla ricerca del nostro valore tramite gli occhi dell’altro.

E tutto questo ha senso anche per Dylan e non viene escluso anche se non sappiamo il suo vero vissuto infantile. Il settore dove abbiamo Saturno è anche dove prendiamo le cose molto seriamente, abbiamo paura di essere scottati e alziamo barriere fortissime a proteggerci. anche se non sappiamo come sia andata nell’intimità di Bob bambino, la cosa importante è: cosa ci faccio con questa ferita adesso?  Come la uso per la realizzazione del mio potenziale in vista del progetto del Sè?

Bob ha usato e anche molto la Casa V, un’insaziabilità creativa e un torrente in piena che l’ha portato a nutrire lui stesso quel senso di fame (affettiva), potuta poi essere creativa e generativa, incolmata del Toro e della V Casa. Dylan si è ripartorito continuamente tramite la scrittura, ha dato vita alla materia produttiva e costante del Toro, con la musica e la voce, altre tipiche simbologie Taurine, e alla sua abilità Mercuriale Gemellina, ha creato infinite canzoni e racconti. (Certo, ora qui non mi metto a parlare di tutto il fatto del Nobel, e della sua eccentricità/distanza saturnina/ nel non ritirarlo, quasi, per citare Nanni Moretti, “Mi si nota di più se vado alla festa, o se non vado?”).

Dylan ha ricreato ogni volta se stesso, ha cercato il plauso dal pubblico, come ogni V Casa necessita, ma con Saturno al suo interno ha avuto momenti in cui si è ritirato dalle scene. E’ famoso un suo incidente in moto, negli anni di Woodstock nel 1966, in cui lui stesso dichiarò, non essere stato casuale, ma un avvertimento del suo corpo a fermarsi. A prendere fiato.

Il suo Sole e Venere in VI Casa, sono stati per lui la salvezza. Anche qui troverete spesso descrizioni mortificanti che non rendono onore alla Casa VI, spesso descritta semplicemente come casa della salute e del limite, parole che entrambe non piacciono mai a nessuno, anche edulcorate nel migliore dei modi. Cosa si intende per limite? E perchè questo ha a che fare con la salute e il corpo? Ricordiamoci che la Casa VI e appartiene alla simbologia Vergine, e la Vergine e la Casa VI, sono l’asse opposto alla Casa XII e al segno dei Pesci.

Questo significa che al di sotto del corpo, che ci dà segnali con le classiche malattie psicosomatiche o incidenti improvvisi, al di sotto del ritmo quotidiano, spesso cercato in maniera ossessiva, o la lotta contro ogni forma di limitazione, al senso di frustrazione causato da lavori che sembra ci imprigionino, vi è un senso più alto da ricercare. La Casa VI, soprattutto per chi ha il Sole o molti pianeti in questo settore, richiede la comprensione della parola umiltà e senso di umana appartenenza a qualcosa. Nel senso che la Casa VI è posizionata a metà, tra le case cosiddette Case personali, e le Case collettive, che vanno verso qualcosa oltre noi stessi, in un discorso più estroverso. Dal privato al pubblico, fino a giungere alla Casa XII, dove si dovrebbe riunire il senso massimo di rilascio e abbandono dei riflettori mondani per giungere a una appartenenza a noi stessi, (a livello interiore tutte le nostri parti dovrebbero essere integrate) e al senso di fratellanza per tutto il genere umano senza confini nè linee di demarcazione.

L’appartenenza della nostra Anima al mondo. Il senso di Amore Universale.

Certo è, che per arrivare in Casa XII, il percorso è arduo, e non sempre noi in una vita sola, possiamo ambire ad arrivare a quello stadio evolutivo di completezza se ancora abbiamo dei bisogni legati alla materia di cui facciamo parte. E’ qui che subentra la Casa VI, che ci insegna una profonda riconoscenza al primo limite che incontriamo nella nostra vita: il corpo. Il corpo fisico che racchiude la nostra Anima immateriale e libera.

Se impariamo a prenderci cura del nostro corpo come tempio, a rispettare tutte le sue funzioni, che sono lo specchio concreto, delle nostra lacerazioni e conflitti psicologici, potremo, allora sentirci parte del Tutto, potremo anche capire che il corpo è il mezzo concreto di cui dispone l’Anima per comunicarci qualcosa di accessibile ai nostri cinque sensi.

Bob Dylan dichiarerà dopo il suo incidente, che grazie a quell’arresto forzato, cambiò rotta rispetto a certe occupazioni rivolte verso l’esterno di se stesso. Più avanti ancora negli anni, nel 1978, Bob, troverà una sua parte spirituale definendosi un cristiano rinato, e abbracciando un senso religioso che lo porterà a molte critiche da altre rock star, come anche John Lennon.

Eppure questo senso di appartenenza religiosa, questa disciplina musicale conquistata, che lui stesso spesso definirà la libertà nel sapersi auto- regolare – Casa VI, è stata la sua fonte di realizzazione personale – famosa la sua frase “La libertà è il lusso della disciplina”, che spiega benissimo l’apparente ambivalenza e contrapposizione tra regole e libertà. Ha potuto realizzare il progetto del Sole, incarnando e dando voce al suo Mercurio in Gemelli, proprio sull’asse discendente di Casa 7 (e pianeta governatore Gemelli), portatore di vento e aria, parole, musica, leggerezza, curiosità incessante e ancora voglia di saperne di più di questa vita.

In fondo, è solo la curiosità di apprendere cose nuove e non fermarsi mai come individui finiti, che ci permette di sentirci sempre dei fanciulli, degli adolescenti in continua scoperta della vita e il menestrello Bob pare avercelo insegnato.

 

How many roads must a man walk down

Before you call him a man?

Yes, nhow many seas must a white dove sail

Before she sleeps in the sand?

Yes, nhow many times must the cannon balls fly

Before theyre forever banned?

The answer, my friend, is blowinin the wind,

The answer is blowinin the wind.

How many times must a man look up

Before he can see the sky?

Yes, nhow many ears must one man have

Before he can hear people cry?

Yes, nhow many deaths will it take till he knows

That too many people have died?

The answer, my friend, is blowinin the wind,

The answer is blowinin the wind.

Blowin in the wind

Bob Dylan

Anna Elisa Albanese

Anna Elisa Albanese

Analista biografica a orientamento filosofico esperta in Astrologia Umanistica, socia Sabof, e iscritta all’Albo Professionale Nazionale Privato del C.I.D.A Centro Italiano Discipline Astrologiche. Lavora a Milano in consulenze individuali e laboratori di gruppo. Utilizza pratiche come scrittura autobiografica, linguaggio simbolico e analisi del tema natale, miti e archetipi.

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