Attualità: costume, società, culturaEditorialeDall’Almutem al Signore della genitura. L’esempio di Oscar Wilde (IT/EN) | Patrizia Nava

Redazione TheSun Astrology Redazione TheSun AstrologySettembre 8, 202032847 min
429ce4a3-8430-4dd8-8062-77263cc48b79_large[1]

La redazione di The Sun Astrology è lieta di presentare questo articolo e approfondimento astrologico concessoci da Patrizia Nava, apparso per la prima volta su Linguaggio Astrale 157, anno 2009, rivista della celebre associazione CIDA (Centro Italiano Discipline Astrologiche link). Patrizia Nava è laureata all’università di Bologna e Socia Certificata CIDA, ha collaborato con Apotelesma (link) e Almugea (link). Fa parte dell’associazione per lo studio dell’astrologia classica Cielo e Terra (link) ed è Practicing Member della Society of Astrologers americana, che raccoglie studiosi di formazione classica e tradizionale. Nel 2017 ha ottenuto il Dottorato onorario (PhD in Oriental Learning – Astrology) conferitole dall’Indian Institute of Oriental Heritage di Kolkata, India. Sue celebri pubblicazioni / traduzioni: I semi del tempo. Le relazioni amorose nell’astrologia oraria – Edizioni Capone (link) – William Lilly Astrologia Cristiana Libro Uno, introduzione all’astrologia – Edizioni Agorà&Co (link) William Lilly Astrologia Cristiana Libro Due, la soluzione di ogni tipo di domanda oraria. Dalla prima alla sesta casa – Edizioni Agorà&Co (link). Il sito ufficiale di Patrizia Nava è www.astrologiaoraria.com – Per contattare l’autore, potete utilizzare questa email astrologiaoraria@tiscali.it

 

 

DALL’ALMUTEM AL SIGNORE DELLA GENITURA
Dal pianeta che domina la carta natale,
a quello che dovrebbe farlo.
L’esempio di Oscar Wilde.

Versione in Italiano e Inglese

Patrizia Nava

(Versione italiana)

Nella pratica tradizionale, il primo approccio alla carta natale consiste nel cercare di stabilire la composizione umorale del nativo, che ne determina il temperamento. Seconda considerazione, inscindibilmente correlata alla prima e spesso contemporanea in pratica, è la ricerca dei pianeti significatori, dominanti o caratterizzanti il tema. Nel corso dei secoli, diverse procedure sono state utilizzate allo scopo, tutte basate su qualche forma di “quantificazione”, all’origine della quale sta la diversa proporzione delle qualità prime (caldo, freddo, secco, umido), che ci consente di conoscere “il grado di realizzazione dei significati analogici dei pianeti” (Mariano Aladren, Il Significatore, LA 126, 2002).

Oscar Wilde, 16 Ottobre 1854, 3.00, Dublino

Almutem

Diverse procedure, abbiamo detto. Alcune di queste, tuttavia, con minime varianti, sembrano essere pressoché universalmente accettate dagli autori medievali e rinascimentali, costituendo un corpus tecnico comunemente utilizzato dalla tradizione astrologica.

È il caso dell’Almutem della natività, di cui qui ricordiamo la versione di Ibn Ezra, che nel Liber de Nativitatibus, 1154 (Warburg FAH750, p.5), lo definisce

“… planeta super totum circulum potestatem habentis quem sarraceni almutez dicunt…”

Si procede innanzitutto identificando i cinque luoghi vitali del tema: Sole, Luna, Ascendente, Parte di Fortuna, Sizigia prenatale (plenilunio/novilunio precedente la nascita). Almutem sarà il pianeta che, in quei cinque luoghi, ha maggiore dignità essenziale, quantificando secondo il noto schema che attribuisce 5 fortitudini o virtù al domicilio, 4 all’esaltazione, 3 alla triplicità secondo Doroteo, 2 ai termini egizi, 1 ai decani.

A questo si aggiungono punteggi specifici per le dignità accidentali (presenza nelle case [1]) più 7 punti per il signore del giorno e 6 per il signore dell’ora.

Il pianeta che ottiene più “virtù” è l’almutem, il “significatore natale” secondo Mariano Aladren, quello che “riassume i significati del destino intrinseco del soggetto”.

