Giorno: 21 Giugno 2020

ASTROLOGIAFilosofia ed esoterismoFrancesco Faraoni

Zolfo Minerale: il Sole degli Alchimisti. Pietra giornaliera.

Lo Zolfo è un elemento fondamentale dell’Opera Alchemica, lo ritroviamo in numerosi manoscritti antichi, di età medievale, unito ad altri elementi. Dal punto di vista simbolico, lo Zolfo è associato al FUOCO quindi alla modalità maschile e attiva, è il minerale più vicino alla natura del Sole ovvero che intende rievocarne la sua energia e vibrazione. Lo Zolfo si trova facilmente in natura ma in particolare sono le zone vulcaniche quelle dove possiamo trovare abbondanti concentrazioni di cristalli, anche puri. Lo Zolfo come simbolo alchemico è ricorrente in numerose iconografie, ed è una pietra che non può mancare in casa, per chi è appassionato di cristalli e minerali.

 

 

Partiamo dall’osservazione del glifo utilizzato per rappresentare questo elemento. Il simbolo è l’incrocio e l’incontro tra un triangolo e una croce quadrata. Il triangolo richiama la triplicità del divino-spirituale ovvero Dio-onnipotente | Luce-infinita | Natura-divina. Il Dio onnipotente è l’UNO indissolubile, sempre presente, impronunciabile, l’intelligenza divina che gli alchimisti mettevano in correlazione e in analogia al SOLE. La Luce infinita rappresenta l’amore che pulsa dall’Uno, ovvero l’emanazione di Dio che tutto avvolge e che attraverso essa tutto è possibile. La Natura divina ci ricorda che poiché tutto è creato dall’Uno e tutto è per emanazione dell’Uno, in ogni cosa che ci circonda è rintracciabile una natura divina. Ciò che oggi abbiamo razionalizzato e psicanalizzato nel concetto di Sé, era per gli alchimisti più semplicemente traducibile con il concetto di natura divina, che permea ogni cosa e quindi rintracciabile in tutto: dalla pietra, alla foglia, sino agli animali e agli umani. Il triangolo richiama anche il concetto di maschile e fuoco. La parte bassa è chiamata croce quadrata, un tratteggio che ritroviamo anche in numerosi glifi astrologici, presenti per esempio nella rappresentazione di alcuni pianeti. Si tratta del locus terrenus rappresenta quindi la croce simbolo della terra, la croce con le le braccia della stessa grandezza intende sempre rappresentare il nostro pianeta. Diviso in quattro punti cardinali, la croce intende essere l’analogia dei quattro elementi aria acqua fuoco terra e delle quattro modalità umorali caldo secco umido freddo. Si trova in posizione bassa, rispetto al triangolo posto in modo dominante, in alto. Il locus terrenus in questa parte del simbolo ci dice che la natura dello zolfo (anima maschile attiva) è dentro di noi, ci appartiene ed è una parte di noi.

 

 

Lo Zolfo come elemento lo ritroviamo in numerose immagini alchemiche medievali, come in questa proposta proveniente dal Rosarium Philosophorum del XIII secolo. Lo zolfo è accompagnato qui da altri due elementi, il Mercurio alchemico e il Sale alchemico. L’ANIMA è in questa immagine riconducibile allo Zolfo e rappresenta la parte luminosa-solare della nostra spiritualità. Lo SPIRITO è riconducibile al Mercurio alchemico che intende rappresentare la parte oscura-lunare della nostra spiritualità. Il CORPO ovvero il Sale è il luogo in cui avviene il contatto tra Anima e Spirito, è in un certo senso il contenitore materiale delle nostre parti animiche, letteralmente il corpo che contiene Spirito e Anima. Ricordo che i concetti di Anima (zolfo) e Spirito (mercurio alchemico) sono ciò che portarono all’intuizione junghiana di Anima e Animus, concetti che provengono dall’antica sapienza dell’Alchimia. Nell’immagine le tre entità, anima, spirito, corpo, confluiscono unitamente in un’unica “essenza” che va a riempire una ampolla, metafora della realtà (manifestazione). Questa immagine vuole dirci che noi siamo l’insieme di più elementi, alcuni che costituiscono la parte animica, altri quella corporea. L’equilibrio di questi elementi permette la vita, l’esistenza.

Lo zolfo dal sanscrito शुल्बारी   significa “nemico del rame” è visto come arma distruttiva e incendiaria ma anche come medicinale, gli egizi lo utilizzavano come potente rimedio contro la morte (malattia). Perché? Probabilmente perché il cristallo (Zolfo minerale) ha un coloro intenso, che può essere giallo, tendente all’arancione in certi casi anche verde; il più usato era ovviamente quello giallo e richiamava il Sole e la sua natura. Poiché la pietra si ritine abbia la natura del sole, in questo cristallo è riprodotto il SOLE, la sua energia e la sua vibrazione, ma in una modalità non caustica, non bruciante e distruttiva, ma in una modalità più umida, più temperata, capace cioè di rigenerare il corpo, curare, rinforzare e proteggere. Forse per questo lo zolfo in antichità era utilizzato come potente medicinale.

ANALOGIE ASTROLOGICHE – lo zolfo come pietra minerale è associabile alla triplicità di fuoco, quindi ai segni Ariete Leone Sagittario. Il signore della triplicità di fuoco è GIOVE che come non mai ha tutti i titoli per rappresentare lo Zolfo che intende esprimere una qualità non eccessivamente calda, non eccessivamente secca, quindi umore temperato, caldo umido, gradevole. La pietra ha la natura di MARTE ARMONICO (ariete) in qualità di defensor ovvero protettore, difesa dagli attacchi e loro respingimento; ha la natura del SOLE ARMONICO (leone) in qualità di pater amabilis ovvero medicina giornaliera e quotidiana, grazia, forza, fermezza, stabilità e capacità di fare e progettare; ha la natura di GIOVE ARMONICO (sagittario) in qualità di pater soter ovvero protettore e salvatore dei valori umani.

PIETRA DI ZOLFO COME ENERGIA – acquistare una pietra di zolfo minerale da tenere in casa, o portare con sé, è come prendere un po’ di sole e utilizzarlo nei momenti di maggiore fatica e debolezza fisica e psichica. Andrebbe acquistata in certe condizioni astrali: tipo Giove Sole Marte i tre pianeti legati a questa pietra devono essere in segni favorevoli, quindi evitare la caduta e l’esilio. Devono essere tra loro armonici, eviterei gli aspetti di congiunzione, meglio sestili, trigoni, buoni anche i semisestili. La Luna nel giorno dell’acquisto della pietra deve essere in aspetto armonico al Sole. Il Sole deve trovarsi in una casa favorevole, la migliore è la decima casa (nel momento dell’acquisto). Se non possiamo seguire tutte queste regole, rispettiamo quella che richiede un’aspetto di sestile o trigono tra Luna e Sole nel momento dell’acquisto, con un Sole posizionato in una casa favorevole. Una volta ricevuta la pietra va tenuta sotto la luce solare del mezzogiorno per essere purificata e ricaricata. Questa operazione può essere fatta ogni qual volta il Sole entra in un nuovo segno. La luce del giorno rigenera e purifica la pietra. Non va pulita con l’acqua. Non va messa a contatto con il rame. La possiamo tenere in camera, sulla scrivania, nel luogo di lavoro, nei luoghi delle attività, oppure potarla con noi durante il giorno. Non dovremo “dormire” vicino alla pietra, perché essendo della natura del Sole, abbiamo una energia fortemente diurna, che favorisce quindi le attività giornaliere. Alcuni manuali olistici dicono che può essere posizionata sul terzo chakra, perché in questo modo la pietra assorbe le vibrazioni negative, rilasciando quelle solari, positive, attive e ricostitutive. Il terzo chakra o Manipura è il centro del comando, in analogia al concetto di forza fisica e d’animo, determinazione, volontà, capacità di affermare e di gestire le istanze del mondo. Qui è la sede energetica della volontà: posizionare sopra il terzo chakra lo zolfo minerale, lasciarlo agire mentre ci rilassiamo distesi, respirando lentamente, e immaginando il sigillo del terzo chakra, oppure immaginando un grande sole amorevole, che ci avvolge, ci protegge e in cui sentirci bene, sorridenti, felici: questa procedura energetica permette di ricaricarsi di energia vitale, che ci protegge, purificandoci e ristabilendo la nostra capacità di azione e gestione: io voglio, e ottengo! Il terzo chakra è facile da individualizzare, è proprio sopra al plesso solare.

 

BIBLIOGRAFIA

Manuale dei chakra
di Shalila Sharamon, Bodo J. Baginski

Gemmologia. Vibroenergetica. Fondamenti di cristalloterapia, Vol. 2 (per lo Zolfo)
di Silvana Bertoli Battaglia