È il pianeta più caratterizzante il nostro approccio alla vita, quello le cui energie più evidentemente ci compenetrano, quello che più istintivamente utilizziamo come modalità vitale ed espressiva: la nostra stessa natura essenziale, il materiale di cui è composta la nostra anima.

Il problema è che tale pianeta, per quanto dignificato nella posizione dei cinque punti vitali, potrebbe non esserlo affatto nella sua posizione effettiva, nella carta natale. Supponiamo ad esempio che Sole, Luna, Ascendente e PF, tutti in Toro in una ipotetica carta diurna iper-semplificata, determinino Venere come pianeta avente maggiore dignità in quelle posizioni. Supponiamo poi che Venere, almutem della natività, si trovi in esilio in Ariete. Il nostro almutem avrà sì dominio sui nostri punti vitali, rappresenterà certamente la nostra qualità più caratterizzante, ma purtroppo, data la sua debilità essenziale, sarà difficilmente un buon consigliere, una risorsa valida e affidabile in situazioni difficili.

Anzi, l’istintività e la naturalezza stessa con cui tendiamo per costituzione e temperamento a far ricorso ad esso, potrebbe portare a modalità di pensiero e comportamento standardizzate e ripetitive, non sempre adatte alla situazione contingente o alle necessità della nostra evoluzione personale.

Il Signore della genitura

Se cerchiamo quello che Bernhard Bergbauer definisce “la bussola dell’anima”, una guida affidabile, un’energia che ci aiuti a dare il meglio e ad agire per il meglio, dobbiamo affidarci al pianeta che ha maggiore dignità essenziale nella posizione reale ed effettiva in cui si trova nella nostra carta.

La dignità essenziale, sostenuta da un minimo di dignità accidentale sufficiente a rendere quell’energia accessibile al nativo e spendibile efficacemente nel mondo, sarà la garanzia che l’influsso di tale pianeta non può che essere positivo.

Questo pianeta è il Signore della Genitura.

È il talento che aiuta la persona a svolgere i propri compiti al meglio, quello che rappresenta le qualità a cui dovremmo aspirare, quello il cui suggerimento dovremmo ascoltare, anche se, solitamente, non lo facciamo. Perché, mentre l’almutem della carta è solitamente un’energia prontamente disponibile, una risposta quasi automatica alle sollecitazioni esterne (anche se considerazioni accidentali e aspetti possono influire notevolmente sulla accessibilità di tale energia), il Signore della Genitura, tipicamente, rappresenta la meta finale di un percorso evolutivo non sempre facile. La scelta di operare mediante il Signore della Genitura è sempre, appunto, una scelta, consapevole e adulta, talora sofferta e difficile perché non spontanea. Il nostro “re interiore” come lo chiama John Frawley, non salirà sul trono da solo. Dobbiamo incoronarlo noi stessi, con un atto di volontà consapevole.

Ci sono condizioni astrologiche che favoriscono questo processo interiore.

Se l’almutem della carta è sufficientemente dignificato, e si trova in rapporto utile con il Signore della Genitura, questo passaggio di consegne può avvenire in modo più facile, anche se raramente definitivo. Aspetti tra i due pianeti, inclusa l’antiscia, favoriscono la collaborazione. Mutue ricezioni maggiori rendono le cose molto più facili. Un almutem in posizione accidentale forte e un signore della genitura, ad esempio, confinato in 12a, renderebbero il passaggio, al contrario, molto difficile, per la maggiore accessibilità del primo rispetto al secondo. Alcune carte, inoltre, mostrano una carenza deprimente di candidati al ruolo di re interiore, per mancanza di pianeti sufficientemente dignificati. Così è la vita. Non sempre si può contare su una guida perfetta. Se nessun pianeta ha dignità sufficiente, ciò non significa affatto che la persona non avrà successo in ciò che persegue. Al contrario. Ma è vero che la qualità del successo ottenuto è in qualche modo in relazione con la qualità del signore della genitura.

Il Ritratto di Oscar Wilde

Un esempio applicativo chiarirà la procedura. Si tratta del tema natale di Oscar Wilde, scrittore irlandese di fine ottocento, personaggio discusso come artista e come uomo, nato a Dublino il 16 ottobre 1854 alle ore 3.00, morto il 30 novembre 1900 a Parigi, dopo l’incarcerazione per scandali sessuali.