Sale mercurio zolfo. Una favola alchemica
di Baltasar

ASTROLOGIANicoletta Ferroni VittoriaPsicologia del profondo

Energia sessuale e fuoco sacro | Nicoletta Ferroni

Trattando l’argomento “Energia sessuale” molte persone sentono imbarazzo immaginando che ci si riferisca a tematiche sul sesso. L’energia sessuale è ben altro che il sesso. O meglio, il sesso è un’espressione dell’energia sessuale nel sistema energetico di una persona. E l’energia sessuale è quella forza creatrice che si manifesta in diverse forme, tra cui anche il sesso, ma non necessariamente solo il sesso. Possiamo far convogliare la nostra energia sessuale in un progetto creativo senza fare sesso. O possiamo fare regolarmente sesso, senza farci portavoce di progetti creativi. Oppure fare entrambe le cose. L’aspetto fondamentale a cui prestare attenzione è che l’energia sessuale non sia bloccata ma che scorra fluidamente attraverso i nostri canali energetici, anche perché quando si blocca procura infiammazioni fino a manifestarsi in disturbi di vario genere a organi come il colon fino all’ano, la vescica, i genitali, utero o prostata, ovaie o testicoli, nonché la colonna vertebrale. Spessissimo infatti basta sbloccare un ristagno di energia sessuale che la persona torna a risentirsi vitale e piena di “carburante” creativo.

Questo non significa che una volta sbloccata l’energia sessuale la persona debba o voglia fare sesso a tutti i costi. Significa piuttosto che la persona può attingere a questa energia per creare ciò che dà passione nella vita. Tuttavia dell’energia sessuale non si può far scorta perché essa è come il fuoco: arde ma per farlo ardere va mantenuto vivo, riconoscendo che è un’energia a cui tutti possiamo attingere, senza privarcene e senza farla divampare in eccesso.

E’ sufficiente mantenere il fuoco in equilibrio – come quando ci prendiamo cura di un focolare – per avere un’energia sessuale equilibrata e convogliata in ciò che ci dà gioia di vivere. Se chiedessimo alla dea Vesta1 che cos’è l’energia sessuale, ci parlerebbe della sacralità del fuoco che lei è preposta a mantener vivo e protetto per mantenere accesa la relazione tra il divino e l’umanità. E questo fuoco lo possiamo serenamente scambiare con chiunque senza dover fare sesso con chiunque. A volte può succedere che in alcuni periodi venga in modo più o meno inconscio praticata dell’astinenza da attività sessuali, spesso proprio per direzionare l’energia sessuale in qualcosa da creare per cui è necessaria questa energia.

Come se si riattivasse in tutti gli esseri umani, maschi inclusi, la propria Vestale interiore.2 Vi è mai capitato di sentirvi in particolare sintonia con qualcuno con cui avete portato avanti un progetto? Qualcosa su cui vi siete “focalizzati” insieme per manifestarlo nella materia? E avete sentito tanta passione e soddisfazione? Avete attinto alla vostra energia sessuale e l’avete onorata. L’avete onorata perché non avete scelto di far esprimere solo il vostro chakra sessuale, ma avete anche fatto salire l’energia sessuale nel chakra del cuore, della gola fino ai chakra della testa. Esattamente come può accadere con un orgasmo che non si limita a rimanere vibrazionalmente solo nel bacino. E’ la stessa dinamica espressa nel sesso ma senza un piacere energetico-genitale. Infatti l’energia sessuale più nota ha un passaggio ascendente. Per esempio nei rapporti sessuali si accende nei genitali e poi può prendere una direzione ascendente che può arrivare fino alla testa e anche fuoriuscirne.

E lo stesso vale anche per l’energia sessuale implicata nei progetti creativi ricchi di passione, ovvero quelli che non sgorgano da un’energia puramente mentale, ma nascono dal chakra sessuale per poi salire al livello a cui permettiamo di salire, passando per i chakra del cuore, gola, testa, senza necessariamente implicazioni genitali. E onorare questa energia significa anche accogliere l’energia sessuale che diventa tutt’uno con l’energia spirituale nel momento in cui le si permette di salire dal basso in alto. Tuttavia esiste anche un evento in natura che prevede un vero e proprio orgasmo discendente: il parto. Per quanto sia poco sperimentato, la natura prevede che anche nel partorire una donna possa provare piacere, a dispetto della famigerata frase: “Tu, donna, partorirai con dolore.” Sono poco note le preparazioni al parto in cui le donne vengono educate a questo fenomeno, come sono rarissime quelle donne che hanno avuto questa esperienza di piacere nel parto e ancor più rare quelle che lo confessano.

Però esiste questa possibilità in cui l’energia sessuale venga convogliata dal chakra sessuale permettendo alla donna di sbloccare il canale del parto al punto tale da farne un evento fisicamente ed energeticamente piacevole.

Ma dal chakra sessuale, prima di scendere, questa energia si mette in comunicazione con il chakra del cuore e della gola verso cui si espande, senza salire, per poi scendere attraverso il canale del parto. Non a caso alle donne in sala travaglio viene suggerito di usare la voce per rilassare gola e genitali. E d’altronde la donna stessa usa spontaneamente la voce, sia nel momento del parto che nei rapporti sessuali. Naturalmente in molte scuole tantriche questo fenomeno dell’orgasmo discendente viene insegnato anche a donne non partorienti e agli uomini, affinché imparino a conoscere il fluire e la gestione della propria energia sessuale. In tal modo non solo il parto diventa la massima forma di espressione dell’energia sessuale che si “incarna” attraverso il chakra del cuore, ma qualsiasi manifestazione creativa in cui è implicata l’energia sessuale può diventare la massima forma di espressione dell’energia divina.

Intendendo l’energia divina come la summa di tutte le manifestazioni energetiche: spirituale, mentale, emozionale e fisica dell’esistenza, per ascoltare e dar voce ognuno alla propria vocazione, in cui l’energia sessuale si fa portavoce della vocazione stessa. E a proposito di vocazione, Vestali, nonché dell’asteroide Vesta, concludo con queste significative considerazioni di Irene Zanier: “La verginità delle Vestali non è da intendere quindi in senso di castità, bensì in quello originario di ‘integre e complete in se stesse’. Ancora una volta integrazione.

Nel sistema dei simboli questo asteroide Vesta è diventato emblema del “principio di concentrazione spirituale e devozione nel seguire ognuno la propria chiamata, la propria vocazione.”3

Nicoletta Ferroni

NOTE

1 Vesta a Roma (ma anche Estia in Grecia) erano le dee protettrici del focolare del Re, venerate da ogni famiglia, ma anche attraverso un culto ufficiale di stato che a Roma veniva celebrato il 9 giugno, in una piccola costruzione a pianta circolare nel Foro romano fatta costruire apposta dal Re Numa Pompilio (715-673 a.c.). Il fuoco sacro venne spento nel 391 d.C. per ordine dell’Imperatore Teodosio, che con l’editto di Tessalonica proibì i culti pubblici chiudendo tutti templi pagani.

2 Sacerdotesse della dea Vesta, donne di grande prestigio politico, scelte dal Re tra ragazze in età compresa tra i sei e i dieci anni, appartenenti a famiglia di rango patrizio. Il loro compito era mantenere il fuoco sacro a Vesta nel tempio circolare al Foro romano. Se il fuoco si estingueva era presagio di sventura. Addirittura la Vestale responsabile veniva gravemente punita, così come venivano punite, (sepolte vive lungo la strada selciata di Porta Collina) se violavano il voto di castità durante il tempo del loro sacerdozio che durava trent’anni (dieci per la preparazione, dieci per l’esercizio del sacerdozio e dieci per formare nuove giovani). Dopodiché potevano rientrare in famiglia e anche sposarsi.

3 Articolo, Luna piena in Toro: la sacra fiamma di Vesta, tratto dal suo oroscopodelmese.it

ASTROLOGIAAstrologia Mondiale: attualità, cronaca, socialeIrene Zanier

Riflessioni attorno all’eclisse solare di Giugno 2020 | Irene Zanier

Nella giornata di ieri, 20 Giugno 2020, il Sole poco prima di mezzanotte ha fatto il suo ingresso in Cancro e, a distanza di circa 9 ore, è stato raggiunto anche dalla Luna dando inizio alla lunazione delle Erbe. A causa della vicinanza di Sole e Luna al nodo lunare nord, la testa del serpente, assistiamo anche alla formazione di una eclisse anulare di Sole.

I nodi lunari, che a Maggio sono passati dall’asse Cancro-Capricorno all’asse Gemelli-Sagittario, astronomicamente sono i due punti in cui l’eclittica (il percorso del Sole) intersecano il percorso della Luna. In chiave simbolica è in questi due punti che lo Spirito (che possiamo chiamare Sè e che è simboleggiato dal Sole) e l’Anima (simboleggiata dalla Luna) possono incontrarsi a metà strada e dialogare, ma lo fanno in un talamo oscuro, rompendo il tabù dell’impossibile incontro tra le cose elevate e spirituali e le cose terrene ed umane.

Lo Spirito qui incontra ed istruisce l’Anima.

Detto in un altro modo, il dio incontra Psiche. Testimone dell’evento è la Coscienza umana, non sempre matura per affrontare la potenza numinosa e terrifica dell’evento astrale, ma che ha comunque l’opportunità di prendere parte ad un processo evolutivo che ha un impatto anche sul collettivo.

Anche se sembra che le cose in questo momento si mettano male, che siano terribili, spaventose, più grandi di noi, in realtà l’Anima sta vivendo questo momento epocale per crescere ed evolversi e questo è qualcosa che non può essere spiegata usando gli strumenti della razionalità. Ogni fase anomala del Cielo ci proietta immediatamente in un tempo sospeso durante il quale mettiamo in discussione le sicurezze che avevamo e che sembrano fuggirci dalle mani. È qualcosa che avviene continuamente: il progredire lineare e quasi scontato degli eventi viene interrotto da qualche anomalia (e le eclissi sono una delle anomalie più evidenti) e l’unica cosa che ci viene chiesta per affrontare l’evento è uscire dagli automatismi di pensiero, dai favoritismi personali, dagli egoismi e per fare questo è necessario che ognuno faccia i conti con la propria porzione di “incompiuto” (e per questo tenebra), per rubare le parole ad Annick de Souzenelle, relegato nell’ombra.