Oscar Wilde
16 ottobre 1854 NS, 3.00, Dublino
Placidus

Di temperamento melanconico, Wilde nasce nel giorno del Sole, all’ora di Marte.

Calcolando le dignità essenziali di ogni pianeta nei cinque punti vitali della sua carta e sommando a queste le virtù acquisite per la loro disposizione nelle case, otteniamo l‘almutem, Marte, che è signore dell’ora planetaria.

Sin da bambino, Oscar mostra comportamenti e atteggiamenti riferibili al suo almutem: un aneddoto piuttosto conosciuto ne rivela il carattere. Oscar era stato affidato insieme al fratello alle cure di una bambinaia. Durante una sua momentanea assenza, i vestiti dei due fratelli, stesi ad asciugare davanti al camino, presero fuoco. Mentre il fratello gridava comprensibilmente spaventato, Oscar batteva le mani entusiasta. Quando la bambinaia riuscì a spegnere l’incendio, Oscar pianse deluso perché l’affascinante spettacolo era terminato.

Per tutta la vita, l’atteggiamento più caratterizzante di Oscar Wilde, per il quale divenne famoso, fu la provocazione. Mera aggressività verbale, naturalmente, diretta contro la tradizionale ipocrisia britannica vittoriana (Marte peregrino tra la 3a e la 4a, dispositore di Mercurio in Scorpione in 3a casa), ma comunque tagliente. I suoi pungenti aforismi sono passati alla storia insieme alle sue satiriche commedie.

Marte è disposto da Giove per domicilio, triplicità e termini, e Giove, di converso, si trova nel luogo dell’esaltazione, dei termini e del decano di Marte, una potente mutua ricezione mista che stabilisce un nesso forte e significativo tra i due pianeti. Giove, notiamo, è il governatore della 7a casa delle relazioni, e si trova nella cuspide della 5a casa dei piaceri, in caduta. L’alleanza tra Marte e Giove non è quindi estranea alla provocatoria vita sessuale di Wilde, inaccettabile per la moralista società vittoriana.

Passiamo ora all’identificazione del Signore della Genitura. Non ci sono dubbi: l’unico valido candidato, in condizioni di dignità essenziale per domicilio e termini, è Venere. Tutti gli altri pianeti sono peregrini, e il Sole e Giove addirittura in caduta. Venere è il re interiore, l’influsso positivo nella vita di Wilde, quello che gli permette di creare capolavori, quello che gli avrebbe permesso, se meglio utilizzato, di rendere davvero la sua vita “un’opera d’arte”.

Il perseguimento della bellezza rimarrà l’ideale di Wilde, sempre. Una bellezza assoluta, del tutto estranea a valutazioni etiche.

“L’artista è il creatore di cose belle. […] Non esistono libri morali o immorali. I libri sono ben scritti, o scritti male. Questo è tutto.” [2]

Wilde diventerà l’esponente più significativo dell’Estetismo britannico, il cui motto è “Art for Art’s sake”, l’arte per l’arte, l’arte al solo fine di creare bellezza. La Venere bilancina nel tema dello scrittore è, a ben vedere, vera signora della genitura e musa ispiratrice.

Non facile, tuttavia, rinunciare alla modalità espressiva propria di un Marte peregrino, privo di dignità, ma forte accidentalmente perché angolare, per abbracciare in toto la modalità di una Venere dignificata, ma sotto i raggi del Sole e in 2a casa, in posizione non critica, dunque, ma neppure particolarmente influente. La vita di Oscar Wilde è una continua lotta tra questi due potenti principi che, per sua sfortuna, non si trovano in rapporto per aspetto e neppure in mutua ricezione positiva.

Un magnifico esempio della dialettica tra almutem e signore della genitura è dato da Wilde stesso nel suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray.

Il bellissimo protagonista, esteta raffinato e appassionato ricercatore del bello, non riesce a distaccarsi dagli aspetti più aggressivi della propria natura, che lo porteranno, nell’intento di salvaguardare la propria perfetta immagine, all’omicidio. In un accesso d’ira, pugnalerà il pittore autore del suo ritratto. Difficile immaginare situazione, sentimento e arma più collegati al principio di Marte ed insieme più avversi a quello di Venere. Alla fine, disgustato dal dipinto che mostra impietosamente la qualità della sua anima, pugnalerà la tela, dandosi, così, la morte. La lama, simbolo marziale di autodistruzione, distrugge l’arte e così facendo distrugge la vita. Il passaggio volontario e consapevole da Marte a Venere non ha avuto luogo.