Il nodo nord e la testa del serpente

Il nodo nord è la testa del grande serpente, ma in altre tradizioni è anche la testa del Lupo del Cielo che eternamente rincorre Sole e Luna per divorarli.

Ed ecco che i simboli iniziano a dirci qualcosa: il fatto che si tratti della “testa” è una delle caratteristiche che ci permette di distinguere questa eclisse  dall’altra che coinvolge il nodo sud.  Nell’astrologia indiana il nodo nord, Rahu, viene considerato un elemento di grande potenza: è una testa senza corpo che divora tutto, mai sazia, dalla natura demoniaca (che non significa per forza di cose… cattiva) ma che, se ben gestita e in posizioni armoniche del proprio Cielo di nascita, permette anche di sviluppare consapevolezza e potere personale sulle proprie risorse. Nel proprio tema personale il nodo nord (Rahu) e il nodo sud (Ketu) rappresentano i personali punti di eclisse, i punti in cui è possibile prendere consapevolezza del proprio destino e lavorare per far emergere una personalità più libera dalle abitudini, dalle sicurezze, dagli automatismi registrati nella mente antica. Ed ecco perché si tratta di punti potentissimi e gli eventi astrali che li coinvolgono devono essere vissuti con responsabilità e coscienza: utilizzare le energie delle eclissi, ad esempio, senza aver consapevolezza di cosa si va a smuovere può creare destabilizzazioni e disequilibrio anche per parecchi mesi. Rahu e Ketu sono punti di grande potere che, per parafrasare un detto abbastanza noto, comportano grandi responsabilità.

Quello dell’eclisse solare non è di certo il momento migliore per “agire” disordinatamente, quanto piuttosto è utile dedicare questi momenti all’intensificazione della meditazione personale e alla ricerca del proprio centro (il Sole) che mai si oscura. Sarà necessario fare i conti con quello che c’è e che emerge.

Il nodo nord, complice simbolicamente anche la Luna, divorerà ed oscurerà la luce del Sole (in maniera parziale) e ci porterà nel regno delle ombre, dei fantasmi, delle ansie, delle paure. Trattandosi della “testa” del serpente, animale simbolo sia di saggezza che del mondo sotterraneo legato agli istinti, ci porta ad assistere ad un abbassamento della coscienza, rappresentata dal Sole, e la conseguente emersione di emozioni antiche sepolte nell’inconscio collettivo che possono essere affrontate, metabolizzate e, se necessario, anche lasciate morire nel caso non siano più parte del bagaglio che vogliamo portare con noi.

Ed ecco che l’Eclisse, che avviene nei pressi di una delle due porte solstiziali (la Porta degli Uomini), può aprire appunto la porta all’esplorazione di ciò che è contenuto nell’Ombra, personale prima e collettiva poi, mettendo a terra anche contenuti ed informazioni nuovi.

Gli asteroidi dell’eclisse

Ma a cosa serve tutto ciò? Non possiamo arrivarci in altro modo?

Credo che rispondere a questa domanda sia ciò che caratterizza il viaggio di individuazione di ognuno, ma se proprio volessimo farci ispirare da ciò che troviamo riassunto in Cielo, alla ricerca di spunti immaginali, potremmo lasciarci coinvolgere anche da ciò che gli asteroidi ci comunicano.

Il novilunio in Cancro si trova infatti congiunto all’asteroide Hygiea, “colei che lenisce”, è un asteroide collegato sia alle ansie derivanti sia alle questioni di salute che al sesto senso nella cura di sé. Escludendo tutto ciò che coinvolge il corpo e la psiche in profondità, per i quali è sempre utile rivolgersi a persone competenti che sappiano curare, questo asteroide ci dà comunque una indicazione di quello che possiamo fare nel nostro piccolo: prenderci cura di noi, affrontando coraggiosamente ciò che si nasconde nell’ombra del nostro inconscio e che può prendere forma attraverso ansie, paure, lapsus e paranoie. Quello che questo novilunio così particolare può mettere in evidenza sono i diversi modi in cui è possibile reagire alle ansie per la salute: la ricerca scrupolosa e scientifica, la ricerca della cura miracolosa oppure l’arrogarsi il diritto di decidere per la salute e per il corpo di altri in nome della scienza. Non si tratta di dare una frettolosa condanna a nessuno di questi tre atteggiamenti, quanto piuttosto riflettere su quanto la risposta sia spesso automatica e guidata da meccanismi inconsci.
Inoltre l’asteroide Lilith, della natura di Plutone-Marte, si trova in Sagittario ed è orientata verso il centro della Galassia (Galactic Center) e immette in circolo tutta la rabbia repressa a causa di ingiustizie come anche l’emersione di vecchi sistemi di controllo delle folle. Non è quindi insolito che in questo momento così teso a causa delle preoccupazioni per il Covid-19, ci siano anche manifestazioni in diverse parti del mondo al fine di far sentire la propria voce.