Anche nella vita dell’artista tale passaggio non fu mai completo. Una provocazione di troppo lo portò ad inimicarsi lord Douglas, marchese di Queensberry , padre di un giovane amico e amante, e l’intera opinione pubblica, fino a quel momento vivacemente attaccata dagli strali verbali di Wilde, si rivoltò contro di lui, ostracizzandolo e decretandone la rovina.

1. Prima casa 12, seconda 6, terza 3, quarta 9, quinta 7, sesta 1, settima 10, ottava 4, nona 5, decima 11, undicesima 8, dodicesima 2.

2. Dalla “Prefazione” a The Picture of Dorian Gray di Oscar Wilde, 1891.

Bibliografia:
Abraham Ibn Ezra, Liber de Nativitatibus, 1154 (Warburg FAH750 pdf, Venezia 1484)
Bernhard Bergbauer, Der Geburtsherrscher im Horoskop – Kompass der Seele, Chiron Verlag 2008
Oscar Wilde, The Picture of Dorian Gray, 1891

VERSIONE INGLESE (English version)

From the Almuten of the Chart to The Lord of the Geniture. From the planet that actually rules the nativity, to the planet that ought to. Paper presented at the 40th International Astrological Conference in Delhi, India, February 19, 2017

 

In traditional Western practice, the first step in the analysis of a natal chart consists in trying to assess the humoral composition of the native, which determines his/her temperament (whether sanguine, melancholic, phlegmatic or choleric). The second step, closely connected with the first, is the search for significators, the planets that rule, dominate or characterize the chart. Throughout the centuries different procedures have been used, all of them based on some form of “quantification” of the relative proportion of primary qualities (hot, cold, dry and moist) for the assessment of temperament, or essential and accidental dignities for the selection of the ruling planets.

Oscar Wilde, October 16, 1854, 3.00, Dublin

Almutem

Different procedures, we said, some of which seem to be almost universally accepted, with slight variation, by medieval and Renaissance authors, as part of a common corpus of techniques generally applied by traditional astrologers. An example is the Almutem of the Chart, in the version supported by Abraham Ibn Ezra, who defines it as

planeta super totum circulum potestatem habentis quem sarraceni almutez dicunt

(the planet that has power over the whole chart, which is called Almutez by the Arabs) in his Liber de Nativitatibus, 1154 (Warburg FAH750, p.5).

First of all we have to identify the five vital places in any natal chart: Sun, Moon, Ascendant, Part of Fortune [1] and pre-natal syzygy (full moon or new moon preceding birth). The planet with most essential dignity in those five places will be Almutem, the result of computing 5 points or “strengths” for domicile in the sign, 4 points for exaltation, 3 for diurnal or nocturnal triplicity according to Dorotheus of Sidon (in case of day birth or night birth), 2 points for Egyptian terms or bounds, 1 point for face. To this we add a specific score for accidental dignity, on the basis of the presence in the Houses and their relative fortitude: first house 12 points, second house 6, third house 3, fourth 9, fifth 7, sixth 1, seventh 10, eighth 4, ninth 5, tenth 11, eleventh 8, twelfth 2. Plus 7 points to the lord of the day and 6 points to the lord of the hour.

The planet with the highest score is the Almutem of the Chart, which sums up the meaning of the native’s inherent destiny, the hallmark of our personal approach to life, the planet whose energy permeates us most clearly, immediately available as a mode of expression; our essence or nature, the very fabric of our soul.

The problem is that the Almutem, however dignified in the five vital places, however powerful over Sun, Moon, Ascendant, PoF and Syzygy, could well be without any essential dignity per se, in its actual position in the natal chart. Suppose that the vital places, most of them in Taurus in an imaginary oversimplified example chart, lead to Venus as Almutem of the geniture. Imagine, now, that Venus is in Aries, sign of her detriment. Certainly such an Almutem as lord of that chart will represent the native’s most distinctive qualities, but unfortunately it will hardly be a good counsellor, a valid and reliable resource in challenging situations, because of its essential debility. On the contrary, the very instinctiveness, naturalness and spontaneity with which we tend to resort to that planet, because of our constitution and temperament, could lead to modes of thought and behaviour that are too standardized and repetitive, even compulsive, often unfit for the purpose, the actual situation, or even the needs of our personal evolution or development.