Si tratta davvero di un momento delicato dal punto di vista collettivo, ma che può portarci a riflettere su quanto siamo disposti a contrabbandare della nostra autenticità per preservare quello che pensiamo sia la “sicurezza”. 

Buon solstizio

Irene Zanier


 

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AstrogenealogiaASTROLOGIARossana Strika

Questione di Yod: Meghan Markle | Rossana Strika

Cari Amici, oggi vi condivido il tema natale di Meghan Markle, moglie di Henry d’Inghilterra. Meghan è stata “importata” in un certo Sistema familiare, come necessario elemento destabilizzatore. Questione di Yod, uno Yod particolare chiamato Yod tetraedico o Yod Boomerang. Si tratta in questo caso di uno Yod generazionale perché coinvolge Chirone, Plutone e Nettuno, che prende manifestazione personale all’interno del posizionamento nelle case. Alla base dello Yod troviamo Plutone a 21° della Bilancia, IV casa. Disposto da Venere, dispositrice del Fondo Cielo. Plutone forma un sestile con Nettuno a 22° del Sagittario, V casa. Disposto da Giove, pianeta dispositore della VI casa. Punto Focale della configurazione Chirone, 22° del Toro e casa XI. Disposto da Venere, dispositrice anche di casa XI, legata anche al concetto del Sistema familiare. Lilith e Urano in Scorpione sono congiunti al Midpoint del sestile alla base, disposti da Plutone coinvolto in base Yod e pianeta dispositore di casa V. I due, formando quindi un’opposizione a Chirone, punto focale, dinamizzano la figura. Si crea così lo Yod Boomerang. Non conosco nel dettaglio la sua storia familiare eppure mi viene naturale intuire un collegamento tra i due Sistemi, quello di provenienza e quello di “importazione”. Le questioni prendono avvio a partire da alcune riflessioni di carattere affettivo. Nel gioco dei dispositori Venere assume il ruolo principale e non mi meraviglia che gli scardinamenti familiari operati da Meghan siano il frutto della sua relazione d’amore con Henry. Rimane forte il percepito di ingiustizia nei confronti delle invasioni della privacy nei suoi Sistemi. Una rabbia disubbidiente smossa dal sentirsi una cellula rifiutata nella sua identità più selvaggia e la necessità di scoprire delle parti nascoste di sé grazie al e nonostanteil disagio. Un’esigenza di fare giustizia veicolato anche dalla Luna in Bilancia, disposta sempre da Venere, in congiunzione a Saturno e Giove. Venere, protagonista assoluta di questo tema.

Grazie e nonostante sono parole che utilizzo spesso perché tutti noi sviluppiamo delle particolari abilità interiori grazie al nostro vissuto familiare e nonostante spesso non sia un territorio apparentemente agevolante. 

Una domanda serpeggia all’interno di questa configurazione, così imperante e solitaria nel tema. Per essere accettata devo nascondere ciò che sono veramente? La relazione può essere il trampolino verso l’integrazione di nuove parti dell’essere donna o l’involuzione verso il rinnegare alcuni profondi bisogni per essere accettati. L’equilibrio tra le forze è delicato e ambivalente, si crea allora una forza interiore dirompente innescata da una miccia scompensatrice d’eccellenza: Urano. Quella forza interiore dirompente è Marte in Cancro che si muove in difesa delle istanze lunari, sulla base di un senso di isolamento e solitudine. A causa della quadratura con Giove in terza potrei pensare ad un’ipotesi di una nascita con un gemello scomparso in utero. Si palesa allora l’istinto alla strenua difesa del vissuto di chi fa coppia con Meghan, il voler tenere la persona al proprio fianco per paura di perderla e rimanere sola senza aver lottato per salvare l’altro. Ecco che Marte Cancro allora agisce in modo reattivo soprattutto nel momento del rinnegamento dei propri bisogni e del contemporaneo senso di colpa nell’affermarli.

Urano dunque: quella potenzialità di spostarsi attivamente verso un’unica possibile scelta, quella verso la libertà di essere sé stessi, da condividere con l’altro agevolandone la libertà. Urano in Scorpione dispositore di VIII casa, Plutone dispositore di Urano in IV casa in Bilancia. Si necessita di tagliare con memorie di dipendenze finanziarie all’interno delle coppie. Le relazioni vanno portate per Meghan ad un livello più paritario, così pure l’uscita da una determinata realtà può essere l’interessante svolta esplorativa per volgere lo sguardo al mondo, oltre i confini del sur-reale verso la realtà esternaAbbattere quindi i confini della diversità sociale rendendosi uno con gli altri, e paradossalmente acquisire così il vero potere, quello della libertà di scegliere il meglio per sé, la “normalità”. Normalità che rappresenta in questo caso una necessità di metamorfosi del concetto di diversità. Una trasformazione attiva delle abitudini familiari, fuori dai confini dell’istituzionalità creando un nuovo paradigma di coppia e famiglia. Nuove forme di lealtà, una necessaria ridefinizione delle lealtà non solo familiari ma istituzionali. Dobbiamo per forza di cose provocare un terremoto perché crollino alcune strutture e Meghan lo sa molto bene. Attraverso una ridefinizione della coppia e della genitorialità si compie il salto verso l’ignoto, una normalità che è comunque diversità dalla solita routine.

Ogni scardinamento di un pregresso rappresenta un progresso.

Preservare poi la privacy dalle invasioni del Sistema monarchico e dal mondo per poter sentirsi liberi di vivere in base ad una scelta: uscire dalla forma per dare lustro alla sostanza delle cose. Perché spesso la forma devia dalla sostanza, e solo le relazioni di sostanza possono portare verso l’evoluzione della coppia in connessione con l’evoluzione del singolo. Naturalmente Venere di Meghan, in Vergine a 13° in III casa e in duetto isolato con Marte in Cancro, 11° e casa XII mi porta a sentire una natura affettiva nata per coniugare le esigenze interiori di rassicurazione e affetto con una particolare capacità di creare un nuovo ordine, nuove disposizioni che regolino i modelli di relazione all’interno dell’Albero Genealogico.

Liberando Henry, il suo Sole in Leone in duetto isolato con Mercurio, contemporaneamente Meghan si libera dalla frustrante rabbia determinata dal sentirsi imprigionata nei ruoli. Asse II/VIII ovviamente con dispositori Sole/Urano. Rinasce allora come un’araba fenice quel femminile arrabbiato che ora può sentirsi libero anche senza passare per prigionie o catture.

Meghan, fuori-legge importata nel Sistema dei “reali” (o sono loro i sognanti/attori)?

Fuori da quei limiti e confini, si estende il mondo, popolato da pericoli sconosciuti ma libero.

ASTROLOGIAFrancesco FaraoniIndagine Astrologica

Questione Plutone: bistrattato e troppo inflazionato. Un mio ragionamento.

Plutone è stato scoperto nel 1930. Arrivo subito alla questione, non è considerato un pianeta attendibile nel linguaggio astrologico, perché la sua orbita è troppo amplificata, il pianeta è troppo lontano, è definito sasssolino da alcuni astrologi mentre altri lo enfatizzano per qualsiasi situazione, ogni disastro è ricondotto a Plutone. Nel video spiego il mio punto di vista, che qui ora riporterò anche in un breve ragionamento scritto.

PLUTONE se lo riconduciamo ad una energia divina richiama l’aspetto più oscuro di Dio, un aspetto di nascondimento e di mistero. Il culto di Plutone è poco documentato, le rare fonti che troviamo ci raccontano di templi isolatissimi e inaccessibili, la venerazione alla divinità si faceva di schiena, ovvero evitando di guardare l’effige e l’icona della divinità direttamente, perché si riteneva fosse una energia potente, oscura e devastante, nel bene o nel male la sua oscurità incuteva paura, quindi la venerazione a Plutone-Ade era molto particolare. Dal punto di vista astronomico, l’orbita di Plutone lo porta a interagire con la nostra eclittica solamente per una trentina d’anni. Poi ci sono lunghissimi periodi in cui il pianeta è lontano dall’eclittica. E’ accettato da tutti il fatto che l’astrologia si basa sull’osservazione e lo studio dei fenomeni che avvengono lungo l’eclittica, quello spazio di cielo in cui si compie il movimento (apparente) del Sole. Tutto ciò che avviene in questa fascia celeste è rilevante dal punto di vista astrologico.

Considero personalmente rilevanti tutti quei corpi che interagiscono con l’Eclittica quindi gli elementi del cielo dentro l’eclittica hanno un valore simbolico e di influenza energetica e simbolica. Plutone ciclicamente interagisce con l’eclittica terrestre, ma ci sono anche lunghi periodi in cui non lo fa. Rispetta in un certo senso il comportamento mitologico della divinità: Plutone Ade è confinanto nel suo regno, lontano dai mortali, è assente, una divinità non presente nelle faccende dell’uomo. Tuttavia sporadicamente riemerge dal suo regno e appare nel mondo quando lo fa è per rapire, distruggere, rompere, sovvertire, quindi la sua energia è sempre potente e sferzante.