The Lord of the Geniture

If we are looking for what Bernhard Bergbauer calls “the soul’s compass”, a reliable guide, a type of energy that can help us for the best and to do our best, we must rely on a powerful and virtuous planet, the one which has most essential dignity, and is also adequately placed accidentally in the natal chart, in the actual position where it is situated. Essential dignity, supported by an amount of accidental strength, sufficient to make the energy of that planet easily accessible to the native, will guarantee a positive and favourable influence, practically usable in the real world.

That planet is the Lord of the Geniture, the talent that helps us to perform our tasks in the best possible way, the virtue we should aspire to, the advice we should follow, although we seldom listen to it. In fact, while the almutem of the chart usually accounts for readily available qualities we tend to use automatically in response to external stress, the Lord of the Geniture is typically the final goal of an arduous path of personal development. Responding and operating with the Lord of the Geniture is, actually, always a deliberate, adult choice, sometimes difficult and hard, because it is rarely spontaneous. Our “internal king”, as John Frawley calls it, will not ascend the throne by himself. We must crown it and give it the power to rule with an act of conscious will.

Some astrological conditions can foster and assist this inner process. If the Lord of the Geniture is adequately dignified and in some useful relation (aspect, reception, or any kind of familiarity or connection) with the Almutem of the Chart, the transfer of power can occur more easily, though rarely once and for all. Aspects between the two planets, antiscia included, promote cooperation. Major mutual reception makes the transition much easier. The best occurrence of all is, of course, when Almutem and Lord of the Geniture are the one and same planet.
On the contrary, an accidentally strong Almutem in contrast with a Lord of the Geniture confined in the 12th house, would make the handing over very difficult indeed, given the greater accessibility of the former compared to the relative seclusion and ineffectiveness of the latter.
Some charts, moreover, show a depressing scarcity of worthy candidates to the role of Internal King, for lack of sufficiently dignified planets. That’s life! We are not always given a perfect guide to follow. If no planet has essential dignity enough, that does not mean we cannot succeed in life. On the contrary. But we will have to struggle and win, with the little we have.

“The Picture of Oscar Wilde”

An example will clarify the procedure. We are going to examine the nativity of Oscar Wilde, a famous Irish author of the late nineteenth century, a controversial figure of man and artist, born in Dublin on the 16th of October 1854 at 3.00 o’clock, who died on the 30th of November 1900 in Paris, after imprisonment for sexual scandal.

Oscar Wilde

October 16, 1854 NS, 3.00, Dublin

Placidus

Temperamentally melancholic, Wilde was born on the day of the Sun, at the hour of Mars. Calculating all the essential dignities of each planet in the five vital places of the chart, and adding the virtues acquired by each of them by position in the Houses, we obtain the Almutem, Mars, which is also Lord of the planetary hour.
Since his childhood, Oscar had shown manners and behaviour ascribable to his almutem. A well-known anecdote is revealing of his character. Oscar and his little brother had been entrusted to the care of a nurse. During her short absence, the clothes of both children, hung out to dry in front of the fireplace, caught fire. While his brother was crying, obviously shocked and scared, Oscar was clapping his hands enthusiastically. When the nurse was finally able to extinguish the fire, Oscar wept disappointed because the fascinating show had come to an end.

Oscar Wilde was famous, and still is, for his satirical comedies and provocative attitude. Mere verbal aggression, nothing more, which he unleashed against the traditional hypocrisy of the Victorian Age: stinging words, pungent aphorisms, biting remarks, which made him notorious. It is no accident that his Mercury is in Scorpio in the third, its dispositor a peregrine Mars in the sign of Mercury’s exile. And Mars, in turn, is in the domicile, triplicity and terms of Jupiter, while Jupiter is in the place of exaltation and face of Mars, a powerful mutual reception that creates a strong and meaningful bond between the two planets. Jupiter, by the way, rules the seventh house of relationships, and is itself in the fifth house of pleasure, in its fall. That alliance between Mars and Jupiter is not alien to Wilde’s provocative sexual life, utterly unacceptable to the prudish Victorian society.