Come ho dimnostrato nel video, tutte le volte che Plutone ha interagito con l’eclittica terrestre, nel mondo eravamo in momenti storici delicati, che segnavano cambiamenti di paradigmi culturali e sociali delicatissimi: anche se Plutone è stato scoperto solo nel 1930, possiamo condurre lo studio dei sui transiti anche prima del 1930 come hanno fatto molti astrologi noti come Andrè Barbault che per studiare l’energia di Plutone lo ha osservato anche in periodi storici in cui non era stato ancora scoperto come pianta.

Riporto le più recenti cicliche di Plutone, cicliche eclittiche che significano Plutone che interagisce con l’etlittica terrestre, ovvero Plutone che “entra e attraversa” l’eclittica terrestre. Cominciamo sicuramente da FINE 1700: verso il 1750 Plutone comincia ad avvicinarsi all’eclittica terrestre, dal 1750 al 1780 circa attraversa l’eclittica, è il periodo più forte di quei secoli perché comincia la Guerra dei Sette Anni nel 1756, la Rivoluzione Americana nel 1775 la Rivoluzione Francese 1785. la Costituzione Americana 1789. Insomma Plutone ha interagito con l’eclittica terrestre nel pasasggio tra fin 1700 e inizio 1800.

Poi un lungo silenzio di Plutone di circa 1 Secolo, riemerge dal suo regno verso il 1910 fino al 1950 arco di tempo in cui abbiamo le due grandi guerre mondiali. Di nuovo in un momento storico delicatissimo, per poi ritornare nel silenzio…. si riaffaccia verso il 2000, diventando sempre più intenso, e ci caratterizzerà all’interno dell’eclittica terrestre almeno fino al 2035. Plutone coincide con il crollo delle Torri Gemelle che apre lo scenario al crollo del capitalismo, le guerre in Iraq e le tensioni medio oriente e USa, le Primavere Arabe, la questione multipopolare, la crisi del sistema capitalista ed economica, la crisi industriale, insomma dal 2000 ad oggi come ho spiegato nel video tanti sono gli eventi coincisi con l’interazione di Pltuone all’eclittica terrestre.

Verso il 2035 Plutone comincia ad allontanarsi dall’eclittica e sarà sempre più “nascosto e assente”, fino a quando nel 2130 circa lo rivedremo vicino all’eclittica in un nuovo suo attraversamento.

Questi passaggi che ho spiegato nel video di presentazione a questo articolo, intendono sottolineare che Plutone in effetti non sempre interagisce con l’eclittica, ma quando lo fa ciò che emerge è molto netto e forte. Sono arrivato quindi a comprendere quanto questo corpo celeste debba intanto essere studiato ulteriormente, e di quanto gli venga data troppa enfasi sul piano genetliaco, e poca importanza su quello mondiale. Invece i pianeti generazionali andrebbero studiati proprio per questioni mondiali piuttosto come d’altronde osservava anche Barbault. Sicuramente per i casi individuali Plutone è importante quando è forte  ovvero angolare, e ovviamente deve esserci la condizione di un Plutone “presente” sull’eclittica terrestre.

Nell’immagine che segue potete osservare il mio Plutone in Bilancia, che è lontano dall’eclittica. Nessuno vieta di considerarlo, ma oggettivamente e se dobbiamo essere coerenti con il linguaggio astrologico, il pianeta non interagisce con l’eclittica, è troppo distante dal luogo in cui avviene il moto apparente del sole, luogo che è matrice solare e vivente di estrema importanza per l’astrologia. Gli approcci odierni per le stelle fisse, per esempio, danno molta importanza alle stelle fisse in relazione all’eclittica. Se una stella fissa non si trova dentro l’eclittica il suo rapporto con gli altri pianeti non viene considerato “forte”. Così anche per i corpi celesti, Plutone per essere rilevante deve trovarsi all’interno dell’area dell’eclittica terrestre.

 

Sul piano invece interpretativo, a Plutone è stato dato il domicilio dello Scorpione quindi ha la natura di Marte. Per deduzione, la natura scorpionica come primo domicilio rende il pianeta umido e freddo, la sua ricorrente assenza rispetto all’eclittica lo rende un pianeta nascosto, subdolo, sotterraneo, imprevedibile e quindi quando emerge sull’eclittica è da considerare come molto potente e destrutturante. Nel video di presentazione, troverete ulteriori approfondimenti.