Let’s identify, now, the Lord of the Geniture. There is no doubt the only plausible candidate, great in essential dignity for domicile and terms, is Venus in Libra. All the other planets are peregrine, and the Sun and Jupiter in their fall. Venus is the internal queen, a positive influence in Wilde’s existence, the kind of energy that allowed him to write masterpieces, and would have enabled him, if properly used, to transform his life into a veritable “work of art”.

The pursuit of beauty will always be Wilde’s ideal and final goal. Absolute beauty, totally untouched by ethical or moral considerations:

The artist is the creator of beautiful things. […] There is no such thing as a moral or an immoral book. Books are well written, or badly written. That is all.[2]

Wilde would become the most celebrated exponent of British Aestheticism, whose motto is “Art for Art’s sake”, art with the only aim of creating beauty. Venus in Libra is his true Lady of the Geniture and inspiring muse.

However, it is never an easy task, to renounce the mode of expression typical of a peregrine, but accidentally strong and angular Mars, in order to espouse the mode of a dignified, but feeble and less accessible Venus, in the second house and under the rays of the Sun.
Wilde’s life was a continuous struggle between those two powerful principles, represented by two planets that, unfortunately, have no relation by aspect, or by mutual reception, in his nativity.

The author himself in his only novel, The Picture of Dorian Gray, offers a wonderful example of the debate between almutem and lord of the geniture. The charming protagonist, a refined aesthete and a passionate lover of the beautiful, cannot break away from the most aggressive facets of his nature, which will lead him to commit murder in order to preserve his perfect image. In a fit of anger, he stabs the painter who made his portrait. It’s hard to think of a situation, a feeling and a weapon more appropriate to show the principle of Mars fighting that of Venus. Finally, disgusted by the picture that pitilessly depicts the quality of his soul, he will stab the canvas, killing himself. The blade, martial symbol of self-destruction, destroys art and, in so doing, destroys life as well. The conscious and voluntary passage from Mars to Venus has not occurred.

Even in Wilde’s life, that passage never took place in a complete manner. His provocative attitudes made an enemy of Lord Douglas, marquess of Queensberry and father of his young friend and lover, and public opinion, up to then attacked by Oscar’s witty and sharp criticism, revolted against him, ostracized him and decreed his downfall.

 

[1] From the “Preface” to The Picture of Dorian Gray by Oscar Wilde.
[2] Ascendant + Moon – Sun (day formula); Ascendant + Sun – Moon (night formula.)

References:
Abraham Ibn Ezra, Liber de Nativitatibus, 1154 (Warburg FAH750 pdf, Venezia 1484)
Bernhard Bergbauer, Der Geburtsherrscher im Horoskop – Kompass der Seele, Chiron Verlag 2008
Oscar Wilde, The Picture of Dorian Gray, 1891

Redazione TheSun Astrology

Redazione TheSun Astrology

A cura della Redazione Blog Magazine The Sun Astrology

I contenuti presenti sul sito "Thesunastrology.it" dei quali sono proprietari gli autori, non possono essere copiati, riprodotti o ripubblicati su altri siti o blog senza autorizzazione dell’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi forma o mezzo. È vietata la pubblicazione e redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita secondo norma di legge. Per richieste di informazioni prego contattare l'email
redazione-blog@thesunastrology.it

CC

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

THE SUN ASTROLOGY

Blog Magazine ad aggiornamento non periodico frutto delle passioni e delle competenze dei singoli autori, diretti proprietari e responsabili dei contenuti proposti. Gli articoli pubblicati sono approfondimenti di libera consultazione.
______________________________________________
I contenuti presenti sul sito "Thesunastrology.it" dei quali sono proprietari gli autori, non possono essere copiati, riprodotti o ripubblicati su altri siti o blog senza autorizzazione dell’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi forma o mezzo. È vietata la pubblicazione e redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita secondo norma di legge. Per richieste di informazioni prego contattare l'email
redazione-blog@thesunastrology.it

Il presente contenuto è protetto da Licenze Creative Commons
CC + SA + BY + TO REMIX + NC

TheSunAstrology, 2020 © All Rights Reserved